Festival dell’Energia e dell’Ambiente: quale nucleare di aspetta?

Dal 26 al 28 maggio 2023 si è tenuto a Borgo San Lorenzo (FI) il Festival dell’Energia e dell’Ambiente, evento organizzato dall’associazione Nuova Energheia e promosso dalla Regione Toscana e dall’Unione Montana dei Comuni del Mugello.

L’evento è stato suddiviso in tre tematiche principali, ciascuna delle quali trattata durante una giornata: il clima, le energie rinnovabili e l’energia nucleare.

Il Comitato è stato invitato a partecipare ad un panel domenica 28 maggio intitolato “Quale Nucleare ci Aspetta?” a fianco della dott.ssa Paola Batistoni (ENEA) e del dott. Stefano Lorenzi (Politecnico di Milano), per discutere delle applicazioni innovative delle tecnologie nucleari.

Il primo intervento del panel, a cura di Stefano Lorenzi, ha trattato la storia dell’energia nucleare ed i più recenti sviluppi tecnologici, con riferimento alle tecnologie dei reattori modulari (SMR) ed ai reattori di IV Generazione. Si è poi discusso del ruolo dell’energia nucleare in un futuro caratterizzato da un’elevata penetrazione delle fonti rinnovabili.

Il secondo intervento, a cura di Simone Bleynat (CN&R) si è focalizzato sulle applicazioni più “inusuali” dell’energia nucleare. Più in dettaglio, sono stati trattati i seguenti argomenti:

  • La cogenerazione ed il teleriscaldamento;
  • La produzione di idrogeno, essenziale per la decarbonizzazione dei settori cosiddetti “hard to abate”;
  • La desalinizzazione dell’acqua marina;
  • La propulsione navale;
  • Il repowering di centrali esistenti attualmente alimentate a combustibili fossili.

Le e slides della presentazione di Simone Bleynat sono disponibili a questo link.

L’ultimo intervento, a cura di Paola Batistoni, si è focalizzato sulle tecnologie a fusione attualmente in fase di sviluppo e sull’impatto che esse avranno sul sistema elettrico futuro.

Si è infine dato spazio agli interventi del pubblico, spazio durante il quale sono emersi interessanti elementi di riflessione non solo sulle tematiche presentate, ma anche sullo stato attuale della ricerca in Italia e nel mondo.

Tutti gli interventi del festival, compreso il panel qui descritto, sono stati registrati e sono disponibili sul canale Youtube di Nuova Energheia
(https://www.youtube.com/@NuovaEnergheia).

LA SORVEGLIANZA RADIOMETRICA

di Matteo Frosini

Perché sorveglianza radiometrica?

Per sorveglianza radiometrica si intende il controllo di merci, rifiuti o persone mediante strumenti in grado di rilevare le radiazioni emesse da materiale radioattivo. Lo scopo della sorveglianza è dunque quello di individuare eventuali contaminazioni o nei casi più delicati trasporto irregolare di sostanze radioattive.

Questo tipo di controlli viene eseguito su una vasta varietà di materiali, principalmente materiali metallici e rottami metallici, ma anche su rifiuti destinati a discariche o inceneritori, materiali provenienti da impianti nucleari, rifiuti prodotti dai reparti di medicina nucleare.

Il controllo sui materiali metallici 

I materiali metallici, e più nello specifico i rottami metallici, sono sottoposti, in ingresso agli stabilimenti siderurgici o ai centri di raccolta e smistamento, a rigorosi controlli per identificare l’eventuale presenza di anomalie radiometriche al loro interno. Negli anni sono stati svariati i casi di rinvenimenti di sorgenti orfane (ovvero sorgenti radioattive prive di un possessore al momento del ritrovamento) all’interno di carichi di rottame trasportati via terra (automezzi o treni) e via nave, così come il rinvenimento di materiali metallici tra cui semilavorati e prodotti finiti contaminati da radioattività artificiale. Infatti, quando una o più sorgenti orfane sfuggono ai controlli in ingresso agli stabilimenti che effettuano operazioni di fusione e vengono inserite nel ciclo produttivo, il risultato è la fusione del materiale radioattivo e la contaminazione di gran parte dei materiali con cui la matrice radioattiva entra in contatto. Ancora oggi, nonostante le rigide normative nazionali e internazionali in materia di sorveglianza su questo tipo di materiali, si registrano casi di fusione di sorgenti radioattive, con conseguenze economico-sociali assai rilevanti. In Italia il D.Lgs. 101 del 2020 (che discende a sua volta da una Direttiva Euratom) fornisce le indicazioni per la corretta esecuzione dei controlli e la gestione di un’eventuale emergenza radiologica.

Ma come vengono effettuati i controlli? Secondo quanto indicato dalla legge e dalla norma tecnica di riferimento UNI 10897 del 2016, i controlli di sorveglianza radiometrica prevedono la misurazione del rateo di irraggiamento X e gamma sui carichi di materiali metallici. Le radiazioni gamma (e anche X in misura minore) sono infatti le uniche ad essere sufficientemente penetranti da poter essere rilevate anche attraverso un consistente spessore di materiale metallico (basti pensare alle svariate tonnellate di rottame che sono trasportate da un automezzo).

La strumentazione per la sorveglianza radiometrica

La strumentazione impiegata deve dunque essere sufficientemente sensibile da rilevare le radiazioni emesse da materiali radioattivi, anche di piccole dimensioni. Gli strumenti per la sorveglianza radiometrica possono essere distinti in manuali (o portatili) e fissi (o portali).

Gli strumenti portatili hanno dimensioni ridotte e sono facilmente trasportabili, adatti per eseguire misure anche in spazi ristretti. Sono tipicamente costruiti con sonde a scintillazione aventi un’elevata sensibilità alla radiazione gamma e dotati di asta telescopica per poter scansionare accuratamente tutte le superfici esterne del carico.

Gli strumenti fissi, comunemente chiamati portali radiometrici, sono costituiti da due o più pannelli contenenti  sonde  a scintillazione (un materiale plastico molto sensibile alla radiazione gamma). I pannelli rappresentano ciascuno uno strumento di rilevazione e un software di analisi dei dati permette di combinare le misure fornite da ciascuno di essi, definendo la soglia di allarme e se questa è stata superata o meno. Alcuni portali sono anche in grado di effettuare, con buona approssimazione, una spettrometria nucleare per identificare il radionuclide all’interno del carico (o quanto meno discriminare se di origine naturale o artificiale).

In genere in un impianto con intensi traffici di materiale in ingresso viene installato un portale radiometrico come “filtro” per identificare eventuali carichi “radioattivi”, disponendo poi di uno strumento portatile per identificare l’esatta ubicazione dell’anomalia. Il vantaggio principale dei portali è quello di avere un’elevata efficienza di rilevazione (strumenti con superfici estese in grado di intercettare molta radiazione), mentre i portatili hanno una buona sensibilità spaziale, performanti per la localizzazione esatta della contaminazione anche a seguito dello scarico del materiale.

C:\Users\unieuro\AppData\Local\Microsoft\Windows\INetCache\Content.Word\Portale.png
Esempio di portale radiometrico (strumentazione fissa) e strumento portatile per effettuare la sorveglianza radiometrica.

Quali sorgenti si possono rinvenire nel rottame metallico?

Esiste una vasta gamma di materiali radioattivi che possono essere inavvertitamente o volontariamente inserite nel rottame metallico. Operativamente si distinguono diverse categorie di sorgenti e materiali contaminati:

  • Sorgenti radioattive propriamente dette, si tratta delle sorgenti orfane citate poco sopra, utilizzate in ambito industriale, medico o per applicazioni di ricerca proprio per le loro emissioni radioattive. Alcuni esempi sono le sorgenti industriali per misure di spessore e livello, per gammagrafia e per controlli di qualità, le sorgenti per applicazioni mediche quali radioterapia e diagnostica in medicina nucleare;
  • Sorgenti di tipo improprio, ovvero oggetti metallici fabbricati con materiale radioattivo e che sfruttano gli effetti secondari delle emissioni radioattive.  Alcuni esempi sono i quadranti radio luminescenti (con vernice al Radio-226), rivelatori di fumo contenenti Radio-226 o Americio-241, parafulmini con installate sorgenti di Radio-226 o Americio-241;
  • Metalli contaminati da radioattività artificiale a seguito di fusione accidentale di una o più sorgenti orfane e successiva immissione sul mercato dei manufatti prodotti. Un esempio è il metallo contaminato da Cobalto-60 che, se non correttamente intercettato, può essere impiegato per opere di ingegneria civile;
  • Materiali metallici derivanti dallo smantellamento di impianti chimici industriali o impianti per l’estrazione di minerali, petrolio e gas naturale con ingenti depositi di radioattività naturale (Uranio, Torio e Potassio) che prendono il nome di NORM (Normally Occurring Radioactive Material).
A sinistra testata contenente una sorgente di Cesio-137, a destra un contenitore di sorgente di Cobalto-60. Entrambe sono state rinvenute all’interno di rottame metallico.

