Comunicato Stampa: Stand-up for Nuclear Italia alla IV edizione

A partire dal 17 settembre e fino alla fine di ottobre centinaia di volontari si troveranno nelle piazze di numerose città italiane per la IV edizione dello Stand-up For Nuclear, una manifestazione internazionale nata per promuovere presso l’opinione pubblica i benefici delle tecnologie nucleari in tutti i suoi impieghi civili, in ambito energetico, medico-diagnostico, alimentare, industriale e nella ricerca scientifica.

Lo sfruttamento dell’energia nucleare è indispensabile per coniugare il progresso umano alla cura dell’ambiente, in particolare per contrastare la povertà energetica e, nel contempo, mitigare gli effetti delle emissioni inquinanti e climalteranti.
L’Unione Europa – a seguito di una rigorosa analisi e delle indicazioni fornite dagli scienziati del Joint Research Center –  ha recentemente inserito il nucleare all’interno della cosiddetta Tassonomia della Finanza Sostenibile: si tratta di un importantissimo riconoscimento del ruolo di questa tecnologia quale strumento utile per la transizione energetica degli Stati Membri, come peraltro stabilito anche da altri organismi internazionali.

L’Italia paga tutt’ora i costi del prematuro abbandono del nucleare, sia in termini di ritorno d’investimento non goduto, che in termini di perdita di competenze occupazionali e competitività, e non ultimo in termini di mancata riduzione di emissioni. 

Tuttavia, rispetto agli obiettivi di medio/lungo termine, finalizzati alla decarbonizzazione completa del settore energetico entro il 2050, l’Italia dispone ancora del tempo e delle risorse per riconsiderare il ricorso all’energia nucleare all’interno del proprio mix energetico.  

Negli ultimi mesi non pochi Paesi si sono accorti che l’abbandono di questa fonte energetica sta provocando dipendenze strategiche e crisi economiche, anche peggiori di quelle sperimentate durante la prima crisi del petrolio del 1973-74, a causa di un aumentato ricorso ai combustibili fossili. 

Di conseguenza, diversi Stati stanno rivalutando i piani di abbandono, riattivando centrali nucleari, prolungando la vita di quelle attive ed accelerando nell’iter di costruzione di nuovi impianti. Tutto questo al fine di rafforzare la sicurezza energetica, ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e nel contempo accelerare il processo di transizione verso un sistema energetico pulito e sostenibile.

In Italia sull’energia nucleare pesa un giudizio negativo dettato da un approccio spesso ideologico e poco attento alle evidenze scientifiche, e da un atteggiamento ostile della classe politica e dei media, più inclini a cavalcare le paure della gente che a informare seriamente su questa tematica. 

I sondaggi, tuttavia, dimostrano che l’opinione pubblica sta maturando negli ultimi anni una posizione più possibilista nei confronti di questa tecnologia, e là dove viene dato spazio alle argomentazioni dei tecnici, il dibattito assume un tono più equilibrato e meno influenzato dagli stereotipi. Non manca tuttavia chi insiste con una narrazione distorta e poco attenta alle evidenze numeriche. Ne è un esempio la polemica che sta montando attorno al recente documentario “Nuclear”, del regista Oliver Stone, presentato alcuni giorni fa alla Mostra del cinema di Venezia.

Affinchè i cittadini possano costruirsi una opinione più consapevole sull’energia nucleare, i volontari di “Stand Up for Nuclear” si mobilitano anche quest’anno nelle piazze di tutto il mondo. In Italia saranno allestiti banchetti informativi a Bologna, Catania, Como, Milano, Pavia, Perugia, Pisa, Roma, Torino, Trento, Trieste, Verona e Vicenza,  per sottolineare l’importanza dell’energia nucleare come fonte energetica affidabile e pulita e per dipanare dubbi e presentare pro e contro in un dialogo onesto e aperto con la cittadinanza.

