ECO&BRAIN: Festival dell’Ambientalismo Razionale

— AGGIORNAMENTO: pubblicate le foto dell’evento in coda all’articolo —

Il primo Festival dell’Ambientalismo Razionale, Eco&Brain, avrà luogo a Milano nelle giornate del 18 e 19 novembre, presso lo spazio C30 in viale Cassala 30.

L’evento – già tutto esaurito – sarà trasmesso anche online sui canali Youtube del Comitato Nucleare e Ragione e de L’Avvocato dell’Atomo e vedrà la partecipazione di numerosi scienziati e divulgatori, che affronteranno alcune delle tematiche più scottanti legate al rapporto tra uomo e ambiente. Lo affermano i componenti della rete di divulgatori “eco-modernisti” di Italia per il Nucleare, di cui fanno parte Associazione Piero Capone, Avvocato dell’Atomo, Comitato Nucleare e Ragione, Energia in Numeri, GiovaniBlu e La Fisica che Non Ti Aspetti.

<<Per affrontare i cambiamenti climatici – proseguono i promotori del Festival – è necessario un approccio scientifico e basato sui dati. Per questo reputiamo imprescindibile confrontarci con alcuni dei più importanti scienziati e divulgatori del settore in merito a OGM, alimentazione, gestione dei rifiuti radioattivi, energia nucleare e sviluppo sostenibile. Il festival si concluderà con l’intervento di un’ospite speciale, l’attivista climatica svedese Ia Aanstoot, promotrice della campagna “Dear Greenpeace” per chiedere all’associazione ambientalista di abbandonare le posizioni contrarie all’energia nucleare>>, conclude Italia per il Nucleare.


Questo il programma completo:

SABATO 18 NOVEMBRE

14.30 – 16:00 Capire la crisi climatica
Con Matteo Miluzio (Chi ha Paura del Buio?)
Introduce Andrea Lorenzon (Cartoni Morti).

16:00 – 17:00 L’impatto del fast fashion su ambiente e clima
Con Matteo Ward

17:15 – 18:15 “E le scorie dove le mettiamo?” Il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi
Con Simone Bleynat (Politecnico di Torino e Comitato Nucleare e Ragione)

DOMENICA 19 NOVEMBRE

10:30 – 11:30 Il cibo del futuro è coltivato in laboratorio?
Con prof. Stefano Biressi (Università di Trento), prof. Sergio Saia (Università di Pisa), prof.ssa Diana Massai (Politecnico di Torino)

11:45 – 12:45 Aviazione sostenibile: il futuro dei carburanti.
Con Pasquale Abbattista
Modera Vittorio Baraldi

14:30 – 15:30 I misteri della radioattività. Presentazione del libro “Radioactivity”
Di Marco Coletti
Presenta Marco Ruocco (Ingegneria Italia)

15:45 – 16:45 Tutto quello che ti hanno detto sugli OGM non è falso, di più!
Con Roberto Defez (CNR) e Donatello Sandroni
Modera Jacopo Giliberto.

17:00 – 18:00 Il futuro dell’ambientalismo e dell’attivismo giovanile. Dialogo con Ia Aanstoot
Traduce dall’inglese Francesca Calabrò


Si ringraziano gli sponsor Newcleo e Safas, per il successo di questa iniziativa.

GALLERIA
(ringraziamo @Orticafilm)

Energia nucleare: prospettiva chiara e innovativa contro il cambiamento climatico

di Elena Arigliani

Il cambiamento climatico è un fenomeno globale che rappresenta uno dei più grandi rischi che la nostra società sta affrontando. Da anni, governi ed imprese si impegnano attivamente nella prevenzione e nella mitigazione degli impatti del cambiamento climatico, le cui conseguenze sono visibili già oggi. 

In questo contesto, l’industria nucleare è chiamata a rispondere con tempestività alle sfide urgenti derivanti dall’aumento delle temperature e dalle sue conseguenze. Il recente rapporto dell’IAEA (Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica), intitolato “Climate Change and Nuclear Power 2022”, ci mette in guardia sul crescente impatto e la maggiore intensità dei rischi climatici che le centrali nucleari dovranno affrontare. Tuttavia, è fondamentale sottolineare che il settore nucleare sta già agendo in modo proattivo per garantire che le centrali siano pronte ad affrontare l’evoluzione del clima e dei rischi ambientali. Le conclusioni chiare e dettagliate di tale documento sono la conferma di quanto già pubblicato nel 2021 dalla Nuclear Energy Agency in “Climate Change: Assessment of the Vulnerability of Nuclear Power Plants and Approaches for their Adaptation”. 

Come emerge da tali documenti, l’industria nucleare ha riconosciuto in modo preventivo l’importanza di adeguarsi ai cambiamenti climatici. Già nella fase di progettazione delle centrali nucleari, vengono attentamente considerati i rischi legati al cambiamento climatico, tra cui l’innalzamento del livello del mare, le temperature estreme e altri eventi climatici estremi. Questo approccio si applica sia alle nuove centrali che a quelle esistenti, dimostrando l’attenzione costante alla sicurezza e alla resistenza delle strutture.

L’adattamento alle nuove condizioni climatiche è un aspetto cruciale dell’operatività delle centrali nucleari. Gli operatori delle reti energetiche stanno integrando dati e scenari climatici dettagliati per adeguare il monitoraggio e le operazioni delle centrali, garantendo una produzione stabile ed affidabile. Inoltre, gli studi di impatto condotti da enti come RTE (Réseau de Transport d’Électricité, “Rete di trasmissione dell’energia Elettrica”) in Francia, rivelano un quadro promettente: il settore nucleare non solo si sta adattando con successo agli effetti dei cambiamenti climatici, ma sta anche spingendo verso soluzioni innovative. Un punto di rassicurante evidenza è l’investimento in tecnologie che riducono la dipendenza dall’acqua per il raffreddamento. Sistemi innovativi come il raffreddamento ad aria testimoniano l’impegno tangibile nel cercare soluzioni sostenibili per le sfide climatiche.

