L’energia nucleare tra opportunità e dubbi: evento di formazione

Il nostro socio Giuseppe Francesco Nallo è stato invitato come relatore all’evento di formazione interna di Brescia in Azione, sul tema dell’energia nucleare.
L’intervento, dal titolo “L’energia nucleare tra opportunità e dubbi”, ha avuto luogo lo scorso 31 marzo.

Giuseppe Francesco ha parlato di ambiente ed energia, di riscaldamento globale e del contributo fondamentale che la fissione nucleare può apportare per la transizione energetica.
Durante la serata si è toccato anche il tema dell’approvvigionamento di uranio e della pericolosità del conflitto in Ucraina per quanto riguarda la sicurezza dei reattori. Si è cercato infine di chiarire tutti i dubbi dei presenti per quanto riguarda la questione della gestione dei rifiuti radioattivi.
L’evento è stato trasmesso su Facebook ed è possibile rivederlo qui: https://fb.watch/dNKCVJemT7/


Sono inoltre disponibili le slides a questo link.

La nostra associazione crede molto nell’approfondimento e al dibattito su questi temi!

👫 Vuoi organizzare un’attività con il tuo gruppo, la tua associazione, la tua scuola o la tua università e cerchi un esperto come relatore? Scrivici!

Sciopero globale per il clima: ci siamo anche noi!

Venerdì 25 marzo 2022 saremo in piazza anche noi, per testimoniare il ruolo dell’energia nucleare per la transizione energetica e per la convivenza pacifica tra i popoli.

E voi? Ci sarete? Scrivetecelo nei commenti!

#nuclear4climate
#blueisthenewgreen
#atomsforpeace
#nuclear4future
#all4climate

L’energia di un atomo, il dilemma di un secolo: conferenze alla Sapienza

La prossima settimana sarà ricca di eventi! Segnaliamo innanzitutto un ciclo di due conferenze che avrà luogo presso l’Università di Roma Sapienza, nelle giornate di martedì 22 e giovedì 24 marzo.

Nel primo appuntamento verrà trattato il tema della transizione energetica e del contributo che può offrire l’energia nucleare da fissione. Introdurrà il Prof. Fabio Giannetti, docente di sicurezza nucleare alla Sapienza, e interverranno il Dr. Luca Romano (L’Avvocato dell’Atomo) e Katiuscia Eroe, delegata del comitato energia di Legambiente.

Il secondo appuntamento sarà dedicato al tema dell’energia nucleare da fusione. Interverranno il Dr. Alessandro Maffini, nostro socio, ricercatore del dipartimento di energia del Politecnico di Milano, il Dr. Marco Ciotti responsabile della divisione fisica della fusione in ENEA, la Dr.ssa Raffaella Testoni, ricercatrice sugli impianti a fusione nucleare del Politecnico di Torino e il Dr. Antonio Trotta, ricercatore nella sezione ENI Magnetic Fusion Energy di ENI.


L’evento è in presenza (QR-code di registrazione nella locandina) ma è possibile collegarsi anche tramite Zoom, con questo link.

— AGGIORNAMENTO —

Le slides del nostro relatore sono disponibili qui, mentre le registrazioni delle due conferenze sono disponibili a questo link.

Dalla CNAPI alla CNAI: un passo avanti per il Deposito Nazionale!

E’ di oggi la notizia che la SOGIN ha trasmesso al Ministero della Transizione Ecologica la proposta di Carta Nazionale delle Aree Idonee (CNAI) ad ospitare il Deposito Nazionale per i rifiuti radioattivi.
La CNAI è stata elaborata a partire dalla CNAPI (Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee) tenendo in considerazione i contenuti e gli esiti della consultazione pubblica avviata il 5 gennaio 2021 e conclusasi lo scorso 14 gennaio, al termine di un lungo percorso nel quale è stata promossa un’ampia partecipazione da parte dei cittadini e dei soggetti interessati.   
Come associazione abbiamo seguito con grande attenzione tutte le fasi della consultazione, dandone ampio risalto sui nostri canali, attraverso articoli, interviste, dirette e una serie di video esplicativi che rispondevano ai quesiti più frequenti, relativamente al tema della gestione dei rifiuti nucleari. 
Il Comitato Nucleare e Ragione ha anche partecipato attivamente ai lavori del Seminario Nazionale, attraverso la trasmissione di una contributo scritto.

