Il “caso Report” – reazioni differenti allo stesso metodo

report

Il 29 marzo 2009 Report (trasmissione RAI) mandò in onda una puntata sul nucleare, o per meglio dire “contro” il nucleare, intitolata “L’inganno”.

L’intento di “informare i cittadini” sull’utilizzo della tecnologia elettronucleare fu completamente tradito. Inesattezze e falsità si sprecarono.

Oggi le definiremmo delle “post-verità”.

Ne seguì una lettera molto decisa e dettagliata da parte dell’Associazione Italiana Nucleare, rivolta ai vertici della RAI, della Commissione di Vigilanza e dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni. In particolare, allo scopo di dimostrare come fatti e dati riportati erano errati, capziosi o infondati, in certi casi frutto di una certa “immaginazione”, l’AIN passò al setaccio l’intera trasmissione restituendone una cronaca puntuale e commentata.

Per chi volesse rendersi personalmente conto di come sia stato superficialmente trattato dal servizio pubblico (pagato dai contribuenti italiani) un argomento tecnico-scientifico di alto livello e politicamente delicato, riportiamo qui sotto il link al documento:

http://www.associazioneitaliananucleare.it/file/Osservazioni%20Report%2029-03-2009.pdf

Quello che ci preme maggiormente evidenziare è però un altro fatto. Allora la levata di scudi da parte dei media e del mondo scientifico e accademico non fu così imponente come quella a cui stiamo assistendo in questi giorni, relativamente alla puntata di Report sui vaccini. Difatti la lettera dell’Associazione Italiana Nucleare passò quasi inosservata.

Ma erano altri tempi, altre sensibilità (politiche). Soprattutto era un altro tema, un tema scomodo sul quale forse faceva comodo che si gettasse qualche ombra e molto fango. In quegli anni, lo ricordiamo, si parlava con sempre maggior forza di un ritorno dell’Italia all’impiego dell’energia nucleare per la produzione di elettricità, e l’opinione pubblica era tendenzialmente favorevole.

Le cose poi andarono come tutti sappiamo.

Spiace notare come ancora oggi il servizio pubblico dia spazio a inchieste giornalistiche che non sono solo basate su tesi precostituite, ma addirittura fondate su una sofisticata manipolazione delle informazioni.

Sia chiaro, siamo allergici alle censure; tuttavia ci uniamo alle voci di sdegno e di critica verso trasmissioni confezionate in siffatto modo, e che vengono finanziate con denaro pubblico.

Il nostro augurio è dunque quello che i cittadini, grazie anche alla sapiente attività di tante associazioni che si battono ogni giorno per la diffusione della cultura scientifica e dello spirito critico, riescano a costruirsi i giusti “anticorpi” per difendersi da chi spaccia disinformazione ed alimenta paure infondate.

Fonti:
Report – RAI – 17/04/2017
Reazioni avverse
http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-3130cc7a-9973-49e5-99ce-71eb96d3113e.html

Buone notizie da Fukushima

[Report della Tokyo Electric Power Company – Fukushima, 12 settembre 2014]

daiichi

I risultati concernenti il monitoraggio dell’acqua di mare, fuori dal porto di Fukushima Daiichi, mostrano che le molteplici misure messe in atto per affrontare le problematiche legate alla gestione dell’acqua alla centrale nucleare stanno permettendo di mantenere i livelli della radioattività in mare ben al di sotto dei limiti normativi.

Questo significa che gli sforzi di TEPCO e del Governo giapponese volti a ridurre la quantità di acqua contaminata che dall’impianto fluisce in mare sono finalmente premiati.

Il monitoraggio fuori dal porto di Fukushima Daiichi non viene condotto solo dalla TEPCO, ma anche da parte di terzi, come ad esempio l’Autorità per la Regolamentazione Nucleare giapponese (Japanese Nuclear Regulation Authority – JNRA) e la Prefettura di Fukushima.

I risultati del monitoraggio indicano che i livelli di radioattività nell’acqua di mare fuori dal porto sono ben al di sotto dei limiti fissati dal Governo del Giappone, ed anche al di sotto dei limiti più severi imposti per l’acqua potabile dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. (Lo standard OMS non consente più di 10 becquerel per litro, sia per il cesio-134 che per il cesio-137 o lo stronzio-90.)

