CN&R chi?

A quasi tre anni dalla sua fondazione, il Comitato Nucleare e Ragione si ri-presenta ai propri lettori, rispondendo alle curiosità e alle domande che più frequentemente vengono poste durante gli incontri e gli eventi organizzati dai suoi soci.
Per altre informazioni, non esitate a contattarci all’indirizzo: nucleareeragione@gmail.com

Quando è nato il Comitato Nucleare e Ragione?

Il Comitato nasce nell’aprile del 2011, nelle settimane immediatamente successive all’incidente all’impianto nucleare di Fukushima-Daiichi, con l’intento di dare il nostro contributo nel fornire alla popolazione un’informazione oggettiva e scientificamente corretta su quello che stava accadendo in Giappone, in quei giorni spesso carente, specie sugli organi di stampa generalisti. A tale scopo abbiamo attivato dei canali di informazione, pubblicato articoli e organizzato un ciclo di seminari sulla radioattività e sugli impieghi civili dell’energia nucleare.

Chi siete?

Il nucleo fondante del Comitato è costituito da studiosi, docenti universitari, tecnici e ricercatori di diversi ambiti della Fisica, alcuni dei quali svolgono la loro attività professionale in prestigiosi centri di ricerca e atenei italiani e stranieri. Sono membri effettivi del Comitato anche diversi cittadini appassionati di problematiche energetiche, che hanno aderito ai principi e alle finalità dello Statuto.

Cosa fate?

Ci occupiamo di divulgazione scientifica in campo energetico. Il Comitato Nucleare e Ragione, si legge nello Statuto,

si propone di portare a conoscenza dell’opinione pubblica, con obiettività, equidistanza e rigore scientifico, i benefici ed i rischi di ciascuna fonte energetica, con particolare attenzione all’energia nucleare, utilizzando ogni mezzo di comunicazione diretto ed indiretto, quali, a titolo esemplificativo, gli organi di informazione e di stampa, le conferenze ed i dibattiti.

L’obiettivo fondante è pertanto quello di promuovere il raggiungimento di un’equilibrata strategia di approvvigionamento energetico della quale i cittadini siano resi partecipi e consapevoli, mediante la diffusione delle nozioni scientifiche e tecnologiche che stanno alla base delle tecniche di sfruttamento delle diverse fonti di energia.
Il nostro documento di riferimento, pubblicato nell’autunno del 2012, è liberamente scaricabile qui.

Se vi occupate di energia in generale, perché nel nome viene fatto esplicito riferimento al nucleare?

Il nome rispecchia l’origine del Comitato, nato all’indomani dello tsunami giapponese e dell’incidente alla centrale nucleare di Fukshima-Daiichi.
Inoltre, il principale campo di competenza di molti soci è proprio quello della tecnologia nucleare, e di questo continuiamo ad occuparci approfonditamente in numerosi articoli.

Qual è il significato del nome “Nucleare e Ragione”?

La miglior parafrasi per spiegarne il significato è “usare la ragione per capire il nucleare”. Troppo spesso infatti, specie nell’immediatezza di gravi incidenti come quello recente di Fukushima, la discussione sull’energia nucleare assume un tono emotivo e a volte fortemente carente dal punto di vista scientifico. Ciò è in parte motivato dalla complessità dei diversi aspetti, scientifici e tecnologici, che riguardano l’energia nucleare, ma tale ostacolo può essere superato per mezzo di un’accurata attività di divulgazione che possa rendere l’argomento comprensibile anche ad un pubblico non specializzato. Ilnostro approccio alla questione energetica prevede dunque una valutazione anche critica di tutti gli aspetti della tecnologia nucleare, a confronto con le altre fonti energetiche tradizionali e rinnovabili.

Siete a favore o contro il nucleare?