Il primo appuntamento è fissato per Vicenza, nelle giornate del 17 e 18 settembre:

Per maggiori informazioni: https://nucleareeragione.org/standup-2022/

Il Comitato Nucleare e Ragione in visita al cantiere di Hinkley Point C

di Salvatore Calì e Renzo Colombo

Il 24 agosto 2022 è stata una giornata entusiasmante per gli “inviati” del Comitato Nucleare e Ragione al cantiere di Hinkley Point C.
Nonostante il meteo non sia stato ottimale (gli unici due giorni di pioggia del mese di agosto), abbiamo potuto godere appieno dell’accoglienza organizzata da EDF per i turisti in visita al sito.

Hinkley Point C comprenderà due nuovi reattori, il cui completamento è previsto per il 2027. Questi saranno chiamati a sostituire una parte della flotta di reattori che arriveranno a fine vita entro quella data. Entro poco dovrebbe inoltre iniziare la costruzione della nuova centrale di Sizewell C, che con Hinkley Point contribuirà a coprire circa il 7% del fabbisogno di energia elettrica nel Regno Unito. Ulteriore potenza verrebbe installata tramite SMR. 

Il “team” del Comitato Nucleare e Ragione al Visitor Center

Il visitor center

La visita inizia con l’incontro al parcheggio scambiatore di Cannington, dove i visitatori vengono accolti dalle guide e si completano le registrazioni al tour. Dato che eravamo un po’ in anticipo, le guide ci hanno anticipato molte informazioni sul cantiere, mostrandoci i luoghi e gli edifici in costruzione sul grande rendering 3D che mostra il progetto finale presente sulla parete della sala.

Tramite bus siamo quindi stati portati al visitor center nel centro del paese di Bridgwater.
Il visitor center è ben strutturato, anche i non addetti ai lavori possono comprendere il funzionamento della centrale grazie alle varie informazioni presenti. La descrizione e le immagini del sito di Hinkley Point C sono completati dalla storia di HP-A (Magnox) e di HP-B (AGR), spento il 1 agosto 2022.

Le due guide che ci hanno accompagnato durante il tour, saputo che eravamo del Comitato, si sono interessate anche alla situazione del nucleare in Italia e ci hanno spiegato che, anche grazie alla politica inclusiva ed alla minimizzazione degli impatti del cantiere sulla vita della comunità (prevalentemente traffico stradale) e della natura circostante (ripristino e miglioramento delle piantumazione e dei percorsi pedonali lungo la costa), l’accettazione da parte della comunità locale è sempre stata elevata.

Complimenti a EDF che ha voluto creare questo approccio aperto con la popolazione anche per rendere trasparenti le attività che vengono fatte nel cantiere.
A tal proposito è interessante notare che delle 29 persone presenti nel tour a cui abbiamo partecipato il 24 agosto, solo 4 o 5 avevano probabilmente qualche interesse tecnico, mentre la maggior parte di loro, tra cui anche diversi bambini, era in visita turistica, un po’ come andare a vedere il lancio di un razzo o il varo di una nave.

Il Cantiere

Terminato il tour del visitor center, siamo partiti, sempre tramite bus, alla volta del cantiere.

Il cantiere al momento occupa circa il doppio dell’effettivo spazio che verrà occupato dalla centrale. Questo perché tutti gli spazi temporanei sono utilizzati per edifici di supporto e stoccaggio dei materiali necessari al cantiere stesso. L’intera area è divisa in due parti da una striscia di verde (chiamata appunto green line) vincolata come area di protezione naturalistica. La green line può solo essere attraversata in due punti dai mezzi di cantiere. 