Inoltre, la collaborazione con governi e autorità regolatorie rappresenta anch’essa un aspetto cruciale. Un quadro normativo ben strutturato è essenziale per facilitare gli investimenti necessari all’adattamento alle nuove condizioni climatiche. Affrontare i cambiamenti climatici richiede infatti un approccio integrato che coinvolge l’intero sistema energetico per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento di energia a livello nazionale.

Un esempio tangibile è rappresentato dal progetto ADAPT di EDF (Électricité de France), presentato all’Autorité de Sûreté Nucléaire (ASN, Autorità di Sicurezza Nucleare) nel 2023. Questo progetto, proiettato nel lungo termine, mira a preparare le centrali nucleari al contesto climatico in evoluzione, integrandosi con il processo di riesame periodico.  L’attenzione al dettaglio è evidente: l’ASN ha rilevato, davanti alla commissione delle finanze del Senato, che il cambiamento climatico altera i fattori climatici che potrebbero influenzare un sito nucleare, richiedendo l’adeguata considerazione da parte dell’operatore. Ad esempio, dal punto di vista della sicurezza, l’operatore deve assicurare che la temperatura dell’aria all’interno dei locali non superi la massima temperatura ammissibile per gli equipaggiamenti fondamentali per la sicurezza in caso di ondata di calore. Deve inoltre garantire che durante periodi di siccità e bassi livelli idrici, i reattori abbiano sempre a disposizione una quantità sufficiente di acqua per il raffreddamento del combustibile. L’operatore deve anche considerare il rischio di inondazione per le installazioni costiere.

I livelli di rischio cui devono far fronte le centrali nucleari sono quindi soggetti a una revisione ogni dieci anni nell’ambito dei riesami periodici, integrando il cambiamento climatico nella valutazione.

Il cambiamento climatico ha anche conseguenze sull’impatto ambientale delle centrali nucleari. Per le unità con sistemi di raffreddamento a circuito aperto (senza torri di raffreddamento ad aria), la diminuzione del flusso d’acqua di un corso d’acqua utilizzato per il raffreddamento può causare un aumento della temperatura dell’acqua a valle di alcuni gradi al di sopra delle soglie stabilite per la protezione degli ecosistemi acquatici. Questo può influenzare la dispersione degli effluenti liquidi provenienti dai reattori e quindi aumentare le concentrazioni di sostanze chimiche e radioattive nell’ambiente.

Al fine di gestire adeguatamente l’effetto di tali situazioni sull’ambiente, le condizioni di rilascio delle installazioni sono regolate da decisioni dell’ASN, adattate a ciascuna centrale nucleare.

L’ASN sottolinea quindi, la necessità di adottare una visione a medio e lungo termine degli effetti del cambiamento climatico e promuove un approccio territoriale per affrontare gli effetti potenzialmente cumulativi legati alla presenza di più siti nucleari in un medesimo bacino idrografico. Nel breve termine, l’ASN ha richiesto ad EDF di prevedere come affrontare le possibili situazioni di caldo e siccità nelle prossime estati, sulla base delle esperienze dell’anno 2022.

In conclusione, l’industria nucleare sta dimostrando un impegno tangibile nell’affrontare le sfide poste dal cambiamento climatico. Le strategie adottate, basate su solide basi scientifiche e su un approccio preventivo, riflettono la volontà di garantire un approvvigionamento energetico sicuro, affidabile e sostenibile, mentre si contribuisce alla lotta contro il cambiamento climatico.

Riferimenti

RADIOATTIVITÀ E APPLICAZIONI INDUSTRIALI – SECONDA PUNTATA

di Matteo Frosini

La prima puntata di questo ciclo di articoli sugli impieghi industriali delle radiazioni è disponibile a questo link.

Aggiornamento 7/10/2025: abbiamo pubblicato sul nostro canale Instagram alcuni quiz sulle tematiche trattate da questo articolo. Trovate i quesiti e le relative risposte scorrendo fino in fondo alla pagina. Se siete interessati alle puntate precedenti dei nostri quiz, potete leggere gli articoli correlati quiquiquiquiquiquiqui e qui.

Macchine a Raggi X e sorgenti di neutroni

La scoperta, del tutto casuale, dei raggi X da parte del fisico tedesco Wilhelm Roengten alla fine del 1800 ha aperto la strada ad altri eminenti fisici dell’epoca, portandoli alla scoperta della radioattività. A differenza della radiazione gamma emessa da elementi radioattivi, i raggi X sono prodotti con apposite macchine (la prima fu il tubo catodico), per cui è possibile ottenere un ampio intervallo di energie, anche in funzione del potere penetrante necessario. Fin da subito la radiazione X è stata impiegata per indagare la struttura atomica della materia e per applicazioni mediche (la sua prima applicazione è stata la radiografia).

Oltre 30 anni più tardi, nel 1932, il fisico inglese James Chadwick ipotizza l’esistenza di un nuovo tipo di particella, con massa paragonabile a quella del protone ma senza carica elettrica, il neutrone. Le evidenze sperimentali della sua esistenza erano già state ottenute negli anni precedenti dai coniugi Curie (Irene, figlia di Marie Curie, e Frederic) ma male interpretate. I neutroni sono particelle aventi una capacità di penetrazione nei materiali maggiore rispetto a quella della radiazione X o gamma, e sono assorbiti in materiali con alto contenuto di idrogeno (come ad esempio acqua o paraffina). Per le loro proprietà fisiche anche queste particelle vennero da subito impiegate per indagare la struttura subatomica della materia, basti pensare che la prima fissione nucleare dell’elemento Uranio si ottenne nel 1934 in Italia.

