Comunicato Stampa: Successo del primo Nuclear Day a Krško (Slovenia)

L’evento odierno, organizzato dal Comitato Nucleare e Ragione (CNeR) sotto il patrocinio della Regione Friuli Venezia Giulia, ha visto partecipanti da Italia, Slovenia, Croazia e Austria.

 

Si è svolta oggi a Krško (Slovenia) la prima giornata di approfondimento dedicata all’energia da fonte nucleare denominata Nuclear Day, un’occasione per il pubblico per fare il punto sullo stato di una delle tecnologie energetiche più discusse, ma – come sottolineato dal recente rapporto dell’Intergovernmental Panel on Climate Change – sempre più imprescindibile per il raggiungimento degli obiettivi di mitigazione del cambiamento climatico di origine antropica.

La giornata si è aperta con la visita alla centrale nucleare di Krško cui hanno preso parte 30 partecipanti (questo il limite massimo ammesso per le visite), mentre coloro che non sono potuti rientrare in questo numero hanno potuto visitare il vicino museo “The World of Energy”, esposizione che anch’essa dedica largo spazio alla tecnologia nucleare.

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La sessione pomeridiana, svoltasi nell’amena cornice del ristorante-albergo “Tri Lucke“, si è aperta con un rinfresco di benvenuto ed è proseguita con un workshop aperto dall’intervento del Sindaco di Krsko, Miran Stanko, incentrato sul processo d’individuazione del deposito cittadino dei rifiuti nucleari a bassa e media radioattività. A seguire Pierluigi Totaro, Presidente del CNeR, ha presentato un lavoro sul ruolo mancato del nucleare in Italia e sulle prospettive future dell’impiego di questa fonte di energia per decarbonizzare il sistema elettrico. Infine ancora un occhio alla Slovenia, padrona di casa, con due interventi sullo stato attuale dell’energia nucleare nel Paese e sui progetti futuri, tra i quali il raddoppio della centrale di Krško, a cura di rappresentanti di GEN Energija e Nuklearna elektrarna Krško (società che gestisce la centrale di Krško, ndr).

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Tadeja Polach, presidente della sezione giovanile dell’Associazione Nucleare Slovena, ha rivolto un saluto ai partecipanti, in maggioranza giovani e studenti universitari.

Il grande interesse dei giovani – accorsi da tutto il Nord Italia e dai Paesi confinanti la Slovenia, riferisce Totaro – è per noi motivo di grande soddisfazione e fa ben sperare in merito alle prospettive future dell’energia nucleare, che è stata in passato sotto la lente dell’opinione pubblica più per i rari incidenti che per il suo contributo quotidiano di elettricità affidabile, sicura e priva di emissioni inquinanti e clima-alteranti.

Il CNeR ha in passato organizzato sette visite alla centrale di Krško, la più recente nel settembre 2017, rivolta ai membri del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia. I promotori auspicano di rendere il Nuclear Day un appuntamento annuale per far conoscere da vicino ad un pubblico sempre più vasto questa affascinante tecnologia.

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Scientific Cooperation Across the Cold War Divide

Segnaliamo la seguente iniziativa: Il Convegno Internazionale Scientific Cooperation Across the Cold War Divide: East-West Relations in the Field of Atomic Energy.
Il convegno è organizzato dal Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Trieste e dal Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Napoli Federico II, in collaborazione con CERIC-Central European Research Infrastructure Consortium e si terrà a Trieste nei giorni 23-24 novembre 2017.

Locandina Convegno Trieste

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https://nucleareeragionedotorg.files.wordpress.com/2017/11/loc-convegno-trieste.pdf

“Le scorie dell’energia”: resoconto della conferenza pubblica

Pubblichiamo oggi le trasparenze della conferenza “Le scorie dell’energia. Come chiudere il ciclo di una fonte?” svoltasi lo scorso 20 gennaio 2016 nell’ambito della rassegna “Energia, Società e Ambiente“, promossa da dai Dipartimenti di Studi Umanistici e di Fisica dell’Università di Trieste, da Sissa Medialab, Elettra-Sincrotrone, Ceric-Eric, Comitato Nucleare e Ragione, Nuclear Italy Research Group.
Il video integrale dell’intervento del dott. Totaro è inoltre disponibile sul canale Youtube del Comitato Nucleare e Ragione.