Quello che ci ha sorpreso è stato inoltre la cura per l’ambiente circostante e le misure che sono state adottate per mitigare il più possibile l’impatto del cantiere. Team di esperti biologi e naturalisti sono stati impiegati per rilocare le specie esistenti, soprattutto animali, che vivevano all’interno del perimetro del futuro cantiere. Queste specie sono state pertanto semplicemente spostate all’esterno del perimetro, cercando di mantenere quanto più inalterato il loro habitat e ricreandolo qualora questo fosse stato distrutto. 
Il perimetro del cantiere nel quale è stato riportato il terreno degli scavi è stato coltivato con centinaia di piante del luogo, allo scopo di creare una barriera verde che protegga dai rumori e dallo smog durante le operazioni di costruzione.

Il tour in bus del cantiere con le spiegazioni delle due guide è stato al di sopra delle aspettative anche se, per ovvie ragioni, non ci è stato permesso di scendere dal bus e di effettuare fotografie. D’altra parte molta documentazione fotografica è disponibile sul sito istituzionale di HPC e dei vari contractors che lavorano alla costruzione del sito.
Splendide le immagini del “dome” a copertura dell’unità 1, quasi pronto per essere posizionato (attività prevista per l’inizio 2023).

I sistemi e le procedure di controllo della qualità della costruzione è ineccepibile. 
Interessante l’area dei “mock-up” all’ingresso del cantiere, dove vengono effettuati test in scala reale dei getti e di porzioni delle costruzioni per ottenere l’approvazione da parte della autorità di controllo prima dell’attività reale. Ad esempio, le armature per le opere di calcestruzzo armato, vengono assemblate all’interno di capannoni dedicati da tecnici specializzati. Questo permette di lavorare in condizioni ottimali (effettivamente al riparo dalle intemperie ed in spazi agevoli alle operazioni) e di effettuare tutti i controlli del caso o le riparazioni se necessarie. 

Le opere di calcestruzzo armato sono effettuate eseguendo un getto continuo, ovvero senza creare giunti di ripresa. Questa tecnica permette di minimizzare al massimo la fessurazione del calcestruzzo e di evitare punti fragili nella struttura. 

Il cantiere dispone di un molo per l’attracco di imbarcazioni per il trasporto di materiali ed attrezzature che altrimenti non potrebbero essere consegnate su strada, o che creerebbero congestioni al traffico sulle piccole strade vicinali che portano al cantiere. 

Purtroppo, a causa della fitta nebbia non siamo riusciti a vedere bene le due enormi gru su chiatta installate al largo della costa, che vengono utilizzate per posizionare gli immensi tubi sottomarini di pompaggio dell’acqua marina, utilizzata per il raffreddamento del circuito secondario della centrale. Per la realizzazione di tali condotte, è stato necessario l’uso di una macchina escavatrice rotativa comunemente utilizzata per lo scavo di gallerie. 

Il cantiere è dotato letteralmente di centinaia di gru, quasi tutte operative nello stesso momento. Quella che però desta più attenzioni è l’immensa gru centrale (Big Carl) di colore giallo, usata per issare gli anelli metallici che compongono la struttura interna degli edifici dei reattori, e che verrà utilizzata per posare in sito l’enorme cupola monolitica in acciaio in cima ai predetti anelli. 

Al di là delle enormi dimensioni del cantiere, delle macchine e del numero dei lavoratori impiegati (più di 8000), e’ incredibile la cura e l’attenzione alle comunità locali, sparse in piccoli villaggi attorno alla centrale. EDF ha creato piccoli centri di formazione ed aggregazione per i residenti e per chiunque fosse interessato a lavorare al cantiere.

Conclusioni, o meglio, arrivederci…

Si sente spesso dire che il progetto abbia sprecato troppe risorse finanziarie e che abbia subito troppi ritardi. Nonostante ciò, crediamo che l’eredità che verrà lasciata alla comunità in termini di investimenti sia finanziari che umani sia impagabile. Tutti coloro che verranno formati in questi centri e che spenderanno del tempo lavorando ad un progetto così complesso, potranno usufruire di tali conoscenze per tutta la vita. 

