Un viaggio nell’energia con i piccoli esploratori della scuola I.C. Gianicolo

Lo scorso 21 febbraio si è tenuta una piacevole giornata di formazione presso la scuola I.C. Gianicolo – Plesso “Francesco Crispi”, coinvolgendo una classe di Terza Elementare in un percorso educativo sull’energia. L’obiettivo? Raccontare, in modo semplice e coinvolgente, come funziona quest’ultima.

Per farlo, abbiamo scelto il potere delle storie. Attraverso un racconto avvincente, con protagonisti elettroni “buoni” e “cattivi”, abbiamo guidato i bambini alla scoperta dei principi base dell’energia, dell’elettricità e della sostenibilità. Con l’aiuto di Enrico Corradini e Alessio Iuvara, che hanno saputo catturare l’attenzione dei piccoli ascoltatori, la lezione si è trasformata in un vivace scambio di domande, risposte e riflessioni spontanee.

I bambini hanno mostrato grande curiosità e partecipazione, dimostrando come, con il giusto approccio, anche i temi più complessi possano diventare accessibili e affascinanti. Durante la discussione, abbiamo affrontato argomenti chiave come il rispetto per l’ambiente, la sostenibilità e l’importanza di fare scelte giuste e consapevoli per il nostro futuro.

L’evento è stato un successo, lasciando nei bambini un seme di consapevolezza che, speriamo, crescerà con loro. Vedere l’entusiasmo dei bambini ci ricorda che il futuro si costruisce con la conoscenza e la curiosità. Continuare a educare e sensibilizzare, con passione e semplicità, è il nostro impegno per un futuro più consapevole e sostenibile.

Siete insegnanti o studenti, e vi piacerebbe proporre eventi simili nel vostro Istituto? Scriveteci! Come avete visto siamo disponibili a intervenire in ogni scuola di ordine e grado.


Ma ora sappiamo che siete desiderosi di conoscere la storia che abbiamo raccontato ai piccoli esploratori dell’I.C. Gianicolo. Eccola!

Aggiornamento 30/4/2025: è disponibile a grande richiesta anche la presentazione con le immagini utilizzate per raccontare storia. Per visionarle, cliccare qui.

La storia

In un mondo non molto distante dal nostro vivevano gli elettroni, degli omini che si occupavano di portare l’elettricità alle nostre case, ai nostri ospedali e a tutto il nostro mondo!

Gli elettroni vivevano in un mondo pulito e felice, in quattro villaggi.
In una radura verde e soleggiata, sorgeva il villaggio del sole dove tutta l’energia era prodotta da pannelli fotovoltaici. Qui vivevano gli elettroni del sole, in armonia con i fiori e gli animali della Terra.
Nelle montagne vicine, vivevano gli elettroni dell’acqua. Questi vivevano nel villaggio dell’acqua, costruito ai piedi di una grande diga che produceva l’elettricità per tutti, qui si viveva in armonia con i pesci del fiume e gli animali dell’acqua.
Sopra le loro teste, su delle gigantesche isole fluttuanti, si trovava il villaggio del vento, dove tutta l’energia era prodotta da delle grandi pale eoliche.
Non molto lontano da questa natura incontaminata vivevano gli elettroni dell’atomo, in una città futuristica con grattacieli, auto volanti e ricca di energia che proveniva dalle centrali nucleari.

Gli elettroni vivevano felici nella loro terra finché, un giorno, non arrivò l’inquinamento che distrusse le loro case.
Nel mondo non esistevano solo elettroni buoni, lontano da questa terra pulita e felice vivevano gli elettroni del carbone e del petrolio. Questi vivevano in dei villaggi tristi, sporchi ed inquinati dove non si poteva uscire liberamente ma solo per andare a lavorare, e solo con delle maschere per il gas.
Il loro capo voleva distruggere il mondo inquinando sempre di più; il piano era semplice, inquinare bruciando carbone e petrolio per scaldare il pianeta con l’effetto serra, fino a quando tutti gli animali non si sarebbero estinti.

Gli elettroni del sole, del vento e dell’acqua non potevano permettersi di fare estinguere i loro animaletti con cui vivevano da anni. Decisero così di sfidare ad una gara gli elettroni cattivi, il vincitore avrebbe fornito energia al mondo per sempre.
La gara iniziò e subito gli elettroni del vento furono in testa, questi sfruttavano il vento per volare e correvano molto più in alto degli altri, dietro di loro gli elettroni del sole e dell’acqua.
Ad un certo punto però si fermò il vento, gli elettroni caddero e non poterono proseguire la loro gara. Gli elettroni del carbone accelerarono e superarono quelli dell’acqua. Erano in testa gli elettroni del sole fino a che, non tramontó il sole, gli elettroni del sole, stanchi, si addormentarono e furono superati dagli elettroni del carbone.
Era terribile, gli elettroni del carbone stavano vincendo, il mondo stava per essere distrutto dall’inquinamento!

Gli elettroni dell’atomo, che finora non avevano gareggiato convinti che elettroni buoni avrebbero vinto anche senza di loro, capirono che questi stavano perdendo, gli serviva il loro aiuto! Così si precipitarono al campo di gara ed in poco tempo raggiunsero gli elettroni dell’acqua. Dopo un lungo testa a testa con gli elettroni del carbone riuscirono a superarli, vincendo la gara e salvando il mondo.

Il mondo era così salvo, l’energia era prodotta da pale eoliche, pannelli fotovoltaici, dighe idroelettriche e centrali nucleare. Vissero così tutti felici e contenti.