Ora cosa accadrà?
La norma prevede che il Ministero della Transizione Ecologica, acquisito il parere tecnico dell’Ispettorato Nazionale per la Sicurezza Nucleare e la Radioprotezione (ISIN), approvi e pubblichi  il documento.
Tutto questo sarà finalizzato a raccogliere le manifestazioni di interesse da parte di Regione ed Enti Locali, con l’obiettivo di arrivare ad una decisione condivisa in merito alla localizzazione del sito, nel quale realizzare il Deposito Nazionale.

Andrà tutto liscio?
Aspettiamo da tanto tempo questa infrastruttura, e festeggiamo ogni passo avanti nella speranza che nel frattempo sia maturata nei cittadini una maggiore consapevolezza sull’importanza di quest’opera e sulla sua utilità sociale e ambientale. Confidiamo che anche gli amministratori e i nostri rappresentanti politici sappiano agire con responsabilità, senza cavalcare o alimentare le paure dei cittadini, bensì cogliendo e comunicando le opportunità e i benefici che questa infrastruttura potrà portare sul territorio nel corso dei prossimi decenni.
Certo, ci vuole un pizzico di coraggio e molta, molta lungimiranza. Doti rare, in questi tempi, e quanto accaduto negli ultimi 12 mesi non ci lascia molto fiduciosi. Ma chissà, che per una volta qualcuno non riesca a stupirci per davvero. 
In fondo, c’è sempre speranza.

Ambientamoci: le rinnovabili e il nucleare

Oggi, 15 Marzo, siamo tornati in presenza, questa volta all’Università degli Studi di Trento.

“La transizione ecologica grazie al nucleare e alle rinnovabili è possibile?”

La nostra socia Claudia Gasparrini ne ha parlato insieme a Giovanni Mori di Fridays For Future Italia. Qui sotto il link per rivedere tutta la conferenza e il bottone per scaricare la presentazione.

La nostra associazione crede molto nell’approfondimento scientifico e al dibattito su questi temi!

Ti piacerebbe proporre un evento simile nella tua scuola o nella tua università? Scrivici!

Situazione in Ucraina: facciamo chiarezza

COMUNICATO STAMPA

Roma, 10 Marzo 2022 – Come associazioni, enti, singoli cittadini impegnati quotidianamente nella divulgazione delle tematiche legate all’utilizzo pacifico delle tecnologie nucleari, divulghiamo questo comunicato stampa congiunto sull’attuale situazione ucraina.

Riteniamo opportuno, in questi tempi incerti e in cui le notizie si rincorrono molto velocemente su tutti i mezzi di informazione, chiarire alcuni dubbi, ricostruire le dinamiche degli eventi alla luce dei bollettini rilasciati dagli organismi internazionali, e dare una risposta razionale alle paure che si stanno diffondendo tra i cittadini.

Serie di webinar: il nucleare nello spazio

Siamo lieti di annunciarvi una serie di tre webinar esclusivi, organizzati in collaborazione con l’associazione Polispace.

Il primo incontro si è tenuto venerdì 11 Marzo alle 18:00, e ha trattato della generazione di potenza nucleare sulla Luna. In particolare, sono state presentate le considerazioni per stabilire un carico di base utilizzando combustibile fossile presente sul territorio lunare evitando così di dover inviare materiale radioattivo dalla Terra alla Luna.

