The Nuclear Pride Fest in Brussels will be a groundbreaking event for Belgium

[Original post, by Paul Bossens, published here.]

nuclear_pride_festOur Belgian team, Henri Marenne, Jacques Marlot and me, Paul Bossens, are convinced the Nuclear Pride Fest in Brussels on April 28th is very important and will be a success.

Why?

  • Nuclear is a  hot issue in Belgium today as the government decided to phase out nuclear power in 2025. This is the law.
  • However, as up to 70% of our electricity is coming from nuclear, phasing out in just five years is technically almost unfeasible. Belgium does not have any specific alternative power production in construction or at least planned. You can imagine that this creates a lot of tensions and discussions. This makes Belgium one of the most critical countries now, concerning the future of nuclear energy.
  • Only one political party, NVA, dares to say that we need to keep at least a few nuclear reactors running to avoid blackouts. However, they have no support from the other parties.

Energy is a hot topic in Belgium

A few weeks ago, Michael Shellenberger of Environmental Progress was speaking pro-nuclear in an ecology event of this party, NVA. The days after, the media went crazy about his story.

Therefore, we are convinced that our Nuclear Pride Fest will make a major contribution to the debate on nuclear energy in Belgium.

The venue of our event, Carrefour de l’Europe in Brussels, also has a symbolic value:  It is the place of the students on school strike, asking the government for more action to safe the climate. We’ll present them a solution in the very same place.

Most political parties in Belgium are against nuclear power. However, those people seem to be at least willing to listen to pro nuclear arguments.

On May 26th, there will be general elections. Most political parties avoid any discussion on nuclear now to not disturb their elections campaigns. We expect that they want to start the real discussion on security of power supply after the elections. So the timing of the Nuclear Pride Fest is perfect.

Come and celebrate the Nuclear Pride Fest together with us!

So, were are we in the preparations for the Nuclear Pride Fest?

  • We have got the permission of the authorities.
  • Tents will be hired.
  • We will not be allowed to use music instruments or amplifiers, but we can sing  loud.
  • People from Belgium are already enthusiastic to come. By the way, the place is easy to reach by train. Carrefour de l’Europe is in front of the Brussels Central Station (not to be confused with the long-distance station Bruxelles-Midi, though). The famous Brussels Grand Place is 500 m away.
  • Some politicians indicated they would come to visit our event.

So, please come to Brussels and show Belgium and Europe that we want more nuclear energy, because it is the best thing for the environment and for humanity!

What we need now, is your participation, expressing your nuclear pride: singing our songs, showing posters and signs, explaining what we are doing, just like we did in Munich last year. Oh, and of course we need our polar bear mascot Melty!

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Nuclear Pride dates 2019

Nuclear Pride Fest 06

PRESS RELEASE

Nuclear power enthusiasts in Europe should book two important dates this year:

  • Sunday, April 28th, 2019 in Brussels, Belgium
  • Sunday, October 20th, 2019 in Paris, France

These events will build on the success of the Nuclear Pride Fest in Munich in October 2018. In Paris, in particular, we will again have a Nuclear Pride Fest, which will offer a colorful program of different actions around nuclear energy.

Our aim, as ever, is to convey the importance of this clean, stable, cost-effective and practically CO2-free form of power generation. We are proud to support and promote it – for the benefit of people and the environment.

Detailed planning of both events will take place in the coming weeks and months.

 

For more information about the Nuclear Pride Coalition: here.
The report of the 2018 edition of the Nuclear Pride Fest (in Italian): here

 

Il nucleare in Europa potrebbe ripartire da Monaco

[Il Nuclear Pride Fest bavarese rilancia le speranze europee (e italiane) della sola fonte che può veramente scalzare le fonti fossili dal panorama energetico mondiale]

Nuclear Pride Fest 06

Ottobre – è noto – è mese di festival nel capoluogo bavarese. Quest’anno però all’attrattiva monacense dell’Oktoberfest con birra e salsicce si è affiancato un nuovo protagonista, certamente non commestibile, e per molti in Europa indigesto già a sentirlo nominare: l’uranio. Oltre duecento attivisti di associazioni di cittadini a favore del nucleare, capeggiati dai fondatori della Nuclear Pride Coalition, sono convenuti da tutto il mondo nella piazza principale di Monaco, lo scorso 21 ottobre, per chiedere a gran voce – a suon di canti e di nozioni scientifiche coinvolgenti per il pubblico – di riconoscere il ruolo cruciale del nucleare nella lotta al cambiamento climatico e, più in generale, nella transizione energetica a fonti non fossili e pulite [1].