Questa domanda è molto comune e agita spesso dibattiti e discussioni interminabili in tutti gli ambienti in cui viene formulata. Ma è talmente vaga che è impossibile dare una risposta sensata.
La tecnologia nucleare trova applicazioni in una vastissima gamma di attività umane: dall’industria, alla ricerca sulle proprietà fondamentali della materia, alla diagnostica medica, al trattamento radioterapico di forme tumorali, fino alla produzione di energia elettrica. Fenomeni naturali legati alle interazioni di tipo nucleare, inoltre, sono presenti nella vita quotidiana di tutti noi. Se poi ci soffermiamo sulla produzione di energia, esistono due processi fisici completamente diversi, entrambi di tipo “nucleare”: la fissione di nuclei pesanti e la fusione di nuclei leggeri. Solo il primo dei due processi è attualmente impiegato con efficacia e sfruttato tecnologicamente. I progetti di ricerca nel campo della fusione controllata sono oggetto di grossi finanziamenti, anche se serviranno ancora molti anni prima di poter avere dei risultati concreti per un impiego di questo processo per estrarre energia a basso costo. Anche nel campo della fissione la ricerca non si ferma: sono allo studio tecnologie sempre più avanzate, competitive e sostenibili. Di tutto questo, su cosa dovremmo essere pro o contro, esattamente?

Siete a favore o contro la produzione in Italia di energia nucleare, con tecniche di fissione in impianti di terza generazione avanzata?

Lo scopo del Comitato è la divulgazione scientifica, dunque la finalità ultima è quella di dotare il pubblico di tutte le nozioni necessarie per costruirsi un’opinione autonoma, non basata su luoghi comuni o falsi scientifici. La qualità di questo impegno va dunque valutata sulla base dell’onestà e del rigore scientifico, prescindendo dai convincimenti personali di chi scrive.
Il Comitato non si propone pertanto di formulare specifiche proposte di composizione del mix energetico italiano, ma piuttosto di indicare una metodologia tramite la quale la politica e l’opinione pubblica pervengano alla loro determinazione.

Rimane comunque il fatto che nell’Unione Europea i reattori in funzione sono più di 120, contribuendo per il 27% alla produzione di corrente elettrica (dato 2012); inoltre l’energia nucleare, quale fonte a basse emissioni di carbonio, è considerata strategica per la realizzazione delle politiche di decarbonizzazione dell’economia europea, definite dalla Commissione Europea nell’Energy Roadmap 2050. Per questi motivi serve una politica ferma, chiara e trasparente, nella quale tutti gli stati comunitari si facciano partecipi in modo concreto di una strategia energetica condivisa, dove l’Italia possa guadagnarsi un ruolo da protagonista, a partire dalla ristrutturazione e dal consolidamento delle conoscenze specifiche di quell’ampio settore di applicazioni che costituisce la tecnologia nucleare. Per il nostro Paese, anche senza centrali nucleari in funzione o in costruzione, c’è spazio per divenire competitivi nella fornitura di opere e servizi, mantenendo un altissimo livello di qualità: un punto di partenza potrebbe essere una sistemazione adeguata delle nostre scorie nucleari (o meglio di tutti i rifuti radioattivi provenienti da attivita’ industriali, sanitarie e dallo smantellamento delle ex-centrali).

Seriamente, cosa vi spinge a fare tutto questo?

Non possiamo certo definirci esperti, lasciamo ad altri tale onore ed onere. Siamo piuttosto un gruppo di appasionati, che cercano di tenersi ben informati vuoi per lavoro vuoi per passatempo, umilmente consapevoli di non possedere una conoscenza definitiva nè tantomeno esaustiva. Ci piace condividere quel poco che sappiamo con quante più persone possibile: non fosse mai che ci capitasse di incrociare qualcheduno altrettanto inquieto. Alla fine lo facciamo, perchè semplicemente tutto questo ci piace.

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Assemblea, rinnovo cariche, nuovi soci: il Comitato cresce!

Il 26 dicembre 2012 si è svolta presso il ristorante Il Ristoro, in località Muggia (TS), l’Assemblea Ordinaria dei soci del Comitato Nucleare e Ragione, a chiusura delle attività dell’anno solare 2012.