Il secondo incontro si è tenuto il 18 marzo, tratterà della generazione di energia per la Terra dallo spazio. E’ possibile soddisfare i bisogni energetici terrestri tramite dei satelliti orbitanti diminuendo la generazione di gas serra sulla Terra?

Il terzo incontro, in programma per domani 25 marzo, tratterà dei razzi termici nucleari. Presenterà il loro funzionamento tramite la massa di reazione dell’idrogeno derivata dalla luna ed il loro possibile utilizzo come mezzo per raggiungere gli asteroidi ricchi di Platino in circa 3 mesi, per aprire un nuovo mercato da miliardi di dollari.

NOVITA’: il secondo e terzo incontro sono riservati in presenza ai soci Polispace e Nucleare e Ragione, ma è possibile per tutti seguirli online! E’ sufficiente registrarsi a questo link.

Tutti e tre gli eventi sono tenuti dal Dr. Peter Schubert, professore di ingegneria elettrica e informatica e direttore del Richard G. Lugar Center for Renewable Energy (LCRE) all’Indiana University-Purdue University Indianapolis (IUPUI).
Il Dr. Schubert detiene 43 brevetti USA, è autore di oltre 100 pubblicazioni tecniche ed è il principale ricercatore in progetti di ricerca del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (USDA), del Dipartimento dell’Energia (DOE), del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti (DOD), della National Science Foundation (NSF) e della NASA.

Se non volete perdervi le prossime iniziative esclusive organizzate da e per i soci del Comitato Nucleare e Ragione, considerate l’opportunità di iscrivervi! Come fare? Seguite le istruzioni a questo link.

Incubo radiazioni? A Chernobyl come in aeroporto, il picco da solo non basta

Questo post è stato scritto il 20 febbraio 2022, quattro giorni prima che la Russia invadesse l’Ucraina. A seguito dei combattimenti intorno alla centrale di Chernobyl, è stato rilevato un aumento del livello di radiazioni probabilmente causato dal passaggio di mezzi che ha sollevato polvere dal terreno. I valori sono rientrati nella norma nel giro di poche ore [9] e vale quindi quanto scritto sotto a proposito degli incendi del 2020.

Il post si conclude con “teniamolo a mente per la prossima volta”.
E la “prossima volta” ci ha messo poco ad arrivare.

di Massimo Burbi

Di quella volta che ho misurato livelli di radiazioni 5000 volte superiori alla “norma” (e non ho corso rischi).

Pochi sanno che, quasi ovunque si vada, incluse Chernobyl e Fukushima, la parte del viaggio in cui si prenderà la dose di radiazioni ionizzanti più elevata sarà il tempo trascorso in aereo a 10-12 km di altitudine, tutta colpa dei raggi cosmici (100% naturali) [1], ma ancora meno persone sanno che viaggiando può capitare di incontrare anche di “peggio”. Dove? Ci arriviamo tra un attimo.

Nel mio ultimo volo aereo intercontinentale da Tokyo a Monaco di Baviera, che ormai risale tristemente ad oltre due anni fa, il mio dosimetro ha accumulato una dose di 44 microsievert (μSv) in 11 ore di volo. Quel dosimetro non è fatto per i raggi cosmici che si trovano alla quota di crociera di un volo di linea, e considerando che il volo è avvenuto a fine 2019, vicino al minimo solare [2], una stima più realistica della dose accumulata da me e dagli altri passeggeri oscilla tra 60 e 70 μSv [3], ovvero una media di circa 6 μSv all’ora (μSv/h).

Figura 1 – Andamento della dose media oraria rilevata durante il volo Tokyo – Monaco. Totale 44.49 μSv. Dosimetro Tracerco PED+

Mettiamo le cose in prospettiva: la dose media da fonti naturali presa in un anno da un abitante dell’Italia è di 3300 μSv [4], quei circa 65 μSv in 11 ore di volo sono quindi più o meno la dose che avrei preso a terra in una settimana. Vuol dire che i livelli medi di radiazioni assorbite in quel volo sono stati circa 15 volte quelli a cui sarei stato esposto (in media) a terra per via della somma di raggi gamma terrestri, raggi cosmici, ingestione di cibo e soprattutto inalazione di Radon.