Fil:Penetrating power of different types of radiation - alpha, beta, gamma  and neutrons.svg – Wikipedia
Potere penetrante delle diverse tipologie di radiazioni ionizzanti.

In questo articolo vedremo quali sono le applicazioni industriali della radiazione X di medio/basse energia e dei neutroni. Non verrà trattato l’impiego della radiazione X prodotta da acceleratori di particelle e della radiazione neutronica per scopi civili, quindi reattori nucleari per la produzione di energia elettrica.

Come funziona un generatore di Raggi X?

Tutti noi abbiamo visto o, anche inconsapevolmente usufruito, di una macchina in grado di emettere radiazione X. Ma come funzionano questi dispositivi? All’interno di ciascuna macchina è presente un tubo radiogeno di dimensioni più o meno estese a seconda dell’utilizzo.

Un tubo radiogeno è costituito da un contenitore sigillato in vetro, all’interno del quale viene fatto il vuoto. Ai capi del tubo sono presenti un filamento metallico (il catodo) e una targhetta metallica (l’anodo). Sul filamento viene fatta scorrere un’elevata corrente elettrica che provoca l’emissione di elettroni (effetto termoionico); questi elettroni sono indirizzati ed accelerati verso la targhetta metallica posta all’altro capo del tubo grazie ad una differenza di potenziale esterna. Quando gli elettroni impattano sulla targhetta si hanno due fenomeni fisici distinti: il primo è l’emissione di radiazione X provocata dal rallentamento degli elettroni, il secondo è sempre l’emissione di radiazione X provocata dall’eccitazione degli elementi presenti nella targhetta. Il primo tipo di emissione è chiamata Bremmstrahlung (dal tedesco “radiazione di frenamento) ed è caratterizzata da un ampio intervallo di energia, il secondo è la radiazione X caratteristica con energia ben definita. A seconda del tipo di elemento costituente la targhetta può essere ottenuta radiazione caratteristica con energia diversa, che varia a seconda del tipo di applicazione. Infatti maggiore è l’energia della radiazione X, maggiore è la sua capacità di penetrazione nella materia. Alcuni esempi di elementi impiegati come targhetta sono tungsteno, molibdeno, argento.

Dal momento che circa il 99% dell’energia utilizzata per la produzione di radiazione X viene persa sottoforma di calore, i tubi radiogeni hanno incorporati dei sistemi di raffreddamento per evitare la perdita di integrità delle sue componenti interne.

La radiazione X prodotta viene emessa in ogni direzione, per cui i tubi sono racchiusi all’interno di guaine i alluminio e piombo in modo da schermare le emissioni nelle direzioni non necessarie per l’utilizzo.

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Schema semplificato di un tubo radiogeno e come si presenta nella realtà.

Applicazioni industriali degli apparecchi a raggi X

La radiazione X, in virtù del fatto che può essere prodotta con energie diverse, in alcuni casi anche molto elevate, trova applicazione in una vasta gamma di settori.

Come visto per i dispositivi che incorporano sorgenti di radiazione gamma, questi macchinari sono impiegati per misure di spessore, densità e livello.  Modulando l’energia della radiazione emessa è possibile trattare diversi tipi di materiali, dalla carta ai liquidi, dal metallo alle plastiche. La radiazione X trova poi applicazione in altri settori di cui se ne riportano alcuni esempi di seguito.

Analisi XRF

L’analisi XRF (acronimo inglese che sta per X-Ray Fluorescence) prevede l’impiego di una sorgente di radiazione X per investigare la composizione chimica di matrici come leghe metalliche o rocce. Gli spettrometri XRF possono essere fissi o portatili: al loro interno è presente un tubo radiogeno che emette radiazione X diretta verso la matrice da analizzare. Quando un elemento viene esposto a raggi X, viene eccitato ed emette a sua volta radiazione X di fluorescenza; questa radiazione ha una ben definita energia che è unica per ciascun elemento della tavola periodica. Misurando questa radiazione X secondaria emessa dal campione è quindi possibile risalire agli elementi presenti al suo interno. I dispositivi in commercio permettono non solo di effettuare analisi qualitative ma anche quantitative, calcolando la percentuale di ciascun elemento presente nel campione.

Questo tipo di analisi chimica non distruttiva è molto diffusa nei laboratori di analisi e ricerca, negli stabilimenti che riciclano metalli e, soprattutto i dispositivi portatili risultano utili per indagini nel campo della geologia e dell’oreficeria.

Metodi per identificare l'acciaio inossidabile - Nitty-Gritty
Niton™ XL2 XRF Analyzer
Schema di funzionamento di uno spettrometro XRF ed esempio di dispositivo portatile.

Radiografia industriale

Come avviene in ambito medico, anche in industria le radiazioni X sono utilizzate per eseguire delle radiografie. L’applicazione più nota della radiografia non per scopo medico si può ritrovare negli aeroporti. Prima di imbarcarci i nostri bagagli vengono fatti passare attraverso delle macchine che emettono raggi X e permettono agli operatori di sicurezza di intercettare eventuali oggetti indesiderati. I materiali aventi densità elevata (ad esempio metalli) schermano maggiormente i raggi X, al contrario di quelli meno densi (carta, plastica); ciò si traduce in diverse “tonalità” visualizzate a video. La stessa tipologia di macchinari può trovarsi installata all’ingresso di stabilimenti che ricevono e trattano rifiuti.