 

Il presidente uscente ha relazionato sulle iniziative promosse dal Comitato nel corso del biennio 2011-2012, in particolare l’appello per chiedere al Governo Italiano la convocazione di una Conferenza Nazionale sull’Energia. Il presidente si è caldamente complimentato con gli autori del documento “Una Costituzione Energetica per l’Italia“, redatto a suffragio dell’appello, per il grande impegno profuso nei ferventi mesi di redazione, revisione e pubblicizzazione del testo presso le istituzioni.
La raccolta di adesioni è ancora in corso, ma è già tempo per i primi, seppur parziali, bilanci.
Nonostante l’assenza di riscontro negli organi di informazione, il risultato dell’iniziativa è del tutto lusinghiero. Attraverso il canale attivato sul sito http://conferenzaenergia.wordpress.com, quasi 450 persone, tra cui numerose personalita’ del mondo accademico, della ricerca e dell’industria, hanno potuto inviare al Ministero la richiesta di convocazione di una Conferenza Nazionale sull’Energia. All’appello hanno ufficialmente aderito tre associazioni scientifiche: la Società Italiana di Fisica, rappresentativa dell’intera comunità di fisici italiani, l’Associazione Italiana Nucleare e l’assocazione Galileo 2001 per la libertà e la dignità della scienza.
E’ importante inoltre ricordare come il progetto della Conferenza sia stato recentemente presentato alla VI Commissione permanente del Comune di Trieste, dove ha riscontrato pareri decisamente favorevoli da parte di quasi tutte le forze politiche, alcune delle quali hanno avanzato l’ipotesi di candidare la citta’ di Trieste a sede della Conferenza.

I soci hanno discusso le iniziative future, concordando nella necessità di proseguire con la promozione dell’appello, sia attraverso l’organizzazione di eventi divulgativi, sia mediante interventi di tipo istituzionale, da effettuarsi in più stretta sinergia con le associazioni che si sono rese disponibili a collaborare con il Comitato Nucleare e Ragione.

 

L’assemblea è proseguita con il rinnovo delle cariche dirigenziali. All’unanimità si è deciso di riconfermare i membri del Direttivo 2011-2012, e di nominare nuovamente il dott. Pierluigi Totaro quale Presidente del Comitato. Sempre all’unanimità l’assemblea ha ratificato l’adesione dei nuovi soci, a seguito di indicazione positiva da parte del Direttivo.
L’organigramma del Comitato risulta essere ora il seguente:

 

 

Presidente

dott. Pierluigi Totaro

Direttivo 

dott. Enrico Brandmayr 

dott. Francesco Pascoli

Soci Sostenitori

dott. Paolo Errani

dott. Matteo Montagnese

dott. Luca Piazza

dott.ssa Mirta Samengo

dott. Alberto Simoncig

dott. Massimo Venaruzzo

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I soci a conclusione dell’Assemblea e dell’evento conviviale.

Ricordiamo che è possibile aderire al Comitato Nucleare e Ragione facendone esplicita richiesta al seguente indirizzo mail: nucleareeragione@gmail.com. E’ sufficiente indicare i propri dati, unitamente ad una breve presentazione delle proprie motivazioni e dell’adesione ai principi e alle finalità del Comitato, così come indicate nello Statuto, liberamente consultabile in questa pagina. Sarete quindi contattati a breve.

Un anno fa nasceva Nucleare e Ragione.

Il 17 Aprile 2011 nasceva ad opera dei suoi soci promotori il Comitato Nucleare e Ragione. La decisione di trasformare quello che fino a quel momento era stato un semplice “think-tank” sui social network in una vera e propria associazione che potesse aprirsi al contributo di altri individui ed associazioni, maturò in quel mese, intenso e stimolante, in cui un gruppo di laureati in Fisica dell’Università di Trieste, dottorandi e ricercatori in diverse istituzioni scientifiche italiane ed europee, affrontò la sete di informazione scientifica cui i media generalisti esponevano l’opinione pubblica in seguito all’incidente nucleare di Fukushima.

La crisi nucleare rischiava, per la seconda volta nella storia italiana (la prima fu dopo il disastro di Chernobyl), di ipotecare pesantemente il futuro energetico dell’Italia, forzando l’opinione pubblica su scelte che non poteva appieno comprendere e che una classe politica poco coraggiosa e poco lungimirante non aveva né la voglia né la forza di difendere.