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RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

1) Dati sul fabbisogno elettrico giornaliero ITALIA: Terna, http://www.terna.it/it-it/sistemaelettrico/dispacciamento/datiesercizio/datigiornalieri.aspx
2) Dati sulla potenza generata e il fabbisogno elettrico giornaliero GERMANIA, DANIMARCA, FRANCIA: http://pfbach.dk/firma_pf
3) Direttiva Europea 2009/28/CE: http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/ALL/?uri=CELEX%3A32009L0028
4) FAQ IEA: http://www.iea.org/aboutus/faqs/renewableenergy/
5) World Commission on Environment and Development (WCED), 1987, Our Common Future, http://www.un-documents.net/ourcommonfuture.pdf
6) Renewable Energy and Efficiency Partnership, 2004, http://www.reeep.org/sites/default/files/Glossary%20of%20Terms%20in%20Sustainable%20Energy%20Regulation.pdf
7) David JC MacKay, Sustainable Energy – without hot air (2008), www.inference.eng.cam.ac.uk/sustainable/book/tex/sewtha.pdf
8) IAEA, UNDESA, IEA, Eurostat, EEA, Energy Indicators for Sustainable Development (2005), http://www-pub.iaea.org/MTCD/Publications/PDF/Pub1222_web.pdf
9) http://www.isprambiente.gov.it/it/temi/mercato-verde/life-cycle-assessment-lca
10) http://eplca.jrc.ec.europa.eu/
11) Dati sulle emissioni globali di gas serra: http://www.esrl.noaa.gov/gmd/aggi/aggi.html
12) ISPRA, Italian Greenhose Gas Inventory 1990-2013. National Inventory Report 2015
, http://www.isprambiente.gov.it/files/pubblicazioni/rapporti/R_231_15_NIR2015.pdf
13) IPCC SRREN, Special Report on Renewable Energy Sources and Climate Mitigation, http://srren.ipcc-wg3.de/report/IPCC_SRREN_Full_Report.pdf

14) Emissioni PM10 e NOx
http://www.politichepiemonte.it/site/index.php?option=com_content&view=article&id=483:lo-stato-dellambiente-in-piemonte&catid=40:come-va-il-piemonte&Itemid=53
15) US Department of Energy Technological Quadriennial Review 2015, http://energy.gov/qtr
16) World Energy Council, Comparison of Energy Systems Using Life Cycle Assesment, 2004, https://www.worldenergy.org/publications/2004/comparison-of-energy-systems-using-life-cycle-assessment/
17) www.world-nuclear.org
18) http://www.depositonazionale.it
19) Barry W. Brook and Corey J.A. Bradshaw, Key Role for nuclear energy in global biodiversity conservation, Conservation Biology, Volume 29, Issue 3, pages 702–712, June 2015, http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/cobi.12433/full
20)http://www.prosun.org/en/about/fact-sheet.html21) www.governo.it/sites/governo.it/files/75158-9343.pdf

22) http://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/rapporti/il-consumo-di-suolo-in-italia-edizione-2015
23) http://www.inference.phy.cam.ac.uk/sustainable/data/powerd/MapOfWorld.html

Le scorie dell’energia

Segnaliamo che mercoledì 20 gennaio, alle ore 17:00, avrà luogo a Trieste una conferenza dal titolo:
 “Le scorie dell’energia. Come chiudere il ciclo di una fonte?
Luogo: aula magna del Dipartimento di Scienze Giuridiche, del Linguaggio, dell’Interpretazione e della Traduzione, in via Filzi 14 a Trieste.
Relatore: dott. Pierluigi Totaro (Comitato Nucleare e Ragione).
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L’evento fa parte di un ciclo di conferenze intitolato “Energia, società e ambiente. Tra passato, presente e futuro“, promosso dai Dipartimenti di Studi Umanistici e di Fisica dell’Università di Trieste, da Sissa Medialab, Elettra-Sincrotrone, Ceric-Eric, Comitato Nucleare e Ragione, Nuclear Italy Research Group.

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Rifiuti Utili

Nell’ambito della manifestazione Ravenna2015 – Fare i conti con l’Ambiente, si parlerà anche del futuro Deposito Nazionale per i rifiuti radioattivi, di cui avevamo già dato notizia in un nostro precedente articolo.
Questa conferenza è un’occasione da non perdere per conoscere il progetto e confrontarsi con SOGIN, l’ente incaricato della sua realizzazione.
Qui di seguito riportiamo l’invito stampa dell’evento.
Maggiori dettagli sono reperibili al seguente link:
http://www.labelab.it/ravenna2015/events/conferenza-5-officina-1-2-rifiuti-utili/

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Il Nobel Rubbia a Trieste sull’energia del futuro

“Non è solo un problema scientifico-tecnologico, l’Europa deve scegliere tra energia costosa o a buon prezzo”

Il Nobel Rubbia a Trieste sull’energia del futuro

La lezione tenuta nel cinquantesimo anniversario del Centro Internazionale di Fisica Teorica di Miramare