A sinistra parafulmine con installata una sorgente di Americio-241, a destra un esempio di deposito incrostato contenente radioattività naturale (NORM).

Nel contesto italiano, il rinvenimento di una sorgente orfana nel rottame metallico rientra nella categoria di emergenza radiologica; secondo quanto indicato dalla legge, deve essere identificata la causa dell’anomalia, identificare il tipo di elemento radioattivo e quantificare la sua attività in termini di Bq (numero di decadimenti al secondo). In funzione del tipo di elemento radioattivo e della sua attività, confrontandola con opportuni livelli di esenzione è possibile stabilire la necessità o meno di smaltirlo in un deposito di rifiuti radioattivi autorizzato. Nel caso di rinvenimento di sorgente orfana la presenza di una targhetta riportante le sue specifiche o lo stesso codice stampigliato su di essa sono di notevole aiuto per identificare e risalire all’ultimo possessore della sorgente.

Contenitore con sorgente orfana e targhetta riportante le sue caratteristiche.

Quali sono i rischi?

Il principale rischio associato al ritrovamento di materiale radioattivo all’interno di rottame metallico è sicuramente l’esposizione esterna alla radiazione gamma emessa ad esempio da elementi radioattivi come Cesio-137, Cobalto-60 o Radio-226. Oltre ai lavoratori direttamente coinvolti nelle attività di trasporto, manipolazione e processamento del materiale anche la popolazione può essere indebitamente esposta a questo tipo di sorgenti, ad esempio durante il trasporto o nel caso di furto (un caso noto è l’incidente di Goiania in Brasile).

Oltre all’esposizione esterna da radiazioni un ulteriore rischio è legato alla contaminazione interna da materiale radioattivo, in caso di fusione infatti la matrice contenente il materiale radioattivo può essere distribuita in sostanze volatili come polveri e fumi ed essere inalata o ingerita dalle persone presenti nelle vicinanze. Oltre a questo va considerato il potenziale rischio di contaminazione dell’ambiente circostante nel caso il contaminante entri in contatto con terreno e falde acquifere sottostanti (anche in tal caso può essere citato l’incidente di Goiania).

Diverse modalità di esposizione al materiale radioattivo (esterna ed interna).

Altri ambiti di applicazione della sorveglianza radiometrica

La sorveglianza radiometrica viene applicata non solo nel commercio di rottami e materiali metallici ma in tutti i casi in cui esista la possibilità di trasporto o traffico illecito di materiale radioattivo. Si trovano strumenti installati all’ingresso di impianti inceneritori e termovalorizzatori, con lo scopo di evitare la combustione di eventuali rifiuti contaminati. Vengono utilizzati appositi portali radiometrici per controllare i rifiuti in uscita dai reparti di medicina nucleare prima dello smaltimento e portali di dimensioni più contenute per il controllo di persone e bagagli in centrali nucleari, ma anche aeroporti e zone doganali per intercettare eventuali contaminazioni e traffici di materiale radioattivo (con particolare attenzione ai materiali fissili).

Esempio di portale radiometrico installato in aeroporto per la sorveglianza del transito di persone e cose.

Per approfondire:

  • “Control and Management of Radioactive Material Inadvertently Incorporated into Scrap Metal”, International Conference Tarragona, Spain, 2009
  • “Radioprotezione avanzata – Radionuclidi e acceleratori di elettroni fino a 10 MeV”, CISU, 2014
  • Norma UNI 10897:2016 – “Carichi di rottami metallici – rilevazione di radionuclidi con misure X e gamma”

Quant’è utile l’energia nucleare per il clima?

L’articolo è nato inizialmente come thread per twitter ed è stato adattato in seguito per essere pubblicato sul sito.

di Vladimiro Zacchigna

Spesso viene menzionato un articolo della testata tedesca Deutsche Welle [1], nel quale viene illustrato un “fact checking” sull’effettiva utilità dell’energia nucleare per il cambiamento climatico. Ma quant’è realmente basato sui fatti?

Si inizia a trattare il tema del nucleare rispondendo a una domanda: l’energia nucleare è una fonte a zero emissioni? Ovviamente no.

Teoricamente, con un mix energetico completamente pulito, rinnovabili e nucleare avrebbero emissioni trascurabili non emettendo direttamente gas climalteranti. Ma come spiegato anche nell’articolo, l’estrazione dell’uranio, il trasporto e in generale i vari processi intermedi producono gas climalteranti. La metodologia corretta da adoperare in questo caso è perciò quella del Life Cycle Assessment (LCA), che permette di trovare un valore rappresentativo di tutte le emissioni legate alla vita di un impianto. L’unità di misura sono i gCO2eq/kWh, dove “eq” sta per “equivalenti”. Infatti, poiché non è solo l’anidride carbonica a causare l’effetto serra, ma anche altri gas come metano o protossido di azoto, ed ognuno di essi ha un potenziale diverso nel causare effetto serra, si fa l’equivalenza con il Global warming potential della CO2 per standardizzare l’unità di misura.

L’articolo si riferisce poi a uno studio, seppur dalla dubbia peer review, del gruppo Scientists For Future, secondo cui l’energia nucleare non potrebbe giocare un ruolo importante nel contrasto al cambiamento climatico. Trovate di seguito due articoli di risposta:

https://nuklearia-de.translate.goog/2022/01/16/scientists-for-future-mit-unwissenschaftlichen-methoden-von-vorgestern/?_x_tr_sl=de&_x_tr_tl=it&_x_tr_hl=it&_x_tr_pto=wapp

https://www-gwup-org.translate.goog/161-wurzel/artikel/umwelt-klima-und-energie/2292-gutachten-ueber-das-papier-der-s4f-germany-kernenergie-und-klima?_x_tr_sl=de&_x_tr_tl=it&_x_tr_hl=it&_x_tr_pto=sc

Tornando all’argomento principale, l’inizio del brano è buono, con la menzione del report IPCC del 2014. L’autore dimentica però di sottolineare che il valore mediano tra 3.7 e 110 gCO2/kWh è 12, preferendo invece menzionare 66 gCO2/kWh (probabilmente riferendosi a Sovacool 2008 [2]). Viene poi citato uno studio del WISE, gruppo dichiaratamente anti-nucleare, secondo il quale le emissioni di un reattore nucleare si attesterebbero a 117 gCO2/kWh [3]. Si tratta quindi di un valore dieci volte più alto rispetto a quello considerato dall’IPCC.

Degno di nota è anche l’approccio adottato per il primo grafico presente nell’articolo: per il nucleare hanno scelto di utilizzare il dato sulle emissioni dello studio WISE, ignorando quanto detto dalla fonte degli altri valori, ovvero l’agenzia tedesca per l’ambiente (UBA), la quale a sua volta menziona il report IPCC e uno studio dell’Öko Institut (anch’esso con valori lontani dal WISE) [4]. In seguito cita anche uno studio austriaco [5] a sostegno di “risultati simili” a quelli del WISE, ma analizzando il paper gli unici valori aggiunti sono Beerten et al (2009), piuttosto lontano da 117 e Warner and Heat (2012) (che nomineremo più avanti) ancora più lontano. L’unico che presenta valori simili è Mark Jacobson, ricercatore che sul nucleare si è già dimostrato particolarmente biased in passato, ad esempio assegnandogli le emissioni e i morti di una guerra nucleare ogni 30 anni [6].