A questo punto, visto che l’appetito vien mangiando, non resta che darci appuntamento per altre visite, Krsko, Zwilag e, perchè no, Flamanville e Torness. 

Foto e Link

Ulteriori informazioni sono disponibili al seguente link: https://www.edfenergy.com/energy/nuclear-new-build-projects/hinkley-point-c

Il “dome” dell’unità 1 durante le fasi finali della sua costruzione
Lo skyline di gru con “BigCarl” (la più grande gru al mondo) mentre posiziona un segmento anulare (347 tonnellate di acciaio) dell’unità 1.

Incontro con Volt Trieste

Lo scorso 23 luglio il nostro presidente Pierluigi Totaro è stato ospite, presso l’Antico Caffè San Marco di Trieste, di un evento promosso dal gruppo Volt Trieste.
Si è trattato di un piacevole ritorno alle origini, visto che proprio in questa location si erano svolti, nella primavera del 2011, sia la conferenza stampa di presentazione dell’associazione, sia il primo evento pubblico.

Pubblichiamo il video integrale dell’intervento, disponibile a questo link, e le slides della presentazione, scaricabili qui in formato pdf.


Il Comitato Nucleare e Ragione in questi anni non si è mai tirato indietro e ha sempre cercato di fornire il proprio contributo tecnico al dibattito sull’energia. Anche nelle prossime settimane, durante la campagna elettorale, faremo la nostra parte, stimolando le forze politiche ad affrontare il tema con equilibrio e a lasciare da parte pregiudizi e posizioni ideologiche.

Per chi volesse organizzare un’attività formativa/informativa o di divulgazione, ed è alla ricerca di un esperto come relatore, ci scriva!  Saremo felici di rispondere e di organizzare la nostra partecipazione.

Agorà democratica: l’ipotesi nucleare nel dibattito politico

Con l’avvio della campagna elettorale per le elezioni politiche, il dibattito sulle strategie per affrontare le crisi energetica e per attuare la transizione ecologica è destinato ad accendersi.

Noi, come Associazione, continueremo a fare il nostro lavoro, stimolando le forze politiche ad affrontare il tema con equilibrio e lasciando da parte pregiudizi e posizioni ideologiche. Già negli scorsi mesi, quando ancora le elezioni non erano dietro l’angolo, siamo intervenuti su invito a numerosi dibattiti, tavole rotonde ed eventi di formazione, per offrire le nostre competenze tecnico-scientifiche sul tema.
Ancora non avevamo raccontato ai nostri lettori della partecipazione ad una Agorà Democratica, svoltasi lo scorso 15 maggio a Dicomano (FI) e intitolata “La sfida energetica: tra cambiamenti climatici, rinnovabili e ipotesi nucleare”. Davanti ad un pubblico particolarmente numeroso (120 persone in presenza e un migliaio collegati alla diretta sui canali social), il dibattito ha visto la partecipazione di  tecnici ed esperti, tra cui il nostro socio Lorenzo Bigazzi. Sulla piattaforma delle Agorà sono state successivamente pubblicate due proposte di sintesi, in una delle quali si riconosce come le fonti rinnovabili siano una condizione necessaria, ma non sufficiente, per completare la transizione energetica, e come l’ipotesi di un contributo dell’energia nucleare non debba essere esclusa a priori. La strada è quella giusta!

Per chi volesse riascoltare tutto l’evento, è disponibile sia il video, sulla pagina Facebook di Radio Sieve (l’intervento di Lorenzo è al minuto 1:12:40), sia la registrazione audio, sul sito di Radio Immagina (Lorenzo parla al minuto 1:11:18). Buona visione/ascolto!


Lorenzo Bigazzi assieme a Caterina Tortoli e Giosuè Sbrocchi, due degli organizzatori dell’evento.

Tempo di dimezzamento, questo incompreso

di Massimo Burbi

“Resterà radioattivo per centinaia di anni” è una di quelle frasi che fanno sempre il pieno di click.

