Le conseguenze sanitarie dell’incidente di Fukushima

Fukushima conseguenze sanitarie quattro anni dopo_1

Risale allo scorso 24 marzo un seminario, svoltosi presso il Dipartimento di Fisica dell’Università La Sapienza di Roma, sulle conseguenze sanitarie dell’incidente alla centrale nucleare di Fukushima.
Ringraziamo il prof. Trenta, membro del Consiglio Scientifico dell’Associazione Italiana Radioprotezione Medica e socio dell’Associazone Galileo 2001, per averci consentito di pubblicare per intero, nelle pagine di questo sito, le trasparenze del suo intervento.

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Energia, Innovazione, Armonia @Jamboree2015

Energia, Innovazione, Armonia: sono queste le tre tematiche attorno alle quali si svilupperanno le attività del XXIII World Scout Jamboree, il raduno mondiale del movimento giovanile degli scout, in programma per la prossima estate nella città giapponese di Yamaguchi.
Perchè abbiamo deciso di dedicare un post agli scout, in un blog che si occupa tradizionalmente di questioni tecniche legate all’energia?

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La risposta è semplice. In occasione del quarto anniversario del drammatico terremoto di Sendai e del Tōhoku e dell’incidente alla centrale nucleare di Fukushima, eravamo alla ricerca di un evento significativo, che potesse ergersi a simbolo della tenacia del popolo giapponese, della sua vitalità, del suo desiderio di rialzare la testa e di riprendere a camminare, dopo una delle peggiori catastrofi della sua storia recente.
Non sono state solamente le tematiche di questa edizione del Jamboree a suggerirci questa scelta, o il fatto che la Nazione ospitante sia proprio il Giappone. C’è qualcosa di più profondo, che va ricercato scavando oltre la patina dei luoghi comuni. Sono i valori educativi che stanno alla base del movimento scout e che animano intrinsecamente tutte le sue attività, dai piccoli eventi di periferia ai grandi raduni internazionali, e che possono riassumersi in un unico slogan: fare dei giovani di oggi i buoni cittadini del domani.

E un buon cittadino è chi si mette in gioco, chi cerca di superare le difficoltà, e facendo del proprio meglio, con spirito di collaborazione, si impegna a rendere un po’ migliore il mondo in cui vive.
E’ un buon cittadino chi non rimane a guardare, chi si rimbocca le maniche e non cede all’arrendevolezza, chi guarda alle cose con ottimismo, confidando nelle proprie risorse e nell’uso rispettoso dell’Ambiente.
E’ un buon cittadino, in definitiva, chi crede nel futuro e ne accetta le sfide, anche quelle più ambiziose.

A noi il Giappone in fondo sembra dimostrare che tutto questo non è impossibile.

impossibleFonti: 
http://www.jamboree.it/
http://www.23wsj.jp/index_e.html

Quando si dice “dare una scossa al mercato”

Il carattere emergenziale della domanda marginale giapponese di combustibili fossili (un aumento su base annua di oltre il 20% della domanda di LNG, Liquefied Natural Gas), unito alla crescita dei consumi delle crescenti economie asiatiche, ha favorito la diversione delle produzioni di gas liquefatto verso l’Asia, esacerbando così il differenziale di prezzo sui principali mercati di consumo, nel periodo 2011-2014.

graph1Fig. 1 La sovrabbondanza del GNL a livello globale ha riportato i prezzi asiatici a “livelli europei”. Il calo è dei prezzi asiatici è iniziato nell’estate 2014 ed ora sono piuttosto i prezzi europei a giocare un ruolo chiave. Fonte: Timera Energy.

 

Qui di seguito alcuni “movimenti”, che secondo noi potrebbero fornire una spiegazione anche a colpo d’occhio.

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eia2Fig. 2-3 Il Giappone è il più grande importatore al mondo di gas naturale liquefatto, il secondo più grande importatore di carbone, ed il terzo più grande importatore netto di petrolio greggio e di prodotti petroliferi. Il Giappone è inoltre il terzo più grande consumatore di petrolio al mondo: si basa quasi esclusivamente sulle importazioni per soddisfare le proprie esigenze di consumo di petrolio, dato che le sue risorse petrolifere molto limitate.