Atomi in classe: incontri nelle scuole di Borgomanero e Gattinara

Il 5 e il 12 marzo 2025, gli studenti di due istituti scolastici piemontesi hanno partecipato a due incontri tenuti dal nostro socio Francesco Esposito incentrati sul tema dell’energia nucleare. Il 5 marzo, le classi quarte e quinte dell’Istituto G. Ferrari – M. Arborio di Gattinara hanno seguito una lezione sul funzionamento di una centrale nucleare proseguendo un percorso iniziato a novembre con una lezione introduttiva sulla fisica nucleare. Il 12 marzo, invece, le classi 5A, 5B e 5E del Liceo Scientifico Galileo Galilei di Borgomanero hanno affrontato il tema dell’energia nucleare come strumento per contrastare il cambiamento climatico.

Quando si parla di energia nucleare, spesso il dibattito si accende e si divide in due schieramenti opposti. Da una parte, chi la considera pericolosa e inadatta, sottolineando i rischi legati alle scorie e agli incidenti; dall’altra, chi la sostiene senza riserve, enfatizzandone solo gli aspetti positivi. La realtà, però, è più complessa: ogni fonte energetica ha vantaggi e svantaggi, e il modo migliore per valutarli è basarsi su dati oggettivi.

Proprio questo è stato l’obiettivo degli incontri: fornire agli studenti informazioni scientifiche e verificate, lasciando da parte ideologie e pregiudizi. Basandosi sui dati delle principali agenzie internazionali (IEA, IAEA, IPCC), si è parlato di emissioni, sicurezza, gestione delle scorie e confronto con altre fonti di energia, allo scopo di rispondere alla domanda: “L’energia nucleare può essere un valido alleato nella lotta al cambiamento climatico?”. Un percorso che ha permesso agli studenti di formarsi un’opinione più consapevole, basata su dati concreti.

Gli studenti hanno seguito con grande interesse entrambe le lezioni, ponendo domande pertinenti e dimostrando curiosità per l’argomento. È stato particolarmente significativo notare come il dibattito sull’energia nucleare catturi l’attenzione dei giovani e li spinga a interrogarsi in modo critico e consapevole, soprattutto alla luce del grande problema che si pone davanti all’umanità – il cambiamento climatico.

Per chi fosse interessato ad approfondire, potete contattare direttamente il relatore alla mail francesco.u235@gmail.com.

Le slide degli incontri sono disponibili a questi link:
presentazione 1: Introduzione alla Fisica Nucleare
presentazione 2: Energia nucleare e Orientamento
presentazione 3: Energia nucleare nel Mix Energetico

Siete insegnanti o studenti, e vi piacerebbe proporre eventi simili nel vostro Istituto? Scriveteci!

Marzo 2025: un mese ricco di eventi nucleari!

In questo periodo in cui si torna a parlare sempre più spesso di energia nucleare, la nostra associazione porta avanti la sua missione di divulgazione scientifica con ancor maggiore intensità.
Nei prossimi giorni si susseguiranno ben quattro eventi divulgativi di grande spessore:

L’11 marzo alle ore ore 16:30, presso l’aula G.129 dell’Università Cattolica di Milano, si terrà una conferenza dal titolo: ENERGIA BLU – Analisi e Riscoperta del nucleare civile. L’evento è organizzato in collaborazione con “Liberi Oltre le Illusioni” e l’associazione universitaria “La Svolta per gli Studenti”, e vedrà la partecipazione di Marco Enrico Ricotti, Carlo Stagnaro, Bruno Randolph Luca e del nostro socio Daniele Timpano.

Il 12 marzo,  alle ore 21:15, si terrà un webinar intitolato  DECARBONIZZAZIONE 2050 – Nucleare e rinnovabili in sinergia per l’energia sostenibile.
L’incontro è promosso in collaborazione con Leo Club Italia, assieme a Giovaniblu. In questa occasione interverranno i nostri soci Aurora Pinto e Riccardo Mariscalco.
Per partecipare il link è disponibile qui.

Il 14 marzo, alle ore 17:00, si svolgerà a Genova, presso il Bi.Bi. Servize in via XX Settembre 41, una conferenza dal titolo: IL DEPOSITO NAZIONALE DEI RIFIUTI RADIOATTIVI – Una questione di civiltà e di sviluppo per il paese.
L’evento è organizzato in collaborazione con Liberi Oltre le Illusioni. Saranno relatori il nostro socio Alessandro Sardo, Fabrizio Colella, Luigi Perri e Guglielmo Lomonaco.

Infine il 18 marzo alle ore 18:00, si svolgerà presso L’Università di Trieste , Aula 1B – Edificio D, una conferenza intitolata: ENERGIA NUCLEARE – Prospettive future in Italia.
L’appuntamento è promosso dall’associazione associazione Synapser e avrà come relatori il nostro presidente Pierluigi Totaro e Leonardo Mariano.

Se avete dubbi o domande sul nucleare, vi invitiamo a partecipare a queste iniziative! Avrete la possibilità di conoscere la nostra realtà, che da quasi 15 anni si batte per garantire una corretta informazione sulle tecnologie nucleari, affinchè i cittadini possano costruirsi una opinione consapevole e scevra da pregiudizi.

Siete studenti, professori, soci di associazioni culturali e volete organizzare qualcosa assieme a noi? Scriveteci!

Un viaggio in Patagonia, tra ghiacciai, raggi cosmici e tecnologie nucleari

Riceviamo e ripubblichiamo volentieri questo contributo. L’originale, in lingua inglese, è disponibile a questo link.

di Riccardo Bevilacqua

Era il terzo giorno di navigazione quando il capitano annunciò attraverso l’interfono che ci stavamo finalmente avvicinando al ghiacciaio Pio XI. L’Oceano Pacifico era più calmo dopo la tempesta notturna. Uscendo sul ponte, non potei fare a meno di pensare che il cielo avesse lo stesso colore descritto da William Gibson nel suo romanzo più famoso: il colore di uno schermo televisivo sintonizzato su un canale morto.