Ma scopriamo insieme perché questi valori così alti risultano poco credibili: diversi organi scientifici internazionali, come ad esempio l’IPCC, si sono espressi sul tema. Nel report del 2014, basandosi su due meta-analisi, ottennero come valore mediano 12 gCO2/kWh [7]. In questo caso l’indice su cui basarsi è appunto la mediana, poiché non viene influenzata da valori estremi eccezionali e la standardizzazione di questa pratica rappresenta un grande contributo da parte dell’IPCC. In più è da tenere in considerazione che tale studio fa parte di una serie di meta-analisi armonizzate del NREL, ed è tuttora preso come punto di riferimento dall’ente [8]. Vengono in seguito IAEA, che ottiene valori simili basandosi sui dati del database ecoinvent [9], e JRC che conclude, nel report specifico sull’energia nucleare, che a livello di emissioni è in linea con idroelettrico ed eolico [10].

Vi è poi lo studio più recente: il report di LCA di tutte le fonti energetiche redatto dall’UNECE, ente appartenente all’ONU. All’interno viene dedicata particolare attenzione al nucleare, ampliando le fonti per i dati di questa tecnologia, poichè quelli forniti dal database Ecoinvent risultavano carenti in alcuni passaggi. Anche in questo caso il valore ottenuto risulta essere basso, coerentemente con le analisi precedenti [11]. Si possono infine prendere in considerazione anche gli Environmental Product Declaration (EDP), ovvero degli studi di LCA con metodologie standardizzate specificamente redatti per gli impianti delle aziende produttrici [12]. Rimanendo in Europa, la compagnia Vattenfall riporta nell’EPD di tutti suoi impianti emissioni medie di 5.7 gCO2/kWh [13], valore in linea con lo studio LCA della francese EDF, revisionato da esperti indipendenti, sulla sua intera flotta nucleare [14]. Si può perciò dire che il consenso sul fatto che il nucleare abbia le emissioni minori assieme a idroelettrico ed eolico sia molto ampio; risultano quindi discutibili le conclusioni presenti dell’articolo di DW. Ci sono certamente differenze nelle metodologie e nelle assunzioni tra i diversi studi, ma il punto fondamentale è chiaro: si tratta di una tecnologia low carbon. 

Passiamo poi alla domanda “quanto il nucleare può aiutarci a fermare il global warming?”. Per parlarne menziona Mycle Schneider, attivista anti-nucleare e autore del World Nuclear Industry Status Report. Anche in questo caso, quindi, parliamo di una fonte biased. Così come anche Antony Froggatt, altro autore del WNISR citato in seguito.

Per quanto possa sembrare affidabile dal nome, il WNISR è redatto ogni anno da un gruppo di attivisti anti nucleare, mettendo in risalto solo i lati negativi della tecnologia [15] [16].

Le critiche si riducono sempre a costi e tempi, limitandosi a confrontare l’LCOE e menzionando solamente tempi di costruzione eccezionali (15-20 anni) rispetto alle statistiche mondiali [17]. 

In primis, sostenere che il nucleare non possa dare un grande contributo per gli obiettivi al 2030 ha poco senso. E’ ovvio che, viste le tempistiche, potrà essere utile per il 2050, soprattutto se consideriamo le potenzialità nei settori Hard To Abate e la crescente domanda di elettricità [18][19].

Basarsi solo sull’LCOE per confrontare le fonti energetiche risulta esageratamente limitante. I costi da considerare sono quelli dell’intero sistema e c’è una vasta letteratura sul fatto che una percentuale di nucleare nel mix energetico abbatta i costi [20-27]. Inoltre, punto ancor più importante, molteplici studi e report suggeriscono che una componente di energia nucleare renda molto più probabile il raggiungimento degli obiettivi climatici al 2050 [28][29].

Si arriva quindi al secondo grafico dell’articolo che mostra l’LCOE e i “costi ambientali” di varie fonti energetiche. Superando il discorso già fatto sul primo, passiamo ora ai costi ambientali: analizzando la fonte su cui si basano, l’UBA, si può trovare il documento dove espongono la metodologia adottata per calcolare quei costi ambientali [30] (capitolo 3.1). Viene fuori che per il nucleare non è stato calcolato alcun valore, ma sono invece stati arbitrariamente assegnati i danni ambientali della lignite. 

Certamente non un approccio scientifico, soprattutto considerando i report JRC e UNECE [31].

Viene infine citato, oltre a Mycle Schneider, Jan Haverkamp: esperto di Greenpeace nonché membro del WISE. Certamente non una fonte imparziale, perciò.

Haverkamp sostiene che “ogni dollaro investito sull’energia nucleare è tolto a opere più urgenti”, ma come evidenziato da diversi studi precedentemente menzionati, questa è una falsa dicotomia. All’interno del mix energetico le fonti variabili hanno un ruolo specifico, così come le cosiddette “firm resources”, a causa delle loro differenti caratteristiche operative [32]. Quindi, le strade sono due: o sfruttiamo tecnologie di storage stagionale, che però  ancora non esistono [33], o sfruttiamo anche l’unica “firm” technology che ha già dimostrato di poter decarbonizzare efficacemente: il nucleare [34].

L’articolo passa poi ai problemi causati dalle ondate di calore spiegando che ci sono stati alcuni casi in cui dei reattori francesi hanno dovuto operare a potenze minori [35]; il discorso però non rappresenta la questione generale. Infatti, come spiegato da IAEA e NEA, il cambiamento climatico non rappresenta un problema insormontabile. L’analisi sugli impatti del climate change, se attuata a livello sistemico, dimostra che nel complesso l’energia nucleare può aumentare di molto la sicurezza energetica [36][37].

Infine Schneider argomenta che l’industria nucleare sia attualmente in difficoltà, il che risulta vero se si osservano gli ultimi decenni in Occidente. Ma, come sottolineato anche da IEA, le cose stanno cambiando [38-40]. La questione dei tempi e dei costi, per quanto riguarda l’Occidente, è centrale. Tutti gli ultimi reattori hanno presentato grandi ritardi e costi aumentati. Ed è proprio a questo tema che MIT, IEA, DOE o NEA hanno dedicato diversi report, con consigli su come invertire la rotta [41][42][43].

Si tratta dunque di problemi irrisolvibili?. La letteratura scientifica parla chiaro sui vantaggi oggettivi di questa fonte energetica. La grande difficoltà rappresentata dai costi è veramente una condanna definitiva?

Anche al netto degli enormi benefici? [44]

