— AGGIORNAMENTO 2/5/2025: soni disponibili foto e slides del nostro relatore, in coda all’articolo. —
Riprendono le attività divulgative sul territorio dei nostri soci!
Che cos’ è e quale ruolo può avere il nucleare nel contrasto al riscaldamento globale? Quali sono i principi fisici di base dell’energia nucleare?
Per saperne di più, questo venerdì 24 gennaio alle 17:00 partecipate presso la Sala Soci Marina Trambusti della Coop.fi, nel Centro Commerciale Gavinana di Firenze (via Erbosa 66 B/C), alla conferenza di Alessandro Giomi, fisico nucleare e socio del Comitato.
Martedì 14 gennaio, alle ore 10, si terrà presso la sala stampa della Camera dei Deputati una conferenza stampa del Comitato “Nucleare, Sì Grazie”, dopo la conclusione della raccolta firme sulla proposta di legge di iniziativa popolare, che ha già ampiamente superato il numero di firme necessarie per la presentazione e sarà depositata al Senato.
Il Comitato è composto da rappresentanti del mondo politico, culturale, scientifico e associativo impegnati a promuovere il ritorno alla produzione di energia elettro-nucleare in Italia. Ne fanno parte, tra gli altri: il segretario di Azione, Carlo Calenda; il Presidente della Fondazione Einaudi, Giuseppe Benedetto; i docenti universitari Walter Ambrosini, Marco Ricotti e Giuseppe Zollino; il presidente di Radicali italiani, Matteo Hallissey; Aurora Pinto, dei Giovani Blu; Stefano Monti, presidente dell’Associazione Italiana Nucleare; Luca Romano, alias “Avvocato dell’Atomo”; Pierluigi Totaro, Presidente di Nucleare e Ragione; Monica Tommasi, Presidente degli Amici della Terra; Piercamillo Falasca, direttore de L’Europeista; Davide Giacalone, direttore de La Ragione; Chicco Testa, imprenditore.
Alla conferenza stampa interverranno: Carlo Calenda, Giuseppe Benedetto, Aurora Pinto, Matteo Hallissey, Luca Romano, Raffaella Di Sipio e Giuseppe Zollino.
Il Comitato Nucleare e Ragione, assieme a molte altre associazioni tecnico-scientifiche e realtà della società civile, ha sottoscritto una lettera aperta rivolta al Parlamento e alla nuova Commissione Europea. L’iniziativa è promossa da Voices of Nuclear.
Pubblichiamo qui il testo completo della lettera, tradotto in italiano, e forniamo anche le versioni scaricabili in format pdf, che è possibile inviare ai parlamentari europei, in particolare ai componenti delle commissioni “Industria, Ricerca ed Energia” e “Ambiente, Sanità pubblica e Sicurezza alimentare“, nonchè ai membri designati della Commissione Europea. La lista dei parlamentari italiani è disponibile qui.
Noi, cittadini d’Europa, chiediamo ai nostri rappresentanti presso il Parlamento Europeo e la Commissione Europea di sostenere con decisione lo sviluppo di un’industria nucleare indipendente e di una filiera europea del nucleare, nel pieno riconoscimento dei ruoli e delle responsabilità che sono stati loro affidati e dei processi democratici che hanno portato alla loro nomina, diretta o indiretta.
L’Unione Europea è nata dal desiderio di assicurare la pace: da un lato portando sotto il proprio controllo le materie prime dell’industria bellica e il processo di ricostruzione industriale, tramite l’istituzione nel 1951 della Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio; dall’altro, promuovendo una fonte abbondante di energia in grado di garantire indipendenza e prosperità, sotto le necessarie condizioni di collaborazione industriale, scientifica e decisionale, dettate dal trattato che diede origine alla Comunità Europea dell’Energia Atomica (Euratom) nel 1958.
Lo spirito del trattato Euratom è oggi più che mai attuale per la stabilità e la salvaguardia dei valori e delle speranze dei cittadini europei. Questo chiama a promuovere in maniera convinta lo sviluppo e l’impiego dell’energia nucleare per rispondere alle serie minacce che oggi affliggono le democrazie e il nostro Pianeta.
Il nuovo Parlamento Europeo, la nuova Commissione Europea e il Presidente hanno la responsabilità di agire in conformità ai principi e agli obiettivi del trattato Euratom.