Dipende dal tempo di dimezzamento, ogni radionuclide ha il suo e anche parlando dei più “comuni” si può andare da qualche giorno a miliardi di anni [1]. Un tempo di dimezzamento molto lungo vuol dire che quel radionuclide continuerà ad emettere radiazioni ionizzanti per molto tempo, il che viene generalmente associato ad un maggior rischio per la popolazione, ma è proprio così?

Quello qui sotto è lo spettro gamma di un campione di suolo contaminato misurato nel 2019, anche senza sapere da dove proviene c’è un indicatore certo per stabilire che si tratta di contaminazione da Fukushima e non da Chernobyl: la presenza ancora ben visibile di uno dei picchi di Cesio 134.

Spettro gamma di un campione di suolo raccolto all’interno della Prefettura di Fukushima

Al momento dell’incidente i picchi di Cesio 134 e Cesio 137 avevano “altezze” paragonabili, ma il Cesio 134 ha un tempo di dimezzamento di 2.06 anni [2], quindi negli otto anni circa trascorsi tra il suo rilascio in atmosfera nel 2011 e il momento della misura si era già dimezzato quasi quattro volte, mentre il picco del Cesio 137, con il suo tempo di dimezzamento di 30.07 anni [3], si era ridotto di meno del 20%.

Campione di suolo di Fukushima testato nel Maggio 2019

Ripetendo la misura su quello stesso campione di suolo oggi, il picco del Cesio 134 risulterebbe ulteriormente ridotto di quasi tre volte, mentre quello del Cesio 137 sarebbe quasi intatto, ed ecco perché, nel lungo periodo, Il Cesio 137 resterà l’unico radionuclide rilasciato a seguito dell’incidente di Fukushima chiaramente rilevabile con uno spettrometro gamma, come è già da tempo a Chernobyl, dove i picchi gamma di Cesio 134 e di altri radionuclidi a vita più breve sono scomparsi da un pezzo.

Se il Cesio 137 è quindi il principale responsabile della radioattività a medio/lungo termine causata da eventi come Chernobyl [4], vuol dire che questo è il radionuclide più pericoloso che si produce in circostanze del genere?

Parlando in particolare di esposizione interna, ovvero quella dovuta all’ingestione di cibo contaminato o all’inalazione di polveri, la risposta è no: un elevato tempo di dimezzamento non vuole infatti necessariamente dire un maggiore rischio. Questa grandezza va infatti messa in relazione con un altro tempo di dimezzamento, quello biologico, che esprime quanto si stima che quel radionuclide rimarrà all’interno del corpo umano.

Ad esempio il Cesio 137 ha un tempo di dimezzamento di 30 anni e un tempo di dimezzamento biologico di circa 70 giorni [5], il che vuol dire che abbandona l’organismo avendo rilasciato solo una piccola parte delle sue radiazioni.

Al contrario, lo Iodio 131, altro radionuclide che viene rilasciato in eventi come Chernobyl o Fukushima, ha un tempo di dimezzamento di soli 8 giorni [6], ma un tempo di dimezzamento biologico dell’ordine dei 100 giorni [7], quindi, se assorbito, ad esempio attraverso gli alimenti, ha una capacità molto maggiore di rilasciare le sue radiazioni prima di abbandonare il nostro corpo.
A Chernobyl, al 2005, lo Iodio 131 aveva causato fino a 6000 tumori alla tiroide di cui 15 letali [8], anche per la mancanza di informazione da parte delle autorità sovietiche, che nei primi tempi dopo l’incidente non misero in guardia la popolazione delle aree rurali sui rischi di consumare alimenti come il latte proveniente da quelle zone [9]. Per inciso, non ci sono evidenze di altri effetti sulla salute della popolazione (*) dovuti alle radiazioni [10].