Figura 2 – Contributi naturali alla dose efficace media individuale in un anno per la popolazione italiana (valori in mSv)

Un rateo di dose 15 volte più alto che a terra fa la sua figura, ma è niente rispetto a quello che stavo per misurare da lì a poco. Scendendo dall’aereo il dosimetro è sempre rimasto acceso, e quando, pochi minuti dopo, l’ho ripreso in mano, mi sono ritrovato sul display un rateo di dose di picco di 1860 μSv/h, oltre 300 volte i valori medi registrati in volo, e circa 5000 volte quelli medi a terra. Esposti a radiazioni così intense si prende la dose di un anno in meno di due ore.

Figura 3 – Misura effettuata (per caso) durante i controlli di sicurezza in aeroporto: rateo di dose di picco di 1.86 mSv/h, cioè 1860 μSv/h. Dosimetro Tracerco PED+

Dopo un’iniziale uscita degli occhi fuori dalle orbite ho fatto mente locale e ho capito che si trattava di un valore registrato durante i controlli di sicurezza dei bagagli in aeroporto, dove vengono impiegati i raggi X, usati fino a pochi anni fa negli USA e nella EU anche per il controllo di milioni di passeggeri al giorno [5] che passavano attraverso quei varchi con la sola preoccupazione di vedersi requisire bibite varie in bottiglie da più di 100 ml. Tutti incoscienti condannati a morire per le radiazioni?

No, perché il valore di picco da solo vuol dire poco, conta la dose accumulata, che dipende anche dal tempo di esposizione. E’ la stessa differenza che c’è tra velocità massima e distanza percorsa: puoi partire per un viaggio a 1000 km/h, ma se hai carburante per soli 10 secondi percorrerai meno di 3 km, e qualcuno che si è incamminato a piedi avrà fatto più strada di te nel giro di mezz’ora.

Nel caso dei controlli in aeroporto il dosimetro ha misurato quell’elevatissimo livello di radiazioni per appena 1.38 secondi, accumulando una dose di 0.714 μSv, la stessa che una persona prende a terra in meno di due ore e in volo in poco più di 7 minuti. Messa così non fa più tanta paura.

Figura 4 – Dose accumulata dal dosimetro durante i controlli di sicurezza: 0.714 μSv. Dosimetro Tracerco PED+

Tutto questo per dire che titoli sull’incubo radiazioni [6][7], come ad esempio quelli per i valori “16 volte sopra la norma” che abbiamo letto dopo gli incendi dei boschi di Chernobyl, hanno pochissimo senso se non si specifica la durata di questi livelli di radiazioni, che in quei boschi tornarono alla normalità nel giro di poche ore [8], con il risultato che chiunque si trovò a stazionare da quelle partì accumulò dosi trascurabili, cosa che naturalmente non impedì alla nostra stampa di parlarne per giorni, malgrado l’unica foto mostrata da quasi tutti i giornali come prova del “pericolo”, fosse stata scattata quando i livelli misurati erano già scesi a valori che si rilevano 24 ore al giorno alla Stazione Termini di Roma, dove più che delle radiazioni, c’è da aver paura dei ritardi.

Teniamolo a mente per la prossima volta: per parlare di “incubo radiazioni”, il picco da solo non basta.

Figura 5 – due dei tanti titoli apparsi dopo gli incendi nei boschi di Chernobyl con l’immagine di un geiger che misura un rateo di dose di 0.34 μSv/h, simile a quello che si rileva alla Stazione Termini di Roma e in molte altre parti della città.