Questa responsabilità deriva dal processo stesso di costruzione dell’Unione Europea ed è parte integrante del ruolo loro conferito, comecustodi dei principi fondanti e dei valori che uniscono i popoli europei. Il ruolo che oggi ricoprono impone loro di sostenere lo sviluppo dell’energia nucleare sia in termini generali, come strumento che può contribuire alla prosperità dell’Europa, sia nello specifico delle tecnologie e della filiera europea, come strumento di indipendenza energetica.
Questa responsabilità viene loro in virtù della chiara opinione dei cittadini europei (più del 60%[1]), che hanno espresso il loro sostegno a una fonte energetica che ha dimostrato per decenni di fornire energia pulita, accessibile e indipendente, in armonia con l’ambiente e con le comunità locali.
Gentile Presidente della Commissione Europea, Vicepresidenti Esecutivi, Commissari e Membri del Parlamento Europeo, saremo attenti testimoni e attivi sostenitori delle vostre azioni in questa direzione.
[1] il 62.37% della popolazione dell’Unione è favorevole a proseguire nello sfruttamento dell’energia nucleare.
La lista di organizzazioni firmatarie, nonché i riferimenti a tutti i sondaggi d’opinione relativi al sostegno dei cittadini europei verso l’energia nucleare, sono reperibili nei pdf liberamente scaricabili in questa pagina. Per maggiori informazioni, consultare la pagina web di Voices of Nuclear.
Riceviamo e ripubblichiamo volentieri questo contributo. L’originale, in lingua inglese, è disponibile a questo link.
Aggiornamento 29/7/2025: abbiamo pubblicato sul nostro canale Instagram alcuni quiz sulle tematiche trattate da questo articolo. Trovate i quesiti e le relative risposte in coda all’articolo.
Vi siete mai chiesti come sarebbe galleggiare in un mare di radiazioni? Il modo migliore per scoprirlo è prenotare un biglietto aereo! Quando voliamo, siamo esposti a livelli di radiazioni molto più alti rispetto a quelli solitamente consentiti da leggi e regolamenti, qui sul pianeta Terra. Questa è la cosa interessante per me: mentre la maggior parte degli stati regola per legge e con attenzione l’esposizione alle radiazioni ionizzanti, salire su un aereo, anche con bambini piccoli (non so i vostri, ma mia figlia adora volare!), che sia per una vacanza o per lavoro, non ci preoccupa affatto, anche se i ratei di dose possono aumentare significativamente ad alta quota.
Ma non fraintendermi: non sto dicendo di smettere di volare! Il punto non è che prendere l’aereo sia pericoloso a causa delle radiazioni, ma piuttosto che la nostra percezione del rischio legato alle radiazioni dipende fortemente dal contesto in cui ci troviamo. E’ piuttosto raro che qualcuno si metta a pensare all’esposizione alle radiazioni durante un volo, ma probabilmente faremmo un passo indietro se ci chiedessero di accettare gli stessi livelli di dose in altre attività con i piedi per terra. Volete saperne di più? Seguitemi, e scopriamo insieme il motivo per cui volare ci espone a queste radiazioni e quale è la scienza dietro tutto questo.
Il rateo di dose registrato da una serie di rilevatori Tracerco PED+ durante un volo commerciale da Copenaghen a Stoccolma. I dati sono stati raccolti da me e dalla mia collega Brankica.
Turisti Spaziali che si Tuffano nell’Atmosfera Terrestre: i Raggi Cosmici
I ratei di dose che vedete nel grafico qui sopra sono stati registrati con un serie di rilevatori Tracerco PED+ durante un volo da Copenaghen a Stoccolma. Le misurazioni sono state effettuate da me e dalla mia collega del gruppo di fisica di Elekta, Brankica Anđelić. Assieme ai ratei di dose, ho aggiunto anche l’altitudine in funzione del tempo, dato che è scaricabili da internet per ogni volo. Man mano che l’aereo sale, il rateo di dose aumenta, rimane abbastanza stabile a quota di crociera e poi diminuisce durante l’avvicinamento all’atterraggio.