Le finalità postesi dal Comitato, benché mirate a ricondurre entro limiti scientificamente ragionevoli la paura del nucleare, guardavano da subito oltre all’appuntamento referendario, essendo forte la consapevolezza da parte dei suoi soci che, qualunque fosse stato il verdetto del popolo, l’Italia avesse il disperato bisogno di una discussione energetica ampia, sia culturale che politica, per preparare una volta per tutte quel futuro che fino ad ora si era semplicemente atteso.

Il primo ciclo di conferenze pubbliche organizzato dal Comitato, incentrato sulla fisica delle radiazioni e sull’energia nucleare, protrattosi ben oltre la data del referendum, confermava questa impressione, anche con lo stimolo del pubblico che chiedeva un ampiamento della discussione sul panorama energetico.

La decisione di abbandonare (di nuovo) lo sfruttamento dell’energia nucleare, rendeva, se possibile, ancora più evidenti le lacune del paese in campo energetico, e ancor più pressanti delle risposte chiare e strategiche da parte della politica (come evidenziato già a suo tempo in questo post: <a href="http://nucleareeragione.posterous.com/il-referendum-non-chiude-il-dibattito-sul-nuc).

http://nucleareeragione.posterous.com/il-referendum-non-chiude-il-dibattito-s&#8230;>

 

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Sulla base di questi presupposti, e colta la volontà dell’opinione pubblica di comprendere e di essere partecipe delle decisioni in campo energetico, lo scorso autunno il Comitato Nucleare e Ragione ha avviato la stesura di un documento intitolato “Una Costituzione Energetica per l’Italia”. Il documento delinea la situazione energetica italiana attuale ponendola a confronto con quella europea, ed inquadrando i possibili sviluppi futuri negli scenari redatti dalla Commissione Europea e nel contesto degli impegni assunti dall’Italia nel campo dell’abbattimento delle emissioni di carbonio. Dal documento, di taglio divulgativo, si leva un appello alle istituzioni per la convocazione di una Conferenza Nazionale sull’Energia, dalla quale, con competenza e trasparenza, possa scaturire una Costituzione Energetica, strumento indispensabile per garantire il futuro economico e sociale dell’Italia.

Il documento, già sottoposto al vaglio dei principali gruppi politici nazionali, sarà reso pubblico entro il mese di maggio.

 

Ciclo di conferenze: ringraziamenti finali e contributi dei relatori

E’ terminato giovedì 23 giugno il primo Ciclo di Conferenze organizzato e promosso dal Comitato Nucleare e Ragione. L’incontro finale, dal titolo “Centrali nucleari: dalla A (atomo) alla U (uranio)” ha riscosso una buona partecipazione di pubblico: nonostante il sole e le temperature estive invitassero infatti la gente a trascorrere l’ultimo scorcio di pomeriggio in spiaggia, circa quaranta persone hanno riempito il salone dell’Antico Caffè S.Marco di Trieste. Si tratta di un risultato insperato e di un evidente segnale che l’interesse della cittadinanza verso questo argomento, a dieci giorni dal referendum popolare nel quale gli italiani si sono espressi contro il possibile ritorno dell’Italia al ricorso dell’energia nucleare per la produzione di corrente elettrica, è ancora decisamente vivo.
Relatore della conferenza è stato il dottor Paolo Errani, membro dell’American Nuclear Society ed ingegnere nucleare presso la Mangiarotti SpA, azienda italiana tra i leader mondiali nella produzione di componenti per reattori nucleari.

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Pubblichiamo qui le trasparenze e i contributi di tutti i relatori che sono intervenuti al Ciclo di Conferenze, ringraziandoli sentitamente per aver messo a disposizione gratuitamente la loro professionalità ed il loro tempo. Ringraziamo inoltre il Caffè San Marco di Trieste per la gentile ospitalità.

