Il Bosco coltivato ad Arte – IV edizione

Segnaliamo questa interessante iniziativa

Conferenza Nazionale sull'Energia

Il workshop “Il Bosco coltivato ad Arte“, giunto alla IV Edizione, avrà luogo questo venerdì 18 maggio presso il Palazzo Rasponi dalle Teste a Ravenna, durante la manifestazione “Fare i Conti con l’Ambiente”.
Riprendendo il discorso delle precedenti edizioni, anche in questa occasione si parlerà di Energia, con un focus particolare sul rapporto tra uomo e natura, tra ambienti selvatici e antropizzati.

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Questa la scaletta di interventi:

Bionomia ed ecologia del paesaggio: per sovvertire un paradigma liso ed ingenuo

Davide Giusti [ENEA]

La difesa del paesaggio nel nostro ordinamento

Liliana Zambotti [Unione Bolognese Naturalisti]

Paesaggio: uno spazio per la biodiversità

Carlo Ferrari [Presidente Pro Montibus et Sylvis]

Quando l’ospite diventa invadente – le specie aliene

Daniela Pinato [Veterinario, Ekoclub International]

L’energia verde è quella che non si vede?

Paolo Errani [Fisico, ANFeA]

Ricordare il futuro

Ariella Sokol [Architetto]

Per prenotazioni e informazioni:http://www.labelab.it/ravenna2018/eventi/workshop-s-il-bosco-coltivato-ad-arte-iv-edizione-progettazione-degli-ambienti-e-nuove-opportunita-per-la-vita-selvatica/

ravenna2018_3.jpgPaesaggio antropico e selvatico

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Il Comitato Nucleare e Ragione compie sette anni e rilancia i suoi obiettivi

[L’incertezza politica impone scelte chiare e coraggiose. Il futuro energetico dell’Italia e dell’Europa deve ancora essere scritto]

Lo scorso mese di Aprile si è tenuta l’assemblea straordinaria dei soci del Comitato Nucleare e Ragione (CNeR), con lo scopo di apportare alcune modifiche statutarie per allineare il testo ai requisiti delle Associazioni di Volontariato, nel cui ambito il CNeR ricade. L’occasione è valsa anche a trarre un bilancio delle attività e dei risultati fin qui conseguiti, nonché di delineare il percorso futuro.

Sette anni orsono, all’indomani dell’incidente di Fukushima e a pochi mesi da un secondo referendum che avrebbe deciso le sorti politiche dell’energia nucleare in Italia, i padri fondatori del CNeR si posero l’obiettivo primario di riportare un po’ di razionalità ed equilibrio in un dibattito che, viziato da disinformazione e ingannevole malizia e condito di una buona dose di catastrofismo che piace tanto ai media, stava scivolando nel ridicolo.

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Il vergognoso articolo di Repubblica che dipinse, nei giorni seguenti l’incidente di Fukushima, Tokyo come una capitale in agonia causa “nube atomica” [1].

Sebbene fosse chiaro a tutti che il risultato del referendum era ormai segnato, si voleva quantomeno porre le basi di un sano dibattito sul che fare dopo, ovvero su che tipo di Strategia Energetica l’Italia dovesse adottare – l’ultimo PEN risaliva al 1988 – e come dovesse pervenirvi.

Nel 2012, quando il Governo in carica sottopose a pubblica “consultazione” la nuova SEN, il CNeR pubblicò un documento – Una Costituzione Energetica per l’Italia – in cui si invitava il legislatore ad allargare la discussione nell’ambito di una Conferenza Energetica Nazionale, al fine di pervenire ad una strategia di lungo termine che valutasse i pro e i contro delle possibili scelte. In quel contesto ci limitammo a proporre dunque una questione di metodo, ritenendo che le soluzioni di merito sarebbero scaturite da ben più esperti conciliaboli.

All’appello pubblico per la Conferenza Nazionale sull’Energia aderirono centinaia di cittadini e numerose personalità e associazioni, ed una interrogazione parlamentare all’allora ministro Zanonato, competente in materia, fu presentata da quelle stesse forze politiche – Partito Democratico e M5S – che oggi cercano di formare un governo.

Il Consiglio Comunale della Città di Trieste votò addirittura una mozione unanime a supporto della conferenza e candidando la città a sede dei lavori.

Purtroppo oggi dobbiamo constatare con rammarico che fu tutto fumo e niente arrosto e che quella strategia è fallita, poiché i governi succedutisi hanno continuato a trattare la Strategia Energetica (vedi SEN 2017) come una faccenda interna ai ministeri e atta più a mantenere equilibri conseguiti che a delineare scenari di sviluppo sostenibile, decarbonizzazione e sicurezza energetica.

Parallelamente anche in Europa l’energia nucleare è minacciata e sotto attacco – a cominciare dalla sciagurata Energiewende [2] tedesca per proseguire con le incertezze dei francesi e l’arroganza del governo austriaco che vorrebbe imporre una sorta di penalizzazione della fonte nucleare a livello comunitario [3] – proprio mentre la tecnologia nucleare di nuova generazione fiorisce anche in paesi storicamente “petroliferi” come Arabia Saudita e Yemen ed emerge prepotentemente sulla scena energetica della Grande Tigre asiatica.

Fortunatamente, in questi sette anni, anche il CNeR è cresciuto in forza, esperienza e competenze, qualità che ci permettono di guardare con confidenza al futuro e di imporre un cambio di passo alla strategia associativa.

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Istantanea della visita alla centrale nucleare di Leibstadt (Svizzera).

La straordinaria partecipazione alle visite tecniche organizzate presso diverse centrali nucleari dimostra che l’interesse verso questa fonte energetica – specie tra i giovani – è ancora elevato. D’altro canto non può essere delegata alla politica – specie quella attuale – la proposta di soluzioni con una prospettiva di diversi decenni, avulse alla logica del tornaconto elettorale.