Questo aumento del rateo di dose è dovuto alle radiazioni generate dai raggi cosmici, che composti principalmente da protoni provenienti dal sole, oppure da sorgenti galattiche ed extragalattiche. Queste particelle ad alta energia viaggiano liberamente nello spazio fino a quando non si scontrano con qualcosa lungo il loro percorso, come l’atmosfera terrestre (o magari una navicella spaziale in missione per Marte, un argomento perfetto per un altro articolo!). Quando i raggi cosmici colpiscono i gas che formano lo strato superiore dell’atmosfera, subiscono reazioni nucleari che producono uno zoo di particelle secondarie, tra cui neutroni, pioni, muoni, elettroni e raggi gamma. Il risultato? Una cascata di radiazioni in continua evoluzione, intensificata alle altitudini più elevate.
Come potete notare, il rateo di dose segue una scala logaritmica nel grafico. Perché? Perché la densità atmosferica e l’energia cinetica disponibile giocano un ruolo nell’intensità delle radiazioni. Man mano che l’altitudine aumenta, l’atmosfera si assottiglia, permettendo ai raggi cosmici di viaggiare più facilmente con maggiore energia disponibile. Ogni interazione produce particelle con energia inferiore a causa della perdita di energia in ogni reazione, creando una struttura a cascata complessa.
Immagine da: Frank G. Schröder, Radio detection of cosmic-ray air showers and high-energy neutrinos, Progress in Particle and Nuclear Physics Volume 93 March 2017,
Mettiamo le cose nella giusta prospettiva
Immagino che voi stiate leggendo questo per sapere quante “radiazioni” riceviamo quando voliamo. Premesso che il rateo di dose effettivo dipende da fattori come l’attività solare del giorno in questione e la latitudine del volo (sì, la latitudine! Non è un errore di battitura per “altitudine”, poiché il campo magnetico terrestre influenza la distribuzione dei raggi cosmici e l’esposizione è maggiore vicino ai poli e minore vicino all’Equatore).
Sulla base dei dati che abbiamo misurato, in linea con quelli presenti in letteratura, si può stimare di ricevere circa 6 microSv per ogni ora di volo dai fotoni (più circa 4 microSv all’ora dai neutroni). Questo equivale a una radiografia dentale (5 microSv) o a mangiare 60 banane (ogni banana fornisce circa 0,1 microSv dal potassio-40).
Un’interessante infografica della National Environment Agency di Singapore
Per i Curiosi: qualcosa in più sui Raggi Cosmici
Per chi ama gli approfondimenti, i raggi cosmici offrono una finestra affascinante sui processi ad alta energia che governano l’universo.
Possiamo dividere i raggi cosmici in due categorie principali in base alla loro origine: solari e galattici. I raggi cosmici solari provengono dal Sole (lo dice la parola stessa, no?) e sono particolarmente attivi durante eventi violenti come i brillamenti solari e le espulsioni di massa coronale (CME). I raggi cosmici galattici (ed extragalattici), invece, provengono da oltre il nostro sistema solare, ed i residui delle esplosioni di supernovae sono probabilmente tra le principali sorgenti di questi proiettili spaziali (nota al lettore: lo ammetto, quando ho scritto “proiettili spaziali” ho subito penato ad “alabarde spaziali”). Queste particelle includono protoni, particelle alfa ed anche tracce di elementi più pesanti (sì, le supernove sono responsabili di molte cose nell’universo: dai raggi cosmici, ai gamma ray burst, e persino dell’esistenza dei metalli preziosi come l’oro, il platino e persino l’iridio usato nella brachiterapia, che poi è arrivato sulla Terra con l’asteroide che ha estinto i dinosauri).
Mentre i raggi cosmici solari variano con l’attività solare, i raggi cosmici galattici forniscono generalmente un fondo più stabile. Questa stabilità, tuttavia, presenta “singhiozzi” alle alte energie, dove caratteristiche come il “ginocchio” (un punto in cui la pendenza dello spettro energetico cambia) suggeriscono processi complessi nell’accelerazione delle particelle e nel loro trasporto. Questo campo di ricerca è ancora in evoluzione, con nuove scoperte che continuano a ridefinire la nostra comprensione!
Quindi, la prossima volta che sarete sospesi a 11.000 metri di quota, ricordatevi: non state solo galleggiando in una enorme lattina d’alluminio nei cieli sopra la superficie del pianeta, ma state anche viaggiando attraverso un mondo invisibile di energia cosmica. Altro che Goldrake!
