Ricordare il futuro

[Ipotesi per un parco tecnologico connesso al Deposito Nazionale di rifiuti radioattivi]
18 05 2018 Presentazione Ravenna_Sokol-04

In occasione del Workshop “Il Bosco Coltivato ad Arte”, svoltosi lo scorso 18 maggio a Ravenna durante la manifestazione “Fare i Conti con l’Ambiente”, abbiamo assistito alla presentazione di una interessante proposta per il deposito di rifiuti nucleari, e relativo Parco Tecnologico. 
I nostri lettori sanno quanto ci sta a cuore il tema, che seguiamo da diversi anni nell’attesa che la CNAPI (Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee), pronta dal 2015, venga finalmente resa pubblica e l’iter di individuazione del sito prosegua.
Ringraziamo l’architetto Ariella Sokol e pubblichiamo qui di seguito le slides della sua presentazione.

Questo slideshow richiede JavaScript.

 

Per maggiori informazioni sul Deposito Nazionale, riportiamo qui i nostri articoli sull’argomento:
https://nucleareeragione.org/2015/01/09/buoni-propositi-per-lanno-nuovo/
https://nucleareeragione.org/2015/06/15/futuro-sicuro-work-in-progress/
https://nucleareeragione.org/2015/05/20/rifiuti-utili/
https://nucleareeragione.org/2016/11/10/la-centrale-di-krsko-e-la-cultura-della-sicurezza-nucleare/
Qui la Nota Informativa sulla CNAPI, pubblicata dal Ministero dello Sviluppo economico lo scorso 23 marzo, nel quale si affermava che (la sottolineatura è nostra) <<La CNAPI è predisposta dalla Sogin; dopo la validazione da parte di Ispra, su nulla osta dei Ministeri, la Sogin avvia la consultazione pubblica. Sono in corso al riguardo ultimi adempimenti, che potranno essere completati nei prossimi giorni. Si ricorda che la pubblicazione della CNAPI non è un atto discrezionale del Governo ma termine di un lungo processo tecnico.>>
Per quanto tempo ancora dovremo attendere questi “ultimi adempimenti”?

Annunci

Futuro sicuro. Work in progress

Entro la giornata di domani, la SOGIN dovrebbe consegnare ai Ministeri dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente la documentazione di approfondimento richiesta dal Governo, in merito alla lista dei siti idonei ad ospitare il Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi e il Parco Tecnologico. Ne avevamo già parlato qui, e l’argomento è stato ampiamente dibattuto in una recente conferenza, svoltasi a Ravenna con il contributo della stessa SOGIN.

La mappa dei siti e il progetto preliminare verranno resi disponibili nelle prossime settimane e fatti oggetto di una consultazione pubblica, cui seguirà la decisione finale sul luogo che ospiterà la struttura. Si tratterà certamente di una fase molto delicata, cui non mancheremo di dare l’opportuno risalto, contribuendo a informare i cittadini e stimolando la partecipazione al dibattito.

Per il momento, invitiamo i nostri lettori a prendere visione dei video promozionali curati dalla SOGIN.

El Cabril

39Vista N-O

El Cabril è il centro di stoccaggio di rifiuti radioattivi di livello medio-basso della ENRESA, e si trova nella parte nord-ovest della provincia di Cordoba ai piedi della Sierra Albarrana, in Spagna, nel Comune di Hornachuelos.

40

Il sito è stato progettato e costruito con le tecnologie di stoccaggio più avanzate, e l’integrazione con l’ambiente è stata considerata della massima importanza. La struttura dispone di due piattaforme per lo smaltimento dei rifiuti radioattivi a bassa e media attività (Low and Intermediate Level Waste – LILW) e un altro con strutture specifiche per i rifiuti di livello molto basso (Very Low Level Waste – VLLW).
Il sistema di smaltimento si basa fondamentalmente sull’utilizzo di barriere naturali ed artificiali che mantengano in uno stato di isolamento sicuro i materiali smaltiti per tutto il tempo necessario affinché siano convertiti in sostanze innocue.
Dall’inizio delle operazioni di stoccaggio, nel 1992, fino al 31 dicembre 2013, il sito ha ricevuto complessivamente circa 38.000 metri cubi di rifiuti, il che equivale grossomodo al 70% della capacità totale.
Precisamente, a dicembre 2013, delle 28 celle (“accumulatori”) disponibili 18 erano complete e chiuse: 16 strutture nella piattaforma nord del sito e 2 strutture in quella sud. Durante il 2013, El Cabril ha ricevuto un totale di 769,64 m3 di rifiuti a bassa e media attività.

41Movimentazione e stoccaggio @El Cabril

Dal 2008, è stata abilitata in aggiunta un’area specifica di smaltimento dei rifiuti VLLW, composta da una cella con una capacità di 30.000 m3. È prevista la costruzione di una seconda cella di capacità simile (lavori in corso) ed altre 2 sono pianificate per il futuro, in modo da completare la capacità già autorizzata di 130.000 m3.
Nel 2013, con un totale di 65 spedizioni sono stati ricevuti 912,14 m3 di rifiuti VLLW (di cui 888,84 m3 da siti nucleari). Alla fine del 2013 l’occupazione della cella VLLW era pari al 19,75%.