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Fig. 4 Il Giappone è fortemente dipendente dal Medio Oriente per la maggior parte del suo approvvigionamento di petrolio. Il Paese sta cercando di diversificare i suoi fornitori aumentando il contributo di Russia, Sud-Est asiatico ed Africa occidentale.

eia4Fig. 5 Per la quasi totalità delle sue forniture di gas naturale il Giappone si basa sulle importazioni di GNL posizionandosi come il più grande importatore di GNL al mondo.

eia5Fig.6 Il Giappone ha compiuto circa il 37% degli acquisti di GNL a livello mondiale dal 2012: la politica energetica post-disastro di Fukushima ha stimolato una maggiore domanda di GNL. Quasi un terzo delle importazioni di GNL del Paese provengono dal Sud-Est asiatico, ma l’elenco dei fornitori del Giappone è abbastanza diversificato.

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Fig. 7
Prima dell’incidente alla centrale di Fukushima Daiichi il Giappone era il terzo produttore mondiale di energia nucleare, dopo USA e Francia. Dopo il disastro e l’imposizione del shutdownad interim” di tutte le altre centrali nucleari del Paese, la composizione delle fonti utilizzate per la produzione di energia è dominata dai combustibili fossili, in particolare GNL.

cner1Fig. 8 A partire dalla seconda metà del 2013, tutta la capacità di produzione di energia nucleare del Giappone è stata rimosso dal sistema. Petrolio e gas naturale hanno sostituito la fonte nucleare man mano che venivano “chiuse” le centrali nel 2011 e 2012, mentre il carbone ha sostituito le ultime ancora attive nel 2013. L’attuale quota di generazione da combustibili fossili potrebbe essere sostituita in modo rapido solo grazie alla ripartenza delle centrali nucleari.

Per ulteriori approfondimenti consigliamo la lettura di un’interessante pubblicazione della U.S. Energy Information Administration disponibile qui.

 

4 anni dopo @Fukushima

[Pubblichiamo volentieri il seguente contributo dei giovani promettenti Nuclear Pioneers]

Per la grande maggioranza della popolazione giapponese l’11 marzo è l’anniversario della più spaventosa tragedia dal dopoguerra. Il terremoto del 2011 ha causato circa 19000 fra morti e dispersi ed un danno economico difficilmente valutabile, ma stimato in oltre mille miliardi di dollari. Per il resto del mondo invece sembra sia “solo” l’anniversario del consequente disastro nucleare di Fukushima: tre reattori devastati dalla fusione dei core, un quarto pesantemente danneggiato dall’esplosione di una bolla di idrogeno, sprigionata dal surriscaldamento del materiale delle barre di combustibile. Poco importa che non ci siano state vittime dell’incidente nucleare, irrilevante il fatto che le dosi alla popolazione siano state così basse da non provocare verosimilmente alcun danno stocastico (incremento rilevabile nel rateo di tumori). Per tutti, l’11 marzo è l’anniversario del disastro nucleare, anche se le conseguenze dirette di Fukushima sono essenzialmente l’evacuazione (temporanea) delle comunità limitrofe (comunque più di centomila persone) e l’enorme investimento economico che sarà necessario per normalizzare gli impianti e le aree adesso contaminate (sicuramente molte decine di miliardi di dollari, da confrontare sempre con il danno dell’evento primario). Senza contare il blocco della produzione di energia da nucleare (che sta costando caro sia in termini economici che di incremento nell’inquinamento).

Nel prendere atto di questo fatto, vogliamo evidenziare come anche nelle tragedie ci possano essere delle conseguenze positive, ad esempio dal punto di vista tecnologico. Per esempio sono in corso significativi investimenti per mettere a punto robot in grado di assistere le operazioni di controllo ed in futuro, di smantellamento dei reattori danneggiati. Sotto una prospettiva del nuovo centro di ricerca di ricerca robotica di Nahara, finanziato dalla Japan Atomic Energy Agency (JAEA).

Naraha centre (JAIF) 460

Sono inoltre in fase di test prototipi come quello raffigurato sotto (Robot-Snake di Hitachi-GE):

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Passando ad altri campi sarà sperimentato per la prima volta un innovativo rivelatore a muoni in grado di localizzare in modo non invasivo il corium dei reattori (sotto la foto dell’arrivo a Fukushima). Un report dettagliato a questo link:

http://permalink.lanl.gov/object/tr?what=info:lanl-repo/lareport/LA-UR-12-20494

20022015_tepce_afpInfine saranno sicuramente incrementati gli sforzi per mettere a punto reattori più sicuri, in grado di resistere anche ad eventi così estremi.