Scanner a raggi X installato in aeroporto ed esempio di immagine ottenuta.

Per applicazioni legate alla produzione industriale i generatori di raggi X sono utilizzati per controlli di qualità, per evidenziare eventuali disomogeneità o perdita d’integrità degli articoli destinati a lavorazioni successive o ad essere commercializzati. Per radiografie su manufatti metallici di elevato spessore si deve ricorrere ad energie elevate per cui occorrono acceleratori di particelle.

Come funziona una sorgente di neutroni?

La generazione di radiazione neutronica per applicazioni industriali o di ricerca con dispositivi di piccole/medie dimensioni può essere ottenuta mediante:

  • Sorgente radioattiva contenente un elemento artificiale che decade per fissione spontanea con emissione di neutroni. L’elemento più diffuso per ottenere questo tipo di sorgente è il Cf-252 (Californio-252), con un tempo di dimezzamento di circa 2,6 anni;
  • Sorgente radioattiva costituita da un elemento emettitore di particelle alfa e da un elemento leggero: le particelle alfa interagiscono con l’elemento leggero provocando una reazione nucleare con conseguente emissione di neutroni. Sorgenti di questo tipo possono essere prodotte con Am-241 (Americio-241) o Ra-226 (Radio-226) accoppiato ad elementi come Berillio o Litio. Il tempo di dimezzamento di queste sorgenti dipende dall’elemento alfa-emettitore: per Am-241 vale circa 430 anni, mentre per Ra-226 si arriva a 1600 anni!
  • Generatori di neutroni prodotti da reazione di fusione: sono dispositivi relativamente compatti che sfruttano la reazione di fusione Deuterio-Trizio con conseguente emissione di particelle alfa e neutroni. Il vantaggio di questo tipo di generatore sta nella possibilità di “spegnere” la radiazione all’occorrenza. 

Per schermare la radiazione emessa da queste sorgenti (specialmente quelle contenenti elementi radioattivi) si utilizzano contenitori in polietilene o paraffina. I neutroni infatti possono essere schermati e assorbiti da materiali con un elevato contenuto di idrogeno.

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Esempio di sorgenti di Cf-252, sorgente di Am-Be nel suo contenitore schermante in polietilene e generatore di neutroni a fusione.

Analisi dei materiali

Le sorgenti di neutroni riportate sopra trovano impiego in industria in dispositivi per analisi qualitative e quantitative dei materiali, un po’ come con gli spettrometri XRF. Il principio di funzionamento è però diverso: la radiazione neutronica viene indirizzata sul campione inducendo reazioni di attivazione nucleare. Gli elementi così attivati hanno un tempo di dimezzamento tipicamente molto breve (dell’ordine dei secondi o minuti) e decadono emettendo a loro volta radiazione gamma che identifica in modo univoco lo specifico elemento. Rilevando la radiazione gamma e la sua energia si è in grado di identificare i singoli elementi presenti nel campione ed effettuare una quantificazione.

La radiazione gamma emessa può essere pronta o ritardata: nel primo caso si parla di Prompt Gamma Analysis, nel secondo di Delay Gamma Analysis. Questo tipo di analisi trova impiego in impianti come cementifici, dove è necessario conoscere con accuratezza la miscela di elementi per rispettare la giusta “ricetta”. Anche in impianti siderurgici che riciclano il rottame metallico possono essere installati questi sistemi di analisi per vagliare le diverse tipologie di leghe in ingresso allo stabilimento.

Processo di attivazione neutronica ed esempio di dispositivo montato in un cementificio.

Ispezioni geologiche

Sorgenti di neutroni come Am241-Be o Ra226-Be sono impiegate nelle indagini geologiche preliminari durante la perforazione di pozzi nel terreno, ad esempio per l’estrazione di gas o petrolio. La sorgente viene inserita nel pozzo da ispezionare, i neutroni emessi interagiscono con il terreno circostante e, in funzione del contenuto di idrogeno al suo interno, vengono rallentati e/o assorbiti. Una serie di rivelatori posti lungo il pozzo rileva la radiazione neutronica così modificata e la radiazione gamma prodotta per attivazione degli elementi presenti nel terreno. Si può quindi effettuare un’indagine della stratigrafia del terreno, individuando zone a più alto contenuto di acqua, e degli elementi presenti al suo interno.

Schema di funzionamento di una sorgente per ispezioni geologiche e tempo di rilevazione delle diverse componenti di radiazione.

Queste sono solo alcune delle applicazioni industriali delle sorgenti neutroniche: altri esempi sono indagini su reperti archeologici e opere d’arte, radiografie con neutroni, ispezioni su materiali sospetti per prevenire il traffico illecito di materiale esplosivo o radioattivo.

Questo tipo di radiazioni modificano i materiali analizzati?

A questo punto qualcuno potrebbe chiedersi se l’utilizzo di queste sorgenti radioattive con le loro radiazioni possa “alterare” in qualche modo gli oggetti con cui interagiscono. Per le tipologie di attività industriali che comportano l’utilizzo di radiazione X, ad energie inferiori a 10 MeV, non si possono avere fenomeni di attivazione nucleare dei materiali.

Quando si opera con neutroni invece abbiamo visto come il materiale venga attivato dal punto di vista nucleare con la produzione di elementi radioattivi: tuttavia questi elementi hanno un tempo di dimezzamento molto breve, per cui è sufficiente attendere il giusto tempo prima di poter utilizzare l’oggetto irraggiato.


QUANTE NE SAI?