Ecco dunque che il CNeR – pur mantenendo l’obbiettività ed il rigore scientifico che lo hanno contraddistinto dalla nascita – intende d’ora in avanti proporre apertamente la fonte nucleare come utile al conseguimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni del sistema energetico italiano e di salvaguardare l’uso della stessa nei Paesi europei dove essa è ancora presente. A tal fine alcune importanti attività sono già in atto e matureranno nel corso dei prossimi mesi, tra le quali in particolare anticipiamo:

  • La presentazione di un lavoro scientifico inerente l’abbattimento delle emissioni di CO2 nel sistema elettrico italiano tramite progressivo ricorso alla fonte nucleare da qui al 2050 (12th International Conference of the Croatian Nuclear Society Nuclear Option for CO2 Free Energy Generation, 3-6 Giugno, Zara, Croazia)

  • La prima Giornata Nucleare 2018, calendarizzata il prossimo ottobre, evento che riprende in chiave estesa ad una giornata di lavori l’esperienza positive delle visite alla centrale di Krško (Slovenia)

  • La sinergia con altre associazioni e gruppi europei che condividono le nostre preoccupazioni, finalità e obiettivi, al fine di alzare una voce più forte in difesa della fonte nucleare a livello comunitario.

Si tratta di obiettivi ambiziosi ma raggiungibili con l’aiuto fattivo di tutti voi.

Note:

[1] https://nucleareeragione.org/2016/12/21/quando-si-dice-fake-news/

[2] I nostri articoli sulla Energiewende:
07/11/2016 La lignite del vicino è sempre più verde
20/12/2016 La vittoria di Pirro delle rinnovabili tedesche
23/02/2017 Energiewende dove vai?
11/01/2018 Sacrificati sull’altare del carbone
http://www.ticinolive.ch/2018/01/23/perche-nucleare-salvaguarda-lambiente-parla-comitato-nucleare-ragione/

[3] https://www.reuters.com/article/us-austria-hungary-eu-nuclearpower/austria-to-sue-eu-over-allowing-expansion-of-hungary-nuclear-plant-idUSKBN1FB1FJ

Elezioni Politiche: le proposte dei partiti sull’energia

[il programma energetico delle forze politiche in 400 parole o meno]

Ideensammlung - Erneuerbare Energien

Proponiamo di seguito le proposte programmatiche in tema di energia dei partiti per i quali siamo stati in grado di reperirle. I paragrafi più lunghi di 400 parole sono stati sintetizzati, ma per ogni partito è riportata la fonte originale del programma. Abbiamo inoltre riportato in neretto i punti a nostro avviso principali, laddove fossero parte di un discorso più ampio, per agevolare la lettura.

Lega Nord
[…] È nostro compito far sì che sia il più pulita ed efficiente possibile.
[…] Anche per colpa di reti energetiche, idriche e gas ormai obsolete, gravano sugli utenti italiani miliardi di costi inutili […] ogni utente arriva a pagare fino a 3 volte di più del costo dell’energia e effettivamente consumata.
[…] Occorrono centrali più piccole posizionate vicino ai centri di consumo, concepite con le più moderne tecnologie che sfruttano le fonti rinnovabili sul concetto della generazione distribuita, riducendo fortemente gli oneri di trasporto e le perdite.

Oggi, ad esempio, con il biometano ottenuto ecologicamente dalla fermentazione della parte umida dei rifiuti, siamo in grado di produrre energia pulita per alimentare la rete di trasporto pubblico locale. Un sistema che ha il doppio vantaggio di produrre energia green e risolvere il problema delle discariche, diminuendo drasticamente i costi di smaltimento e di conseguenza la relativa bolletta. […] In un Paese come l’Italia, che ha la più alta esposizione solare d’Europa, il fotovoltaico di nuova generazione è un’altra fonte pulita, così come l’eolico. Dobbiamo privilegiare gli impianti di piccola produzione di energia, in modo da allargare la platea di investitori […] Sistemi piccoli, ma ad alto valore tecnologico dove l’ingegno italiano è al primo posto.

[…] Vogliamo agevolare l’iniziativa dei piccoli produttori e la costituzione di una filiera interamente Made in Italy di costruttori dei componenti. […] Saranno incrementate le agevolazioni tariffarie per le fasce di popolazione a minor reddito.

Per fare questo sarebbe opportuno:

  • Riduzione dell’impatto ambientale delle centrali termoelettriche esistenti; 


  • L’approvazione immediata del Decreto, fermo al Ministero dello sviluppo economico, che prevede di riconoscere la tariffa di cui bene ciano le società che gestiscono l’energia elettrica sulle isole, a chi produce o 
autoproduce energia da rinnovabili; 


  • Approvazione del Piano Energetico per arrivare il più vicino possibile al 100% di Energia prodotta da fonti 
rinnovabili in ogni isola; 


  • Innalzare gli incentivi per la sostituzione di vecchie caldaie (oltre i 15 anni) presenti nei condomini; 


  • Incentivi alla produzione di Energia Rinnovabile da centrali biogas; 


  • Applicazione rigorosa della normativa per le case nuove o in ristrutturazione, prevista dai decreti sui certificati di efficienza energetica, anche in considerazione dell’incentivazione alla produzione di energia elettrica 
da fonti rinnovabili che essi comportano. 


  • Riduzione IVA per i prossimi cinque anni ed eliminazione del bollo auto per le auto Elettriche. 


  • Sviluppare la rete distributiva di Energia Elettrica per autoveicoli. 


