Il Comitato Nucleare e Ragione in visita al cantiere di Hinkley Point C

di Salvatore Calì e Renzo Colombo

Il 24 agosto 2022 è stata una giornata entusiasmante per gli “inviati” del Comitato Nucleare e Ragione al cantiere di Hinkley Point C.
Nonostante il meteo non sia stato ottimale (gli unici due giorni di pioggia del mese di agosto), abbiamo potuto godere appieno dell’accoglienza organizzata da EDF per i turisti in visita al sito.

Hinkley Point C comprenderà due nuovi reattori, il cui completamento è previsto per il 2027. Questi saranno chiamati a sostituire una parte della flotta di reattori che arriveranno a fine vita entro quella data. Entro poco dovrebbe inoltre iniziare la costruzione della nuova centrale di Sizewell C, che con Hinkley Point contribuirà a coprire circa il 7% del fabbisogno di energia elettrica nel Regno Unito. Ulteriore potenza verrebbe installata tramite SMR. 

Il “team” del Comitato Nucleare e Ragione al Visitor Center

Il visitor center

La visita inizia con l’incontro al parcheggio scambiatore di Cannington, dove i visitatori vengono accolti dalle guide e si completano le registrazioni al tour. Dato che eravamo un po’ in anticipo, le guide ci hanno anticipato molte informazioni sul cantiere, mostrandoci i luoghi e gli edifici in costruzione sul grande rendering 3D che mostra il progetto finale presente sulla parete della sala.

Tramite bus siamo quindi stati portati al visitor center nel centro del paese di Bridgwater.
Il visitor center è ben strutturato, anche i non addetti ai lavori possono comprendere il funzionamento della centrale grazie alle varie informazioni presenti. La descrizione e le immagini del sito di Hinkley Point C sono completati dalla storia di HP-A (Magnox) e di HP-B (AGR), spento il 1 agosto 2022.

Le due guide che ci hanno accompagnato durante il tour, saputo che eravamo del Comitato, si sono interessate anche alla situazione del nucleare in Italia e ci hanno spiegato che, anche grazie alla politica inclusiva ed alla minimizzazione degli impatti del cantiere sulla vita della comunità (prevalentemente traffico stradale) e della natura circostante (ripristino e miglioramento delle piantumazione e dei percorsi pedonali lungo la costa), l’accettazione da parte della comunità locale è sempre stata elevata.

Complimenti a EDF che ha voluto creare questo approccio aperto con la popolazione anche per rendere trasparenti le attività che vengono fatte nel cantiere.
A tal proposito è interessante notare che delle 29 persone presenti nel tour a cui abbiamo partecipato il 24 agosto, solo 4 o 5 avevano probabilmente qualche interesse tecnico, mentre la maggior parte di loro, tra cui anche diversi bambini, era in visita turistica, un po’ come andare a vedere il lancio di un razzo o il varo di una nave.

Il Cantiere

Terminato il tour del visitor center, siamo partiti, sempre tramite bus, alla volta del cantiere.

Il cantiere al momento occupa circa il doppio dell’effettivo spazio che verrà occupato dalla centrale. Questo perché tutti gli spazi temporanei sono utilizzati per edifici di supporto e stoccaggio dei materiali necessari al cantiere stesso. L’intera area è divisa in due parti da una striscia di verde (chiamata appunto green line) vincolata come area di protezione naturalistica. La green line può solo essere attraversata in due punti dai mezzi di cantiere. 

Quello che ci ha sorpreso è stato inoltre la cura per l’ambiente circostante e le misure che sono state adottate per mitigare il più possibile l’impatto del cantiere. Team di esperti biologi e naturalisti sono stati impiegati per rilocare le specie esistenti, soprattutto animali, che vivevano all’interno del perimetro del futuro cantiere. Queste specie sono state pertanto semplicemente spostate all’esterno del perimetro, cercando di mantenere quanto più inalterato il loro habitat e ricreandolo qualora questo fosse stato distrutto. 
Il perimetro del cantiere nel quale è stato riportato il terreno degli scavi è stato coltivato con centinaia di piante del luogo, allo scopo di creare una barriera verde che protegga dai rumori e dallo smog durante le operazioni di costruzione.