Abbiamo di recente lanciato sul nostro canale Instagram una serie di quiz a tema nucleare, con cadenza settimanale.
Ecco i quesiti proposti il 6 ottobre 2025 (in grassetto le risposte corrette):

1) I raggi X sono generati da: 
a – Sorgente di neutroni
b – Fusione nucleare
c – Metallo colpito da elettroni

2)I neutroni vengono bene schermati da: 
a – Idrogeno
b – Elio
c – Azoto

3) Penetrano di più, rispetto a raggi X e gamma:
a – Neutroni
b – Particelle alpha
c – Particelle beta


RIFERIMENTI:

Il nucleare tra scienza, arte e media – evento a Milano

— AGGIORNAMENTO: pubblicato in coda all’articolo il link alla Diretta Youtube —



Che cos’è il nucleare? In che modo ne parlano giornali e media? Come affrontare Černobyl a teatro?
In occasione della messa in scena di Černobyl il Teatro Fontana, in collaborazione con il Comitato Nucleare e Ragione, propone un talk di approfondimento e informazione sul tema a partire dalle domande raccolte dal pubblico.

Tramite un form anonimo creato per l’occasione, potrete formulare domande, dubbi, perplessità sul nucleare e sul suo utilizzo. Cercheremo di rispondere sabato 11 novembre alle ore 17:30 presso il Teatro Fontana di Milano con un incontro aperto a tutti.

Intervengono:

  • Matteo Passoni – Presidente del Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Nucleare del Politecnico di Milano, nonchè socio del Comitato Nucleare e Ragione
  • Stefano Braschi e Marco Ripoldi-  attori dello spettacolo

Coordina Mattia Battagion, giornalista ambientale di Will Media.

L’evento sarà trasmesso anche in diretta sui canali Youtube di Elsinor, dell’Avvocato dell’Atomo e di Nucleare e Ragione. Qui di seguito il link del nostro canale:

Energia Nucleare, un’opportunità per l’Italia: conferenza a Bologna il 14 ottobre

“I pro e i contro di una (re)introduzione nel mix energetico nazionale”

–AGGIORNAMENTO 17/12/2023: pubblichiamo in coda all’articolo il link al video della conferenza —

Si svolgerà questo sabato a Bologna, presso la sala “Prof. Marco Biagi” in via S.Stefano 119, una tavola rotonda dedicata all’energia nucleare, promossa dall’associazione Liberi Oltre le Illusioni.
Sarà un’occasione per toccare da vicino tutti i temi “caldi” legati al ruolo che il nucleare potrebbe assumere nella transizione energetica: tempi, costi, scelta della tecnologia, scorie, problematiche legislative e di accettazione sociale. Ci sarà spazio per tutte le domande del pubblico.

Interverranno:

  •  Marco Coletti, Fisico e Divulgatore Scientifico. Fondatore de “La Fisica che non ti aspetti” e socio del Comitato Nucleare e Ragione
  • Carlo Stagnaro, Economista e Direttore Ricerche e Studi dell’Istituto Bruno Leoni
  • Pierluigi Totaro, Fisico nucleare e Presidente del Comitato Nucleare e Ragione

I posti a disposizione sono quasi esauriti! Affrettatevi a prenotare, andando a questo link.

Nucleare, ritorno al futuro: convegno a Roma il 17 ottobre

— Aggiornamento 17/12/2023: pubblicate in coda all’articolo alcune foto della giornata —

Noi Moderati, in collaborazione con l’Associazione Italiana Nucleare e il Comitato Nucleare e Ragione, organizza un convegno per discutere del ruolo dell’energia nucleare nell’ambito del nuovo Piano Nazionale Integrato Energia e Clima.

L’evento si comporrà di due sessioni.

Il primo panel, introdotto da un intervento del presidente AIN Stefano Monti, vedrà la partecipazione di Marco Baroni (IEA), Marco Cometto (IAEA), Lorenzo Mottura (Edison) e  Marco Ricotti (CIRTEN e progetto TANDEM). 
Verranno analizzati i differenti scenari energetici di decarbonizzazione per il nostro Paese, dal punto di vista dei tempi e dei costi di sistema, e verranno presentati i servizi, i metodi e gli strumenti offerti dalle agenzie internazionali per modellizzare e valutare i diversi sistemi energetici. 

Al secondo panel, moderato dal direttore di Open Franco Bechis,  prenderanno la parola l’on. Alessandro Colucci (Coordinatore dell’Intergruppo Parlamentare sullo Sviluppo Sostenibile), Matteo Passoni (PoliMI), Chicco Testa (Assoambiente), Elena Tonello (EPFL) e Pierluigi Totaro (Comitato Nucleare e Ragione). 
Si parlerà dell’importanza del sistema di istruzione e formazione, e delle iniziative di divulgazione e comunicazione, quali presupposti fondamentali per costruire un rapporto di fiducia tra istituzioni e cittadini e per rafforzare il consenso nei confronti della comunità scientifica e della tecnologia.

Concluderanno i lavori l’on.Maurizio Lupi e l’on. Gilberto Pichetto Fratin, Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

L’evento è aperto al pubblico e si svolgerà presso il Centro Congressi Cavour (Via Cavour 50/a – Roma) dalle 10:00 alle 13:00, il 17 ottobre 2023.

Il volantino del convegno:

Conferenze e Notte dei Ricercatori: finale di settembre ricco di eventi!

Non ci sono solo le piazze degli Stand Up For Nuclear, in queste prime giornate autunnali.

Siamo lieti di annunciare altre tre importanti iniziative, che vedranno diversi nostri soci impegnati in attività di divulgazione particolarmente variegate ed interessanti.