Tempi di dimezzamento fisici e biologici di alcuni radionuclidi

Lo Iodio 131 scompare in poco più di un mese, qualche settimana di attenzione sarebbe quindi bastata a disinnescarne i rischi, lasciando il campo alle conseguenze a lungo termine dovute al solo Cesio 137, che continuerà a contribuire alla radioattività di quei luoghi per decenni e secoli, ma senza causare altrettanti danni (**) [11].

Ecco perché “resterà radioattivo per centinaia di anni” è una frase che va saputa scrivere e va saputa leggere, ed è bene diffidare di chi la usa come scorciatoia per dipingere scenari catastrofistici un tanto al chilo.

P.S. parlando di tempi di dimezzamento lunghi, i tre principali radionuclidi che contribuiscono alla radioattività naturale, quella che è intorno e dentro di noi, ovvero l’Uranio 238 [12], il Potassio 40 [13] e il Torio 232 [14], hanno tempi di dimezzamento rispettivamente di 4.5, 1.25 e 14 miliardi di anni.  

(*) Escludendo quindi i membri del personale intervenuto sul posto subito dopo l’incidente, alcuni dei quali hanno assorbito dosi molto elevate.
(**) Inoltre la radiazione dello Iodio 131 si concentra su un singolo organo (la tiroide), peggiorando ulteriormente la situazione.

RIFERIMENTI

[1] https://www.epa.gov/radiation/radionuclides

[2] http://nucleardata.nuclear.lu.se/toi/nuclide.asp?iZA=550134

[3] http://nucleardata.nuclear.lu.se/toi/nuclide.asp?iZA=550137

[4] https://hps.org/documents/chernobyl_legacy_booklet.pdf

[5] http://hyperphysics.phy-astr.gsu.edu/hbase/Nuclear/biohalf.html

[6] http://nucleardata.nuclear.lu.se/toi/nuclide.asp?iZA=530131

[7] http://hyperphysics.phy-astr.gsu.edu/hbase/Nuclear/biohalf.html

[8] https://www.unscear.org/docs/reports/2008/11-80076_Report_2008_Annex_D.pdf (general conclusions, pagine 64 e 65)

[9] https://www.unscear.org/docs/reports/2008/11-80076_Report_2008_Annex_D.pdf (punto 140, pagina 84).

[10] https://www.unscear.org/docs/reports/2008/11-80076_Report_2008_Annex_D.pdf (general conclusions, pagine 64 e 65)

[11] https://www.unscear.org/docs/reports/2008/11-80076_Report_2008_Annex_D.pdf (punto 4, pagina 47, punto 100, pagina 65).

[12] http://nucleardata.nuclear.lu.se/toi/nuclide.asp?iZA=920238

[13] http://nucleardata.nuclear.lu.se/toi/nuclide.asp?iZA=190040

[14] http://nucleardata.nuclear.lu.se/toi/nuclide.asp?iZA=900232

Con quale energia faremo il pieno alle nostre auto nel 2035?

Alcuni giorni fa i nostri Andrea Camerini e Pierluigi Totaro hanno partecipato alla registrazione di una puntata di eVoices, un podcast condotto Federica Musto e Daniele Invernizzi, in collaborazione con Key Energy – ITALIAN EXHIBITION GROUP.

Nel corso della trasmissione, a cui ha partecipato anche Nicola Armaroli, si è parlato di transizione ecologica e del possibile mix energetico italiano per il 2035, investigando le potenzialità di sviluppo delle fonti rinnovabili ed il ruolo che potrà avere l’energia nucleare, anche alla luce della recente inclusione di questa fonte nella Tassonomia della Finanza Sostenibile.

E’ possibile riascoltare la puntata di eVoices su Spotify, al link riportato qui di seguito:


Avete delle domande sui temi trattati e desiderate un approfondimento? Scrivetecelo nei commenti!