[1] https://www.dw.com/en/fact-check-is-nuclear-energy-good-for-the-climate/a-59853315
[2] https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0301421508001997
[3] https://wiseinternational.org/sites/default/files/u93/climatenuclear.pdf
[4] https://www.umweltbundesamt.de/service/uba-fragen/ist-atomstrom-wirklich-co2-frei
[5] https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0301421521002330
[6] https://pubs.rsc.org/en/content/articlelanding/2009/ee/b809990c
[7] https://www.ipcc.ch/site/assets/uploads/2018/02/ipcc_wg3_ar5_annex-iii.pdf#page=7
[8] https://www.nrel.gov/analysis/life-cycle-assessment.html#:~:text=Ocean%20Energy-,Publications,-Life%20Cycle%20Greenhouse
[9] https://www-pub.iaea.org/MTCD/publications/PDF/PUB1911_web.pdf#page=29
[10] https://commission.europa.eu/system/files/2021-03/210329-jrc-report-nuclear-energy-assessment_en.pdf#page=42
[11] https://unece.org/sites/default/files/2022-04/LCA_3_FINAL%20March%202022.pdf#page=60
[12] https://link.springer.com/article/10.1007/s11367-012-0513-9
[13] https://api.environdec.com/api/v1/EPDLibrary/Files/44e304c6-429b-44a2-f008-08daf7da081a/Data
[14] https://www.edf.fr/sites/groupe/files/2022-11/edfgroup_acv-4_plaquette_2022111_en.pdf
[15] https://www.worldnuclearreport.org/-World-Nuclear-Industry-Status-Report-2022-.html
[16] https://www.neimagazine.com/opinion/opinionthe-world-nuclear-industry-is-it-in-terminal-decline-4394815/
[17] https://hannahritchie.substack.com/p/nuclear-construction-time
[18] https://royalsociety.org/-/media/policy/projects/nuclear-cogeneration/2020-10-7-nuclear-cogeneration-policy-briefing.pdf
[19] https://liftoff.energy.gov/wp-content/uploads/2023/03/20230320-Liftoff-Advanced-Nuclear-vPUB-0329-Update.pdf#page=19
[20] https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2542435118303866
[21] https://www.nature.com/articles/s41560-022-00979-x
[22] https://www.nature.com/articles/s41560-021-00796-8
[23] https://www.oecd-nea.org/upload/docs/application/pdf/2019-12/7299-system-costs.pdf
[24] https://www.oecd-nea.org/upload/docs/application/pdf/2022-05/7628_strategic_briefing_climate_change.pdf#page=36
[25] https://energy.mit.edu/wp-content/uploads/2018/09/The-Future-of-Nuclear-Energy-in-a-Carbon-Constrained-World.pdf#page=13
[26] https://iea.blob.core.windows.net/assets/016228e1-42bd-4ca7-bad9-a227c4a40b04/NuclearPowerandSecureEnergyTransitions.pdf#page=52
[27] https://netzeroamerica.princeton.edu/img/Princeton%20NZA%20FINAL%20REPORT%20SUMMARY%20(29Oct2021).pdf
[28] https://www.iea.org/reports/nuclear-power-and-secure-energy-transitions/executive-summary#:~:text=net%20zero%20globally-,will%20be%20harder,-without%20nuclear
[29] https://iea.blob.core.windows.net/assets/imports/events/260/Session3.1_Fabien_Roques.pdf#page=17
[30] https://www.umweltbundesamt.de/sites/default/files/medien/1410/publikationen/2023-03-16_methodological-convention-3-1_value-factors_2020_bf.pdf
[31] https://unece.org/sites/default/files/2022-04/LCA_3_FINAL%20March%202022.pdf#page=70
[32] https://ars.els-cdn.com/content/image/1-s2.0-S2542435118303866-fx1_lrg.jpg
[33] https://unece.org/sites/default/files/2022-04/LCA_3_FINAL%20March%202022.pdf#page=45
[34] https://www.cell.com/joule/fulltext/S2542-4351(18)30562-2?_returnURL=https%3A%2F%2Flinkinghub.elsevier.com%2Fretrieve%2Fpii%2FS2542435118305622%3Fshowall%3Dtrue#:~:text=low%2Dcarbon%20resources.-,Either,-%E2%80%9CFirm%E2%80%9D%20Generation%20or
[35] https://www.reuters.com/world/europe/frances-asn-nuclear-regulator-adapts-hot-water-discharge-rules-light-heatwave-2022-08-08/
[36] https://www.iaea.org/sites/default/files/iaea-ccnp2022-body-web.pdf#page=56
[37] https://www.oecd-nea.org/upload/docs/application/pdf/2021-11/nea7207_climate_change_adaptation.pdf#page=17
[38] https://www.iea.org/reports/nuclear-power-and-secure-energy-transitions/executive-summary#:~:text=The%20policy%20landscape%20is%20changing
[39] https://twitter.com/nucleareragione/status/1648283679548928000?s=20
[40] https://www.world-nuclear-news.org/Articles/Westinghouse-and-Energoatom-expand-plans-to-nine-A
[41] https://energy.mit.edu/wp-content/uploads/2018/09/The-Future-of-Nuclear-Energy-in-a-Carbon-Constrained-World.pdf#page=14
[42] https://www.iea.org/reports/nuclear-power-and-secure-energy-transitions/executive-summary#:~:text=Policy%20Recommendations
[43] https://www.oecd-nea.org/upload/docs/application/pdf/2020-07/7530-reducing-cost-nuclear-construction.pdf
[44] https://liftoff.energy.gov/wp-content/uploads/2023/03/20230320-Liftoff-Advanced-Nuclear-vPUB-0329-Update.pdf#page=12

Tecnologie Nucleari e Agenda 2030 – ciclo di incontri presso l’Istituto Altiero Spinelli

Come può il nucleare aiutare l’ONU a raggiungere gli obiettivi di sostenibilità sociale, ambientale ed economica? Cos’è la radioattività, come nascono gli atomi e come vengono gestite le scorie di un reattore nucleare?

Gli studenti delle classi Terze, Quarte e Quinte dell’Istituto Altiero Spinelli di Sesto San Giovanni (MI) lo hanno scoperto insieme ai nostri soci Elena Agostoni, laureata in fisica all’Università degli Studi di Milano-Bicocca e studentessa di ingegneria nucleare presso il Politecnico di Milano, ed Andrea Elia Montini, studente di ingegneria energetica, sempre del Politecnico.

In una serie di tre incontri a cavallo fra aprile e maggio, gli studenti hanno potuto fugare ogni dubbio sulla rilevanza strategica che l’impiego di tecnologie nucleari rappresenta per la lotta alla fame nel mondo, alla povertà energetica e al cambiamento climatico. 

Il pdf della presentazione è disponibile a questo link.

È davvero bello poter rispondere a dubbi e domande di giovani studenti incuriositi dalla tematica nucleare, a punto di dover perfino aggiungere un incontro al calendario originario, per poter soddisfare tutte le richieste!

Come associazione ci teniamo molto alla divulgazione scientifica nelle scuole. Vi piacerebbe proporre eventi simili anche nel vostro Istituto, per il prossimo anno scolastico? Scriveteci! 

Chiacchierate Nucleari e Carriere Atomiche: al via le nuove iniziative! – con INYG

Chiacchierate Nucleari e Carriere Atomiche: al via le nuove iniziative!

La Italian Nuclear Young Generation e Comitato Nucleare e Ragione insieme nei prossimi mesi per due cicli di seminari!

Chiacchierate Nucleari

Le nostre Chiacchierate Nucleari sono seminari di carattere divulgativo sui temi dell’energia e tecnologia nucleare, aperti ed accessibili a tutti!
I seminaristi – professionisti, ricercatori, e studenti del settore nucleare – discuteranno argomenti di loro competenza attraverso una presentazione che copra i temi tecnico/scientifici in maniera chiara ed esaustiva, alla portata di tutti.

Gli appuntamenti saranno trasmessi in diretta sul canale Facebook di Nucleare e Ragione e sul canale Youtube di Associazione Italiana Nucleare. Stay tuned per il calendario!

Sarà possibile interagire con il relatore con domande in diretta tramite i social, passate parola, sono tutti invitati!

Pronti ad una nuova Chiacchierata #Nucleare?

Ci troviamo il prossimo giovedì 30 maggio alle 18:30 con Davide Pizzocri, ricercatore presso il Politecnico di Milano, per “Il combustibile nucleare: cos’è e come funziona?” sul canale Facebook Nucleare e Ragione e Youtube di Associazione Italiana Nucleare.

Di tutti i componenti di un reattore nucleare il combustibile è quello che presenta le condizioni di temperatura e irraggiamento più estreme. Per questo la caratterizzazione di nuovi combustibili rappresenta spesso il collo di bottiglia per lo sviluppo di nuove tecnologie nucleari. In questo seminario vedremo cosa è e come funziona il combustibile nucleare, e come possiamo descriverne il comportamento durante la sua vita in reattore.

Davide Pizzocri, classe ‘89, è laureato in Ingegneria Nucleare al Politecnico di Milano dove fa il ricercatore nel Gruppo di Impianti Nucleari dal 2018. Nella sua carriera ha lavorato in diversi centri di ricerca e laboratori esteri, tra cui il Joint Research Centre di Karlsurhe, Germania, e l’Idaho National Laboratory, negli Stati Uniti. Si occupa di modellazione del combustibile nucleare in reattore, e più in generale del comportamento dei materiali usati nei reattori nucleari.

Eccoci pronti per una nuova Chiacchierata Nucleare, in programma giovedì 2 maggio alle 18:30 con Simone Siriano, ricercatore presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e vincitore dell’AIN Italian PhD Nuclear Talent Award 2023, per “La magnetoidrodinamica dei metalli liquidi nei reattori a fusione nucleare” sul canale Facebook Nucleare e Ragione e Youtube di Associazione Italiana Nucleare.

Di cosa parleremo?
La fusione nucleare a confinamento magnetico è studiata per la produzione di energia pulita. Il breeding blanket ed i plasma-facing components sono due sistemi fondamentali del reattore ed in diverse soluzioni impiegano metalli liquidi per operare. L’interazione tra un fluido conduttore elettrico ed il campo magnetico è studiata dalla Magnetoidrodinamica (MHD) e l’analisi di questi fenomeni nei reattori è condotta perlopiù tramite simulazioni. Lo sviluppo di modelli numerici, e la certificazione della loro accuratezza con dati sperimentali, è dunque di primaria importanza per il design e le performance di questi sistemi.