42Vista S-O

Tutti i rifiuti radioattivi, di qualsiasi livello, sono opportunamente trattati/condizionati/schermati prima del loro posizionamento nelle celle dedicate.
In particolare i rifiuti LILW sono incorporati in una matrice cementizia all’interno di fusti, normalmente con una capacità di 220 litri, i quali sono collocati a loro volta all’interno di contenitori di calcestruzzo ed immobilizzati con altro calcestruzzo. Tali contenitori vengono inseriti nelle celle di smaltimento, che sono distribuite su due piattaforme. Una volta che la capacità di queste celle è completa, si procede a ricoprirle con una serie di strati di terra e argilla per isolarle dalla biosfera e garantire la loro integrazione nel paesaggio.
Il centro è dotato di un laboratorio di controllo qualità dei rifiuti. Qui vengono effettuati studi di caratterizzazione e prove su parti del materiale ricevuto dai vari “produttori di scorie” e su altri campioni specifici provenienti dalle centrali nucleari. I risultati delle prove vengono confrontati con quelli da campioni fabbricati ad hoc per simulare i vari tipi di rifiuti, e con quelli “storici”, ossia prelevati da moduli di stoccaggio temporaneo e situati da tempo nella struttura.
Trasporti, consegne e movimentazioni vengono effettuati in conformità alle raccomandazioni dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica e secondo quanto stabilito nel European Agreement on the Road Transport of Hazardous Goods.
La U.S. Nuclear Regulatory Commission considera El Cabril uno dei migliori siti al mondo per lo stoccaggio dei rifiuti radioattivi: questo lo rende un punto di riferimento per siti simili al di fuori della Spagna.
ENRESA ospita volentieri visite guidate.
In alternativa, per saperne di più, ecco un’illustrazione interattiva:
http://www.enresa.es/publicaciones_y_audiovisuales/videos_e_interactivos/interactivo_rmba

Fonti principali:

http://www.minetur.gob.es/energia/nuclear/Residuos/GestionResiduos/Paginas/residuos.aspx

http://www.enresa.es/activities_and_projects/low_and_intermediate_wastes/el_cabril_installations_and_their_operation

https://www.iaea.org/OurWork/ST/NE/NEFW/WTS-Networks/DISPONET/disponetfiles/Wkp_SafetyAspects_LLWDisposal/Op_Experience_ElCabril_1992-2011.pdf

http://www.iaea.org/inis/collection/NCLCollectionStore/_Public/36/011/36011077.pdf

Rifiuti Utili

Nell’ambito della manifestazione Ravenna2015 – Fare i conti con l’Ambiente, si parlerà anche del futuro Deposito Nazionale per i rifiuti radioattivi, di cui avevamo già dato notizia in un nostro precedente articolo.
Questa conferenza è un’occasione da non perdere per conoscere il progetto e confrontarsi con SOGIN, l’ente incaricato della sua realizzazione.
Qui di seguito riportiamo l’invito stampa dell’evento.
Maggiori dettagli sono reperibili al seguente link:
http://www.labelab.it/ravenna2015/events/conferenza-5-officina-1-2-rifiuti-utili/

invito sogin

Buoni propositi per l’anno nuovo

Quest’anno nella calza abbiamo trovato quella che a tutti gli effetti ci sembra una buona notizia. Eccola qui: Sogin ha consegnato ad Ispra la proposta di Carta delle Aree Potenzialmente Idonee (CNAPI) ad ospitare il Deposito Nazionale per i rifiuti radioattivi. Ispra ha due mesi di tempo per verificare la corretta applicazione dei Criteri da parte di Sogin e validare la Carta.

14prato verde

La notizia, a dire il vero, era già nell’aria, corredata di qualche polemica montante. Poco importa. Per ora preferiamo concentrarci sul fatto che finalmente è stato raggiunto un traguardo fondamentale.

Il decreto legislativo n. 31 del 2010 ha affidato a Sogin il compito di localizzare, progettare, realizzare e gestire il Deposito Nazionale. A tale deposito deve essere annesso un Parco Tecnologico destinato a diventare un centro di ricerca applicata e di formazione. La realizzazione del deposito è un elemento essenziale affinché sia raggiunta la condizione di “prato verde” nei siti delle centrali nucleari del Bel Paese [1].

Nel Deposito, un’infrastruttura ambientale di superficie, saranno smaltiti in massima sicurezza circa 75.000 m³ di rifiuti di bassa/media attività:

  • 60% prodotto dalle attività di smantellamento
  • 40% prodotto dalle attività di medicina nucleare, industriali e di ricerca

Esso consentirà, inoltre, la custodia temporanea di circa 15.000 m³ di rifiuti ad alta attività.