L’evento segue di circa una settimana la diffusione della bozza del nuovo rapporto dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) che richiama la comunità politica mondiale sull’urgenza di azioni di contrasto del cambiamento climatico di origine antropica, riconoscendo – ob torto collo ma in modo netto – che tali azioni non possano prescindere dall’impiego dell’energia nucleare, malgrado i costi iniziali e la diffusa (benché ingiustificata, ndr) ostilità pubblica alla fissione costituiscano una barriera alla sua espansione.

L’importanza del nucleare come fonte a bassa emissività di carbonio è da tempo nota agli esperti del settore, ma ciò non ha impedito a molti Paesi industrializzati, Germania in testa, di metterne in discussione il ruolo al punto di programmare la chiusura anticipata di centrali nucleare già operative, con devastanti effetti sul raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni.

Ecco perché la Nuclear Pride Coalition ha scelto Monaco per lanciare un segnale chiaro alla Germania e a chi volesse seguirne l’esempio: l’ostracismo e la discriminazione della fonte nucleare sono lussi che non possiamo più permetterci. L’obiettivo politico immediato – seppur a opinione stessa degli organizzatori difficilmente raggiungibile – è ribaltare la politica energetica tedesca e scongiurare la chiusura delle centrali ancora in funzione (che dovrebbe avvenire entro il 2022). O quantomeno ottenere la non interferenza della Germania nel mix energetico e nei progetti nucleari di altri Paesi europei, crescentemente bersagliati da Berlino nel tentativo di distribuire gli effetti negativi della Energiewende [2] – in primis lo sbilanciamento della rete con l’occasionale surplus da fonti rinnovabili – sui propri vicini.

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Fig. 1 Incontro fra Nucleare e Ragione ed il presidente di Environmental Progress, Michael Shellenberger

 

Il Comitato Nucleare e Ragione, che da tempo tesse rapporti sempre più stretti con organizzazioni estere con la stessa visione e missione, ha aderito all’iniziativa di Monaco con una propria delegazione. Si è trattato di un’occasione importantissima di confronto di idee e di obiettivi con personalità e associazioni che vantano una lunga esperienza in tema di difesa ambientale e di salvaguardia dell’energia nucleare (le due cose – avete capito bene – vanno insieme, sebbene alcuni storcano il naso), come Gijs Zwartsenberg, portavoce della Thorium MSR Foundation (Olanda) e Rauli Partanen, analista energetico indipendente e pluripremiato scrittore di temi scientifici finlandese.

E su tutti il carismatico Michael Shellenberger – californiano – presidente di Environmental Progress e nominato dalla rivista Time “Eroe dell’ambiente”.

L’inusuale iniziativa – mai a memoria nostra si è avuta una manifestazione di popolo a favore dell’energia nucleare – ha avuto ampio e in gran parte positivo risalto sui media internazionali, scalfendo l’apparentemente monolitica posizione anti-nucleare della Germania e ottenendo l’immediato risultato del via libera al referendum sul rilancio del nucleare a Taiwan (uno dei leader della protesta nel Paese asiatico, da giorni in sciopero della fame, era difatti presente a Monaco).

Ma il Nuclear Pride Fest di Monaco rappresenta soltanto il primo dardo scagliato contro i nemici del nucleare. Dietro le quinte infatti fervono i lavori per azioni coordinate ed incisive a livello di politica energetica europea, mentre già si pensa al prossimo Fest nel 2019, per il quale il Comitato Nucleare e Ragione ha avanzato la candidatura di Trieste, che nel 2020 sarà anche Capitale Europea della Scienza. Trieste per ora è in lizza con Parigi, capitale della Francia a trazione nucleare, ma il fascino della più grande piazza europea aperta sul mare, il glorioso passato di città imperiale e la vitalità scientifica della Trieste di oggi potrebbero avere la meglio.

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Fig. 2 Piazza Unità d’Italia a Trieste

Note:

[1] Carbone e lignite rappresentano le fonti energetiche a più elevato tasso di mortalità: 0.24 morti/TWh a causa di incidenti e 57.1 morti/TWh per conseguenza dell’inquinamento prodotto. Considerando che la produzione totale dalle suddette fonti ammontava nel 2016 a circa 44000 TWh, se ne ottiene una stima di circa 2.5 milioni di morti all’anno (fonti: Markandya, A., & Wilkinson, P. (2007). Electricity generation and health. The Lancet370(9591), 979-990; Vaclav Smil (2017). Energy Transitions: Global and National Perspectives. & BP Statistical Review of World Energy)

[2] I nostri articoli sulla Energiewende:

07/11/2016 La lignite del vicino è sempre più verde

20/12/2016 La vittoria di Pirro delle rinnovabili tedesche

23/02/2017 Energiewende dove vai?

11/01/2018 Sacrificati sull’altare del carbone