QUANTE NE SAI?
Abbiamo di recente lanciato sul nostro canale Instagram una serie di quiz a tema nucleare, con cadenza settimanale. Ecco i quesiti proposti il 28 luglio 2025 (in grassetto le risposte corrette):
1) Quante radiazioni riceviamo in un’ora di volo?
a – tante quante mangiare 10 banane b – tante quante fare una radiografia dentale (ha risposto correttamente il 36% dei partecipanti) c – tante quante ne riceviamo normalmente in un anno
2) La latitudine incide sulle radiazioni ricevute. Perchè?
a – l’atmosfera è più rarefatta ai poli b – il campo magnetico influenza i raggi (ha risposto correttamente il 60% dei partecipanti) c – i gas nell’atmosfera reagiscono diversamente a temperature più basse
3) Perchè le radiazioni cosmiche sono più deboli al suolo?
a – maggiore distanza da percorrere b – interazione con i gas atmosferici (ha risposto correttamente il 65% dei partecipanti) c – interferenza con onde elettromagnetiche
Il Convegno, sviluppato in diversi panel tematici, è stato abilmente moderato da Romina Maurizi, direttrice di Quotidiano Energia. Hanno partecipato tutti i principali attori del panorama accademico, industriale e della ricerca italiano. Tra gli altri: Ansaldo Nucleare, newcleo, Enel, Sogin, l’Associazione Italiana Nucleare (AIN), ITER, oltre all’Università di Genova, Gauss Fusion e ASG Superconductors. Insomma, un parterre di alto livello e prestigio internazionale.
Durante i lavori si è discusso di energia, decarbonizzazione, tecnologie nucleari, innovazione e supply chain. Tutti gli interventi hanno sottolineato un filo conduttore fondamentale, la necessità e la difficoltà di una comunicazione trasparente e comprensibile alla gente.
E proprio per parlare di comunicazione al pubblico siamo stati invitati anche noi del Comitato Nucleare e Ragione, da anni in prima linea sui social e nelle piazze per spiegare il nucleare, con una comunicazione semplici ma efficace, a tutti coloro che hanno dubbi o curiosità su un argomento così sensibile e complesso. Il nostro socio Alessandro Sardo, nel corso della sessione intitolata L’Università per la formazione della professionalità nel settore; l’importanza del confronto politico e istituzionale con l’opinione pubblica, ha spiegato in pochi minuti cosa facciamo e quali sensazioni riceviamo dagli incontri con la gente nelle piazze delle nostre città (il video integrale è disponibile a questo link). Siamo orgogliosi e riconoscenti di essere stati invitati a dare il nostro contributo, questo incontro dimostra ancora una volta che il tema del nucleare non è più un tabù, solo tre anni fa era impensabile che tale argomento venisse trattato in un convegno trasmesso in diretta TV e quindi aperto al pubblico.
L’evento è stata inoltre un’ottima occasione per scambiare opinioni e contatti tra i partecipanti: il Comitato è oramai conosciuto tra gli addetti ai lavori e sono sempre più numerose le occasioni di cooperazione tra noi e le aziende per far conoscere al pubblico le potenzialità di questa forma di energia (degna di nota è la recente visita alla centrale nucleare di Latina, organizzata in collaborazione con Sogin).
E sapete come gli organizzatori hanno saputo di noi? Ebbene sì, grazie agli Stand Up For Nuclear! Durante la giornata passata in piazza De Ferrari a Genova tra volantini, giochi e tante, tante chiacchierate con un sacco di gente interessata, abbiamo avuto modo di entrare in contatto con Telenord, che ringraziamo per averci dato la possibilità di essere conosciuti anche al pubblico genovese e ligure.
A proposito, gli Stand Up For Nuclear 2024 sono terminati con l’ultimo gazebo a Catania, ma le nostre attività non si fermano qui. È stata di recente presentata in una conferenza stampa alla Camera dei Deputati una proposta di legge di iniziativa popolare per riportare il nucleare in Italia, e il presidente della nostra associazione è tra i firmatari. In meno di una settimana sono state raccolte le 50mila firme necessarie perché la proposta possa essere presentata in Parlamento, ma l’obiettivo dei promotori è raccogliere più adesioni possibili, per dimostrare che il sentimento del pubblico sul nucleare è cambiato e per dare un importante segnale alla classe dirigente del Paese. Trovate la proposta e il link per firmare (basta lo SPID o la CIE per accedere) al seguente link:
–AGGIORNAMENTO 30/1/2025: sono disponibili le slides dell’intervento dei nostri soci Lorenzo Attila Sartori e Renzo Colombo. Link in coda all’articolo.–
Il gruppo Giovani dell’AIDIC, Associazione Italiana d’Ingegneria Chimica, promuove per il 12 novembre, con la collaborazione del Comitato Nucleare e Ragione, una conferenza dedicata al ruolo dell’energia nucleare per la decarbonizzazione.