Bio:
Simone Siriano, ricercatore alla Sapienza Università di Roma, si è laureato in Ingegneria Energetica e Nucleare con lode nel 2018 ed ha ottenuto il Dottorato di Ricerca in Energia ed Ambiente nel 2022. Il suo campo di ricerca è nel campo della fusione nucleare, in particolare nella simulazione numerica del moto di metalli liquidi soggetti all’influenza di un campo magnetico o Magnetoidrodinamica (MHD). È autore di diversi articoli su riviste internazionali e nel 2022 ha ricevuto un EUROfusion Researcher Grant per la sua ricerca.

Pronti ad una nuova Chiacchierata #Nucleare?

Ci troviamo il prossimo giovedì 7 marzo alle 18:30 con Luca Bergamasco, Mechanical Design Team Manager presso Seaborg Technologies, per “Guida introduttiva ai reattori a sali fusi” sul canale Facebook Nucleare e Ragione e Youtube di Associazione Italiana Nucleare.

Durante il seminario, Luca fornirà un’introduzione ai reattori di quarta generazione, approfondendo in modo specifico la tecnologia a sali fusi. A seguire verranno spiegati i principi base di funzionamento e la loro storia. Una nota importante è dedicata al Molten Salt Reactor Experiment, un reattore sperimentale operato negli anni ’60 a Oak Rigde, USA. Si procederà quindi con una panoramica delle tecnologie disponibili ad oggi e i principali sviluppatori. Infine si approfondiranno i punti di forza e le sfide tecniche e legislative che bisogna affrontare per portare questa tecnologia sul mercato.

Nato e cresciuto a Torino, Luca Bergamasco ha ottenuto la laurea in Ingegneria Energetica e Nucleare al Politecnico di Torino. Dopo l’università è entrato nel mondo dell’automotive, lavorando prima in Denso Thermal Systems e poi in Ferrari, nello sviluppo di nuovi veicoli. Data l’emergente crisi climatica, ha scelto di entrare nel settore nucleare e lavorare per Seaborg Technologies, una start up danese intenta a sviluppare un reattore di quarta generazione. Attualmente ricopre il ruolo di manager del mechanical design team, dove supervisiona il gruppo di ingegneri progettisti.

Quinto appuntamento con le Chiacchierate Nucleari? Ci troviamo il prossimo giovedì 07 dicembre alle 18:30 con con Jacopo Buongiorno per “Nucleare: un nuovo inizio?” sul canale Facebook Nucleare e Ragione e Youtube di Associazione Italiana Nucleare.

Di cosa parleremo?
Nel XXI secolo il mondo si trova di fronte alla nuova sfida di ridurre drasticamente le emissioni di gas serra, contemporaneamente ampliando l’accesso all’energia e alle opportunità economiche per miliardi di persone. C’è un forte sostegno affinché l’energia nucleare giochi un ruolo sostanziale nella riduzione delle emissioni di gas serra in un mix di risorse per la generazione elettrica diverso dal sistema attuale. Se l’energia nucleare avanzata deve prosperare nel XXI secolo, il suo paradigma di sviluppo, dimostrazione e implementazione deve essere completamente ribaltato. I sistemi di energia nucleare devono diventare piccoli e fabbricati in serie, con caratteristiche di sicurezza intrinseche che consentano una licenza rapida ed efficiente, e possibilmente fornire prodotti energetici che abbiano un elevato valore aggiunto sul mercato.

Bio:
Jacopo Buongiorno detiene la cattedra di “TEPCO Professor of Nuclear Science and Engineering” presso il  Massachusetts Institute of Technology (MIT). Jacopo è il Direttore del “Center for Advanced Nuclear Energy Systems” (CANES), e il Direttore di Scienza e Tecnologia presso il “MIT Nuclear Reactor Laboratory”. Ha pubblicato oltre 100 articoli su rivista nelle aree di sicurezza e progettazione di reattori nucleari, termoidraulica bifase, e tecnologie ai nanofluidi.

Pronti ad una nuova Chiacchierata Nucleare?

Ci troviamo il prossimo giovedì 11 novembre alle 18:30 con Renzo Colombo per “Artificial Intelligence e Digital Transformation nell’industria nucleare”.

Bio: Renzo Colombo è laureato in Ingegneria Nucleare presso il Politecnico di Milano nel 1985. Attualmente è coordinatore per Milano e Lombardia del Comitato Nucleare e Ragione ed è socio di TOPForGrowth, associazione focalizzata a promuovere gli interventi di Digital Transformation nell’industria italiana. Ha iniziato la sua carriera in CISE / ENEL lavorando su simulazioni digitali di termofluidodinamica per l’allora programma nucleare italiano. Ha poi trascorso 30 anni in IBM prima come analista, poi come manager e senior project manager, con particolare attenzione alla modernizzazione dei data center dei clienti e la loro trasfomazione verso ambiti cloud.

Su Facebook di Nucleare e Ragione e Youtube di Associazione, ci vediamo lì!

Terzo appuntamento con le Chiacchierate Nucleari! Ci troviamo il prossimo giovedì 05 ottobre alle 18:30 con Cristiano Padovani per “Smaltimento dei rifiuti radioattivi e depositi geologici” sul canale Facebook di Nucleare e Ragione e Youtube di Associazione Italiana Nucleare.

Bio: Manager in Jacobs – ambito Chimica e Scienza dei Materiali e Visiting Professor all’Università di Bristol. Ha un profilo internazionale e competenze tecniche nell’ambito del management dei rifiuti radioattivi iniziando la sua carriera in ambito accademico e successivamente come Manager in Radioactive Waste Management (Nuclear Decommissioning Authority).

Pronti ad una nuova Chiacchierata Nucleare?

Di cosa parleremo?
Questa chiacchierata è fatta per giovani studenti, ricercatori o professionisti nell’ambito nucleare che si trovano persi nella selva di sigle come ENYGF, ENS YGN, N4C, INYG, IYNC e quant’altro. Le iniziative, le conferenze, i forum, le reti sociali, le fonti di informazioni e le maggiori organizzazioni saranno descritte e discusse, cosicché l’ascoltatore possa cominciare a orientarsi sulla scena italiana e internazionale e a capire i vantaggi e le potenzialità di appartenere a una rete e partecipare a iniziative e eventi.

Su Facebook e Youtube, ci vediamo lì!

Ospiti speciali saranno Pierluigi Totaro, Presidente del Comitato Nucleare e Ragione e il Dr. Marco Ripani, Dirigente di ricerca presso l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e Vicepresidente di AIN.

Di cosa parleremo?
Lo sviluppo del pianeta richiede un sempre più crescente apporto energetico ed elettrico e la sfida di questo secolo sarà quella di sopperire tale richiesta con fonti di energia a bassa emissione di CO2. Non esiste una soluzione unica e perfetta al nostro trilemma: garantire a tutti una fonte di energia sicura, pulita ed economica ma il nucleare è una delle fonti che grazie al suo contributo costante e affidabile può rendere fattibile questa transizione energetica. In questo talk si ripercorreranno le caratteristiche che contraddistinguono il nucleare di oggi valutandone i pro e i contro.

Ecco i link per seguire su Facebook o Youtube.


Carriere Atomiche

Durante le nostre Carriere Atomiche, discutiamo la storia professionale e personale di professionisti italiani attivi in ogni settore della tecnologia nucleare.
Il seminario è aperto esclusivamente ai membri di Associazione Italiana Nucleare (AIN) o Comitato Nucleare e Ragione (CNeR).

I seminaristi offrono una panoramica del loro lavoro, con esempi pratici dei loro contributi al settore nucleare, nonché consigli per chi volesse intraprendere percorsi simili. Il seminario si svolgerà in una chiamata zoom, e avrà il carattere di una discussione durante la quale i soci di AIN e CNeR saranno invitati a fare domande e chiedere chiarificazioni.

Gli iscritti ai singoli appuntamenti ricevono il link zoom via mail, guarda tutti gli appuntamenti!

Per il dodicesimo appuntamento di Carriere Atomiche ci troviamo su Zoom giovedì prossimo 11 luglio alle 18:30 con Marco Ripani, per un seminario dal titolo “Dai nuclei ai quark e viceversa”.