Complimenti inoltre a tutti i membri del Comitato, per la grande dedizione e l’impegno profusi, senza i quali non sarebbe stato possibile realizzare questo ambizioso progetto, che ha rappresentato senza ombra di dubbio una piacevole novità nel panorama culturale della città di Trieste. Ricordiamo che il Comitato Nucleare e Ragione, costituito da un gruppo di studenti di Fisica dell’Università di Trieste e da dottorandi e giovani ricercatori afferenti numerosi centri di ricerca italiani ed europei,  ha operato in totale autonomia, autofinanziandosi per le spese di allestimento e di promozione delle conferenze: non sono stati richiesti finanziamenti pubblici o sostegni logistici di alcun tipo all’amministrazione cittadina o alle istituzioni accademiche.

Un ringraziamento finale va al pubblico, che ha aderito numeroso all’iniziativa, rendendola così un grande successo: sono più di 200 le persone che hanno partecipato complessivamente ai quattro incontri! Grazie, grazie, grazie!

Speriamo che questo ciclo di conferenze sia solo il primo di una lunga serie. E nostra intenzione replicare in autunno e vi chiediamo fin da ora di scriverci dei suggerimenti per possibili argomenti di vostro interesse, da trattare negli incontri futuri. Nel frattempo, continuate a seguirci sulle pagine di questo blog, dove non faremo mancare anche durante l’estate articoli di approfondimento sulle tematiche energetiche.

Martedì 26 aprile 2011

<<Radioattività, Miti e Fatti di un Fenomeno Naturale>>
Prof. Claudio Tuniz, Direttore della Scuola sulla Sicurezza Nucleare IAEA/ICTP, Trieste
 

Venerdì 20 maggio 2011

Dalle radiografie alla radioterapia: un viaggio nel mondo delle radiazioni in medicina

<<Effetti biologici delle Radiazioni>>
dott.ssa Mara Severgnini, Esperto in Fisica Medica e Esperto Qualificato, A.O.U. Ospedali Riuniti di Trieste SanMarco20Maggio_Severgnini.pdf

<<Le Radiazioni in Medicina>>
dott.ssa Rossella Vidimari, Fisico Dirigente di I livello, A.O.U. Ospedali Riuniti di Trieste
la fisica in medicina 2011_vidimari

<<Radiazioni e Medicina. Radioterapia>>
dott. Vittorino Milan, Medico Radioterapista, A.O.U. Ospedali Riuniti di Trieste
Radiazioni e medicina_milan


Martedì 7 giugno 2011
<<La Presenza del Radon in Ambienti Abitativi>>
dott. Massimo Vascotto, Docente presso l’Istituto Tecnico Nautico “Duca di Genova”, Trieste
PRIMA PARTE:
Rn_La_presenza_del_radon_in_ambiente_abitativo_TS_110607_PARTE_1.pdf
SECONDA PARTE:Rn_La_presenza_del_radon_in_ambiente_abitativo_TS_110607_PARTE_2.pdf


Giovedì 23 giugno 2011
<<Centrali nucleari: dalla A (atomo) alla U (uranio)>>
dott. Paolo Errani, Ingegnere Nucleare, Mangiarotti S.p.A., Udine
centrali_nucleari_-_dalla_A_di_atomo_alla_U_di_uranio_-_2011-06-22.pdf

Il calendario dei prossimi eventi organizzati dal Comitato Nucleare e Ragione

Il Comitato Nucleare e Ragione è lieto di annunciare i prossimi incontri in programma nel mese di giugno. Come sempre vi aspettiamo numerosi e carichi di domande e curiosità cui cercheremo di rispondere con l’aiuto dei nostri relatori.

Ecco il programma de ttagliato:

 

Martedì 7 giugno, ore  17.30 19.00, “La presenza del Radon in ambienti abitativi

Radon

Racconteremo la storia del Radon: un percorso iniziato circa 500 anni fa. Cos’è, da dove viene, perché è pericoloso e come si misura. Commenteremo i risultati delle più recenti campagne di misura nella nostra regione, senza trascurare le stranezze e curiosità che caratterizzano questo “misterioso” elemento.