Quando la nave si avvicinò, il Pio XI – nome di un Papa cattolico ed il più grande ghiacciaio dell’emisfero australe al di fuori dell’Antartide – si rivelò nella sua immensa grandezza, di un blu elettrico sorprendente. Ma ciò che rende questo ghiacciaio particolarmente interessante non è la sua dimensione o il suo colore, bensì il suo comportamento: a differenza della maggior parte dei ghiacciai del mondo, il Pio XI sta avanzando! Mentre gli altri si ritirano, il Pio XI si è espanso di quasi 60 chilometri quadrati dalla metà del XX secolo.

Ho raggiunto il ghiacciaio Pio XI, nella Patagonia Cilena, a bordo di questa nave, sulla rotta tra Puerto Montt e Puerto Natales.

Perché il Pio XI sta crescendo?

Le ragioni di questa anomalia non sono ancora del tutto comprese (il che è affascinante, perché stimola la nostra curiosità), ma gli scienziati hanno avanzato diverse ipotesi:

  • Modelli locali di precipitazione: i campi di ghiaccio della Patagonia ricevono alcune delle nevicate più intense del pianeta. Un aumento delle precipitazioni potrebbe alimentare il ghiacciaio più velocemente di quanto si sciolga.
  • Topografia e dinamica del fiordo: la forma della roccia sottostante potrebbe impedire alle correnti oceaniche calde di erodere la base del ghiacciaio, permettendogli di crescere invece che ritirarsi.
  • Attività vulcanica: la Patagonia si trova sull’Anello di Fuoco del Pacifico e il calore geotermico sotto il ghiaccio potrebbe influenzare il ghiacciaio in modi inaspettati.
La mappa dell’espansione del fronte sud del ghiacciaio Pio XI tra il 1830 ed il 2014, come pubblicata nello studio di Wilson et al. (2016).

Svelare i segreti dei ghiacciai con la fisica nucleare ed i raggi cosmici

E qui viene la parte più interessante (almeno per me) e il motivo per cui sto scrivendo di Patagonia e ghiacciai in questo contesto: la fisica nucleare ed i raggi cosmici ci offrono un modo per studiare la storia dei ghiacciai! Uno degli strumenti più affascinanti in questo campo è la datazione con nuclidi cosmogenici. Leggetelo di nuovo: datazione con nuclidi cosmogenici. Un metodo che ci permette di determinare da quanto tempo una roccia è stata esposta all’atmosfera dopo essere stata coperta dal ghiaccio per migliaia (e migliaia, e migliaia) di anni.

Quando i ghiacciai si ritirano, scoprono rocce che sono state schermate dai raggi cosmici per millenni. Una volta esposte, queste rocce iniziano ad accumulare isotopi come il Berillio-10 (¹⁰Be), l’Alluminio-26 (²⁶Al) e il Cloro-36 (³⁶Cl), prodotti dall’interazione con i raggi cosmici ad alta energia. È persino possibile osservare gli effetti dell’esplosione di una supernova! Misurando la concentrazione di questi isotopi, gli scienziati possono ricostruire i movimenti dei ghiacciai su migliaia, persino milioni, di anni. Questa tecnica offre una comprensione molto più profonda delle dinamiche glaciali rispetto al semplice confronto con i dati sulle temperature degli ultimi cento anni.

Un ghiacciaio trasporta o sovrasta un masso, e quando si ritira, lo espone ai raggi cosmici. Le reazioni di spallazione avvengono nei minerali della roccia quando questa viene bombardata dai raggi cosmici. Campionando le rocce ed estraendo determinati minerali (come quarzo o pirosseno), possiamo misurare la quantità di isotopi prodotti rispetto ai minerali stabili presenti. Questo rapporto ci permette di calcolare da quanto tempo quella roccia è esposta sulla superficie terrestre (ovvero, quando il ghiaccio si è ritirato). Fonte: https://www.antarcticglaciers.org/glacial-geology/dating-glacial-sediments-2/cosmogenic-nuclide-dating/cosmogenic_nuclide_datin/

Whisky, ghiaccio e i camionisti della Patagonia

Mentre io ero perso nell’ammirare la meraviglia di tutto quel ghiaccio, il capitano preparò una dimostrazione molto più pratica della storia glaciale. Una squadra di marinai, a bordo di un gommone lasciò la nave e si avvicinò alla fronte del ghiacciaio — e raccolse qualche secchio di ghiaccio del Pleistocene da riportare a bordo.

Quella sera, mentre sorseggiavamo whisky on the rocks – cubetti di ghiaccio millenario contenente minuscole bolle d’aria provenienti da atmosfere preistoriche – mi sedetti con gli altri passeggeri e l’equipaggio, scambiandoci racconti di viaggio attraverso la Patagonia.

La maggior parte dei passeggeri erano camionisti cileni, che trasportavano i loro mezzi da nord a sud. Le Ande tagliano letteralmente in due il Cile, costringendoli a prendere la via marittima invece di percorrere strade che ancora non esistono. Tra loro c’erano anche alcuni viaggiatori solitari, come me, che seguendo le orme di Bruce Chatwin, sognavo di arrivare a Ushuaia, alla fine del mondo (ci arriverò qualche settimana dopo).

Una squadra a bordo di un gommone si avvicina al fronte del ghiacciaio Pio XI.

Dal Pio XI al Perito Moreno: un contrasto glaciale

Un mese dopo, mi trovai davanti a un altro gigante: il ghiacciaio Perito Moreno, sul versante argentino delle Ande. A differenza della maggior parte dei ghiacciai patagonici, il Perito Moreno è stato considerato stabile per gran parte della storia moderna, né in forte ritirata né in espansione significativa. Tuttavia, studi recenti indicano che il suo fronte settentrionale ha iniziato a ritirarsi.