Ecco, dunque, il nostro buon proposito per l’anno appena iniziato: seguiremo con molta attenzione tutta la faccenda e proporremo utili spunti di riflessione a chi fosse interessato. Tra le altre cose, si legge in quanto riportato dall’ANSA che “la pubblicazione della Carta e quella contestuale del Progetto Preliminare apriranno una fase di consultazione pubblica e di condivisione, che culminerà in un Seminario Nazionale, dove saranno invitati a partecipare tutti i soggetti coinvolti ed interessati”.

Iniziamo, però, dall’essenziale: chi o che cosa è Sogin?

Sogin è la società pubblica responsabile del mantenimento in sicurezza e dello smantellamento dei siti nucleari italiani e della gestione dei rifiuti radioattivi. Per convenzione, a livello internazionale, tutte queste attività possono essere raccolte sotto la voce decommissioning. Il decommissioning indica, quindi, l’insieme delle attività tecniche e amministrative necessarie a rilasciare un sito nucleare senza alcun vincolo radiologico.

Ricordiamo che la gestione dei rifiuti radioattivi comprende sia quelli prodotti dalle attività industriali, che quelli provenienti dai laboratori di ricerca e di medicina nucleare.

Oltre a Sogin, nel campo dei rifiuti radioattivi italiani troviamo anche Nucleco, che è l’operatore nazionale qualificato per la raccolta, il condizionamento e lo stoccaggio temporaneo dei rifiuti e delle sorgenti radioattive provenienti dalle attività di medicina nucleare e di ricerca scientifica e tecnologica. Sogin è controllata al 100% dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, Nucleco per il 60% da Sogin S.p.a. e per il 40% da Enea. Nel Gruppo Sogin operano circa 1000 persone: ci sono ingegneri nucleari, civili, meccanici, chimici ed ambientali, ma anche ovviamente fisici, geologi, esperti di radioprotezione e biologi.

15Siti Sogin in decommissioning

 

Sito Approvazione Istanza di Disattivazione Brown Field
Bosco Marengo (*) 2008 2016-2017
Caorso 2014 2028-2032
Casaccia 2018 2023-2027
Garigliano 2012 2024-2028
Latina fase 1 (**) 2015 2023/2027
Latina fase 2 (***) 2017
Saluggia 2016 2028-2032
Trino 2012 2026-2030
Trisaia 2016 2028-2032

(*) Nel 2013 è stato ultimato lo smantellamento dei sistemi d’impianto. Nel 2016 sarà ultimata la sistemazione dei rifiuti condizionati nel deposito temporaneo e gli edifici di impianto non saranno demoliti.

(**) In condizione di brown field [2] i rifiuti saranno condizionati, gli edifici convenzionali demoliti e il reattore ridotto e reso idoneo a conservare in sicurezza la grafite.

(***) Nella fase 2 anche il reattore sarà smantellato, la grafite rimossa e confezionata in maniera idonea a conservarla in condizioni di sicurezza.

La realizzazione del Deposito Nazionale con annesso Parco Tecnologico richiederà in media l’occupazione di circa 1500 persone/anno per 4 anni. La schedula prevede anche la realizzazione delle necessarie infrastrutture ed opere accessorie. Il conferimento dei rifiuti radioattivi non partirà prima del 2024.

Naturalmente tutto questo avrà un costo…

16Investimento complessivo – sono esclusi i progetti di ricerca (circa un miliardo di euro)

Concludiamo con uno sguardo ad un futuro meno prossimo, ma non meno interessante. Sogin ha competenze e capacità adeguate alle prospettive del mercato del decommissioning, grazie anche alle esperienze maturate in campo internazionale. Esistono potenzialità che ci auguriamo non verranno trascurate. Perseguendo l’obiettivo di sviluppare partnership strategiche, Sogin potrebbe ritrovarsi a giocare un ruolo da protagonista nella gestione di grandi e svariati progetti di demolizione e messa in sicurezza. Per esempio, gli impianti nucleari che andranno spenti per sempre nei prossimi 35 anni sono davvero tanti.

17

Reattori nucleari che entreranno in shut-down entro il 2050 – dati NE

 

Note

Fonti principali:

  • documentazione Sogin a supporto dell’Audizione Commissione Industria del Senato del 11/11/2014;
  • elaborazioni NE – Nomisma Energia;
  • comunicato stampa Ispra;
  • ANSA.

[1]          Su che cosa normalmente si intenda con “prato verde” nel campo degli smantellamenti industriali torneremo presto, con opportuni approfondimenti. Per chi non ne avesse la più pallida idea proponiamo qui di seguito un paio di foto che riteniamo eloquenti.

18Centrali nucleari – a sinistra Yankee Rowe (MA, Usa), a destra Connecticut Yankee (CT, Usa)

[2]          Definizione di terreno precedentemente utilizzato per scopi industriali o ad uso commerciale (e.g. anche una semplice stazione di servizio per il rifornimento di carburante), che può essere contaminato da basse concentrazioni di rifiuti pericolosi o di sostanze inquinanti. Opportunamente ripulito può essere riutilizzato per scopi analoghi o convertito in terreno edificabile con diversa destinazione.