Quando l’ambientalismo incontra la razionalità

I Verdi Finlandesi rispondono a tutto quello
che avreste voluto sapere sull’energia nucleare*
(*ma non avete mai osato chiedere)

Certo, i Verdi sono contrari al nucleare… o forse no? Non dappertutto.

Siamo portati a pensare che tutti i movimenti o i partiti ambientalisti siano contrari all’energia nucleare perché “è così che è sempre stato”. Soprattutto in Italia, siamo stati testimoni negli ultimi decenni di innumerevoli manifestazioni e dibattiti orientati in maniera fortemente negativa nei confronti di questa tecnologia. 

Tutti conosciamo il simbolo con il sole arancione “Energia Nucleare? No grazie”. Tutti conosciamo le posizioni, riprese spesso dagli organi di stampa, delle principali associazioni ambientaliste del nostro Paese.

Tuttavia, il mondo ambientalista non è così unanime e monolitico come si potrebbe pensare: in diversi Paesi, in particolare quelli in cui la cultura scientifica è più matura, il dibattito si è evoluto nel tempo, abbandonando gradualmente tutti gli stereotipi e gli arroccamenti ideologici degli anni ‘70, nati in una fase storica in cui la lotta al disarmo nucleare alimentava anche un’opposizione feroce allo sviluppo nucleare civile.
I tempi però sono cambiati e non sono pochi gli ambientalisti ad aver riconosciuto l’errore del passato ed ad aver iniziato a considerare con maggiore oggettività ed equilibrio il contributo dell’energia nucleare per risolvere le problematiche ambientali legate all’approvvigionamento energetico.  

Ne abbiamo un esempio in Finlandia, dove pochi giorni fa l’associazione The Finnish Greens for Science and Technology ha pubblicato una interessante sequenza di risposte a domande tipiche sull’energia nucleare.
La chiave del discorso è questa: il pragmatismo è quanto mai necessario in questo periodo per l’ambiente. Con questa pagina di Q&A si sottolinea l’importanza di discutere e studiare i dati delle varie fonti energetiche, pensare al ciclo di vita completo dei vari modi di estrarre energia ma soprattutto di riconoscere l’impossibilità tecnica di avere oggi o nel breve periodo un mondo alimentato al 100% con le sole energie rinnovabili. La sfida della rivoluzione energetica “verde” e sostenibile richiede il contributo di tutte le tecnologie disponibili.

Ecco quindi la lista di domande a cui i Verdi finlandesi hanno dato una risposta:

  1. Possiamo raggiungere gli obiettivi climatici senza l’energia nucleare?
  2. L’energia nucleare è sostenibile?
  3. L’energia nucleare è sicura?
  4. Quanto sono pericolosi i rifiuti nucleari?
  5. Le centrali nucleari (e la filiera) è troppo lenta da costruire?
  6. L’energia nucleare è troppo costosa?
  7. Come influisce l’energia nucleare sulle ambizioni climatiche dell’Unione Europea?
  8. La tassonomia UE della finanza sostenibile dovrebbe comprendere il nucleare? 

Non è più il tempo di scontri ideologici, c’è solo una chiara necessità di prendere decisioni pratiche e razionali. È naturale che una tecnologia relativamente nuova e “complicata”, un fenomeno naturale che non si può riconoscere con i nostri sensi, la paura per se stessi e le prossime generazioni possano indurre istintivamente alla difensiva. Ma è altresì vero che i risultati e le opportunità dell’energia nucleare, dati alla mano, sono oggettivamente significativi: si tratta di una fonte pulita, affidabile, abbondante, priva di emissioni di inquinanti o CO2, che utilizza pochissimo suolo, poche risorse naturali, e che – ricordiamo, i numeri parlano chiaro – si è dimostrata molto più sicura delle altre fonti energetiche avendo causato, a parità di energia prodotta, un numero di morti molto limitato.
Ci sono certamente aspetti delicati, come quello relativo al trattamento dei rifiuti nucleari, ma è importante affrontarli con il giusto equilibrio, mettendo sul piatto costi e benefici e avendo sempre in mente che nessuna fonte da sola è perfetta – nemmeno le rinnovabili! – ma un giusto mix può esserlo.

Noi crediamo che qualcosa si stia muovendo nelle nuove generazioni di ambientalisti e che nei vari partiti nazionali o pan-europei stia soffiando un vento nuovo.

Nella pagina linkata si parla anche della EU sustainable finance taxonomy, di cui avevamo già parlato, e che in breve rappresenta l’insieme di tecnologie o fonti energetiche che viene considerata dall’Unione Europea “sostenibile” e meritevole di agevolazioni e sostegni economici. Questa ovviamente ha un grande impatto sugli investimenti, che seguono i tassi di interesse più bassi: le tecnologie incluse nella tassonomia come “verdi” o “sostenibili” avranno una spinta decisiva per la transizione energetica dell’Unione.

La risposta è tutta lì: nei dati. Basta osservarli con occhi scevri da paure e preconcetti. Buona lettura!

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