Il programma è davvero ricco, e prevede la partecipazione di diversi nostri soci in qualità di relatori e di partecipanti alla Tavola Rotonda finale.
L’evento si svolgerà dalle 14:30 alle 18:00 presso la Scuola di Ingegneria dell’Università di Pisa, in Aula Magna U.Dini (Largo Lucio Lazzarino 1). Sarà possibile seguire la conferenza anche da remoto, attraverso la piattaforma Teams. Tutto i link qui sotto.
Radioattività, decadimenti nucleari e radioprotezione: slides disponibili a questo link Reattori nucleari (fissione e fusione) e futuro dei reattori: slides disponibili a questo link Il ciclo di vita del combustibile, dall’estrazione al disposal: slides disponibili a questo link
Dal 19 al 21 aprile 2024 si è svolta a Borgo San Lorenzo (FI) la seconda edizione del Festival dell’Energia e dell’Ambiente, organizzato dall’associazione Nuova Energheia e promosso dall’Unione Montana dei Comuni del Mugello. L’evento di quest’anno era dedicato alla problematica dei cambiamenti climatici in tutte le sue varie sfaccettature, ed è stato suddiviso in tre tematiche principali, ciascuna delle quali trattata durante una giornata: cause del fenomeno, conseguenze e rimedi. Il Comitato, dopo la fruttuosa esperienza del 2023, è stato invitato a partecipare anche a questa edizione, contribuendo al panel della terza giornata intitolato “Le Politiche di Contrasto al cambiamento climatico” .
Il primo intervento del panel, a cura di Monica Fabris (Sociologa, Direttore Scientifico Gruppo CSA Ricerche), era un’analisi dei recenti megatrend, da cui emerge la forte attenzione su scala globale alle tematiche di sostenibilità sociale, economica e ambientale.
Il secondo intervento, a cura del nostro socio Riccardo Mariscalco, si è basato inizialmente sull’analisi dell’attuale stato del sistema elettrico italiano, approfondendo gli sviluppi attesi della rete di trasmissione elettrica nazionale e dell’installazione di sistemi di accumulo, asset propedeutici a consentire il corretto dispacciamento di una quota maggiore di rinnovabili. Successivamente sono state messe a confronto le varie fonti di produzione dell’energia elettrica, esaminando le emissioni di anidride carbonica per kWh prodotto, la sicurezza tecnologica, le riserve di combustibile e i costi di generazione.
Le slides della presentazione di Riccardo Mariscalco sono disponibili a questo link.
L’ultimo intervento, a cura di Rudi Bressa (Giornalista ambientale e scientifico, specializzato in temi relativi alla sostenibilità alla crisi climatica), ha fornito una fotografia delle anomalie climatiche avvenute negli ultimi anni, riportando i danni ad esse associati, ed è proseguito analizzando i piani di politica energetica italiani (in particolare PNIEC e PNACC).
Si è infine dato spazio agli interventi del pubblico, da cui sono emersi interessanti elementi di riflessione.
Quello di Riccardo Mariscalco non è stato l’unico contributo di Nucleare e Ragione a questa edizione del Festival. Al panel intitolato “Eco vandali o eco attivisti? Approcci diversi, un solo obiettivo” ha preso infatti parte il nostro socio Edoardo Ventafridda, in rappresentanza del progetto di divulgazione scientifica Giovani Blu.