– Giovedì 23 giugno, ore 17.30 19.00, “Centrali Nucleari: dalla A (atomo) alla U (uranio)”
Centrale_nucleare
Cos’è una centrale nucleare? Come funziona? Come viene prodotta l’energia? Per quale motivo serve l’uranio? Cosa sono le scorie radioattive? A queste domande, ed a quelle rivolte dal pubblico, risponderà un ingegnere nucleare che si occupa di centrali e reattori. Un incontro per scoprire ed approfondire i molti aspetti dell’energia atomica: dalla progettazione di una centrale nucleare, fino al suo smantellamento. Un viaggio esplorativo in un mondo spesso sconosciuto. Un’opportunità unica di incontrare chi lavora sul campo, per parlare di energia, ma anche di radioprotezione, di sistemi di sicurezza e di ambiente.

Entrambi gli incontri si terranno presso lo storico Caffè San Marco, via Cesare Battisti 18, Trieste.

A presto!

Affascinante viaggio nel mondo delle radiazioni in medicina.

Si è svolta venerdì scorso, 20 Maggio, nell’usuale cornice del Caffè San Marco a Trieste, la seconda conferenza organizzata dal Comitato Nucleare e Ragione. L’appuntamento, dal titolo “Dalle radiografie alla radioterapia: un viaggio nel mondo delle radiazioni in medicina”, ha visto la partecipazione di tre relatori di eccezionale qualità: la dottoressa Mara Severgnini e la dottoressa Rossella Vidimari, Fisici Medici presso gli Ospedali Riuniti di Trieste, ed il dottor Vittorino Milan, medico radioterapista presso il Centro Tumori del medesimo ospedale.

I relatori hanno rispettivamente trattato nei loro interventi il tema delle radiazioni ionizzanti, siano esse di origine naturale od antropica, ed i loro effetti biologici, per poi descriverne l’utilizzo in campo diagnostico e clinico, con una esauriente disamina delle più moderne tecnologie, con particolare riguardo alla radioterapia in campo oncologico.

Il pubblico, che anche questa volta ha risposto numeroso all’invito, malgrado la giornata afosa invitasse a ben altri programmi, ha potuto di conseguenza avvicinarsi ai concetti spesso ostici di dose, dose equivalente e dose efficace, nonché comprendere che la stessa dose assorbita ha diversi effetti sul corpo umano, a seconda del tipo di radiazione e dell’organo esposto. Sono stati esaminati i diversi effetti delle radiazioni ionizzanti sull’organismo, quelli deterministici (che si verificano con certezza oltre la soglia di 1 sievert di dose assorbita e la cui gravità aumenta con l’aumentare della dose assorbita) e quelli stocastici (la cui probabilità di verificarsi aumenta all’aumentare della dose assorbita, ma senza una soglia minima di sicurezza), e si sono fatti alcuni esempi della dose di radioattività naturale assorbita comunemente dalla popolazione mondiale, a tal proposito mostrando come questa sia fortemente variabile da paese a paese (inalcune zone del Brasile è quattro volte superiore alla media mondiale, senza che per questo sia stata dimostrata alcuna particolare incidenza di malattie radioindotte).

D’altronde, l’uomo ha utilizzato la radioattività in medicina fin dai tempi della scoperta di questo fenomeno, nel corso degli anni migliorando costantemente la tecnologia al fine di massimizzarne i benefici di utilizzo riducendo nel contempo al minimo gli effetti collaterali e dannosi. Le più moderne tecnologie utilizzate ad esempio in campo radioterapico consentono di aggredire un tumore anche se questo letteralmente “circonda” un organo importante e sano, dunque evitando di esporre quest’ultimo alle radiazioni. Grazie a questo costante progresso tecnologico, ha spiegato il dottor Milan, la radioterapia (da sola o abbinata ad intervento chirurgico) ha raggiunto percentuali di successo molto elevate nel contrasto di diversi tipi di tumori.

Il prossimo appuntamento sarà il 7 giugno 2011, alle ore 17.30, sempre al Caffè San Marco, quando il dott. Massimo Vascotto affronterà il tema del gas radon, che da solo costituisce il 42% della radiazione naturale ed è ampiamente diffuso nelle nostre case.

 

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Nucleare: effetto Fukushima. No, effetto referendum.