Partito Democratico
La green economy è la naturale alleata di un utilizzo efficiente di materie prime ed energia ma anche dell’innovazione e dell’hi-tech. […] La Strategia energetica nazionale (Sen), adottata con il contributo determinante del Partito Democratico, contiene le linee direttrici della politica energetica italiana dei prossimi anni. Le direttrici per il 2050 si muovono verso obiettivi ambiziosi e nella prospettiva di un sistema energetico indipendente dai combustibili fossili, sostenibile per l’ambiente, competitivo dal punto di vista economico e più sicuro. La Sen prevede un incremento della produzione di energia da fonti rinnovabili, con l’obiettivo minimo di una penetrazione totale sui consumi almeno al 28% nel 2030 e una percentuale di elettricità da fonti rinnovabili pari almeno al 55%. Nell’azione di penetrazione delle rinnovabili saranno centrali gli sviluppi delle tecnologie più mature (fotovoltaico ed eolico), nonché i rifacimenti e i potenziamenti degli impianti esistenti così da limitare il consumo di suolo. Lo sviluppo della produzione di energia rinnovabile va di pari passo con la cessazione della produzione di energia elettrica da carbone nel 2025 e il rafforzamento della rete elettrica per migliorarne la resistenza, la flessibilità e la sicurezza, rafforzando le connessioni con l’estero e la distribuzione locale. […] ridurre i prezzi dell’elettricità, rispetto alla media UE, e azzerare il differenziale di prezzo all’ingrosso tra il gas italiano e quello del Nord Europa. Per il gas, […] sarà importante migliorare le infrastrutture di interconnessione accrescendo nel contempo la sicurezza degli approvvigionamenti. Occorre rendere veramente competitivo il mercato elettrico e del gas, dando piena attuazione a quanto previsto dalla recente legge sulla concorrenza […].

Dobbiamo incidere con ancora più forza sulla riduzione del costo dell’energia per le imprese, con particolare riguardo a quelle piccole e medie[…]operando per ridurre le componenti fiscali e parafiscali che oggi gravano sulle bollette ed estendendo l’intervento anche ai consumi di gas. Sul fronte della mobilità sostenibile e della diffusione del vettore elettrico occorre accelerare la transizione verso modalità di trasporto meno inquinanti, promuovendo una mobilità privata e collettiva sempre più sostenibile.

Occorre anche una decisa svolta sul fronte dell’efficienza energetica tanto nel settore privato quanto nella Pubblica amministrazione, con particolare attenzione all’edilizia residenziale e pubblica. […] Nella prossima legislatura intendiamo estendere a tutti i contribuenti la piena cedibilità del credito fiscale anche a banche e intermediari finanziari[…].

Forza Italia

  • Più tecnologie innovative applicate all’efficientamento energetico
  • Risparmio energetico ed efficientamento della rete

  • Sicurezza degli approvvigionamenti

  • Più efficienza della produzione energetica e dei consumi nell’edilizia, nell’industria e nei trasporti

  • Sostegno alle energie rinnovabili

Movimento 5 Stelle
Pensiamo vi sia la necessità di una politica energetica sostenibile caratterizzata dai principi del risparmio energetico e del benessere economico a bassa intensità ecologica, alta intensità occupazionale e limitato consumo di risorse, in linea con quanto proposto nel piano energetico.

[…] calcolo dell’ impronta ecologica (Wackernagel e Rees, Università della British Columbia , Canada). Una teoria di sistema di contabilità ambientale in grado di stimare la quantità di risorse rinnovabili che una popolazione utilizza per vivere, calcolando l’area totale di ecosistemi terrestri e acquatici necessaria per fornire, in modo sostenibile, le risorse utilizzate e per assorbire, sempre in modo sostenibile, le emissioni prodotte.
[…] necessità di valutare nella maniera più precisa possibile il ritorno energetico sull’investimento energetico (EROI: Energy Return On Investment ), criterio in base al quale si opera una necessaria comparazione tra l’energia ricavata e l’energia utilizzata per arrivare al suo ottenimento (vedi impianti industriali). Per esempio, negli studi analizzati, l’energia solare fotovoltaica ha un EROI doppio rispetto ad energia da biogas agricolo. Questo calcolo ha una valenza temporale e spaziale: è cioè chiaramente variabile in base alla disponibilità di risorse in un territorio e varia nel tempo, per questa ragione dovrà essere rivalutato in diversi contesti e periodi.

Riteniamo prioritario garantire, a enti e cittadini, la possibilità di esercitare azioni contrarie a provvedimenti già assunti dai soggetti procedenti, a fortiori, richiedendo l’intervento dei poteri pubblici al fine di inibire e di prevenire il verificarsi di eventuali possibili pregiudizi all’ambiente.

Naturalmente questa bozza di programma ambientale andrà integrata con il programma energetico, infrastrutturale, agricolo e di ogni altro settore che abbia impatti ambientali o intenda usufruire di risorse finite.

Attualmente si può ottenere una linea programmatica con interessanti aspetti economici e occupazionali (almeno 1,5 milioni di posti di lavoro) che andranno progressivamente puntualizzati e potranno guidare la produzione, la ricerca e la sostenibilità e soprattutto orientare le priorità normative.

Fratelli d’Italia

  • Priorità al risparmio energetico, con azioni decise e non più rinviabili che possono fruttare un 30% in meno di consumi (e quindi di bolletta). E’ urgente razionalizzare e rilanciare le fonti rinnovabili: fotovoltaico, solare termico, eolico, biomasse, geotermico nella logica di distribuzione orizzontale e dell’autoproduzione. Avere il coraggio di investire sulla ricerca, capeggiando, da paese industrializzato privo di centrali nucleari, il consorzio internazionale per la fusione nucleare, cioè il nucleare pulito.