Essere lì, di fronte a questi ghiacciai, mi ha fatto apprezzare ancora di più il fatto che la fisica nucleare e i raggi cosmici abbiano un ruolo nell’aiutarci a capire il comportamento dei ghiacciai. E nel contrasto tra la stabilità del Perito Moreno e l’espansione del Pio XI.

Oltre la scienza nucleare: radio-glaciologia e altre tecniche

Sebbene la datazione con nuclidi cosmogenici sia una tecnica basata sulla fisica nucleare, esistono anche altri metodi non nucleari per studiare i ghiacciai. La radio-glaciologia, ad esempio, utilizza onde radio che attraversano gli strati di ghiaccio per mapparne la struttura interna. Il georadar può rivelare strati nascosti, aiutandoci a stimare i tassi di accumulo passati e le dinamiche del flusso glaciale.

Combinati con misurazioni satellitari, indagini gravitazionali e studi sismici, questi strumenti ci aiutano a ricostruire la storia dei ghiacciai ben oltre la nostra vita, offrendoci una visione delle variazioni climatiche su migliaia o persino milioni di anni.

In posa davanti al ghiacciaio Perito Moreno, sul versante argentino delle Ande, dove mi sono recato un mese dopo aver visitato il ghiacciaio Pio XI, dietro a quelle montagne all’orizzonte. 

Scienza nucleare, raggi cosmici e fisica

Il dibattito moderno sui ghiacciai si concentra spesso sullo scioglimento del ghiaccio, ma la scienza richiede una prospettiva più ampia rispetto ai titoli a effetto. I ghiacciai avanzano e si ritirano da ben prima dell’era industriale. Capirne il comportamento significa considerare l’intero spettro delle influenze naturali: raggi cosmici, cambiamenti geologici, correnti oceaniche, attività vulcanica – e non solo l’impatto umano.

Ed è qui che la scienza nucleare, i raggi cosmici e la fisica giocano un ruolo fondamentale. Questi strumenti ci permettono di andare oltre ciò che possiamo osservare in una singola vita umana e scoprire i modelli a lungo termine che plasmano il nostro pianeta.

Alcuni fatti

  • L’ultima era glaciale si è verificata tra circa 120.000 e 11.500 anni fa. Da allora, la Terra si trova in un periodo interglaciale chiamato Olocene.
  • Il ghiacciaio Pío XI, noto anche come Brüggen Glacier, ha un’età stimata tra i 10.000 e i 30.000 anni, risalente all’ultima era glaciale (il Pleistocene).
  • Per saperne di più sulla datazione con nuclidi cosmogenici: Cosmogenic nuclide dating (in inglese)
  • Per saperne di più sul ghiacciaio Pio XI: Cosmogenic nuclide dating (in spagnolo)

Chi sono

Sono appassionato di radiazioni e sicurezza nell’uso delle radiazioni, ed ora me ne occupo da Stoccolma presso Elekta, un’azienda leader nel settore della radioterapia e della radiochirurgia. Ho lavorato all’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, alla Commissione Europea ed all’European Spallation Source, tutte esperienze dove ho sviluppato le mie competenze in fisica nucleare (senza causare esplosioni!). Con un dottorato di ricerca in fisica nucleare applicata, ho pubblicato ricerche su riviste scientifiche peer-reviewed e mi piace creare contenuti che rendano accessibili e coinvolgenti temi complessi legati alla fisica e le tecnologie nucleari — perché, in fondo, a tutti piace una storia che parli di scienza! 

Questo articolo è stato postato originariamente in inglese nella mia newsletter Radio Active Talks. Per iscriversi: https://www.linkedin.com/build-relation/newsletter-follow?entityUrn=7266746481632571392 

Una immagine satellitare del ghiacciaio Pio XI nella Patagonia Cilena.

Al via la campagna tesseramenti 2025!

Dal 2011 il Comitato Nucleare e Ragione fa divulgazione scientifica sull’energia nucleare e le sue applicazioni. Sei appassionato all’argomento?  Unisciti a noi! Sono aperte le iscrizioni all’associazione per il 2025!

Troverai un ambiente in cui tutti sono i benvenuti!

Le attività che si svolgono annoverano visite a centrali nucleari e siti di ricerca, seminari e corsi con esperti del settore, conferenze ed eventi di divulgazione in piazza! Che aspetti?
Compila il modulo associativo e arricchisci il Comitato con le tue competenze e il tuo entusiasmo!

La Radioattività non si può nascondere

di Massimo Burbi


Aggiornamento 4/8/2025: abbiamo pubblicato sul nostro canale Instagram alcuni quiz sulle tematiche trattate da questo articolo. Trovate i quesiti e le relative risposte in coda all’articolo.



Negli USA circa un terzo della popolazione vive nel raggio di 80 km (50 miglia) da una centrale nucleare [1], si stima che questo comporti una dose aggiuntiva di radiazioni di 0.1 μSv all’anno [2][3], circa 25.000 volte meno di quanto un abitante del pianeta Terra prende in media dal fondo naturale di radiazioni [4].

Accamparsi per un anno appena fuori da una centrale nucleare comporterebbe invece una dose aggiuntiva più o meno equivalente a quella che si prende dall’ambiente in tre giorni [5].

Questo ci dicono fonti come la Nuclear Regulatory Commission, ma ci possiamo fidare? Come facciamo a sapere che non ci nascondono qualcosa? Forse “noncelodicono”?