Il tour in bus del cantiere con le spiegazioni delle due guide è stato al di sopra delle aspettative anche se, per ovvie ragioni, non ci è stato permesso di scendere dal bus e di effettuare fotografie. D’altra parte molta documentazione fotografica è disponibile sul sito istituzionale di HPC e dei vari contractors che lavorano alla costruzione del sito.
Splendide le immagini del “dome” a copertura dell’unità 1, quasi pronto per essere posizionato (attività prevista per l’inizio 2023).

I sistemi e le procedure di controllo della qualità della costruzione è ineccepibile. 
Interessante l’area dei “mock-up” all’ingresso del cantiere, dove vengono effettuati test in scala reale dei getti e di porzioni delle costruzioni per ottenere l’approvazione da parte della autorità di controllo prima dell’attività reale. Ad esempio, le armature per le opere di calcestruzzo armato, vengono assemblate all’interno di capannoni dedicati da tecnici specializzati. Questo permette di lavorare in condizioni ottimali (effettivamente al riparo dalle intemperie ed in spazi agevoli alle operazioni) e di effettuare tutti i controlli del caso o le riparazioni se necessarie. 

Le opere di calcestruzzo armato sono effettuate eseguendo un getto continuo, ovvero senza creare giunti di ripresa. Questa tecnica permette di minimizzare al massimo la fessurazione del calcestruzzo e di evitare punti fragili nella struttura. 

Il cantiere dispone di un molo per l’attracco di imbarcazioni per il trasporto di materiali ed attrezzature che altrimenti non potrebbero essere consegnate su strada, o che creerebbero congestioni al traffico sulle piccole strade vicinali che portano al cantiere. 

Purtroppo, a causa della fitta nebbia non siamo riusciti a vedere bene le due enormi gru su chiatta installate al largo della costa, che vengono utilizzate per posizionare gli immensi tubi sottomarini di pompaggio dell’acqua marina, utilizzata per il raffreddamento del circuito secondario della centrale. Per la realizzazione di tali condotte, è stato necessario l’uso di una macchina escavatrice rotativa comunemente utilizzata per lo scavo di gallerie. 

Il cantiere è dotato letteralmente di centinaia di gru, quasi tutte operative nello stesso momento. Quella che però desta più attenzioni è l’immensa gru centrale (Big Carl) di colore giallo, usata per issare gli anelli metallici che compongono la struttura interna degli edifici dei reattori, e che verrà utilizzata per posare in sito l’enorme cupola monolitica in acciaio in cima ai predetti anelli. 

Al di là delle enormi dimensioni del cantiere, delle macchine e del numero dei lavoratori impiegati (più di 8000), e’ incredibile la cura e l’attenzione alle comunità locali, sparse in piccoli villaggi attorno alla centrale. EDF ha creato piccoli centri di formazione ed aggregazione per i residenti e per chiunque fosse interessato a lavorare al cantiere.

Conclusioni, o meglio, arrivederci…

Si sente spesso dire che il progetto abbia sprecato troppe risorse finanziarie e che abbia subito troppi ritardi. Nonostante ciò, crediamo che l’eredità che verrà lasciata alla comunità in termini di investimenti sia finanziari che umani sia impagabile. Tutti coloro che verranno formati in questi centri e che spenderanno del tempo lavorando ad un progetto così complesso, potranno usufruire di tali conoscenze per tutta la vita. 

A questo punto, visto che l’appetito vien mangiando, non resta che darci appuntamento per altre visite, Krsko, Zwilag e, perchè no, Flamanville e Torness. 

Foto e Link

Ulteriori informazioni sono disponibili al seguente link: https://www.edfenergy.com/energy/nuclear-new-build-projects/hinkley-point-c

Il “dome” dell’unità 1 durante le fasi finali della sua costruzione
Lo skyline di gru con “BigCarl” (la più grande gru al mondo) mentre posiziona un segmento anulare (347 tonnellate di acciaio) dell’unità 1.

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