  • Niente discariche né inceneritori: è l’obiettivo strategico a cui tendere nel medio-lungo periodo. Il principio ispiratore del ciclo dei rifiuti è quello di riutilizzare gli scarti come materia prima seconda. In tutto il mondo sviluppato le materie raccolte e riciclate vengono vendute nell’industria. Da noi si gettano ancora in discarica, magari abusivamente o senza aver impermeabilizzato il suolo e paghiamo anche profumatamente chi li riceve. Produrre meno rifiuti, vietare imballaggi inutili e costosi, reintrodurre il vuoto a rendere, fare la raccolta porta a porta, sviluppare la filiera industriale dei materiali riciclati. Se questo ciclo viene messo in atto, la quantità residua di rifiuti è talmente scarsa e di così basso valore energetico che non vale la pena incenerirla, eliminando i danni per ambiente e salute. Facendo i giusti investimenti e perseguendo questa politica, entro pochi anni può essere raggiunto l’obiettivo di rendere ‘superflue’ le grandi discariche e gli inceneritori. Gli inceneritori, infatti, possono produrre energia elettrica solo se bruciano legno, carta e plastica. E, di fatto, oggi funzionano solo perché sostenuti impropriamente con i finanziamenti del famigerato Cip6 (quota parte della bolletta elettrica che dovrebbe aiutare solo le energie rinnovabili e invece in Italia finisce soprattutto sulle fonti ‘assimilabili’).

Più Europa
È indispensabile un salto di qualità delle politiche ambientali, con l’obiettivo di costruire un nuovo modello di sviluppo sostenibile nel lungo periodo, rispettoso dell’ambiente e idoneo ad assicurare una migliore qualità della vita. […] Per raggiungere l’obiettivo ambizioso della decarbonizzazione è necessario che la transizione sia graduale ma inesorabile, con un apporto sempre maggiore di energie rinnovabili e l’uso del gas naturale come fonte di transizione. È utile favorire disincentivi di mercato all’uso di fonti inquinanti come il sistema europeo di scambio delle quote di emissione, che garantiscano una convenienza economica alla riduzione delle emissioni, per non mettere in contrapposizione crescita economica e sostenibilità ambientale. Anche l’introduzione di una carbon tax può disincentivare i processi ad alta intensità di emissioni, nel quadro di una complessiva riduzione della pressione fiscale. Ci batteremo perché gli impegni del Governo a uscire dal carbone entro il 2025 e ottenere entro il 2030 che il 55% dell’elettricità provenga da fonti rinnovabili vengano rispettati senza compensazioni illegittime ai produttori che tardino ad adeguarsi.

Linee d’azione coerenti per l’Italia sono l’elettrificazione dei consumi energetici, compresi quelli per il trasporto privato attraverso la diffusione dei veicoli elettrici (anche ibridi in una fase di transizione) e […] il disincentivo (con misure di mercato come l’Area C di Milano) ai veicoli con motori a combustione e alle forme più inquinanti di riscaldamento degli edifici. Queste politiche devono associarsi a investimenti in potenziamento del trasporto pubblico urbano anche ferroviario (con strumenti contendibili di affidamento), alla diffusione del car sharing e bike sharing e all’eliminazione dei vincoli allo sviluppo di forme di share economy nella mobilità.

È anche necessario proseguire con le politiche per l’efficienza energetica degli edifici pubblici e privati: […] e per questo riteniamo sia importante favorire incentivi cedibili finanziariamente.

[…] introdurre principi di fiscalità ambientale più rigidi volti a disincentivare in generale il consumo di risorse finite, con eliminazione da subito dei sussidi pubblici alle fonti fossili d’energia, […].

La transizione al mercato del settore dell’energia deve essere completata con una regolamentazione corretta (non esosa per i cittadini rispetto alle buone prassi internazionali e nello stesso tempo mirata allo sviluppo) delle reti gestite in monopolio e una promozione senza indugi della concorrenza nei settori in competizione, limitando il potere di mercato degli ex monopolisti.

Liberi e Uguali
Il settore strategico, capace di intervenire su tutte le dimensioni della transizione, è la conversione ecologica dell’economia, capace di liberare l’enorme potenzialità per il rilancio di eccellenze industriali italiane, per la creazione di posti di lavoro diffusi, stabili, per la promozione delle economie sane in grado di produrre più risorse di quante vengano sottratte, in termini ambientali e sociali.

Per tutto questo, serve un Grande Piano Verde che contenga visione e strategia per puntare senza più indugi verso una totale decarbonizzazione del nostro paese e per passare dall’economia lineare a quella circolare: strategia “rifiuti zero”, riduzione dei consumi e in particolare di quelli energetici, radicale efficientamento di casa, mobilità e trasporti, e la contestuale conversione dei consumi residui verso uno scenario al 100% rinnovabile entro il 2050. Un obiettivo che si innesca sia agendo opportunamente sulla leva fiscale per esempio attraverso l’introduzione di una carbon-tax, sia investendo in programmi di efficientamento energetico, sia liberando le energie rinnovabili dalle norme fossili che le imbrigliano e, permettendo così alle imprese di guadagnare in competitività e alle famiglie di liberare risorse per altri consumi e investimenti.

Operare per il superamento della dipendenza dalle energie fossili significa, anche, costruire un modello di “democrazia energetica” che favorisca l’autoproduzione di energia pulita, in cui i cittadini e le comunità siano sempre di più consumatori, produttori e distributori di energia, riducendo così lo strapotere economico e geopolitico degli oligopolisti che oggi controllano nel mondo il settore energetico e spesso agiscono senza riguardo per i diritti umani e per l’ambiente.

CasaPound
Senza sovranità energetica non esiste sovranità nazionale. Occorre immediatamente varare un programma energetico nazionale che porti l’Italia all’autosufficienza, risparmiando miliardi di euro che oggi spendiamo per comprare all’estero combustibili fossili altamente inquinanti e peraltro in rapido esaurimento. Perché tutto dipende dall’energia: casa, salute, progresso, benessere, istruzione, pensione, lavoro, figli. Senza energia, con poca energia, con cattiva energia, noi sprofonderemo di nuovo nella condizione miserevole da cui gli altri popoli poveri e sfortunati cercano disperatamente di emergere.