C’era il pubblico delle grandi occasioni al Teatro Politeama Rossetti, scienziati da tutto il mondo e tanta gente comune, curiosa di sapere quale fosse il futuro dell’energia. E di saperlo dal professor Carlo Rubbia, Senatore della Repubblica Italiana e Premio Nobel per la Fisica nel 1984. Una vita spesa tra ricerca nel campo della fisica sperimentale e l’energia, con ruoli di consulenza politica di primo piano a livello nazionale (è stato Presidente ENEA) ed europeo.
Il pubblico, forse numeroso, che si aspettava la ricetta pronta e confezionata è rimasto – ci sia concesso il ricorso alla prosa – a bocca asciutta.
Il professor Rubbia ha fatto, invero, più che altro un discorso di metodo, tracciando la complessità delle decisioni in campo energetico (frutto sì di ricette scientifiche e tecnologiche, ma intrecciate a complicate dinamiche economiche e sociali) e proponendo di seguito alcuni possibili scenari, per nulla scontati.
L’assunto di partenza è stato la constatazione che gran parte della politica energetica europea degli ultimi decenni (e di quelli a venire) fa perno sull’obiettivo di riduzione delle emissioni di gas serra, onde ridurre la componente antropica del riscaldamento climatico globale. Questo mentre, da una parte, dati alla mano, le temperature medie globali risultano stabili da 17 anni, nonostante il continuo aumento delle emissioni, dall’altra l’Europa ha attuato e continua ad attuare scelte energetiche molto costose, proprio in ottemperanza alla mission di contrasto del cambiamento climatico.

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Lungi dal voler dimostrare – non era quella la sede – l’inconsistenza del fattore antropico sulle sorti del clima che “per sua natura” cambia, il professor Rubbia ha voluto mettere in risalto come conoscenze scientifiche incomplete del complesso sistema climatico siano state la base di decisioni politiche costose in un sistema ancor più complesso come quello dell’energia, laddove invece sarebbe stata, e sarebbe, opportuna maggior prudenza e discussione.
Tale evidenza è resa tanto più ovvia dall’emergere prepotente de “l’altra via” alla soluzione del problema energetico, ovvero quella intrapresa da USA e Cina sull’onda dell’estrazione di petrolio e gas di scisto. Il temuto fracking, che in Italia crea scompiglio già solo a pronunciarlo – e ve ne è stata prova anche tra il pubblico di Rubbia – ma che ha permesso agli Stati Uniti, per la prima volta nella storia, di diventare esportatori di petrolio e di abbattere non solo i costi del gas naturale e dell’elettricità, ma anche – udite, udite! – le emissioni di gas serra.
Un “colpaccio” non riuscito alla “rinnovabile” Europa – per via delle inquinanti centrali a carbone che entrano in azione per bilanciare il sistema – la cui economia, già piegata da anni di recessione, giace ora tra l’incudine dei costi quadrupli dell’energia rispetto agli USA e il martello dell’interruzione delle forniture dalla Russia.

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Eppure “la rivoluzione americana” potrebbe essere riproposta – solo volendolo, chiosa Rubbia – anche in molte zone d’Europa ove formazioni di scisti bituminosi esistono, senza considerare che una nuova rivoluzione potrebbe vedere in futuro protagonisti gli idrati di metano (clatrati), formazioni di metano allo stato solido abbondantissime negli abissi oceanici, le cui prospettive di sfruttamento sono immense.
Certo, essendo anche i clatrati fonti fossili, resterebbe, anzi si accentuerebbe il problema delle emissioni, a meno che un progetto scientifico d’avanguardia – cui lo stesso Rubbia collabora – non consenta di eliminarle “disgregando” il metano in idrogeno e carbonio (pirolisi spontanea).
Una strada non ancora tracciata, ma non più densa di insidie del progetto “80% rinnovabili” cui l’Europa tende per il 2050 e che vede immensi parchi fotovoltaici nel Sahara fornire elettricità al vecchio continente. Un progetto – ha precisato Rubbia che pur della fonte solare fu convinto sostenitore – dai costi enormi e dalle incognite ambientali e geopolitiche rilevanti.

In conclusione, l’intervento di Rubbia ha stigmatizzato come non vi siano ricette facili ed indolori in campo energetico, e come alle considerazioni scientifico-tecnologiche debbano affiancarsi quelle di carattere economico, buttando un occhio a cosa fanno i nostri principali competitori. Ecco perché le tante alternative tecnologiche (tra cui rientra il nucleare) devono essere discusse nel contesto socio-economico, possibilmente coinvolgendo i cittadini e rendendoli consapevoli dei pro e dei contro, cosa che non sempre si è fatta.

E quanto agli scienziati, mantenere curiosità, senso critico e voglia di immaginare il futuro, senza arroccarsi su posizioni ideologiche preconcette.

Un discorso di metodo, appunto. Un discorso da Nobel.

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