Nuclearpioneers.wordpress.com

Contaminazione “millesimale”

[Analisi contaminazione cibo – Giappone, febbraio 2015]

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Il Ministero della Salute, del Lavoro e del Welfare del Giappone ha pubblicato di recente un aggiornamento del monitoraggio dei livelli di contaminazione radioattiva del cibo post incidente di Fukushima.
Nessun rischio sanitario rilevante è stato evidenziato [1].
Risultano sopra i limiti di legge 24 campioni su 6008 esaminati, vale a dire lo 0,4% (4 campioni ogni mille, circa).
Di questi 23 sono da selvaggina, 1 da prodotti ittici. Per la precisione, 22 (su 675) nella Prefettura di Fukushima e 2 (su 410) nella prefettura di Miyagi.
Ricordiamo che i limiti di legge per i livelli di contaminazione da isotopi radioattivi del Cesio nel cibo in Giappone sono stati resi più stringenti di quelli in vigore in molti altri Paesi, ivi compreso il nostro (si veda ad esempio lo “strano caso della marmellata radioattiva”).
Si noti inoltre che laddove è stato verificato lo sforamento dei limiti si tratta comunque di valori espressi in Bq/kg, ovvero per “assumere” tutti i bequerel indicati occorre ingerire almeno 1 kg di quel determinato alimento, tutto in una volta.
Per confronto, ricordiamo infine che al 20/03/2011 risultavano sopra i limiti 25 campioni su 125, di cui 24 a causa della contaminazione da iodio-131, 13 anche da radioisotopi del Cesio, 1 esclusivamente da radioisotopi del Cesio. Al 25/03/2011 risultavano sopra i limiti 11 campioni su 83, tutti a causa della contaminazione da iodio-131 ed uno anche da radioisotopi del Cesio. (N.B. il tempo di dimezzamento dello I-131 è pari a circa 8 giorni: dopo 8 giorni ce n’è la metà, dopo 16 un quarto, dopo 24 un ottavo, dopo 32 un sedicesimo, ecc.)
Da marzo 2011 ad oggi il numero dei campionamenti e dei tipi di campione è stato notevolmente incrementato in modo da permettere un’indagine a più ampio spettro.

Fonti:
Per consultare il dettaglio dei dati che abbiamo riportato, si veda qui, qui e qui.

Per approfondire, si consultino tabelle e comunicati del Ministero della Salute, del Lavoro e del Welfare del Giappone qui, e si veda per confronto quanto riportato dall’ENEA qui.

Note:
[1] Dal sito del Ministero: “The results of monitoring conducted after April 2012 indicate that the violation rates are extremely low, much less than 1%, for agricultural products including cereals, vegetables and fruits, meat and milk, fish and fishery products and edible fungi grown on media. Estimations of exposure (effective dose) to radioactive cesium in foods are decreasing constantly and now less than 1% of 1 mSv/year.”

Così si fa!

[Japan Atomic Energy Agency (JAEA) @ campus festival “Banyo-Sai”]

Ogni anno presso il Fukushima National College of Technology viene organizzato un festival del campus. Questo particolare evento viene chiamato “Banyo-Sai”.
L’anno scorso c’erano anche quelli della JAEA.
I tecnici hanno aiutato gli studenti a rispondere alle domande dei visitatori sulle radiazioni, e ad esporre i risultati delle osservazioni compiute utilizzando delle camere a nebbia. Gli studenti si sono anche cimentati nell’esaminare l’esposizione interna alle radiazioni dei visitatori e nel misurare vari campioni ambientali. Il team della JAEA si è infatti portato dietro un Whole-Body Counter Car ed un “Laboratorio Mobile”. Gli studenti non hanno improvvisato. Infatti, prima del festival, il personale JAEA li ha opportunamente istruiti sul funzionamento delle macchine permettendo che acquisissero un minimo di pratica. In questo modo il giorno della festa, gli studenti si sono potuti muovere in modo indipendente, prendendosi in carico sia la spiegazione tecnica che il funzionamento delle apparecchiature.
Una delle grandi attrattive del festival è stato l’introduzione all’utilizzo della camera a nebbia. Circa un centinaio di bambini sono stati coinvolti ed hanno preso confidenza con questo “strano aggeggio”.
Altro punto forte il Whole-Body Counter Car.
Nelle foto qui sotto si vedono alcuni studenti mentre gestiscono il tutto assicurandosi del corretto funzionamento degli strumenti e di rispondere alle tante domande di grandi e piccoli.