Per rispondere faccio un salto indietro di qualche anno: sono all’aeroporto di Monaco di Baviera e aspetto il volo per Firenze, ho lo spettrometro e il dosimetro nel marsupio. All’improvviso gli strumenti iniziano a vibrare tutti insieme. Apro il marsupio e leggo valori 10-15 volte superiori a quelli che dovrei leggere, che sta succedendo?

Immagine 1 – Valori decisamente sopra la norma rilevati ad un gate dell’aeroporto di Monaco di Baviera.
Il valore di picco visibile sul display di 1.87 mSv/h è stato registrato pochi minuti prima, durante i controlli di sicurezza, quando il dosimetro era all’interno del bagaglio a mano, quindi in un contesto del tutto diverso.

Provo a capire, oriento gli strumenti in tutte le direzioni cercando di non attirare l’attenzione e mi accorgo che la sorgente è una persona seduta non lontana da me. 

Tutti abbiamo della radioattività dentro di noi, perché respiriamo, beviamo e mangiamo sostanze radioattive che sono parte del nostro ambiente. Una persona di 70 kg ha circa 8000 decadimenti radioattivi che avvengono all’interno del suo corpo ogni secondo della sua vita [6], principalmente dovuti al Potassio 40 e al Carbonio 14. Il 10% della nostra dose quotidiana da radiazioni viene da dentro il nostro corpo [7][8].

Per provocare una reazione del genere da parte degli strumenti serve però ben altro. La spiegazione più logica è che si tratti di qualcuno che si è appena sottoposto a trattamenti medici che prevedono l’uso di radionuclidi e abbia ancora quel materiale radioattivo all’interno del suo corpo.

Immagine 2 – Andamento del rateo di dose nel periodo passato al gate. Ogni barra rappresenta la media su un minuto. I valori anomali iniziano alle 18:20. Il picco corrisponde al momento in cui la persona sorgente mi è passata davanti ad una distanza di poche decine di centimetri andando verso l’imbarco.

Accumulo dati per 25 minuti, registrando un rateo di dose medio di 0.85 μSv/h (con un picco oltre i 2 μSv/h quando la persona sorgente mi passa a poche decine di centimetri). Dopo l’atterraggio, sul treno verso casa, scarico lo spettro gamma sul portatile e cerco di capire di cosa si tratta. E’ uno spettro che non ho mai visto prima, che è quello che speri sempre di trovare per imparare qualcosa di nuovo.

Immagine 3 – Spettro gamma rilevato al gate dell’Aeroporto di Monaco di Baviera. L’analisi dei picchi gamma sembra indicare che si tratti di Lutezio 177. Il rateo medio di dose su un tempo di 25 minuti è di 0.85 μSv/h.

Dopo aver passato diversi giorni a scartare possibili candidati, concludo che potrebbe trattarsi di Lutezio 177, un radionuclide usato per il trattamento di alcuni tumori. Non sono del tutto sicuro, faccio vedere lo spettro anche ad altri e la conclusione sembra confermata. Il “mistero” pare risolto.

Immagine 4 – Uno dei tanti spettri gamma del Lutezio 177 misurati con un HPGE Detector reperibili online.

Tutto questo per dire cosa? Che la radioattività non si può nascondere, se una pericolosa nube radioattiva passasse sopra casa mia me ne accorgerei e con un po’ di impegno capirei anche cosa la rende tale. Il Cesio 137 e il Cesio 134 poi, cioè due dei radioisotopi che tipicamente si liberano in caso di rilasci accidentali di materiale radioattivi nell’ambiente, si riconoscono a prima vista. E se vivessi in un paese che censura le notizie? me ne accorgerei lo stesso, perché la radioattività la posso misurare, e come lo faccio io può farlo chiunque.

Anche un comune Geiger può bastare per capire se nell’aria c’è qualcosa di anomalo. Le uniche radiazioni che non si possono misurare sono quelle che non esistono o quelle abbastanza schermate da essere innocue. 

Questo anche per rispondere a chi si oppone alla realizzazione del Deposito Nazionale di rifiuti radioattivi in Italia paventando fantomatici danni per la salute dovuti ad eccessi di radiazioni immaginari mai osservati da nessuno negli altri paesi dove esistono depositi simili (siamo gli unici in Europa a non averlo) che tipicamente si trovano a pochi km dai centri abitati [9][10].

P.S. vivere entro 80 km da una centrale a carbone comporta in media una dose aggiuntiva di radiazione di 0.3 μSv all’anno [11], che è sempre quasi niente, ma è tre volte più del “quasi niente” che si prende stando alla stessa distanza da una centrale nucleare. 

Parlando di CO2 invece, le emissioni del carbone sono circa 70 volte quelle del nucleare [12], per non parlare altri inquinanti, di quale dei due dovremmo avere paura?

Immagine 5 – Emissioni medie per intero ciclo di vita di alcune tecnologie per la produzione di energia elettrica in grammi di CO2 equivalente per kWh di energia prodotta. Eolico 11 grammi, Nucleare 12 grammi, Fotovoltaico 44 grammi, Gas 490 grammi, Carbone 820 grammi [12]-

QUANTE NE SAI?

Abbiamo di recente lanciato sul nostro canale Instagram una serie di quiz a tema nucleare, con cadenza settimanale.
Ecco i quesiti proposti il 4 agosto 2025 (in grassetto le risposte corrette):

1) Quanti decadimenti radioattivi avvengono all’interno di una persona di 70 kg?
a – circa 8.000 decadimenti al giorno
b – circa 8.000 decadimenti all’ora
c – circa 8.000 decadimenti al secondo

2) A quante radiazioni siamo esposti vivendo vicino ad una centrale nucleare?
a – il triplo rispetto a centrale a carbone
b – un terzo rispetto a una centrale a carbone
c – sono circa le stesse

3) Perchè ci si può fidare di fonti come la Nuclear Regulatory Commission sui dati delle emissioni di radiazioni?*
a) Sono controllate da persone estremamente competenti
b) Le radiazioni non si possono nascondere, tutti possono misurarle
c) Tutti i dati pubblicati passano il vaglio della peer-review

[N.d.R.: Sì, in effetti l’ultima domanda poteva avere più risposte corrette. In particolare, come dimostrato dallo stesso Massimo Burbi, autore di questo e molti altri articoli pubblicati sul nostro sito, la radioattività è un fenomeno fisico che non si può “occultare*, è facilmente rilevabile e, con le opportune competenze e strumentazioni, si può quantificare. Di conseguenza, anche la risposta b è accettabile.]


RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

[1] https://ncdp.columbia.edu/nuclear-power-plants-earthquake-risk/ (dati non aggiornati a oggi)

[2][5] https://www.nrc.gov/about-nrc/radiation/related-info/faq.html#24

[3][11] https://nrl.mit.edu/sites/default/files/documents/xkcd%20Radiation%20Dose%20Chart.pdf

[4][7] http://www.fisicaweb.org/doc/radioattivita/geiger%20muller/taratura.pdf?fbclid=IwY2xjawF3gk1leHRuA2FlbQIxMAABHXiqRVtHpaZJ1b7B05M2CCuTpRKH-rD_IZXt6eGvbjZgrk8WVLZm4jcVlg_aem_66psrQvqGrfiEjtXp2zKkA

[6][8]  https://hps.org/publicinformation/ate/faqs/faqradbods.html?fbclid=IwY2xjawF3faBleHRuA2FlbQIxMAABHcC4p53SLM64z2q6VdN0QSxYKT7vDDvUorSbpctzp2-BQNomtcYYK2-OiA_aem_bjlFjFuALo8bu5dsell-cw

[9] https://www.depositonazionale.it/estero/pagine/esistono-in-europa-depositi-simili-a-quello-che-si-vuole-costruire-in-italia.aspx

[10] https://www.depositonazionale.it/ambiente-e-sicurezza/pagine/ci-saranno-rilasci-nellambiente-durante-lesercizio-del-deposito.aspx#impatto

[12] https://www.ipcc.ch/site/assets/uploads/2018/02/ipcc_wg3_ar5_annex-iii.pdf?fbclid=IwY2xjawF3hxtleHRuA2FlbQIxMAABHcsKy_3Z8yRCXKqXp1STcR-z1pJYYIcdrlErAW-O7RzNHnRZ6G7d0fb97Q_aem_QnVp4tyVJSA6sL4LyfAQxw#page=7 (Pagina 1335 – Valori medi di emissioni per intero ciclo di vita)

Nucleare: conferenza a Firenze

AGGIORNAMENTO 2/5/2025: soni disponibili foto e slides del nostro relatore, in coda all’articolo.

Riprendono le attività divulgative sul territorio dei nostri soci!

Che cos’ è e quale ruolo può avere il nucleare nel contrasto al riscaldamento globale? Quali sono i principi fisici di base dell’energia nucleare?

Per saperne di più, questo venerdì 24 gennaio alle 17:00 partecipate presso la Sala Soci Marina Trambusti della Coop.fi, nel Centro Commerciale Gavinana di Firenze (via Erbosa 66 B/C), alla conferenza di Alessandro Giomi, fisico nucleare e socio del Comitato.

Gli organizzatori consigliano la prenotazione inviando una e-mail a:
sez.firenze-se@socicoop.it

Le slides della conferenza sono disponibili a questo link.


Volete proporre eventi simili anche nella vostra città? Siamo a vostra disposizione!  Scriveteci!

Martedì 14 gennaio conferenza stampa del Comitato “Nucleare sì grazie”

E’ ancora possibile firmare: le sottoscrizioni si concluderanno il 13 gennaio alle ore 14:00.

Martedì 14 gennaio, alle ore 10, si terrà presso la sala stampa della Camera dei Deputati una conferenza stampa del Comitato “Nucleare, Sì Grazie”, dopo la conclusione della raccolta firme sulla proposta di legge di iniziativa popolare, che ha già ampiamente superato il numero di firme necessarie per la presentazione e sarà depositata al Senato.

Il Comitato è composto da rappresentanti del mondo politico, culturale, scientifico e associativo impegnati a promuovere il ritorno alla produzione di energia elettro-nucleare in Italia.
Ne fanno parte, tra gli altri: il segretario di Azione, Carlo Calenda; il Presidente della Fondazione Einaudi, Giuseppe Benedetto; i docenti universitari Walter Ambrosini, Marco Ricotti e Giuseppe Zollino; il presidente di Radicali italiani, Matteo Hallissey; Aurora Pinto, dei Giovani Blu; Stefano Monti, presidente dell’Associazione Italiana Nucleare; Luca Romano, alias “Avvocato dell’Atomo”; Pierluigi Totaro, Presidente di Nucleare e Ragione; Monica Tommasi, Presidente degli Amici della Terra; Piercamillo Falasca, direttore de L’Europeista; Davide Giacalone, direttore de La Ragione; Chicco Testa, imprenditore.  

Alla conferenza stampa interverranno: Carlo Calenda, Giuseppe Benedetto, Aurora Pinto, Matteo Hallissey, Luca Romano, Raffaella Di Sipio e Giuseppe Zollino.

Lettera aperta alla nuova Commissione e al Parlamento Europeo

Il Comitato Nucleare e Ragione, assieme a molte altre associazioni tecnico-scientifiche e realtà della società civile, ha sottoscritto una lettera aperta rivolta al Parlamento e alla nuova Commissione Europea. L’iniziativa è promossa da Voices of Nuclear.