La nostra associazione crede molto nell’approfondimento e al dibattito su questi temi! Vuoi organizzare un’attività con il tuo gruppo, la tua associazione, la tua scuola o la tua università e cerchi un esperto come relatore? Scrivici!

Nucleare e Ragione @KlimatFest

Networking, networking e networking. Questo è quello che ci viene offerto e che possiamo offrire al Klimat Fest.

Dal 2 al 5 giugno giugno si è tenuta al laghetto Niguarda del Parco Nord di Milano l’edizione 2022 del KlimatFest, festival di associazioni impegnate sul tema del contrasto al cambiamento climatico.
Nei quattro giorni di evento, si sono alternati al nostro gazebo (in ordine puramente alfabetico) Simone Arrigoni, Dora Bianconi, Alessandro Castelvetri, Renzo Colombo, Daniele Corrini, Enrico D’Urso, Vincenzo Destino, Andrea Elia, Matteo Monfrini, Davide Orecchia. Come già lo scorso anno, il nostro Comitato è stato presente per l’intera durata dell’iniziativa, promuovendo e partecipando, con Matteo Monfrini e Davide Orecchia, ad un dibattito su “Autonomia energetica, quale mix per il futuro” insieme ad alcuni rappresentanti di Legambiente. Da questo dibattito con Legambiente non è emerso nulla di nuovo circa la loro posizione antinucleare (si sono presentati con magliette nere con scritte in giallo  NO GAS – NO NUKE) se non per il fatto che dovremo d’ora in poi aggiornare il nostro vocabolario e parlare di “energie diversamente programmabili” – sì, sì, è come ora Legambiente chiama il solare e l’eolico. Come ha fatto notare il nostro socio Daniele: <<finchè si piega la realtà alle proprie convinzioni è semplice fare a meno del nucleare>>. Gli altri due cavalli di battaglia ideologici sono stati “il nucleare non è democratico”, “il fotovoltaico crea lavoro perchè posso cambiare i pannelli non appena escono nuovi modelli, mentre una centrale nucleare una volta installata resta lì per quaranta – cinquanta anni”…
Di fronte a queste affermazioni ogni argomentazione razionale non può che cedere il passo!

Ma non è stato solo dibattito. ll Festival, grazie ai suoi tempi abbastanza “diluiti”  ha anche permesso incontri e scambi con i rappresentanti di molte associazioni, da quelle ferocemente antinucleari come Legambiente e COOP a quelle, sempre antinucleari ma più aperte al dibattito come Greenpeace, fino ad altre aperte a discutere i pro e i contro e curiose dei motivi della nostra presenza.
Il pubblico, sempre abbastanza limitato, è stato attratto dai plasticati esposti sul nostro gazebo, in particolare il celebre “Lo sai che le banane sono radioattive?”  Questa domanda ha fatto fermare più di una persona incuriosita e desiderosa di conoscerne il motivo.  In futuro bisognerà preparare anche un cartello con il “sale iposodico” e con le “noci brasiliane”! 
Anche l’utilizzo del contatore Geiger e la spiegazione degli spettri di emissione del sale iposodico e delle retine delle lampade a gas (con Torio), fornitici da Massimo Burbi, hanno riscontrato un discreto interesse da parte del pubblico.  
Non sono mancati commenti molto critici nei nostri confronti e sul fatto che fossimo presenti al Festival. Come notato dal nostro socio Andrea Elia: <<È quasi assurdo pensare come molti ritengano la nostra semplice presenza come provocatoria e fuori luogo>>.

Networking, networking e networking.

Un aspetto particolarmente interessante e stimolante è stato rappresentato dagli incontri “fuori onda” con le altre associazioni presenti, tra cui Statale a Impatto Zero, Resilient Gap (PoliMi), Punto_Zero_IG, Rethinking Climate: Communicating Sustainability: tutte realtà con cui nei prossimi mesi dovremo coltivare le relazioni, farle crescere e farle fruttare, a beneficio di tutti e della corretta informazione scientifica in ambito energetico e nucleare.

