Fixing Chernobyl

[passi in avanti sulla lunga strada di una risoluzione complicata]

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In coincidenza del 29° anniversario dell’incidente di Chernobyl (26/04/1986), la struttura del “nuovo confinamento sicuro” (New Safe Confinement – NSC, detto anche Арка) è entrata nella fase finale della costruzione e si appresta ad aggiungersi (e non a sostituirsi, almeno inizialmente) al famoso “sarcofago” eretto in fretta a suo tempo per coprire e sigillare l’Unità 4 della centrale, quella devastata dalle esplosioni [1] che distrussero l’edificio reattore disseminando largamente buona parte del contenuto radioattivo del nocciolo e dei suoi “canali di grande potenza” [2].
Secondo la Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (BERS) – i.e. European bank for reconstruction and Development (EbrD), che gestisce il finanziamento internazionale per la costruzione del NSC e di altri lavori per mantenere in sicurezza il sito, la struttura dovrebbe essere completata in due anni.
In un comunicato stampa del 16 marzo 2015 la BERS ha anche osservato che vi è un deficit di 100 milioni di euro nel finanziamento necessario per completare i lavori in programma. Tuttavia, vale la pena ricordare che i finanziamenti provengono da molte fonti a livello internazionale, e che l’interesse generale per la definitiva risoluzione del problema è elevato.

Chernobyl

Lo scopo del NSC (altezza 110 m, lunghezza 165 m, ampiezza dell’arco 257 m) è quello di proteggere l’ambiente dalle emissioni di radiazioni durante la prossima fase di decommissioning e di fornire un’adeguata infrastruttura a supporto della decostruzione dell’attuale contenimento e delle operazioni di gestione dei rifiuti nucleari.
La nuova struttura sarà eretta per durare almeno 100 anni, fornendo una finestra temporale in grado di consentire lo sviluppo e l’attuazione di tutte le strategie di mitigazione necessarie per affrontare l’eredità a lungo termine dell’incidente. Questo gigantesco contenitore è stato eretto nel corso degli ultimi 4 anni in una zona sicura vicino al reattore danneggiato. Ed è stato costruito in due pezzi, che verranno uniti insieme entro il 2017. Una volta completata, la struttura verrà fatta “scivolare” al suo posto su appositi binari.

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Sono attualmente in corso presso il sito anche altre attività, ivi compreso l’inserimento di un sofisticato sistema di ventilazione per mantenere priva di corrosione la struttura, la costruzione di un edificio per ospitare il futuro centro di controllo dell’impianto, il montaggio di gru completamente automatizzate, di strumenti, dispositivi, macchinari vari e sistemi ausiliari per le attività di decostruzione.
Per i finanziatori della BERS, il progetto NSC costituisce la fase centrale e critica di un più ampio piano (Shelter implementation Plan – SiP), che prevede una tabella di marcia molto impegnativa per la trasformazione radicale del sito di Chernobyl. Il costo totale del SiP è ora stimato a € 2,15 mld, di cui € 1,5 mld per la struttura NSC.
Per qualche dettaglio in più lasciamo la parola a bionerd23 [3]:

Note:

[1]Esplosioni di vapore, perlopiù – vale la pena ricordarlo. Si formarono anche sacche di idrogeno e monossido di carbonio, ma non entreremo qui in questi dettagli. Ritorneremo in modo più approfondito sull’argomento prossimamente.

[2]RBMK (PБMК) è l’acronimo di Реактор Большой Мощности Канальный, “Reattore di Grande Potenza a Canali”.

[3]Who’s that girl? Ce lo spiega un post di bravenewclimate.com

 

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