Pubblichiamo qui il testo completo della lettera, tradotto in italiano, e forniamo anche le versioni scaricabili in format pdf, che è possibile inviare ai parlamentari europei, in particolare ai componenti delle commissioni “Industria, Ricerca ed Energia” e Ambiente, Sanità pubblica e Sicurezza alimentare, nonchè ai membri designati della Commissione Europea.
La lista dei parlamentari italiani è disponibile qui.



Noi, cittadini d’Europa, chiediamo ai nostri rappresentanti presso il Parlamento Europeo e la Commissione Europea di sostenere con decisione lo sviluppo di un’industria nucleare indipendente e di una filiera europea del nucleare, nel pieno riconoscimento dei ruoli e delle responsabilità che sono stati loro affidati e dei processi democratici che hanno portato alla loro nomina, diretta o indiretta.

L’Unione Europea è nata dal desiderio di assicurare la pace: da un lato portando sotto il proprio controllo le materie prime dell’industria bellica e il processo di ricostruzione industriale, tramite l’istituzione nel 1951 della Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio;  dall’altro, promuovendo una fonte abbondante di energia in grado di garantire indipendenza e prosperità, sotto le necessarie condizioni di collaborazione industriale, scientifica e decisionale, dettate dal trattato che diede origine alla Comunità Europea dell’Energia Atomica (Euratom) nel 1958.

Lo spirito del trattato Euratom è oggi più che mai attuale per la stabilità e la salvaguardia dei valori e delle speranze dei cittadini europei. Questo chiama a promuovere in maniera convinta lo sviluppo e l’impiego dell’energia nucleare per rispondere alle serie minacce che oggi affliggono le democrazie e il nostro Pianeta.

Il nuovo Parlamento Europeo, la nuova Commissione Europea e il Presidente hanno la responsabilità di agire in conformità ai principi e agli obiettivi del trattato Euratom. 

Questa responsabilità deriva dal processo stesso di costruzione dell’Unione Europea ed è parte integrante del ruolo loro conferito, come custodi dei principi fondanti e dei valori che uniscono i popoli europei. Il ruolo che oggi ricoprono impone loro di sostenere lo sviluppo dell’energia nucleare sia in termini generali, come strumento che può contribuire alla prosperità dell’Europa, sia nello specifico delle tecnologie e della filiera europea, come  strumento di indipendenza energetica. 

Questa responsabilità viene loro in virtù della chiara opinione dei cittadini europei (più del 60%[1]), che hanno espresso il loro sostegno a una fonte energetica che ha dimostrato per decenni di fornire energia pulita, accessibile e indipendente, in armonia con l’ambiente e con le comunità locali.

Gentile Presidente della Commissione Europea, Vicepresidenti Esecutivi, Commissari e Membri del Parlamento Europeo, saremo attenti testimoni e attivi sostenitori delle vostre azioni in questa direzione.

[1] il 62.37% della popolazione dell’Unione è favorevole a proseguire nello sfruttamento dell’energia nucleare.


La lista di organizzazioni firmatarie, nonché i riferimenti a tutti i sondaggi d’opinione relativi al sostegno dei cittadini europei verso l’energia nucleare, sono reperibili nei pdf liberamente scaricabili in questa pagina.
Per maggiori informazioni, consultare la pagina web di Voices of Nuclear.

Volare nel blu, irraggiato di blu.

Riceviamo e ripubblichiamo volentieri questo contributo. L’originale, in lingua inglese, è disponibile a questo link.


Aggiornamento 29/7/2025: abbiamo pubblicato sul nostro canale Instagram alcuni quiz sulle tematiche trattate da questo articolo. Trovate i quesiti e le relative risposte in coda all’articolo.


di Riccardo Bevilacqua

Vi siete mai chiesti come sarebbe galleggiare in un mare di radiazioni? Il modo migliore per scoprirlo è prenotare un biglietto aereo! Quando voliamo, siamo esposti a livelli di radiazioni molto più alti rispetto a quelli solitamente consentiti da leggi e regolamenti, qui sul pianeta Terra. Questa è la cosa interessante per me: mentre la maggior parte degli stati regola per legge e con attenzione l’esposizione alle radiazioni ionizzanti, salire su un aereo, anche con bambini piccoli (non so i vostri, ma mia figlia adora volare!), che sia per una vacanza o per lavoro, non ci preoccupa affatto, anche se i ratei di dose possono aumentare significativamente ad alta quota.

Ma non fraintendermi: non sto dicendo di smettere di volare! Il punto non è che prendere l’aereo sia pericoloso a causa delle radiazioni, ma piuttosto che la nostra percezione del rischio legato alle radiazioni dipende fortemente dal contesto in cui ci troviamo. E’ piuttosto raro che qualcuno si metta a pensare all’esposizione alle radiazioni durante un volo, ma probabilmente faremmo un passo indietro se ci chiedessero di accettare gli stessi livelli di dose in altre attività con i piedi per terra. Volete saperne di più? Seguitemi, e scopriamo insieme il motivo per cui volare ci espone a queste radiazioni e quale è la scienza dietro tutto questo.

Il rateo di dose registrato da una serie di rilevatori Tracerco PED+ durante un volo commerciale da Copenaghen a Stoccolma. I dati sono stati raccolti da me e dalla mia collega Brankica.

Turisti Spaziali che si Tuffano nell’Atmosfera Terrestre: i Raggi Cosmici

I ratei di dose che vedete nel grafico qui sopra sono stati registrati con un serie di rilevatori Tracerco PED+ durante un volo da Copenaghen a Stoccolma. Le misurazioni sono state effettuate da me e dalla mia collega del gruppo di fisica di Elekta, Brankica Anđelić. Assieme ai ratei di dose, ho aggiunto anche l’altitudine in funzione del tempo, dato che è scaricabili da internet per ogni volo. Man mano che l’aereo sale, il rateo di dose aumenta, rimane abbastanza stabile a quota di crociera e poi diminuisce durante l’avvicinamento all’atterraggio.