Legge di iniziativa popolare: al via la raccolta di firme
Lo scorso 17 ottobre un gruppo di cittadini – tra cui il presidente della nostra associazione – ha presentato presso la Corte Suprema di Cassazione una proposta di legge di iniziativa popolare intitolata “Energia nucleare nel mix elettrico nazionale ora”, con lo scopo di ripristinare l’assetto normativo che consenta la costruzione e l’esercizio di centrali nucleari sul territorio italiano. Il 24 ottobre, nel corso di una conferenza tenutasi presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati, i firmatari e proponenti hanno presentato al pubblico l’iniziativa e dato il via ufficialmente alla campagna Energia nucleare? Sì grazie e alla raccolta firme, che in meno di quattro giorni ha superato le quarantamila sottoscrizioni.
Ecco la lista completa del comitato proponente:
Walter Ambrosini – Docente di Impianti Nucleari, Università di Pisa Giuseppe Benedetto – Presidente della Fondazione Luigi Einaudi Carlo Calenda – Segretario di Azione Piercamillo Falasca – Direttore de L’Europeista Patrizia Feletig – Giornalista e saggista Davide Giacalone – Direttore de La Ragione, Vicepresidente Fondazione Luigi Einaudi Matteo Hallissey – Segretario di Radicali Italiani Stefano Monti – Presidente di Associazione Italiana Nucleare Aurora Pinto – Content Creator Giovani Blu (e socia del Comitato Nucleare e Ragione) Marco Ricotti – Docente di Impianti Nucleari, Politecnico di Milano Nora Brigid Righini – Studentessa, Comitato Nazionale di Radicali Italiani Luca Romano – Fisico, divulgatore scientifico, L’Avvocato dell’Atomo Chicco Testa – Dirigente d’azienda, giornalista e saggista Monica Tommasi – Presidente degli Amici della Terra Pierluigi Totaro – Presidente del Comitato Nucleare e Ragione Giuseppe Zollino – Docente di Tecnica ed Economia dell’Energia e Impianti Nucleari, Università di Padova – responsabile Energia e Ambiente di Azione
Questa proposta nasce dalla consapevolezza che l’energia nucleare può avere un ruolo fondamentale nella lotta ai cambiamenti climatici, in quanto fonte affidabile, sicura e sostenibile, e che per tal emotivo merita di essere inserita nel mix energetico italiano, affiancando le rinnovabili nel percorso di transizione verso l’obiettivo di azzeramento delle emissioni. L’iniziativa mira a coinvolgere i cittadini attraverso uno strumento di partecipazione democratica, che dimostri alla classe dirigente e alle amministrazioni che l’energia nucleare può godere del supporto della popolazione, soprattutto se questa viene informata sulle caratteristiche e sui benefici di questa tecnologia. Il Comitato Nucleare e Ragione è nato proprio con questo spirito, ben descritto dal primo articolo del proprio statuto:
promuovere il raggiungimento di un’equilibrata strategia di approvvigionamento energetico della quale i cittadini siano resi partecipi e consapevoli, attraverso la fruizione delle basi scientifiche e tecnologiche delle diverse fonti di energia, del loro impatto sulla salute e sull’ambiente e del loro costo economico.
Finalmente è possibile agire concretamente in questa direzione. Invitiamo perciò tutti i nostri associati, lettori e amici, a sottoscrivere online la proposta di legge. L’obiettivo minimo delle cinquantamila firme è ormai raggiunto, ma contiamo di dare un importante segnale politico, pertanto maggiore sarà il numero di sottoscrizione al termine dei sei mesi di campagna, più forte sarà la nostra voce!
Il testo completo della proposta di legge è disponibile qui.
Come firmare in 5 passaggi:
Vai sulla piattaforma del Ministero dove si trova la proposta di legge QUI(link raggiungibile anche tramite il QR-code sottostante)
Accedi con SPID o Carta d’identità elettronica (CIE). Se dopo aver effettuato l’accesso, vieni rindirizzato all’homepage – Clicca su “Ricerca iniziative – Nella casella “Titolo:” digita “nucleare”, quindi clicca su “Cerca“. Troverai così la nostra proposta “IL NUCLEARE NEL MIX ELETTRICO NAZIONALE ORA“ – Alla fine della descrizione clicca su “Scopri di più”
Sulla pagina della proposta di legge clicca su “Sostieni l’iniziativa”.
Clicca su “Continua” per confermare i dati anagrafici.