Contro la sottomissione nazionale, proponiamo:

  • Ricostituzione dell’Azienda di Stato votata a produzione e distribuzione di energia elettrica.

  • Ritorno all’energia termonucleare.

  • Concreti e decisi finanziamenti delle fonti pulite e rinnovabili: biomasse, solare, eolico.

  • Concreti e decisi finanziamenti pubblici alla ricerca su: idrogeno, celle a combustibile, celle fotovoltaiche non silicee.

  • Studi di fattibilità per l’introduzione dei biocombustibili. Affidamento da parte dei comuni a società operanti nel settore dell’energia, sotto stretto controllo pubblico, per l’utilizzo degli scarti del legno da non smaltire come rifiuto urbano, ma da reimpiegare nella produzione di energia elettrica e termica attraverso la cogenerazione.

Insieme
Occorre superare la Strategia energetica nazionale (SEN) e attuare un Piano Energetico nazionale che punti al 100% di energie alternative con investimenti in rinnovabili ed efficienza energetica, con obiettivi vincolanti di riduzione di CO2 che prevedano la de-carbonizzazione e il progressivo abbandono delle fonti fossili.

È possibile trasformare l’economia italiana ed europea in un campione globale per efficienza e risparmio energetico, sulla base di tecnologie appropriate e l’utilizzo delle fonti rinnovabili, potenziando il riuso e il riciclo. Questo richiede di portare al 40% l’obiettivo di riduzione delle emissioni di gas climalteranti entro il 2030, dai livelli del 1990, per arrivare entro il 2050 alla totale de-carbonizzazione della società. […]

Insieme propone come prime misure urgenti:

  • Definizione di un Piano Clima Energia che metta l’Italia in linea con gli accordi sul clima di Parigi e che assicuri la revisione della posizione attuale dell’Italia nei negoziati legislativi in corso in sede europea verso obiettivi ambiziosi su rinnovabili, efficienza energetica, direttiva edifici e che chiarisca le misure concrete di adattamento e mitigazione dai cambiamenti climatici e di riduzione della dipendenza dalle fonti fossili.

  • Realizzare un programma e un calendario verso la rottamazione del motore a scoppio, così come indicato dalla risoluzione del Senato approvata dalla commissione ambiente e un programma capillare per la collocazione di colonnine elettriche.

  • Puntare sull’industria dell’auto elettrica, creando la filiera dell’auto pulita e conseguenti politiche di incentivazione graduate in base al reddito, sul retrofit, con incentivi e detrazioni fiscali.

  • Il divieto di circolazione dei motori diesel e benzina a partire dal 2035.

  • Misure per mitigare le emissioni in agricoltura e quelle industriali e domestiche ed eliminare progressivamente i sussidi e gli investimenti pubblici per i carburanti fossili, che sono oggi maggiori degli incentivi dati alle rinnovabili.

Forza Nuova
Forza Nuova riconosce nella sovranità energetica un principio fondamentale: un popolo e una nazione autenticamente indipendenti devono basarsi sulle proprie risorse, per quanto possibile, per vivere dignitosamente.
Una nazione autonoma anche dal punto di vista energetico sarà forte, libera e rispettata a livello internazionale; per questo propone:

  • Il superamento della filosofia che ha portato all’utilizzo dell’energia nucleare che, dopo i noti e gravissimi incidenti, ha dimostrato di essere fonte energetica inaffidabile e pericolosa e, pertanto, l’urgente necessità di negoziare con gli Stati confinanti, che ancora se ne avvalgono, accordi di garanzia e di tutela;

  • Un piano strategico per l’abbandono dei carburanti fossili che approdi all’impiego delle energie rinnovabili e in particolar modo: dei sistemi che sfruttano la trasformazione dei rifiuti in energia, del metano, dell’ eolico, del solare e dell’energia idroelettrica;

  • La totale nazionalizzazione delle imprese produttrici e fornitrici delle risorse energetiche nazionali;

  • La ricerca di partnership strategiche per l’acquisizione di materie prime attraverso la contrattazione diretta con i Paesi produttori e il ricorso al “baratto internazionale”, assicurando così l’indipendenza e l’affrancamento anche per i Paesi produttori dalle logiche globaliste e monopolistiche di sfruttamento;

  • Il decentramento dei sistemi produttivi su base provinciale, strutturato su un piano “circolare” che contempli: la produzione e co-generazione di energia, la rinascita dell’agricoltura e dell’allevamento, la ripresa della vendita a mescita, lo smaltimento in loco dei propri rifiuti, la sobrietà dei consumi ed il rifiorire delle economie rurali e artigiane;

  • La promozione di tecniche di costruzione, già realizzate in molti Paesi europei, per un’edilizia che conduca ad una totale autonomia energetica, privilegiando l’utilizzo di materiali nazionali e/o a chilometro zero;

  • L’incremento del trasporto tramviario, ferroviario, fluviale e pubblico in generale nelle aree metropolitane e su tutto il territorio nazionale, per diminuire i consumi e l’inquinamento atmosferico e per facilitare la mobilità privata e commerciale.