Si comincia giovedì 28 settembre alle 20:45 con “La scienza risponde”, evento promosso dalla Biblioteca Comunale di Settimo Milanese (via Grandi 10), e nel quale i nostri soci Iyed Boussaa, fisico teorico, e Riccardo Chebac, ingegnere nucleare, risponderanno a tutte le domande e i dubbi sull’energia nucleare, raccolti durante l’estate. L’evento è  ingresso libero.

Si prosegue il 29 settembre con una conferenza a Cologno Monzese, promossa dalla nostra associazione in collaborazione con “Giovani Blu” e l’associazione Auser. Sarà relatore Andrea Elia Montini, studente di ingegneria energetica presso il Politecnico di Milano. L’appuntamento è alle 20:30 presso Villa Citterio (via Galileo Galilei 2). Per partecipare è necessario compilare questo form.

Concludiamo nel weekend con una iniziativa promossa dal Dipartimento di Energia (DENERG) del Politecnico di Torino, nell’ambito della Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori, a cui hanno collaborato tanti nostri soci. Si tratta di una Escape Room a tema nucleare: sei nella sala di controllo di una centrale nucleare durante un incidente: fai attenzione ai segnali e alle informazioni che troverai per rimettere in sicurezza l’impianto.
Vi aspettiamo venerdì 29 settembre dalle 17:00 alle 24:00 e sabato 30 settembre dalle 10:30 alle 19:00 presso il Rettorato-Aula Bianca del Politecnico. L’evento è gratuito, ma per giocare è necessario registrarsi a questo link. Per tutti gli altri eventi della Notte Europea, potete consultare questa pagina.

Non è finita qui! Anche il mese di ottobre si annuncia particolarmente interessante: ci troverete a Bologna il 14 ottobre e a Roma il 17, con due eventi importantissimi, di cui vi daremo dettagli a breve. Stay tuned!

Trinitite: da Oppenheimer a noi

di Massimo Burbi

Chi ha visto il film “Oppenheimer” conosce la storia dell’esplosione della prima bomba atomica, avvenuta alle 5:29 del mattino del 16 Luglio 1945, in un luogo sperduto del deserto di Jornada del Muerto nel New Mexico, nome in codice “Trinity”. 

L’intenso calore dell’esplosione portò la temperatura dell’aria a diverse migliaia di gradi e fuse la sabbia del deserto che ricadde a terra allo stato liquido, come pioggia, per poi solidificare sotto forma di un materiale vetroso di colore verde olivastro mai visto prima di allora, che ricoprì un’area di 300-400 metri di raggio intorno al punto dell’esplosione [1].

A quel materiale venne dato il nome di Trinitite. 

Poco dopo l’esplosione si stima che il rateo di dose al centro del cratere si aggirasse sui 6-10 Sv/h [2][3], decine di milioni di volte il nostro fondo ambientale medio, abbastanza da prendersi una sindrome acuta da radiazioni in pochi minuti [4]. Per raccogliere campioni dal cratere venne allestito un carro armato rivestito di piombo, che doveva consentire di arrivare sul posto, raccogliere il materiale da un portello e rientrare. Il primo tentativo, circa quattro ore dopo l’esplosione, abortì a circa 100 metri dall’obiettivo perché i valori di radiazioni erano troppo elevati [5]. Un secondo tentativo, otto ore e mezzo dopo, ebbe più fortuna. Malgrado fossero dentro un carro armato rivestito di piombo, pilota e passeggero presero una dose di circa 50 mSv [6], che equivale all’odierna dose limite annua fissata per i lavoratori esposti a radiazioni. Loro la presero in 12 minuti [7]. Un pilota che fece il tragitto tre volte ricevette una dose di 150 mSv [8]. 

Una settimana dopo l’esplosione, il rateo di dose al centro del cratere era sceso di circa 15 volte, dopo un mese si era ridotto di circa 50 volte [9]. Oggi a Trinity il rateo di dose si aggira sui 5 μSv/h [10][11], più di 50 volte la media del pianeta (parlando di radiazione gamma) [12], ma non più di cinque volte quello che si può misurare nelle grotte di Orvieto [13] e paragonabile a quello che si prende su un volo di linea per via dei raggi cosmici [14]. Il sito di Trinity oggi viene aperto al pubblico due volte l’anno come attrazione turistica. E’ illegale per i visitatori prendere materiale da terra e portarselo a casa, ma alcuni campioni raccolti tra la fine degli anni ’40 e i primi anni ’50 sono ancora disponibili sul mercato.

Foto di un campione di Trinitite, è visibile il suo lato vetroso di tipico colore verde. Il peso del campione è 5.90 grammi
Altra foto dello stesso campione di Trinitite, è visibile il lato sabbioso, meno radioattivo di quello vetroso

Negli anni ho messo insieme una decina di campioni di Trinitite. Quasi tutti hanno un lato vetroso (quello che era rivolto verso l’alto) e uno sabbioso, con il primo più radioattivo del secondo. Tutti hanno un picco gamma molto pronunciato di Cesio 137, prodotto di fissione con un’emivita abbastanza lunga (30 anni) da essere arrivato forte e chiaro fino a noi e di Americio 241, prodotto direttamente dal Plutonio 239 inesploso della bomba per doppia cattura neutronica e successivo decadimento beta [15]. 