Comunicazione, presenza, networking, sia dal vivo che sui canali media, tra cui Milano AllNews, il canale Web-TV che ha seguito l’intero festival: è il risultato che ci portiamo a casa da questo KlimatFest 2022 e che sicuramente contribuirà alla nostra crescita fino alla prossima partecipazione.

Un grazie a tutti i soci che hanno contribuito a questa quattro giorni, sia con la loro presenza che con il loro fondamentale supporto da remoto, e arrivederci ai prossimi eventi!

Lettera agli europarlamentari per il nucleare in Tassonomia Europea

Italia per il nucleare

Oggi abbiamo inviato a tutti gli Europarlamentari italiani una lettera – condivisa anche con tutti i principali organi di stampa – con la richiesta che l’Italia si esprima per l’inserimento dell’energia nucleare nella Tassonomia Europea della Finanza Sostenibile, alla votazione in programma nei prossimi giorni a Strasburgo. Qui di seguito il testo.

Onorevole Deputato,

l’Unione Europea si trova di fronte ad una sfida senza precedenti: conciliare le proprie esigenze di sviluppo con un rinnovato rispetto per l’ambiente. La transizione ecologica richiede interventi decisivi e articolati, per i quali è necessario sostenere tutte le soluzioni tecnologiche che permettano di raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione, soppesando per ciascuna di esse i rischi e i benefici e valorizzandone la complementarità.

Come coordinamento Italia per il Nucleare scriviamo questa lettera per chiederLe di dare voto favorevole all’Atto Delegato approvato dalla Commissione Europea lo scorso 2 febbraio 2022, che include nucleare e gas…

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Nucleare: rischio, risorsa, oppure…?

Sabato 14 maggio 2022, nell’auditorium dell’Istituto di Istruzione Superiore P. Scalcerle di Padova, si è tenuto un incontro/dibattito a cui hanno partecipato la nostra socia Claudia Gasparrini e il presidente di Legambiente Veneto, Luigi Lazzaro.

Il confronto tra i due oratori è stata un’importante occasione per gli studenti per ragionare sui vantaggi e gli svantaggi dell’energia nucleare e per interrogarsi sul suo possibile ruolo in Italia per la transizione energetica e la lotta ai cambiamenti climatici.

Riportiamo qui di seguito il link al video del dibattito.

Volete anche voi proporre un evento simile nella vostra scuola per il prossimo anno scolastico? Scriveteci!

Incontri a Trieste con l’associazione Synapser

Il 24 febbraio e il 30 maggio 2022 il nostro presidente Pierluigi Totaro è stato invitato dall’associazione culturale Synapser, a tenere un mini-ciclo di seminari sul tema dell’energia nucleare, per i suoi associati. 

I due incontri si sono svolti presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Trieste, e hanno visto la partecipazione di un gruppo molto attento di giovani professionisti e studenti universitari.
Tanti gli argomenti toccati e che hanno suscitato le domande del pubblico, dal problema di come comunicare correttamente le problematiche energetiche e le possibili soluzioni in un contesto fortemente polarizzato, al ruolo dell’energia nucleare per la transizione energetica, passando per i dettagli tecnici relativi ai principi di funzionamento di una centrale nucleare a fissione e senza trascurare gli aspetti più controversi e che spesso suscitano paure e incomprensioni, come quelli relativi alla sicurezza e alla gestione dei rifiuti radioattivi. 
Non poteva mancare anche una panoramica sulla fusione nucleare e sulle prospettive di questa tecnologia per il futuro energetico dell’umanità.



La nostra associazione è sempre a disposizione per intervenire in scuole, università, associazioni, circoli, offrendo le proprie competenze e la propria passione per la divulgazione. Come fare? Scriveteci!  

Qui di seguito, i link ai pdf delle due presentazioni:
Primo incontro
Secondo incontro