Registrati qui: https://us06web.zoom.us/meeting/register/tZcoc-2spj4jH90_ZpGAsEKIOToOOZkMaGkd#/registration

Bio: Marco Ripani è dirigente di ricerca dell’INFN. Si occupa di fisica nucleare fondamentale e di applicazioni delle tecnologie nucleari in ambito rifiuti nucleari, fissione e fusione. Rappresenta l’Italia nel Comitato di Programma Euratom-Fissione, nel Comitato per l’art. 37 del Trattato Euratom ed è membro del Gruppo di lavoro sull’energia dell’ESFRI. Rappresenta l’INFN nel Comitato Direttivo dell’Associazione Italiana Nucleare e fa parte dell’Ufficio di Presidenza.


E’ arrivato l’undicesimo appuntamento di Carriere Atomiche, dove illustri professionisti del settore nucleare ci parlano della loro esperienza! Ci troviamo su Zoom giovedì 13 giugno alle 18:30 con Paolo Finocchiaro, per un seminario dal titolo particolarmente accattivante: “Molto entusiasmo, un po’ di fortuna e senza paura dei cambiamenti”. Di cosa ci parlerà?

Link per registrarsi: https://us06web.zoom.us/meeting/register/tZMudOurrjsjGNffl-tEe2Mgros41OcQ74FO

L’appuntamento è aperto ai soci di Associazione Italiana Nucleare e del Comitato Nucleare e Ragione. Interessato ma non ancora socio? Scrivici!

Bio: Paolo Finocchiaro, fisico nucleare, dirigente tecnologo INFN, abilitato professore ordinario di fisica applicata, autore di centinaia di articoli su riviste e presentazioni internazionali. Ha insegnato presso università e scuole europee per ricercatori ed è stato tutor di circa 40 giovani. Ha operato in fisica nucleare sperimentale per anni al GANIL in Francia, al GSI in Germania, al CERN in Svizzera, e coordinato programmi di ricerca fondamentale ed applicata. Membro di tre progetti H2020 sulla gestione di rifiuti radioattivi, è nel Comitato INFN-Energia.

Eccoci con il decimo appuntamento di Carriere Atomiche, dove illustri professionisti del settore nucleare ci parlano della loro esperienza! Ci troviamo su Zoom giovedì prossimo 16 maggio alle 18:30 con Erminia Bressi, per un seminario dal titolo “Adroterapia: Fisica e Medicina per la Lotta contro i Tumori”.

Link per registrarsi:https://us06web.zoom.us/meeting/register/tZAkcu-pqD8pGtLdkqDQxtNLiQmzf7sC-XFh#/registration

Bio: Erminia Bressi, 41 anni, è originaria della provincia di Catanzaro. Si laurea in fisica delle alte energie all’Università di Pisa nel 2006. Prepara la sua tesi lavorando nei Laboratori Nazionali di Frascati, specializzati nella ricerca per la fisica nucleare e subnucleare. A Frascati Erminia si specializza soprattutto sugli acceleratori di particelle, come quello del CERN di Ginevra. Grazie a questa esperienza, nel 2007 arriva a Pavia dove si sta costruendo il CNAO, il Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica.

Eccoci con il nono appuntamento di Carriere Atomiche! Ci troviamo su Zoom giovedì prossimo 18 aprile alle 18:30 con Sandra Dulla, per un seminario dal titolo “L’ingegneria nucleare e l’accademia italiana: la mia visione personale”.

L’appuntamento è aperto ai soci di Associazione Italiana Nucleare e del Comitato Nucleare e Ragione. Interessato ma non ancora socio? Scrivici!

Link per registrarsi: https://us06web.zoom.us/meeting/register/tZMlf-urrzoqGtICJrSjZ2HbfxBJMJuV569D

Bio: Professore Ordinario di fisica dei reattori nucleari presso il Politecnico di Torino dal 2020, membro del Nuclear Engineering MOdelling (NEMO) Group. Laurea in Ingegneria Nucleare (2001) e dottorato di ricerca in Energetica (2004) presso il Politecnico di Torino. Attività di ricerca in diversi ambiti della fisica rei reattori nucleari, con applicazioni ai reattori a fissione e a fusione: modellazione deterministica e stocastica del trasporto dei neutroni, sviluppo di modelli e algoritmi per la cinetica e la dinamica di sistemi nucleari innovativi, interpretazione di misure sperimentali, simulazione multifisica di reattori veloci, neutronica e calcoli di attivazione per i reattori a fusione e per il decommissioning. Attività didattica sulla fisica dei reattori, sui metodi Monte Carlo e sulle applicazioni biomediche e industriali delle radiazioni. Coautrice di circa 90 pubblicazioni su riviste internazionali peer-reviewed, e di più di 120 contributi a conferenze internazionali. Membro dell’American Nuclear Society da 22 anni, membro dell’ANS Technical Journal Committee dal 2011 al 2020, membro dell’ANS Board of Directors dal 2014 al 2017 e associate editor della rivista Nuclear Science and Engineering dal 2020 ad oggi. Nomina a Fellow dell’American Nuclear Society nel Novembre 2023.

Eccoci con il settimo appuntamento: ci troviamo su Zoom giovedì prossimo 8 febbraio alle 18:30 con Christian Di Lizia.

Interessato ma non ancora socio? Scrivici!
Registrati qui

Speaker bio: Christian Di Lizia ha percorso un ricco e variegato cammino professionale nel settore nucleare. Dalla ricerca accademica sulla propulsione spaziale, ha intrapreso un percorso di nuclearizzazione, assumendo diversi ruoli in progetti nucleari internazionali. Con esperienze significative in organizzazioni come Enel, Slovenské elektrárne, WANO ed EDF, ha capitalizzato un ampio bagaglio di competenze, in campi quali l’ingegneria di progetto e di processo, la sicurezza in esercizio e la cooperazione internazionale. Nel suo ruolo attuale di Senior Business Developer presso EDF, si dedica allo sviluppo di nuove iniziative nucleari in Europa e nel mondo.

Eccoci con il sesto appuntamento di Carriere Atomiche, dove illustri professionisti del settore nucleare ci parlano della loro esperienza! Ci troviamo su zoom giovedì prossimo 21 dicembre alle 18:30 con Mariano Tarantino.

L’appuntamento è aperto ai soci di Associazione Italiana Nucleare e del Comitato Nucleare e Ragione.
Interessato ma non ancora socio? Scrivici!

Link per registrarsi

Bio: Mariano Tarantino è il direttore della divisione di sicurezza nucleare, sostenibilità e security e della sezione progetti innovativi presso l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA). Presso ENEA, è responsabile scientifico del Framework Agreement tra ENEA e Newcleo. Mariano è membro del consorzio FALCON per la promozione, progetto, costruzione, e operazione del reattore ALFRED, in Romania.

Eccoci con il quarto appuntamento di Carriere Atomiche! Ci troviamo su zoom giovedì prossimo 19 ottobre alle 18:30 con con Stefano Passerini, Nuclear Safeguards Inspector and Evaluator IAEA.

L’appuntamento è aperto ai soci di Associazione Italiana Nucleare e del Comitato Nucleare e Ragione.
Interessato ma non ancora socio? Scrivici!

Link per registrarsi: https://us06web.zoom.us/meeting/register/tZctc-6pqz0tG9QwvWuhwi7cS7QHCoHwp1aJ

È arrivato il terzo appuntamento di Carriere Atomiche! Ci troviamo su zoom giovedì prossimo 14 settembre alle 18:30 con Stefano Monti, Presidente di Associazione Italiana Nucleare.

L’appuntamento è aperto ai soci di Associazione Italiana Nucleare e del Comitato Nucleare e Ragione.
Interessato ma non ancora socio? Scrivici!

Link per registrarsi

Eccoci con il secondo appuntamento di Carriere Atomiche! Ci troviamo su zoom giovedì prossimo 06 luglio alle 18:30 con Cristiano Padovani, Manager presso Jacobs.

L’appuntamento è aperto ai soci di Associazione Italiana Nucleare e del Comitato Nucleare e Ragione.
Interessato ma non ancora socio? Scrivici!

Link per registrarsi: https://carriereatomiche-mat-radwaste-UK.eventbrite.it

È arrivato il primo appuntamento di Carriere Atomiche! Ci troviamo su zoom giovedì prossimo 22 giugno alle 18:30 con Luca Ferrante, senior project manager presso Bouyges UK.

L’appuntamento è aperto ai soci di Associazione Italiana Nucleare e del Comitato Nucleare e Ragione.
Interessato ma non ancora socio? Scrivici!