Potere al Popolo

  • una nuova politica energetica che parta dal calcolo del fabbisogno reale e dalla radicale messa in discussione della Strategia Energetica Nazionale, raccogliendo le rivendicazioni dei movimenti NO TRIV e dei comitati per il NO EOLICO SELVAGGIO e la richiesta di democrazia dei territori contro un modello centralizzato orientato da interessi multinazionali

  • la moratoria sui nuovi progetti estrattivi riguardanti combustibili fossili e lo stop a ogni progetto di estrazione non convenzionale, l’eliminazione dei sussidi pubblici alle fonti fossili o ambientalmente dannose (16 miliardi annui) da utilizzare per la creazione diretta di posti di lavoro nell’efficienza energetica, nelle energie rinnovabili, in ricerca e innovazione tecnologica

  • l’uscita totale dal carbone come fonte di produzione energetica entro il prossimo decennio, l’uso delle biomasse solo da scarti, la pianificazione degli impianti eolici con criteri di tutela paesaggistica e faunistica, lo stop a infrastrutture energetiche come il TAP e Poseidon.

Mi illumino meglio

Nell’Africa sub-sahariana oltre 700 milioni di persone fanno esclusivo affidamento sulla combustione di biomasse (100% rinnovabili) per soddisfare i loro bisogni energetici. Oltre 600 milioni di persone non hanno accesso all’elettricità.
A livello mondiale, oltre un miliardo di persone non ha accesso all’elettricità e più di 2 miliardi e mezzo di persone non hanno accesso a energia sicura e non inquinante per cucinare (fonte iea.org).
 
Loro si illuminano di meno, a noi la responsabilità di illuminarli ed illuminarci meglio.
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Praise be to Coal

[The dark side of Energiewende: St. Lambert church in Immerath the last victim offered to Mammon*]

In AD 2018, coal (or better lignite) keeps causing “casualties” [1] even in the heart of Europe. The small village of Immerath, suburb of Erkelenz, municipality in the German region of North Rheine-Westphalia, was the last to be grounded by Garzweiler II. Garzweiler II is not a mutant monster from Japanese manga, but an equally dangerous open-cast lignite mine, expansion of Garzweiler I.

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Fig. 1 Garzweiler II mine (source RWE)

It happens again and again in this tormented land, whose rich subsoil – that made it contended during the past century world wars – represents its very own damnation: environmental and historical-cultural devastation and depopulation.

First mines were opened in the early 1900 and they move to the north as new reservoirs are discovered. They devour houses, churches and personal histories on their path. Now, in the 21st century, fostered by Energiewende – the political reform that should turn German energy system green – they find new impulse.

Ongoing nuclear phase-out and massive – as well as expensive and intermittent – use of renewables make lignite an abundant, reliable and cheap source to balance the grid.

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Fig. 2 The empty tabernacle in St. lambert church, after deconsecration Mass held on 13th October 2013 (source Gerzweiler.com, ©Arne Müseler –  arne-mueseler.com)

Nor public protests nor religious authorities [2] or environmentalist concerns succeeded to stop the mine. Villages are evacuated and off-limited. Thousands of people fled, alive and dead, no exceptions. Then everything is grounded.

Ten days ago the Immerath “Cathedral”, actually a simple parish church although dating back to the 12th century [3], but so called since it was way too big for the number of parishioners, recently reduced to few tens. Communities receive money compensation and new infrastructures where to settle, maybe not of comparable aesthetic value.

demolition Immerath_(neu)_Kapelle_St._Lambertus,_Ansicht

Fig. 3 Left: the grounding of St Lambert church, 8th January 2018 (photo ©Arne Müseler –  arne-mueseler.com). Right: the New Immerath church (photo: Käthe und Bernd Limburg)

Once completed, Garzweiler II mine will cover 70 square kilometres (27 square miles) and through 1.3 billion tons of estimated lignite reserves (40% of the Rheine region resources) will provide fuel to the power plants till 2045, when it will be covered again.

Lignite directly supplies numerous local plants, casting another dark shadow on the life – or at least on the lungs – of local communities.

Epprath Tollhaus, Morken-Harff, Königs-Hoven, Reisdorf, Belmen, Elfegen, Garzweiler, Stolzen-berg, Prieste-rath, Pesh, Otzenrath/Spenrath, Holz, Immerath have been already devoured. Next towns to fall will be Lützerath, Holzweiler, Keyen-berg, Berverath, Westrich, Kuckum – unless something changes. Finally, the monster will stop at the doors of New Immerath.

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Fig. 4 Coal reservoirs in the region (source Wikipedia)

We have already and extensively written, with facts and numbers, about the failure of Energiewende and about the nonsense of nuclear phase out in the context of fighting carbon emissions [4].

The facts that we are reporting now, reveal more than any number the fool injustice and the blind gluttony unveiled of any hypocritical good intention.

Let’s just think for a moment to how that cultural heritage (like it or not, de gustibus…) could have been promoted in ecological and sustainable ways, if just Germany were not phasing out nuclear to rely on … coal!

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Fig. 5 View of Keyenberg, one of the next towns to be grounded (source Facebook)

At least oblivion will not cover these villages and their communities. They will survive thanks to a nice project by Arne Müseler, a photographer from Salzburg, who created a virtual community where St Lambert bells will keep sounding, as a reminder to humanity, who never learns from past mistakes.

Notes:

* Mammon is a New Testament term to personify money and material wealth

[1] Coal and lignite are the deadliest energy sources: 0.24 deaths/TWh for accidents and 57.1 deaths/TWh for pollution. Considering that combined total production from these sources in 2016 was 44000 TWh, we obtain an estimate of 2.5 millions fatalities per year. (Sources: Markandya, A., & Wilkinson, P. (2007). Electricity generation and health. The Lancet370(9591), 979-990; Vaclav Smil (2017). Energy Transitions: Global and National Perspectives. & BP Statistical Review of World Energy)

[2] The Roman-Catholic Bishop of Aachen, Heinrich Mussinghoff, before Pope Francis Laudato si’ encyclical letter on the environment stewardship, criticized the project for being ecologically and socially incompatible.