Questo aumento del rateo di dose è dovuto alle radiazioni generate dai raggi cosmici, che composti principalmente da protoni provenienti dal sole, oppure da sorgenti galattiche ed extragalattiche. Queste particelle ad alta energia viaggiano liberamente nello spazio fino a quando non si scontrano con qualcosa lungo il loro percorso, come l’atmosfera terrestre (o magari una navicella spaziale in missione per Marte, un argomento perfetto per un altro articolo!). Quando i raggi cosmici colpiscono i gas che formano lo strato superiore dell’atmosfera, subiscono reazioni nucleari che producono uno zoo di particelle secondarie, tra cui neutroni, pioni, muoni, elettroni e raggi gamma. Il risultato? Una cascata di radiazioni in continua evoluzione, intensificata alle altitudini più elevate.

Come potete notare, il rateo di dose segue una scala logaritmica nel grafico. Perché? Perché la densità atmosferica e l’energia cinetica disponibile giocano un ruolo nell’intensità delle radiazioni. Man mano che l’altitudine aumenta, l’atmosfera si assottiglia, permettendo ai raggi cosmici di viaggiare più facilmente con maggiore energia disponibile. Ogni interazione produce particelle con energia inferiore a causa della perdita di energia in ogni reazione, creando una struttura a cascata complessa.

Immagine da: Frank G. Schröder, Radio detection of cosmic-ray air showers and high-energy neutrinos, Progress in Particle and Nuclear Physics Volume 93 March 2017,

Mettiamo le cose nella giusta prospettiva

Immagino che voi stiate leggendo questo per sapere quante “radiazioni” riceviamo quando voliamo. Premesso che il rateo di dose effettivo dipende da fattori come l’attività solare del giorno in questione e la latitudine del volo (sì, la latitudine! Non è un errore di battitura per “altitudine”, poiché il campo magnetico terrestre influenza la distribuzione dei raggi cosmici e l’esposizione è maggiore vicino ai poli e minore vicino all’Equatore).

Sulla base dei dati che abbiamo misurato, in linea con quelli presenti in letteratura, si può stimare di ricevere circa 6 microSv per ogni ora di volo dai fotoni (più circa 4 microSv all’ora dai neutroni). Questo equivale a una radiografia dentale (5 microSv) o a mangiare 60 banane (ogni banana fornisce circa 0,1 microSv dal potassio-40).

Un’interessante infografica della National Environment Agency di Singapore

Per i Curiosi:  qualcosa in più sui Raggi Cosmici

Per chi ama gli approfondimenti, i raggi cosmici offrono una finestra affascinante sui processi ad alta energia che governano l’universo.

Possiamo dividere i raggi cosmici in due categorie principali in base alla loro origine: solari e galattici. I raggi cosmici solari provengono dal Sole (lo dice la parola stessa, no?) e sono particolarmente attivi durante eventi violenti come i brillamenti solari e le espulsioni di massa coronale (CME). I raggi cosmici galattici (ed extragalattici), invece, provengono da oltre il nostro sistema solare, ed i residui delle esplosioni di supernovae sono probabilmente tra le principali sorgenti di questi proiettili spaziali (nota al lettore: lo ammetto, quando ho scritto “proiettili spaziali” ho subito penato ad “alabarde spaziali”). Queste particelle includono protoni, particelle alfa ed anche tracce di elementi più pesanti (sì, le supernove sono responsabili di molte cose nell’universo: dai raggi cosmici, ai gamma ray burst, e persino dell’esistenza dei metalli preziosi come l’oro, il platino e persino l’iridio usato nella brachiterapia, che poi è arrivato sulla Terra con l’asteroide che ha estinto i dinosauri).

Mentre i raggi cosmici solari variano con l’attività solare, i raggi cosmici galattici forniscono generalmente un fondo più stabile. Questa stabilità, tuttavia, presenta “singhiozzi” alle alte energie, dove caratteristiche come il “ginocchio” (un punto in cui la pendenza dello spettro energetico cambia) suggeriscono processi complessi nell’accelerazione delle particelle e nel loro trasporto. Questo campo di ricerca è ancora in evoluzione, con nuove scoperte che continuano a ridefinire la nostra comprensione!

Quindi, la prossima volta che sarete sospesi a 11.000 metri di quota, ricordatevi: non state solo galleggiando in una enorme lattina d’alluminio nei cieli sopra la superficie del pianeta, ma state anche viaggiando attraverso un mondo invisibile di energia cosmica. Altro che Goldrake!


QUANTE NE SAI?

Abbiamo di recente lanciato sul nostro canale Instagram una serie di quiz a tema nucleare, con cadenza settimanale.
Ecco i quesiti proposti il 28 luglio 2025 (in grassetto le risposte corrette):

1) Quante radiazioni riceviamo in un’ora di volo?

a – tante quante mangiare 10 banane
b – tante quante fare una radiografia dentale (ha risposto correttamente il 36% dei partecipanti)
c – tante quante ne riceviamo normalmente in un anno

2) La latitudine incide sulle radiazioni ricevute. Perchè?

a – l’atmosfera è più rarefatta ai poli
b – il campo magnetico influenza i raggi (ha risposto correttamente il 60% dei partecipanti)
c – i gas nell’atmosfera reagiscono diversamente a temperature più basse

3) Perchè le radiazioni cosmiche sono più deboli al suolo?

a – maggiore distanza da percorrere
b – interazione con i gas atmosferici (ha risposto correttamente il 65% dei partecipanti)
c – interferenza con onde elettromagnetiche