Link per registrarsi: https://carriereatomiche-esperienza-hpc.eventbrite.it/

TRASPORTO DI MATERIALE RADIOATTIVO SU STRADA: COSA C’È DA SAPERE

di Matteo Frosini

Pubblichiamo questo approfondimento su un tema spesso trascurato, ma che diventerà
rilevante nel momento in cui si renderà necessaria la movimentazione dei rifiuti nucleari – al momento stoccati in depositi temporanei dislocati sul territorio italiano o all’estero – per il loro conferimento nel Deposito Nazionale. 

Cosa si intende con trasporto?

Con il termine trasporto si intende il trasferimento di merci tramite uno o più mezzi appositamente predisposti. I principali attori impegnati in un trasporto sono:

  • Lo speditore, ovvero colui che presenta la merce al trasporto;
  • Il vettore, ovvero colui che effettua fisicamente il trasferimento con mezzi propri o altrui (e che può coincidere con lo speditore);
  • Il destinatario, ovvero colui che riceve la merce.

La merce deve essere accompagnata da un documento di trasporto (DDT) dove sono riportate tutte le specifiche riguardanti il materiale oggetto del trasporto. La predisposizione del DDT è a carico dello speditore.

Il regolamento ADR

Il regolamento ADR (dal francese  Accord européen relatif au transport International des merchandises Dangereuses par Route) è l’accordo europeo relativo ai trasporti internazionali di merci pericolose su strada entrato in vigore nel 1968. Da allora sempre più Paesi non europei hanno deciso di adottarlo, tanto che dal 2021 ha perso l’aggettivo “europeo”.  Ogni Paese firmatario, compresa l’Italia, ne recepisce e attua le disposizioni. Il codice della strada a sua volta definisce le sanzioni alle violazioni, che sono quasi sempre a carico esclusivo del vettore, a meno di corresponsabilità dello speditore. Tra le merci pericolose menzionate nel regolamento ADR vi sono:

  • Gas tossici;
  • Esplosivi e articoli pirotecnici;
  • Rifiuti pericolosi;
  • Materie radioattive.

In particolare la classificazione del regolamento identifica nella Classe 7 il trasporto di materiali radioattivi.

Pittogrammi per il trasporto di merci pericolose (ADR)

Ogni volta che si effettua un trasporto di materiale radioattivo o dispositivo che contenga materiale radioattivo, è necessario osservare le disposizioni del regolamento ADR. Per quantità di radioattività trasportata superiore a specifici livelli riportati nelle tabelle ADR, il regolamento deve essere sempre applicato. Esistono casi di esenzione, come ad esempio il trasporto di materie radioattive impiantate in persone o animali per diagnosi/terapia o la movimentazione di materie radioattive all’interno di stabilimenti (e quindi non su suolo pubblico).

Definizione del materiale radioattivo trasportato

Prima di effettuare un trasporto di materiale radioattivo è necessario conoscere il tipo di elemento/i radioattivi/i (radionuclidi) e la quantità totale di radioattività oggetto del trasporto. Oltre a questo è importante conoscere la forma fisica del materiale, distinguibile in forma speciale (ovvero quando il materiale radioattivo è saldamente incorporato all’interno di matrice solida con elevato grado di resistenza) e forma non speciale (come ad esempio i radiofarmaci prodotti in matrici liquide). In seguito si deve assegnare alla merce un “nome” codificato valido per il trasporto, accompagnato anche da un numero di 4 cifre e dal prefisso UN come ad esempio:

  • UN 2908 – Materiali radioattivi, Colli esenti – Imballaggi vuoti
  • UN 2909 – Materiali radioattivi, Colli esenti – Articoli fabbricati con Uranio Naturale o Uranio Impoverito o Torio Naturale
  • UN 2911 – Materiali radioattivi, Colli esenti – Strumenti o Articoli
  • UN 2919 – Materiali radioattivi, trasportati in Accordo Speciale, non fissili o fissili esenti
A sinistra esempio di materiale radioattivo in forma speciale, a destra esempio di materiale radioattivo in forma non speciale (radiofarmaco).

Scelta dell’imballaggio

Con imballaggio si intende uno strumento utile alla conservazione di una merce per facilitarne così il trasporto. Il collo definisce una distinta unità di imballaggio di uno o più materiali. Nel caso di trasporto di materiale radioattivo, la tipologia di imballaggio e il suo grado di resistenza dipendono dalla quantità di radioattività trasportata. Tra gli imballaggi più comuni vi sono:

  • Colli esenti, privi di caratteristiche di resistenza e non soggetti a obblighi di prove specifiche, sono usati per quantitativi molto piccoli di materiale radioattivo. La manipolazione dei colli chiusi non comporta pericoli;
  • Colli di tipo A, devono superare prove di resistenza minime;
  • Colli di tipo B, devono superare prove di resistenza medie, sono usati per il trasporto di combustibile nucleare, rifiuti radioattivi, radionuclidi per radiografie industriali e altri materiali di elevata attività;
  • Colli di tipo C, devono superare prove di resistenza molto severe  e sono utilizzati solo per materiali fissili;

Per approfondire come sono fabbricati i contenitori per il trasporto di combustibile nucleare si rimanda al seguente link https://www.atb.group/it/group/progetti/he/2020-casks.html (spoiler: l’azienda è italiana). Per una rassegna delle tipologie di test eseguite sui contenitori di materiale radioattivo si rimanda invece al seguente video:

Cask per il trasporto di combustibile nucleare.

Etichettatura

I colli di Tipo A e B sono classificati in tre diverse categorie a seconda dell’intensità di dose sulla superficie esterna del collo. Quest’ultima deve essere riportata sottoforma di indice di trasporto (IT) sull’etichetta. L’indice di trasporto è costituito da un numero compreso tra 1 e 10 e indica l’intensità di dose a 1 metro dalla superficie del collo. La formula per il calcolo è:

IT = Intensità di dose massima a 1 m in mSv/h x 100

Intensità di dose massima sulla superficie esterna del collomSv/hIntensità di dose massima a 1 m dalla superficie esterna del collomSv/hIndice di trasportoITEtichetta/categoria
< 0,00050I-BIANCA
0,0005 – 0,5< 0,010 – 1II-GIALLA
0,5 – 20,01 – 0,11 – 10III-GIALLA
Etichette per imballaggi in trasporto di materiale radioattivo.

Sull’etichetta devono essere riportati anche il nome o simbolo chimico del radionuclide e la sua attività, come visibile nell’immagine sotto. I materiali di debole attività specifica o contaminati superficialmente devono essere indicati.

Documento di trasporto

Ma torniamo al DDT, cosa deve contenere? Il documento di trasporto deve riportare i soggetti coinvolti (speditore, vettore/i, destinatario), la denominazione del trasporto con una descrizione generale del materiale, la classe di pericolo “7”, la denominazione “materiale radioattivo”, il numero di identificazione UN seguito da 4 cifre.

Oltre a questo il regolamento ADR prevede la consegna al vettore (quindi anche al conducente) una scheda di sicurezza che riporti:

  • La natura del pericolo rappresentato dal materiale trasportato;
  • Le disposizioni da prendere e le precauzioni da adottare nel caso in cui persone vengano a contatto con il materiale trasportato;
  • Le misure da adottare in caso di incendio e l’indicazione del tipo di mezzo di estinzione da impiegare;
  • Le misure da adottare in caso di rottura o deterioramento degli imballaggi trasportati, in particolar modo in caso di incidente o dispersione su strada.

Per approfondire:

  • “Regulations for the Safe Transport of Radioactive Material”, IAEA SSR-6, 2018
  •  “Radioprotezione avanzata – Radionuclidi e acceleratori di elettroni fino a 10 MeV”, CISU, 2014
  • “Spedire materiale radioattivo…” F. Cioce, 2007
  • “Classificazione, spedizione e trasporto su strada di materiale radioattivo” F. Cioce, Ars Edizioni, 2014

VERSUS – Immaginazione, Conflitto, Paura. Conferenza sul lato chiaro e il lato oscuro dell’energia nucleare

Lo scorso 18 marzo si è svolto presso il  Centro Culturale Candiani di Mestre un incontro dedicato al tema dell’energia nucleare, nell’ambito del ciclo di conferenze “VERSUS – Immaginazione, Conflitto, Paura”, promosso dall’associazione Imaginalis.