Si è svolta venerdì pomeriggio, dopo svariati rinvii che l’hanno vista slittare per ben due volte e posticipare di quasi un mese sulla data inizialmente prevista, la conferenza Nucleare: effetto Fukushima, promossa dal Comune di Trieste, dai Partners del Protocollo d’Intesa Università/Enti di Ricerca e dal quotidiano Il Piccolo, con l’appoggio e la sponsorizzazione di tutte le istituzioni politiche e scientifiche della provincia. L’evento ha visto il contributo di tre relatori principali, Alessandro Martelli, ingegnere nucleare dell’Enea, Peter Suhadolc, sismologo dell’Università di Trieste e Massimo Bovenzi, ordinario di Medicina del Lavoro e Radioprotezione dell’Università di Trieste, più otto scienziati di diversi campi, che hanno in varia misura collaborato all’evento e dunque hanno avuto diritto di prelazione sugli interventi “dal pubblico”.
Pubblico che bisogna dire, forse a causa degli slittamenti di data, non è tra i più numerosi: pochi gli studenti e pochi i cittadini comuni. Per riempire la sala, circa 90 posti a sedere, serve la pletora degli organizzatori e la claque organizzata che accompagna ogni relatore, pur essa composta prevalentemente da accademici e da ricercatori vari.
Gli interventi dei tre relatori sono stati generalmente puntuali e rassicuranti, a nostro avviso ben strutturati, dato anche lo scarso tempo loro concesso, circa 20 minuti ciascuno.

In apertura Martelli ha illustrato il funzionamento della centrale di Fukushima, analizzando le cause e la portata dell’incidente, e facendo un debito e rassicurante paragone con l’incidente di Chernobyl. In seguito, Suhadolc, ha illustrato il concetto di pericolosità sismica, e quali siano le informazioni in merito fornite dalla comunità scientifica agli amministratori per la progettazione delle centrali nucleari, soffermandosi su quelle di Fukushima e Krsko. Per la prima ha sottolineato come, pur essendo i valori attesi di accelerazione  inferiori a quelli effettivamente registrati, la centrale non abbia subito danni rilevanti dal sisma. Infine, Bovenzi ha fatto una rapida introduzione dei concetti di radioattività e di dosimetria, per passare poi ad una disamina degli effetti deterministici e stocastici delle radiazioni sull’organismo, con la presentazione dei casi studiati negli anni dall’Istituto Marie Curie di Parigi, in particolare quelli seguiti al bombardamento di Hiroshima e Nagasaki e all’incidente di Chernobyl, ma anche quelli dei lavoratori esposti in campo industriale e sanitario. Bovenzi ha  poi concluso con alcuni dati rassicuranti sulle misure di contaminazione da Iodio 131, rilevate negli scorsi giorni in Italia, in tal senso anch’egli avvalorando l’infinita maggiore gravità dell’incidente di Chernobyl rispetto a quello d Fukushima.

Sarà stato per l’eccesso di rassicurazione, tant’è che i successivi interventi dal “pubblico” hanno teso a riequilibrare questa sproporzione, ciascuno a proprio modo. Chi ha attinto ai ricordi del tempo di Chernobyl e alla clandestina importazione di latte in polvere da luoghi più sicuri, chi ha addotto motivi economici, sposando una recente tesi secondo la quale il costo del fotovoltaico sarebbe ormai pari al costo del nucleare (non vi erano, però, economisti in sala ne tra i relatori, ndr); altri infine hanno sollevato il problema aperto dello smaltimento delle scorie.
Non è mancata, in pieno stile “academic-chic”, la stoccata agli assenti, con il moderatore, il giornalista Fabio Pagan de Il Piccolo, che istiga compiaciuto il pubblico alla derisione del prof. Battaglia (molto controverso per le sue posizioni in campo energetico, ndr) e del Presidente del Consiglio, reo di avergli scritto la prefazione del libro (e non solo di questo, va da sé).
Dopo gli interventi “accademici” lo spazio per gli interventi dal pubblico era ormai esaurito, altrimenti avremmo provato a richiamare l’attenzione dell’uditorio sui reali numeri della tragedia: 17 morti in seguito ad un sisma disastroso, 27000 morti in seguito ad uno tsunami epocale, nessun morto  per sindrome acuta da radiazioni.
Effetto Fukushima? No, effetto Referendum.

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