Contaminazione “millesimale”

[Analisi contaminazione cibo – Giappone, febbraio 2015]

Fuku-food
Il Ministero della Salute, del Lavoro e del Welfare del Giappone ha pubblicato di recente un aggiornamento del monitoraggio dei livelli di contaminazione radioattiva del cibo post incidente di Fukushima.
Nessun rischio sanitario rilevante è stato evidenziato [1].
Risultano sopra i limiti di legge 24 campioni su 6008 esaminati, vale a dire lo 0,4% (4 campioni ogni mille, circa).
Di questi 23 sono da selvaggina, 1 da prodotti ittici. Per la precisione, 22 (su 675) nella Prefettura di Fukushima e 2 (su 410) nella prefettura di Miyagi.
Ricordiamo che i limiti di legge per i livelli di contaminazione da isotopi radioattivi del Cesio nel cibo in Giappone sono stati resi più stringenti di quelli in vigore in molti altri Paesi, ivi compreso il nostro (si veda ad esempio lo “strano caso della marmellata radioattiva”).
Si noti inoltre che laddove è stato verificato lo sforamento dei limiti si tratta comunque di valori espressi in Bq/kg, ovvero per “assumere” tutti i bequerel indicati occorre ingerire almeno 1 kg di quel determinato alimento, tutto in una volta.
Per confronto, ricordiamo infine che al 20/03/2011 risultavano sopra i limiti 25 campioni su 125, di cui 24 a causa della contaminazione da iodio-131, 13 anche da radioisotopi del Cesio, 1 esclusivamente da radioisotopi del Cesio. Al 25/03/2011 risultavano sopra i limiti 11 campioni su 83, tutti a causa della contaminazione da iodio-131 ed uno anche da radioisotopi del Cesio. (N.B. il tempo di dimezzamento dello I-131 è pari a circa 8 giorni: dopo 8 giorni ce n’è la metà, dopo 16 un quarto, dopo 24 un ottavo, dopo 32 un sedicesimo, ecc.)
Da marzo 2011 ad oggi il numero dei campionamenti e dei tipi di campione è stato notevolmente incrementato in modo da permettere un’indagine a più ampio spettro.

Fonti:
Per consultare il dettaglio dei dati che abbiamo riportato, si veda qui, qui e qui.

Per approfondire, si consultino tabelle e comunicati del Ministero della Salute, del Lavoro e del Welfare del Giappone qui, e si veda per confronto quanto riportato dall’ENEA qui.

Note:
[1] Dal sito del Ministero: “The results of monitoring conducted after April 2012 indicate that the violation rates are extremely low, much less than 1%, for agricultural products including cereals, vegetables and fruits, meat and milk, fish and fishery products and edible fungi grown on media. Estimations of exposure (effective dose) to radioactive cesium in foods are decreasing constantly and now less than 1% of 1 mSv/year.”

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