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Ora, per chi non lo sapesse la camera a nebbia è uno strumento di rivelazione di particelle ideato da Charles Thomson Rees Wilson nel 1899 e successivamente perfezionato. Rimane comunque molto “grezzo”. Consiste, infatti, in una scatola a tenuta ermetica contenente aria satura di vapore acqueo e collegata, mediante un condotto, ad un cilindro entro il quale scorre un pistone (stantuffo). Azionando il pistone (lo si fa scattare) si provoca nella camera un’espansione adiabatica del vapore. Il vapore passa, quindi, allo stato instabile di soprassaturazione. In tali condizioni una qualsiasi particella carica elettricamente penetrando nella scatola ionizza gli atomi con i quali si scontra e crea, lungo il proprio tragitto, una “scia” di nuclei di condensazione (atomi ionizzati), attorno ai quali il vapore soprassaturo si raccoglie a formare minuscole goccioline (nebbia). Questa traccia può essere fotografata attraverso una parete trasparente della scatola, e da essa si può risalire, con particolari accorgimenti, alla determinazione della natura della particella che l’ha generata.
Il Whole-Body Counter Car, invece, è uno strumento completamente diverso, dotato di un contatore total-body (WBC) in grado di misurare le dosi di radiazioni sia all’interno che sulla superficie del corpo. Si tratta di uno strumento ingombrante ma anche facilmente trasportabile, ed infatti è usato per il controllo delle dosi interne per abitante nella prefettura di Fukushima spostandolo di zona in zona. Queste misure sono state ripetute più e più volte negli ultimi quattro anni, per tenere giustamente monitorata la salute di quanti vivono là (sia quelli non evacuati sia quelli ritornati in seguito alla riduzione delle zone di esclusione).
I controlli oltre che frequenti sono obbligatori. Dunque, gli abitanti conoscevano già il Whole-Body Counter Car: se lo ritrovano spesso presso le strutture pubbliche vicino alle loro case.
Tuttavia, si racconta di code davanti alla reception della cabina. Questo perché molti, anche se sottoposti a continui controlli non hanno ancora ben capito che cosa viene loro controllato – oppure non glielo hanno spiegato come si deve. Dunque, un po’ di curiosità ed anche un po’ di ansia permangono. I risultati delle misurazioni sono stati ampiamente illustrati sia dagli studenti che dal personale JAEA. I visitatori sono tornati a casa più consci dei rischi reali per la loro salute e rassicurati dai risultati delle misurazioni – almeno in gran parte: purtroppo la paura delle radiazioni è un problema serio, nient’affatto trascurabile.
Infine, gli studenti sono stati dotati di un “Laboratorio Mobile” con rilevatore a semiconduttore (Germanio), ed hanno effettuato misure della radioattività del suolo e delle acque insieme ai visitatori.
Lo staff JAEA comprendeva membri del Fukushima Environmental Safety Center, del Nuclear Plant Decommissioning Safety Research Establishment, e del Fukushima Fuels and Materials Department (Oarai Research and Development Center).
Durante la festa, il personale JAEA ha colto l’occasione per esporre i risultati dell’ultima indagine sanitaria svolta nella prefettura di Fukushima. Hanno, dunque, illustrato le ricerche sulle dinamiche ambientali che vengono effettuate per identificare il comportamento migratorio del cesio radioattivo nel suolo, e quelle per lo smantellamento della centrale nucleare di Fukushima Daiichi.

Tra i visitatori è stata riscontrata ammirazione per il lavoro svolto dagli studenti e soddisfazione per quanto illustrato dai tecnici JAEA. Molti hanno espresso la loro riconoscenza.
La JAEA ha dichiarato che continuerà a sostenere gli studenti in questo tipo di attività.

Fonte principale:

http://133.188.30.97/english/topics/