Radioattività naturale: Calbuco 2015

vulcano1Le ceneri vulcaniche presentano varie composizioni a seconda del tipo di magma. In generale, gli elementi più abbondanti che si trovano in qualsiasi tipo di magma sono il silicio e l’ossigeno; in particolare tra di loro composti sotto forma di silice (biossido di silicio: SiO2).
I principali gas emessi durante l’attività vulcanica sono acqua, biossido di carbonio, biossido di zolfo, idrogeno, solfuro di idrogeno, monossido di carbonio e cloruro di idrogeno. I gas sulfurei ed alogeni, ma anche i vari metalli espulsi durante l’eruzione, vengono rimossi dall’atmosfera attraverso varie reazioni chimiche e processi fisici, oppure assorbiti dalla superficie delle ceneri.
Le ceneri vulcaniche contengono anche – in quantità variabili a seconda del tipo di vulcano e del tipo di eruzione – alcuni radionuclidi naturali. Essendo che la crosta terrestre ed il magma ne contengono in abbondanza. Principalmente si tratta di radioisotopi del potassio, del radio, dell’uranio e del torio.
Mettendo insieme i risultati di alcuni studi [1], si trovano valori di concentrazione complessiva della radioattività molto diversi (sempre a seconda del tipo di eruzione, ma anche del tipo di studio/analisi), ma che possiamo racchiudere in un intervallo approssimativo di 400-800 Bq/Kg.
È importante sottolineare che tali valori non forniscono alcuna informazione “concreta”, né tantomeno esaustiva, sulla reale pericolosità delle ceneri. Tuttalpiù si può stimare con opportuni calcoli una radiotossicità teorica, che però rischia di essere assai poco significativa e creare inutili allarmi(smi).
D’altra parte, si dice che l’eruzione del vulcano Calbuco in corso in questi giorni in Cile abbia già comportato un’emissione di ben 210 milioni di tonnellate di ceneri (è una stima, ovviamente).

vulcano2
Dunque, fatti i conti della serva, forse non è una cattiva idea ricordarsi i risultati, soprattutto la prossima volta che sentiremo parlare di “pericolo nucleare” con cifre impressionanti espresse in bequerel [Bq]. Sarà sempre la dose che eventualmente farà il danno. E senza esposizione (interna od esterna) la dose è nulla.

Note:
[1] per esempio questo, o quest’altro.

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