(http://www.spiegel.de/panorama/gesellschaft/braunkohle-warum-der-immerather-dom-abgerissen-wird-a-916853.html)

[3] Probably the first church was a Romanesque complex dating back to the 12th century. (“Die wahrscheinlich erste Kirche war eine einschiffige romanische Anlage aus dem 12. Jahrhundert”, source: https://de.wikipedia.org/wiki/St._Lambertus_(Immerath)

A renovation followed in the 14th century and the church was totally rebuilt in the 19th century.

http://www.erkelenz.de/pdf/Tourismus/Stadtportrait/Bau-_und_Kunstwerke/17_-_St__Lambertus_Immerath.pdf

[4] Our articles on Energiewende (in Italian):

07/11/2016 La lignite del vicino è sempre più verde

20/12/2016 La vittoria di Pirro delle rinnovabili tedesche

23/02/2017 Energiewende dove vai?

Recent news reports that new government coalition in Germany will scrap the 2020 emission reduction goals.

https://www.reuters.com/article/us-germany-politics/german-coalition-negotiators-agree-to-scrap-2020-climate-target-sources-idUSKBN1EX0OU

Sacrificati sull’altare del carbone

[Energiewende mostra ancora una volta il suo volto oscuro: la chiesa di San Lamberto in Immerath ultima offerta al dio denaro]

 Nell’Anno del Signore 2018 il carbone (o più precisamente la lignite) continua a mietere “vittime” [1] anche nel cuore dell’Europa. Il piccolo villaggio di Immerath, frazione di Erkelenz nella regione tedesca del Nord Reno-Westfalia, è stato l’ultimo in ordine di tempo ad essere raso al suolo da Garzweiler II. Garzweiler II non è un mostro mutante dei fumetti animati nipponici, bensì una non meno pericolosa miniera di lignite a cielo aperto, diretta espansione di Garzweiler I.

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La miniera di Garzweiler II (fonte RWE)

Una storia che si ripete in questa terra tormentata, la cui ricchezza del sottosuolo – che non a caso la rese oggetto di contesa nelle sanguinose guerre del secolo scorso – rappresenta la sua stessa condanna: degrado ambientale e del patrimonio storico-culturale e abbandono.

Le miniere, alcune aperte all’inizio del Novecento e chiuse negli anni Ottanta, avanzano da Sud verso Nord man mano che nuove ingenti risorse vengono scoperte. Nel loro cammino inghiottono case, chiese, storie di persone. E nel XXI secolo, sulla spinta della Energiewende – la riforma del comparto energetico tedesco che dovrebbe renderlo più verde e sostenibile – invece di rallentare trovano nuovo impulso.

L’abbandono progressivo della produzione elettronucleare ed il sempre più massiccio – quanto costoso e intermittente – ricorso alle fonti energetiche rinnovabili rendono la lignite un’abbondante, affidabile ed economica risorsa per riequilibrare il sistema elettrico tedesco.

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Il tabernacolo vuoto della chiesa di San Lamberto dopo la sconsacrazione avvenuta il 13 ottobre 2013 (fonte Gerzweiler.com, ©Arne Müseler –  arne-mueseler.com)

Neppure le vibrate proteste delle popolazioni, delle autorità ecclesiastiche [2] e delle associazioni ambientaliste arrestano lo scempio. I villaggi vengono evacuati ed interdetti all’accesso. Migliaia di persone hanno abbandonato le loro case, vivi e morti, nessuno escluso. Poi seguono le demolizioni.

È di tre giorni fa quella del “Duomo” di Immerath, in realtà semplice chiesa parrocchiale, seppur con una storia che data addietro al XII secolo [3], ma così chiamata dagli abitanti per le sue smisurate proporzioni rispetto all’effettivo numero dei parrocchiani, che negli ultimi tempi si erano ridotti a poche decine (l’ultima celebrazione liturgica e la sconsacrazione ebbero luogo il 13 ottobre 2013). Le comunità ricevono in cambio del loro esilio un compenso in denaro e nuove infrastrutture sul cui valore estetico lasciamo il giudizio al lettore.

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La demolizione della chiesa di San Lamberto, 8 gennaio 2018 (©Arne Müseler –  arne-mueseler.com)
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La chiesa di Immerath nuova (foto: Käthe und Bernd Limburg)

Al suo completamento, la miniera di Garzweiler II occuperà circa 70 chilometri quadrati e con le sue riserve di lignite, stimate in 1,3 miliardi di tonnellate (40% delle risorse della Renania), fornirà combustibile fino al 2045, quando verrà risepolta.

La lignite rifornisce le numerose centrali termoelettriche dell’area, gettando un’ulteriore ombra oscura sulla vita – o quanto meno sui polmoni – degli abitanti della zona.

Epprath Tollhaus, Morken-Harff, Königs-Hoven, Reisdorf, Belmen, Elfegen, Garzweiler, Stolzen-berg, Prieste-rath, Pesh, Otzenrath/Spenrath, Holz, Immerath i villaggi già inghiottiti dalla miniera. I prossimi a cadere Lützerath, Holzweiler, Keyen-berg, Berverath, Westrich, Kuckum – almeno che le cose non cambino; dunque il mostro si arresterà alle porte di Immerath Neu, la nuova Immerath.

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I giacimenti minerari della Renania (fonte Wikipedia)

Sui fallimenti della Energiewende e sull’insensatezza dell’abbandono della fonte nucleare nel contesto della riduzione delle emissioni di anidride carbonica abbiamo scritto molto su queste pagine con dati e numeri [4].

I fatti che però qui documentiamo, più di ogni dato e numero rivelano un’insensata ingiustizia, una miope cupidigia senza neppure più il velo ipocrita dei buoni propositi.

Pensiamo solo a come questi villaggi avrebbero potuto svilupparsi in termini di turismo eco-sostenibile valorizzando il poco o molto, bello o brutto (de gustibus…), patrimonio artistico e architettonico che possedevano. Se solo la Germania non stesse abbandonando il nucleare… per il carbone!