Note:

[1] https://www.unscear.org/docs/publications/2000/UNSCEAR_2000_Report_Vol.I.pdf (Pagine 84-88)

[2] https://www.nasa.gov/press-release/solar-cycle-25-is-here-nasa-noaa-scientists-explain-what-that-means

[3] https://www.unscear.org/docs/publications/2000/UNSCEAR_2000_Report_Vol.I.pdf (Pagina 538)

[4] http://www.fisicaweb.org/doc/radioattivita/geiger%20muller/taratura.pdf?fbclid=IwAR39a3eRqFA4EbZyiEjRzfUNJqb37QTY7BsXGbU-nqTE4mOddlq60C9f5yo

[5] https://web.archive.org/web/20100821110646/http://www.riseproject.eu/_fileupload/ETHICS%20OF%20BODY%20SCANNER%20POLICY%20REPORT%20NEW.pdf (a pagina 31, punto 48, il motivo per cui si è passati alla tecnologia delle onde millimetriche, malgrado la dose associata si sistemi a raggi X fosse trascurabile)

https://www.cdc.gov/nceh/radiation/airport_scan.htm

[6] https://www.agi.it/estero/news/2020-04-06/ucraina-rogo-chernobyl-radiazioni-8242213/

[7] https://www.corriere.it/cronache/20_aprile_06/chernobyl-bruciano-boschi-radiazioni-16-volte-sopra-norma-f4e551b8-7802-11ea-98b9-85d4a42f03ea.shtml

[8] https://www.facebook.com/egor.firsov/posts/3396617483687911 (post della stessa persona che diede l’allarme)

[9] https://cen.acs.org/safety/Russia-took-control-Chernobyl-nuclear-site-in-Ukraine-What-does-that-mean/100/web/2022/02

Conferenza con il Rotaract

Martedì 8 Marzo alle 17:00 italiane, il nostro socio Riccardo Chebac terrà una presentazione sul tema dell’energia nucleare. L’ evento è organizzato dall’associazione finalndese Rotaract Tampere Club ed è gratuito e aperto a tutti gli interessati. L’intervento sarà in lingua inglese.

–    Vuoi maggiori dettagli sul funzionamento di una centrale e l’energia che riesce a produrre?
–    Vuoi conoscere quanta CO2 viene immessa nell’ambiente?
–    Vuoi sapere quali rischi sono associati all’energia nucleare?
–    Vuoi avere la risposta alla fatidica domanda “e le scorie?”?
–    Vuoi sapere si più su reattori SMR e di IV Generazione?

Se la risposta è sì, questo è l’evento per te! Ecco il link Zoom per collegarsi e seguire la presentazione in diretta: https://tuni.zoom.us/j/61069705707

Dai megaton ai megawatt

Questo articolo risale al 2014, in occasione della crisi in Crimea, ma avremmo potuto scriverlo, identico, in questi giorni. Lo riproponiamo tale e quale.

Nucleare e Ragione

[come produrre energia elettrica eliminando 20000 testate nucleari]

Immagine

Le cronache estere delle ultime settimane, fonti di grave preoccupazione per la condizione degli abitanti dell’Ucraina, hanno riportato in auge lo spettro degli armamenti nucleari.
Ai morti reali, prezzo di aspri scontri, alle forti divisioni, frutto di politiche che qui non vogliamo descrivere né siamo in grado di giudicare in ogni loro aspetto, vediamo aggiungersi la paura che il precipitare della situazione comporti il riproporsi di contrapposizioni di forza che si pensava archiviate (forse) per sempre con la fine della cosiddetta Guerra Fredda.

Nel nostro piccolo, quasi ad esorcizzare tale pensiero terrificante, vorremmo qui ricordare quanto bene si possa trarre dall’utilizzare le fonti energetiche come veicoli di pace. E tra tutte quella nucleare, in particolare.

Immagine

A dicembre 2013 è stato completato il programma noto con il nome popolare di “Megatons to Megawatts”. Alla base di tale programma vigeva il contratto…

View original post 386 altre parole