La prima volta non si scorda mai: correva l’anno 2015. In quasi un decennio ci abbiamo portato tantissime persone: come dimenticare la visita in occasione dei Nuclear Days 2019? Negli anni ne abbiamo parlato tanto, soprattutto per le preoccupazioni sulla sua sicurezza. Finalmente, nel 2024, il tanto atteso ritorno!
di Edoardo Ventafridda
Il 18 settembre 2024, il Comitato Nucleare e Ragione ha potuto regalare ai suoi soci un’esperienza indimenticabile: una visita alla centrale nucleare di Krško, in Slovenia, un impianto di grande rilevanza per la produzione di energia nel paese e per l’intera regione. Questa visita ha offerto l’opportunità di esplorare la storia, le specifiche tecniche e le strutture della centrale, nuovamente evidenziando il ruolo fondamentale dell’energia nucleare nella transizione energetica sostenibile.
Ma prima, un po’ di storia.
La centrale nucleare di Krško è stata inaugurata nel 1983 e rappresenta l’unico impianto nucleare della Slovenia. Progettata con tecnologia americana Westinghouse, la centrale ha una potenza di circa 700MWe e inizialmente era destinata a funzionare per 40 anni. Tuttavia, nel 2021, il governo sloveno ha deciso di prolungarne la vita operativa fino al 2043, in linea con la strategia nazionale di decarbonizzazione che considera il nucleare come una fonte energetica strategica per il futuro economico e industriale del paese.
L’impianto è dotato di sistemi avanzati per garantire la sicurezza e l’efficienza operativa. Recentemente, sono stati implementati miglioramenti significativi per aumentare la resilienza della centrale a eventi naturali estremi. Questi aggiornamenti includono la costruzione di un edificio bunkerato rinforzato e sistemi ausiliari per la gestione del calore e dell’energia in situazioni di emergenza, oltre che avanzamenti tecnologici per far fronte a siccità o inondazioni inaspettate. È inoltre importante sottolineare che la centrale è progettata per rispettare i più elevati standard di sicurezza sismici, un aspetto da molti dimenticato.
Comincia il tour!
La visita è iniziata con una sessione di briefing condotta da esperti del settore, i quali hanno fornito informazioni dettagliate sulla storia dell’impianto e sulle sue specifiche tecniche. Questo incontro ci ha permesso di comprendere meglio le sfide e le opportunità associate all’impianto NEK (Nuklearna elektrarna Krško), nonché gli sforzi compiuti per garantire un funzionamento sicuro e sostenibile della centrale sul lungo termine.
Successivamente, abbiamo avuto l’opportunità di osservare gli edifici esterni della centrale. Questa parte della visita ha permesso di apprezzare l’architettura dell’impianto e le misure di sicurezza implementate nel design degli edifici. Gli esperti hanno illustrato come ogni struttura sia stata progettata non solo per l’efficienza operativa ma anche per resistere a eventi sismici e altre potenziali minacce di qualsiasi genere. La visita è continuata nella sala turbine, luogo davvero emozionante. Vedere (e sentire!) delle turbine così gigantesche in azione è stato veramente elettrizzante. Personalmente, sono rimasto colpito dall’incredibile pulizia degli spazi e delle tubazioni, ognuna delle quali presenta delle specifiche targhette identificative per una più efficiente gestione in caso di guasto o manutenzione ordinaria.
Infine, ci è stato offerto un rapido sguardo alla control room, dove tutto è gestito e controllato ininterrottamente dal 1983 da operatori certificati. La sensazione era la stessa di quando da piccoli si viene invitati dagli assistenti di volo nella cabina di pilotaggio di un volo di linea, solo con molti più pulsanti da guardare. Sicuramente il momento più atteso di tutta la visita.
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La visita alla centrale ci ha offerto un’importante opportunità per comprendere meglio il ruolo cruciale del nucleare nella strategia energetica slovena. Con investimenti continui nella sicurezza e nell’innovazione tecnologica, Krško si posiziona come un attore chiave nella transizione verso fonti energetiche più pulite e sostenibili. L’energia nucleare non solo fornisce una fonte stabile di elettricità ma contribuisce anche a ridurre le emissioni di carbonio, rendendola una componente essenziale nel mix energetico del futuro. Sarà interessante seguire gli sviluppi dei nuovi progetti nucleari del Paese. Nel momento in cui questo articolo viene scritto, al Parlamento sloveno si discute dell’estensione dell’impianto (la/e nuova/e unità si chiamerà JEK2).