Spettro gamma del più interessante campione di Trinitite che mi sia capitato. Sono visibili, tra gli altri, i picchi del Cesio 137, dell’Americio 241, dell’Europio 152 e (probabilmente) del Bario 133

La sabbia del sito di Trinity era ricca di Europio e dei suoi isotopi stabili, l’Europio 151 e 153, che vennero attivati dal flusso di neutroni scatenato dall’esplosione, diventando Eu152 ed Eu154 [16], entrambi radioattivi. A oltre 75 anni di distanza l’Eu152 si è dimezzato più di cinque volte, riducendosi a circa il 2% della sua presenza originaria e nella maggior parte dei campioni è a malapena rilevabile, ma se si ha fortuna può capitare di mettere le mani su un pezzo come quello nelle prime due foto, in cui non solo i picchi di Europio sono addirittura eclatanti, ma si rileva perfino un picco attribuibile, almeno in parte, al Bario 133, originato dalla lente esplosiva della bomba, contenente Baratol, materiale che al suo interno aveva Bario 132, isotopo stabile anche lui attivato dal flusso di neutroni [17]. Misurare picchi del genere a distanza di 75 anni vuol dire che questo campione doveva trovarsi davvero vicino al punto dell’esplosione, ma c’è comunque voluta una misura di 28 giorni per tirarne fuori uno spettro “pulito”, perché la Trinitite, pur essendo nata nell’inferno di un’esplosione nucleare, oggi ha una bassa radioattività residua: il rateo di dose da radiazione gamma a contatto è molto inferiore al fondo ambientale.

Spettro gamma di un campione di Trinitite più ordinario del primo. Cesio 137 e Americio 241 sono ancora ben visibili, c’è un picco appena accennato di Europio 152 e niente più. Anche se il suo spettro è meno ricco, questo pezzo di Trinitite è più radioattivo del primo.

Sabato 30 settembre, insieme ad altri volenterosi, sarò allo “Stand Up for Nuclear” di Perugia, in Piazza Matteotti, per parlare di energia nucleare, rigorosamente in ambito civile perché le bombe è bene lasciarle nei libri di storia, ma in mezzo agli oggetti radioattivi di uso comune che avremo allo stand ci sarà spazio anche per un campione di Trinitite. 

Lo useremo come spunto per parlare del perché una centrale nucleare non può esplodere come una bomba e per mostrare che anche un oggetto che viene da quello che era uno dei luoghi più contaminati del pianeta, oggi può essere maneggiato senza veri rischi. 

Video, maneggiare un campione di Trinitite oggi

Il rifiuto radioattivo, diversamente da altri, diventa meno pericoloso con il passare del tempo, ma anche quando questa radioattività scende ben al di sotto dei livelli di guardia, basta una strumentazione alla portata di un privato per capire cosa c’è dentro e in che quantità. La radioattività, anche se è poca, non la puoi nascondere.

Lo stesso non si può dire di altri tipi di rifiuti, che restano tossici “per sempre” e per i quali non disponiamo di strumenti altrettanto precisi, sensibili e potenzialmente alla portata di molti. Questo dovrebbe portarci a chiederci di quali rifiuti dovremmo avere più paura.

Per chi sarà dalle parti di Perugia, ci vediamo lì.

P.S. per chi ha colto la citazione nel film: purtroppo nessuno suonerà i bonghi.

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

[1] https://www.lanl.gov/orgs/padwp/pdfs/11nwj2-05.pdf

[2][8][9] https://apps.dtic.mil/sti/citations/ADA331688     (Pagina 46)

[3][5][6][7] https://www.tandfonline.com/doi/full/10.1080/00295450.2021.1951538

[4] https://www.cdc.gov/nceh/radiation/emergencies/arsphysicianfactsheet.htm

[10] https://www.atomicarchive.com/history/trinity/radiation.html

[11] https://www.researchgate.net/figure/Commemorative-obelisk-and-plaque-at-GZ-of-the-Trinity-test-site_fig3_7657527

[12] http://www.fisicaweb.org/doc/radioattivita/geiger%20muller/taratura.pdf?fbclid=IwAR1gf3IU-pm4Da2w6a31ogjZ3aEzeaTFltHpKfI7qg973-Q_cmZj_OG3Y5w

[13] https://nucleareeragione.org/2022/06/15/le-grotte-di-orvieto-e-le-trincee-di-chernobyl/

[14] https://nucleareeragione.org/2021/05/01/raggi-cosmici-radiazioni-in-volo-tornando-da-fukushima/[15][16][17] https://www.semanticscholar.org/paper/Radioactivity-in-Trinitite-a-review-and-new-Pittauerov%C3%A1-Kolb/ea58aeec9c5e9de9b04f55ae42fe2bad5a870932

Nucleare e Ragione agli Stati Generali dell’Azione per il Clima

Dall’1 al 3 settembre si svolgerà ad Oira (Crevoladossola, Piemonte) il primo appuntamento degli Stati Generali dell’Azione per il Clima, un’iniziativa promossa dall’associazione “Ci sarà un bel clima” e alla quale parteciperanno più di 20 organizzazioni che si occupano di clima e ambiente.

Tra queste ci sarà anche il Comitato Nucleare e Ragione, che ha aderito con convinzione alla proposta ed intende offrire un contributo costruttivo, mantenendo un dialogo aperto con tutte le realtà presenti. Un profilo che ha sempre contraddistinto le azioni della nostra associazione.

A questo primo appuntamento la delegazione di Nucleare e Ragione sarà composta da Giuseppe Francesco Nallo e da Elena Agostoni, quest’ultima in rappresentanza anche del neonato capitolo italiano di WiN (Women in Nuclear).
Sono davvero tanti i soci che hanno colto con favore questa iniziativa e che collaboreranno nelle fasi successive. L’obiettivo finale, come si legge testo di presentazione, è la scrittura un documento condiviso che identifichi i punti fondamentali per attuare la transizione ecologica in Italia e funga da proposta politica nel dibattito pubblico sul tema.
Si tratta di un percorso che si protrarrà fino a tutto il 2024, con incontri formativi, tavoli di lavoro tematici e un’assemblea conclusiva.
Non mancheremo di tenere i nostri lettori aggiornati! Stay tuned!

