Incubo radiazioni? A Chernobyl come in aeroporto, il picco da solo non basta

Questo post è stato scritto il 20 febbraio 2022, quattro giorni prima che la Russia invadesse l’Ucraina. A seguito dei combattimenti intorno alla centrale di Chernobyl, è stato rilevato un aumento del livello di radiazioni probabilmente causato dal passaggio di mezzi che ha sollevato polvere dal terreno. I valori sono rientrati nella norma nel giro di poche ore [9] e vale quindi quanto scritto sotto a proposito degli incendi del 2020.

Il post si conclude con “teniamolo a mente per la prossima volta”.
E la “prossima volta” ci ha messo poco ad arrivare.

di Massimo Burbi

Di quella volta che ho misurato livelli di radiazioni 5000 volte superiori alla “norma” (e non ho corso rischi).

Pochi sanno che, quasi ovunque si vada, incluse Chernobyl e Fukushima, la parte del viaggio in cui si prenderà la dose di radiazioni ionizzanti più elevata sarà il tempo trascorso in aereo a 10-12 km di altitudine, tutta colpa dei raggi cosmici (100% naturali) [1], ma ancora meno persone sanno che viaggiando può capitare di incontrare anche di “peggio”. Dove? Ci arriviamo tra un attimo.

Nel mio ultimo volo aereo intercontinentale da Tokyo a Monaco di Baviera, che ormai risale tristemente ad oltre due anni fa, il mio dosimetro ha accumulato una dose di 44 microsievert (μSv) in 11 ore di volo. Quel dosimetro non è fatto per i raggi cosmici che si trovano alla quota di crociera di un volo di linea, e considerando che il volo è avvenuto a fine 2019, vicino al minimo solare [2], una stima più realistica della dose accumulata da me e dagli altri passeggeri oscilla tra 60 e 70 μSv [3], ovvero una media di circa 6 μSv all’ora (μSv/h).

Figura 1 – Andamento della dose media oraria rilevata durante il volo Tokyo – Monaco. Totale 44.49 μSv. Dosimetro Tracerco PED+

Mettiamo le cose in prospettiva: la dose media da fonti naturali presa in un anno da un abitante dell’Italia è di 3300 μSv [4], quei circa 65 μSv in 11 ore di volo sono quindi più o meno la dose che avrei preso a terra in una settimana. Vuol dire che i livelli medi di radiazioni assorbite in quel volo sono stati circa 15 volte quelli a cui sarei stato esposto (in media) a terra per via della somma di raggi gamma terrestri, raggi cosmici, ingestione di cibo e soprattutto inalazione di Radon.

Figura 2 – Contributi naturali alla dose efficace media individuale in un anno per la popolazione italiana (valori in mSv)

Un rateo di dose 15 volte più alto che a terra fa la sua figura, ma è niente rispetto a quello che stavo per misurare da lì a poco. Scendendo dall’aereo il dosimetro è sempre rimasto acceso, e quando, pochi minuti dopo, l’ho ripreso in mano, mi sono ritrovato sul display un rateo di dose di picco di 1860 μSv/h, oltre 300 volte i valori medi registrati in volo, e circa 5000 volte quelli medi a terra. Esposti a radiazioni così intense si prende la dose di un anno in meno di due ore.

Figura 3 – Misura effettuata (per caso) durante i controlli di sicurezza in aeroporto: rateo di dose di picco di 1.86 mSv/h, cioè 1860 μSv/h. Dosimetro Tracerco PED+

Dopo un’iniziale uscita degli occhi fuori dalle orbite ho fatto mente locale e ho capito che si trattava di un valore registrato durante i controlli di sicurezza dei bagagli in aeroporto, dove vengono impiegati i raggi X, usati fino a pochi anni fa negli USA e nella EU anche per il controllo di milioni di passeggeri al giorno [5] che passavano attraverso quei varchi con la sola preoccupazione di vedersi requisire bibite varie in bottiglie da più di 100 ml. Tutti incoscienti condannati a morire per le radiazioni?