I valori delle misure reali, prese da più postazioni, sono riportati sul sito della JNRA [http://radioactivity.nsr.go.jp/en/list/205/list-1.html], quello della TEPCO [http://www.tepco.co.jp/en/nu/fukushima-np/f1/smp/index-e.html], e quello della Prefettura di Fukushima [http://www.pref.fukushima.lg.jp/sec/16025c/genan208.html] (quest’ultimo solo in giapponese).

I dati forniti dimostrano che anche all’interno della zona portuale le concentrazioni di radioattività sono in costante diminuzione. I valori concernenti il Cesio sono notevolmente inferiori ai limiti JNRA in tutti i punti, ed anche quelli dello Stronzio sono entro i limiti normativi in più punti, all’interno del porto, tranne vicino ai reattori, dove le misurazioni recenti mostrano livelli di 70─100 Bq/l (il limite JNRA per lo stronzio-90 è pari a 30 Bq/l).

Sin dal momento dell’incidente, la TEPCO ha messo in atto una serie di strategie per ridurre il flusso di acqua contaminata in mare. Strategie che comprendono anche diversi progetti ancora in costruzione. Come risultato, il deflusso stimato di più sostanze è stato tagliato drasticamente. Ad esempio, rispetto al periodo precedente agosto 2013, si sono registrate le seguenti riduzioni:

  • stronzio-90 a circa un terzo;
  • cesio-137 ad un decimo.

Sono attesi ulteriori miglioramenti, grazie alle diverse strategie di gestione dell’acqua in fase di implementazione. In particolare, una volta completato il famoso “muro di ghiaccio” [1] e quello tra l’impianto e il mare, progettati per bloccare il flusso delle acque sotterranee (che si contaminano nei sotterranei della centrale), ed una volta messo in funzione il subdrain system, che correrà intorno alle strutture dei reattori catturando 500─700 tonnellate al giorno di acque freatiche. In questo modo si prevede di ridurre ulteriormente i deflussi di cesio-137 e stronzio-90 fino a un quarantesimo del valore attuale stimato [2].

Concludiamo invitando i più curiosi a consultare il documento elaborato dalla TEPCO per spiegare tutte le loro strategie per la gestione delle acque, tra cui i summenzionati subdrain system e seaside impermeable wall. Lo trovate qui:

http://www.tepco.co.jp/en/nu/fukushima-np/handouts/2014/images/handouts_140811_03-e.pdf

 

Note

[1]            Non mancano le critiche sull’effettiva utilità di quest’opera “faraonica”. Si legga a questo proposito il seguente interessante articolo:

http://thebreakthrough.org/index.php/programs/energy-and-climate/let-it-go

Qui, invece, vengono riportati alcuni problemi che sono emersi il mese scorso ed ulteriori approfondimenti: http://www.neimagazine.com/news/newsfukushima-ice-wall-unaffected-by-trench-water-freezing-problems-tepco-says-4337477

[2]            Si veda pagina 7 qui:

http://www.tepco.co.jp/en/nu/fukushima-np/handouts/2014/images/handouts_140811_03-e.pdf

Quelli che giocano con la paura – Report su Fukushima

Il complesso nucleare di Fukushima Daiichi, Giappone, gravemente danneggiato dallo tsunami di due anni e mezzo fa, è di nuovo balzato agli onori della cronaca con le storie di una perdita apparentemente massiccia e incontrollabile di acqua pericolosamente contaminata riversatasi nell’Oceano Pacifico.
Nel marasma mediatico le notizie tecniche più o meno certe sono state soffocate da spazzatura di vario tipo. Il risultato è che sulla crisi in corso i veri dettagli rimangono sconosciuti ai più, vuoi perché molto vi si ricama sopra vuoi perché la TEPCO, il gestore degli impianti, laddove abbia la situazione sotto controllo, sembra incapace di trasmettere adeguatamente i risultati del proprio operato.

Per proseguire con la lettura dell’articolo e i relativi commenti, visitate il sito Appunti Digitali.

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