“Energia nucleare: da strumento di morte a tecnologia di sviluppo”: questo era il titolo della giornata, volutamente provocatorio e stimolante, teso a evidenziare il binomio conflittuale – spesso indissolubile nell’immaginario collettivo – tra gli utilizzi pacifici delle tecnologie nucleari e la minaccia di un conflitto atomico distruttivo. 

Si tratta di un contrasto che agevola anche altre forme di narrazione fortemente polarizzata e che spesso impedisce, purtroppo, di costruire un dibattito equilibrato sul tema. I due relatori hanno cercato di mettere a fuoco questa dicotomia, offrendo al pubblico delle interessanti chiavi di lettura.

Qui di seguito i titoli degli interventi, le slides liberamente scaricabili e il video integrale della conferenza.

1) Luca Ferialdi, fisico quantistico – Breve Storia della minaccia nucleare 
Storia dell’energia nucleare e dei suoi effetti nefasti nel secolo scorso. Dal modello atomico, al progetto Manhattan; dalle prime bombe atomiche, alla guerra fredda; dal disarmo, ai primi incidenti civili. 

2) Pierluigi Totaro, fisico nucleare. – Il nucleare tra presente e futuro 
Pericoloso, inquinante, sorpassato: spesso il nucleare si accompagna a sentenze impietose e senza apparenti margini di discussione. Ma cosa c’è di vero? Un viaggio alla scoperta dell’energia nucleare, al confine tra mito e realtà.

Buona visione!

Duezerocinquezero: forum nazionale sull’energia e la sostenibilità 

Alla tavola rotonda sull’energia nucleare
anche il presidente di Nucleare e Ragione

Dal 16 al 18 maggio si svolgerà a Padova, presso il Centro Culturale San Gaetano, la seconda edizione di Duezerocinquezero, una tre giorni di conferenze, tavole rotonde e dibattiti promossa dal Comune di Padova e da AssoESCo, sul tema delle strategie e delle azioni necessarie per raggiungere il traguardo delle zero emissioni entro il 2050.

Tra i numerosi eventi in programma, tutti di assoluto rilievo, menzioniamo in particolare la tavola rotonda intitolata “Le nuove-vecchie energie: il nucleare nell’ambito dell’indipendenza energetica”, che si terrà il 16 maggio alle 11:45, e alla quale parteciperanno:

  • Pierluigi Totaro, Presidente del Comitato Nucleare e Ragione
  • Luca Romano, Divulgatore scientifico – Autore de “L’avvocato dell’Atomo”
  • Piergiorgio Sonato, Presidente – Consorzio RFX
  • Giuseppe Zollino, Professore di tecnica ed economia dell’energia e di impianti di fusione e fissione nucleare – Università degli Studi di Padova
  • Antonio Volpin, Board member – SP Group
  • Arturo Lorenzoni, Professore di Economia dell’Energia – Università degli Studi di Padova

Modererà il dibattito Maurizio Melis, giornalista di Radio24.

L’iniziativa è gratuita, ma è necessario registrarsi a questo link.
Qui il programma completo: https://www.duezerocinquezero.com/#programma

Due mozioni in Parlamento aprono al nucleare: il nostro commento

di Pierluigi Totaro

Le due mozioni approvate dalla Camera dei Deputati nella giornata del 9 maggio (la prima presentata da Forza Italia, la seconda dal gruppo Azione-IV), rappresentano un potenziale punto di svolta nel dibattito politico italiano sul tema dell’energia.

Dopo molto tempo sembra infatti concretizzarsi la volontà di riportare il nucleare al centro del dibattito, valutando il suo possibile contributo al mix energetico nazionale.

Si tratta per ora di una lista di buoni propositi, ma la strada tracciata è quella giusta e corrisponde significativamente a quanto il Comitato Nucleare e Ragione da sempre auspicava fin dal suo atto costitutivo, e che con il documento “Una Costituzione Energetica per l’Italia”, edito nel 2012, e le successive pubblicazioni, aveva già portato all’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica.  

È innanzitutto positivo ravvisare una convergenza nelle due mozioni –  seppur con sfumature  differenti – in merito alla rilevanza degli obiettivi di decarbonizzazione e al fatto che questi non possano essere perseguiti senza un’attenta analisi che prenda in considerazione  tutte le possibili opzioni tecnologiche a basse emissioni, classificate come sostenibili da parte della comunità scientifica e inserite come tali nella Tassonomia Europea.  Via libera pertanto alle tecnologie nucleari, per le quali si auspica non solo un maggiore sostegno in ricerca e sviluppo, ma anche la concreta adozione di iniziative di carattere normativo, a livello nazionale ed europeo, per sostenere la messa in esercizio di centrali nucleari con le migliori tecnologie attualmente disponibili, ovvero quelle a fissione di “terza generazione avanzata”. 

Altrettanto significativa è l’importanza attribuita in entrambi i documenti alla necessità di una campagna informativa, basata sui dati scientifici, che evidenzi limiti e vantaggi delle diverse fonti energetiche, dissipando pregiudizi e condizionamenti ideologici. Come non notare, in questo caso, una perfetta assonanza con le finalità statutarie della nostra associazione, la dove ci impegnamo a promuovere <<il raggiungimento di un’equilibrata strategia di approvvigionamento energetico della quale i cittadini siano resi partecipi e consapevoli, attraverso la fruizione delle basi scientifiche e tecnologiche delle diverse fonti di energia, del loro impatto sulla salute e sull’ambiente e del loro costo economico>>? Su questo aspetto continueremo a dare il nostro contributo, e offriamo la nostra disponibilità a collaborare con le istituzioni e le amministrazioni nazionali e locali.

La mozione di Azione-IV impegna il Governo anche su un’altra questione decisamente importante, e in merito alla quale è auspicabile che tutte le forze politiche trovino presto un accordo e definiscano senza tentennamenti una tabella di marcia concreta: l’iter di localizzazione e realizzazione del Deposito Nazionale per i rifiuti radioattivi. L’Italia ha già perso troppo tempo, e troppo poco è stato fatto per informare le popolazioni e costruire – sulla base delle evidenze scientifiche – quel consenso e quel clima di fiducia necessari affinché l’opera venga accettata dalle comunità locali e realizzata in tempi brevi.  Anche su questo il Comitato Nucleare e Ragione è pronto a fare la propria parte, contribuendo ad agire sul territorio con la propria attività di divulgazione. 

In conclusione, cogliamo con estremo favore questo primo significativo passo avanti rappresentato dalle due mozioni approvate in Parlamento, e auspichiamo che nei prossimi mesi si miri a ricercare non lo scontro ideologico, ma il massimo della convergenza e del dialogo, anche con quelle forze politiche che ancora manifestano posizioni di rifiuto preconcetto. Non è più tempo per i calcoli elettorali: è necessario iniziare a ragionare, tutti insieme, sulle soluzioni a lungo termine, e passare presto dalle parole ai fatti. Noi ci siamo.

Nuclear Rapsody: evento a Torino

L’associazione PoliEnergy organizza per il 6 Maggio, dalle 9 alle 19, nell’aula 2 delle Sede Centrale del Politecnico di Torino, un grande evento di divulgazione scientifica sul nucleare.
Collaboriamo spesso con PoliEnergy e siamo felici di annunciare questa iniziativa, che vede coinvolti ben 3 soci di Nucleare e Ragione: gli ingegneri Giuseppe Francesco Nallo, Simone Bleynat e Samuele Meschini

Questi i temi che verranno trattati, in una serie di conferenze e panel, con ampio spazio per le domande dalla platea:

  • Il movimento ‘NIMBY’ e i dati statistici di costi, tempi di costruzione e vita operativa delle centrali nucleari;
  • Radioattività e radioprotezione;
  • Medicina nucleare, con focus sull’adroterapia oncologica;
  • Sicurezza delle centrali, guerra e smantellamento delle armi nucleari;

Tutte le conferenze si terranno in lingua italiana. Non è prevista alcuna trasmissione in diretta streaming dell’evento. 
A seguire, per mettere alla prova le conoscenze già possedute o acquisite, si terrà un quiz, cui si potrà giocare per la gloria, ma anche per vincere fantastici gadget. In conclusione, ma non per importanza, ci sarà un ampio spazio di networking.
Per il programma completo, e per iscrivervi gratuitamente, potete cliccare questo link. Vi aspettiamo!