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Veduta di Keyenberg, uno dei villaggi di prossima distruzione (fonte Facebook)

Quantomeno la damnatio memoriae non colpirà questi villaggi e le loro comunità. Essi continueranno a vivere grazie ad uno splendido progetto di Arne Müseler, fotografo di Salisburgo, una vera e propria comunità virtuale dove anche le campane di San Lamberto continueranno a risuonare, monito ad un’umanità che sembra proprio non voler imparare dai propri errori.

Note:

[1]          Carbone e lignite rappresentano le fonti energetiche a più elevato tasso di mortalità: 0.24 morti/TWh a causa di incidenti e 57.1 morti/TWh per conseguenza dell’inquinamento prodotto. Considerando che la produzione totale dalle suddette fonti ammontava nel 2016 a circa 44000 TWh, se ne ottiene una stima di circa 2.5 milioni di morti all’anno (fonti: Markandya, A., & Wilkinson, P. (2007). Electricity generation and health. The Lancet370(9591), 979-990; Vaclav Smil (2017). Energy Transitions: Global and National Perspectives. & BP Statistical Review of World Energy)

[2]          Il Vescovo di Aachen, Heinrich Mussinghoff, ben prima dell’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco sui temi ambientali, tuonò contro il progetto definendolo ecologicamente e socialmente incompatibile.

(http://www.spiegel.de/panorama/gesellschaft/braunkohle-warum-der-immerather-dom-abgerissen-wird-a-916853.html)

[3]          Probabilmente la prima chiesa era un complesso romanico a navata unica del XII secolo. (Die wahrscheinlich erste Kirche war eine einschiffige romanische Anlage aus dem 12. Jahrhundert.)

Fonte Wikipedia in tedesco: https://de.wikipedia.org/wiki/St._Lambertus_(Immerath)

Una massiccia ristrutturazione è attestata da documentazioni del XIV secolo. In seguito, nella seconda metà dell’Ottocento, fu integralmente ricostruita in stile neo romanico.

http://www.erkelenz.de/pdf/Tourismus/Stadtportrait/Bau-_und_Kunstwerke/17_-_St__Lambertus_Immerath.pdf

[4]          I nostri articoli sulla Energiewende:

07/11/2016         La lignite del vicino è sempre più verde

20/12/2016         La vittoria di Pirro delle rinnovabili tedesche

23/02/2017         Energiewende dove vai?

Aggiungiamo che è notizia di ieri che durante le prolungate negoziazioni per la formazione di un governo in Germania dopo le elezioni dello scorso settembre si è giunti ad avere almeno un punto sul quale tutti sono d’accordo: l’obiettivo di abbattimento delle emissioni climalteranti per il 2020 è eliminato.

https://www.reuters.com/article/us-germany-politics/german-coalition-negotiators-agree-to-scrap-2020-climate-target-sources-idUSKBN1EX0OU

 

Il sonno della ragione genera mostri*

È notizia di ieri che la corte di giustizia di Hiroshima (prefettura di Hiroshima, isola di Honshū, Giappone) ha intimato all’esercente della centrale nucleare di Ikata (prefettura di Ehime, isola di Shikoku, Giappone) l’immediata interruzione del servizio (permanent shutdown) dell’unità 3 (le unità 1 e 2 sono già fuori servizio) a causa del rischio potenziale derivante da un’eventuale eruzione del vulcano Monte Aso (prefettura di Kumamoto, isola di Kyūshū, Giappone)[1].

La decisione della corte emerge a seguito della consultazione di evidenze di una eruzione di alcune decine di migliaia di anni fa i cui effetti raggiunsero la zona occupata ora dalla centrale elettronucleare.

Colpisce particolarmente il seguente estratto dalla giustificazione della sentenza del giudice Tomoyuki Tanoue: “l’approvazione da parte dell’Autorità di Regolamentazione Nucleare della sicurezza del reattore era <<irrazionale>> (sic!) e la vita dei querelanti potrebbe essere messa in pericolo dalle radiazioni in caso di incidente rilevante”.

Umilmente chiediamo: dato che secondo la ratio del giudice gli effetti di una eruzione di massima potenza del vulcano (i.e. flussi piroclastici e ceneri – a proposito: sono radioattivi!) sarebbero in grado di far fallire completamente le barriere della difesa in profondità della centrale nucleare di Ikata, in quale modo potrebbero resistere tutte le altre strutture a salvaguardia della vita umana nel medesimo raggio di azione? Inoltre, data l’importanza del pericolo, perché non viene richiesta anche l’immediata rimozione di ogni sorgente radioattiva dalla centrale e non solo l’interruzione della produzione elettronucleare?

L’isola di Kyūshū ha una superficie di 36.753 km2, il vulcano Monte Aso dista 130 km SO dalla centrale nucleare di Ikata. Il rischio ipotetico inerente una potenziale eruzione di pari potenza a quella verificatasi decine di migliaia di anni fa dunque copre una superficie di 53.066 km2, superiore a quella della popolatissima isola in cui si trova il vulcano.

01

Fonti:

https://www.belfasttelegraph.co.uk/news/world-news/japan-court-order-shutdown-of-nuclear-reactor-because-of-proximity-to-volcano-36405299.html

http://www.fukushima-is-still-news.com/2017/12/high-court-orders-shutdown-of-ikata-no.3-part-2.html

[1] L’ unità 3 della centrale nucleare di Ikata, rientrata in operatività commerciale a settembre 2016, era già temporaneamente non operativa per ispezioni in corso previste fino alla fine di febbraio 2018. Pertanto occorre precisare che non è stato intimato l’immediato arresto del reattore, bensì il suo non riavvio.

*El sueño de la razón produce monstruos, Francisco José de Goya y Lucientes