No, perché il valore di picco da solo vuol dire poco, conta la dose accumulata, che dipende anche dal tempo di esposizione. E’ la stessa differenza che c’è tra velocità massima e distanza percorsa: puoi partire per un viaggio a 1000 km/h, ma se hai carburante per soli 10 secondi percorrerai meno di 3 km, e qualcuno che si è incamminato a piedi avrà fatto più strada di te nel giro di mezz’ora.

Nel caso dei controlli in aeroporto il dosimetro ha misurato quell’elevatissimo livello di radiazioni per appena 1.38 secondi, accumulando una dose di 0.714 μSv, la stessa che una persona prende a terra in meno di due ore e in volo in poco più di 7 minuti. Messa così non fa più tanta paura.

Figura 4 – Dose accumulata dal dosimetro durante i controlli di sicurezza: 0.714 μSv. Dosimetro Tracerco PED+

Tutto questo per dire che titoli sull’incubo radiazioni [6][7], come ad esempio quelli per i valori “16 volte sopra la norma” che abbiamo letto dopo gli incendi dei boschi di Chernobyl, hanno pochissimo senso se non si specifica la durata di questi livelli di radiazioni, che in quei boschi tornarono alla normalità nel giro di poche ore [8], con il risultato che chiunque si trovò a stazionare da quelle partì accumulò dosi trascurabili, cosa che naturalmente non impedì alla nostra stampa di parlarne per giorni, malgrado l’unica foto mostrata da quasi tutti i giornali come prova del “pericolo”, fosse stata scattata quando i livelli misurati erano già scesi a valori che si rilevano 24 ore al giorno alla Stazione Termini di Roma, dove più che delle radiazioni, c’è da aver paura dei ritardi.

Teniamolo a mente per la prossima volta: per parlare di “incubo radiazioni”, il picco da solo non basta.

Figura 5 – due dei tanti titoli apparsi dopo gli incendi nei boschi di Chernobyl con l’immagine di un geiger che misura un rateo di dose di 0.34 μSv/h, simile a quello che si rileva alla Stazione Termini di Roma e in molte altre parti della città.

Note:

[1] https://www.unscear.org/docs/publications/2000/UNSCEAR_2000_Report_Vol.I.pdf (Pagine 84-88)

[2] https://www.nasa.gov/press-release/solar-cycle-25-is-here-nasa-noaa-scientists-explain-what-that-means

[3] https://www.unscear.org/docs/publications/2000/UNSCEAR_2000_Report_Vol.I.pdf (Pagina 538)

[4] http://www.fisicaweb.org/doc/radioattivita/geiger%20muller/taratura.pdf?fbclid=IwAR39a3eRqFA4EbZyiEjRzfUNJqb37QTY7BsXGbU-nqTE4mOddlq60C9f5yo

[5] https://web.archive.org/web/20100821110646/http://www.riseproject.eu/_fileupload/ETHICS%20OF%20BODY%20SCANNER%20POLICY%20REPORT%20NEW.pdf (a pagina 31, punto 48, il motivo per cui si è passati alla tecnologia delle onde millimetriche, malgrado la dose associata si sistemi a raggi X fosse trascurabile)

https://www.cdc.gov/nceh/radiation/airport_scan.htm

[6] https://www.agi.it/estero/news/2020-04-06/ucraina-rogo-chernobyl-radiazioni-8242213/

[7] https://www.corriere.it/cronache/20_aprile_06/chernobyl-bruciano-boschi-radiazioni-16-volte-sopra-norma-f4e551b8-7802-11ea-98b9-85d4a42f03ea.shtml

[8] https://www.facebook.com/egor.firsov/posts/3396617483687911 (post della stessa persona che diede l’allarme)

[9] https://cen.acs.org/safety/Russia-took-control-Chernobyl-nuclear-site-in-Ukraine-What-does-that-mean/100/web/2022/02

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