Per maggiori informazioni:
https://unbelclima.it/stati-generali-dellazione-climatica/

https://www.corriere.it/pianeta2030/23_agosto_29/prima-riunione-gli-stati-generali-clima-cosi-si-salvera-terra-bc904eb4-4642-11ee-94cf-76f12b5af0d1.shtml

https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/09/01/al-via-gli-stati-generali-dellazione-climatica-obiettivo-superare-la-frammentazione-dei-movimenti-e-portare-alla-politica-proposte-chiare/7276529/

Comunicato Stampa: Stand-up for Nuclear Italia alla V edizione

A partire dal 9 settembre e fino alla fine di ottobre centinaia di volontari si troveranno nelle piazze di ventuno città italiane per la V edizione dello Stand-up For Nuclear, una manifestazione internazionale nata per promuovere presso l’opinione pubblica i benefici delle tecnologie nucleari in tutti i suoi impieghi civili, in ambito energetico, medico-diagnostico, alimentare, industriale e nella ricerca scientifica.

Lo sfruttamento dell’energia nucleare è indispensabile per coniugare il progresso umano alla cura dell’ambiente, in particolare per contrastare la povertà energetica e, nel contempo, mitigare gli effetti delle emissioni inquinanti e climalteranti.

L’Unione Europea – a seguito di una rigorosa analisi e delle indicazioni fornite dagli scienziati del Joint Research Center (JRC) –  ha inserito nel 2022 il nucleare all’interno della cosiddetta Tassonomia della Finanza Sostenibile: si tratta di un importantissimo riconoscimento del ruolo di questa tecnologia quale strumento utile per la transizione energetica degli Stati Membri, come peraltro stabilito anche da numerosi altri organismi internazionali (IEA, UNECE, IAEA, IPCC).

Alla luce delle recenti difficoltà legate alle instabilità geopolitiche e alla conseguente ridotta sicurezza degli approvvigionamenti di materie prime, diversi Stati hanno rivalutato i piani di abbandono del nucleare, sia prolungando la vita delle centrali nucleari attive sia  accelerando nell’iter di costruzione di nuovi impianti. Tutto questo in piena sinergia con lo sviluppo e il sostegno alle fonti rinnovabili, al fine di rafforzare la sicurezza energetica, ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e nel contempo accelerare il processo di transizione verso un sistema energetico pulito e sostenibile.

In Europa la maggiore attenzione al ruolo chiave del nucleare per la decarbonizzazione si è recentemente concretizzata in un accordo di collaborazione tra dodici Stati Membri, che hanno sollecitato la Commissione Europea a valorizzare questa tecnologia all’interno delle politiche comunitarie.

L’Italia paga tuttora i costi del prematuro abbandono del nucleare avvenuto nel 1987, sia in termini di ritorno d’investimento non goduto, che in termini di perdita di competenze occupazionali e competitività, e non ultimo in termini di mancata riduzione di emissioni.  Tuttavia, rispetto agli obiettivi di medio/lungo termine, finalizzati alla decarbonizzazione completa del settore energetico entro il 2050, il nostro Paese dispone ancora del tempo e delle risorse per riconsiderare il ricorso all’energia nucleare all’interno della propria strategia energetica. Ne sono una prova l’interesse recentemente dimostrato da importanti aziende del settore, la nascita di start-up e collaborazioni industriali, uniti al sempre più elevato numero di studenti che ogni anno si diplomano ai corsi di laurea di ingegneria nucleare e all’elevata qualità della ricerca condotta da atenei e istituzioni scientifiche nazionali.      

Cionondimeno, In Italia continua a pesare un giudizio negativo, dettato da un approccio spesso ideologico e poco attento alle evidenze scientifiche, e da un atteggiamento ostile di una parte della classe politica e dei media, spesso più inclini a cavalcare le paure della gente che a informare seriamente su questa tematica.

I sondaggi, tuttavia, dimostrano che l’opinione pubblica sta maturando negli ultimi anni una posizione più possibilista nei confronti di questa tecnologia, e là dove viene dato spazio alle argomentazioni dei tecnici, il dibattito assume un tono più equilibrato e meno influenzato dagli stereotipi. Non manca tuttavia chi insiste con una narrazione distorta e poco attenta alle evidenze numeriche. 

Affinché i cittadini possano costruirsi una opinione più consapevole, i volontari di “Stand Up for Nuclear” si mobilitano anche quest’anno nelle piazze di tutto il mondo. In Italia saranno allestiti banchetti informativi ad Acireale, Bologna, Brescia, Catania, Como, Genova, Lecce, Lodi, Milano, Napoli, Padova, Pavia, Perugia, Pisa, Roma, Torino, Trento, Treviso, Trieste, Verona, Vicenza, per sottolineare l’importanza dell’energia nucleare come fonte energetica affidabile e pulita e per dipanare dubbi e presentare pro e contro in un dialogo onesto e aperto con la cittadinanza.

Per maggiori informazioni:

– Web: standupfornuclear.orghttps://nucleareeragione.org/sufn/
– Instagram: Stand_up_for_nuclear, Nucleare e Ragione
– Facebook: Nuclear Pride Coalition, Nucleare e Ragione
– Twitter: Stand Up for Nuclear, Nucleare e Ragione

Coordinatore Nazionale:

Davide Loiacono, 3406509489, info@nucleareeragione.org