Seminario Nazionale: oggi la fine dei lavori

Oggi mercoledì 24 novembre si sono conclusi i lavori del Seminario Nazionale, la grande (e prima!) consultazione pubblica in Italia relativa ad un’infrastruttura di rilevanza nazionale. In altre parole il momento di confronto pubblico nell’ambito della procedura per la localizzazione del Deposito Nazionale e Parco Tecnologico.

Il Seminario Nazionale sarà definitivamente concluso quando il 15 dicembre verranno pubblicati sul sito gli Atti, che il dott. Chiaravalli ha definito non un mero elenco di contributi ma un documento vivo, facilmente navigabile e disponibile a tutti i cittadini.

Oggi quindi si è tenuta la sessione plenaria di chiusura, di cui vi riportiamo brevemente alcuni passaggi secondo noi chiave. Per tutte le informazioni dettagliate vi rimandiamo al sito ufficiale, completo e prontamente aggiornato, sul quale se vorrete potrete anche rivedere le scorse sessioni.

Le sessioni territoriali e le aree potenzialmente idonee interessate

In primo luogo ricordiamo quali tappe ci hanno portato qui oggi:

Il Seminario Nazionale è stato molto partecipato, qualche numero:

  • 125 presentazioni degli stakeholders
  • 200 domande ricevute e relative risposte
  • 32 relatori istituzionali
  • 59 memorie e documenti

In particolare il Dott. Chiaravalli ha riportato la grande qualità degli interventi tutti e dai quali è emerso un vero e proprio insieme di parole e temi chiave, alcuni anche con grande livello di dettaglio su alcuni elementi specifici. Proprio tutti questi temi hanno dato luogo ad un insieme di elementi interessanti ed importanti: le valenze culturali, territoriali, socio-economiche, storiche, tradizionali dei territori interessati. Quindi SOGIN ora si appresta a compilare la Carta Nazionale delle Aree Idonee (CNAI) anche arricchiti da questo bagaglio culturale estremeamente importante.

Riportiamo qui una sintesi della tipologia e provenienza territoriale dei partecipanti:

  • 4% nazionale
  • 20% Piemonte
  • 10% Tooscana
  • 11% Lazio
  • 3% Puglia
  • 7% Basilicata
  • 6% Siclia
  • 38% Sardegna
  • 1% Regioni non CNAPI

Quali sono i prossimi passi procedurali allora?

In conclusione ci teniamo a riportare alcuni passaggi chiave del Presidente ing. Perri che condividiamo.
Al momento ci sono 22 depositi temporanei di rifiuti radioattivi sul nostro territorio italiano: attenzione, non provvisori – temporanei. I rifiuti sono qui gestiti in totale sicurezza ma da decenni aspettano la loro destinazione definitiva. Questi migliaia di metri cubi di rifuti arrivano sì dalle centrali nucleari che stiamo smantellando, ma anche da medicina, industria e ricerca, come già abbiamo riportato qualche mese fa.
Inoltre – finalmente – ci mettiamo al passo con gli altri Paesi europei e mondiali, che hanno già costruito o stanno per costruire il loro deposito definitivo.
Infine evitiamo in questo modo le sanzioni dell’Unione Europea – che è già pronta a comminarci!

Il processo di localizzazione parte sin dal 2010 e negli anni si arricchisce di informazioni e dati, e siamo molto contenti che finalmente sia ben avviato. Qui ve lo sintetizziamo in brevissimo:

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