di Pierluigi Totaro
Il 5 dicembre scorso è venuto a mancare, all’età di 98 anni, il prof. Renato Angelo Ricci, uno dei padri della spettroscopia nucleare in Italia.
Il Professor Ricci ha avuto una carriera accademica di altissimo profilo, ma desideriamo ricordarlo in particolare per essere stato tra i pochissimi scienziati che, anche dopo l’esito referendario del 2011, continuarono a impegnarsi per tenere viva la speranza di un possibile ritorno dell’energia nucleare nel nostro Paese.
Fu tra i primi a credere nel progetto del Comitato Nucleare e Ragione e a sostenerne con convinzione le iniziative. Nel 2012, in qualità di presidente dell’associazione Galileo 2001, aderì al nostro appello pubblico per la convocazione di una Conferenza Nazionale sull’Energia, e si adoperò affinché anche la Società Italiana di Fisica e l’Associazione Italiana Nucleare – di cui era presidente onorario – facessero altrettanto. Fu quello un primo tentativo, per quanto a ragion veduta molto velleitario, di riportare all’attenzione dei media e della classe politica la necessità di approcciare il problema energetico con razionalità e senza ideologie, dando voce e credito alla comunità tecnico-scientifica.
Nel giugno 2013 andammo a trovarlo ai Laboratori INFN di Legnaro, da lui ancora assiduamente frequentati nonostante l’età avanzata. Pranzammo insieme. Fu un incontro piacevole, cordiale ed estremamente significativo, ma anche dal sapore agrodolce. Ricci sentiva il peso della solitudine e il fallimento della sua generazione, la quale aveva contribuito a portare l’Italia in prima linea tra le Nazioni all’avanguardia nelle tecnologie nucleari, ma al tempo stesso si era resa responsabile di aver fatto troppo poco per impedire che un simile patrimonio andasse perduto.
Dalle sue parole traspariva l’amara consapevolezza che quasi certamente non avrebbe potuto vivere abbastanza per veder riparato il danno. Al contempo, lodava noi ragazzi che eravamo venuti a trovarlo, e la nostra determinazione non ancora intaccata.
Interpretammo quell’incontro come un implicito e silenzioso passaggio di testimone.
Nel gennaio 2019 il Consiglio Direttivo del Comitato Nucleare e Ragione decise di conferire al prof. Ricci la qualifica di Socio Onorario, titolo con il quale è rimasto membro dell’associazione fino alla sua scomparsa della scorsa settimana.
Del prof. Ricci conserveremo l’eredità della sua tenace energia, l’onestà intellettuale e la ferma intenzione di non arretrare nemmeno di fronte alle cause (apparentemente) perse.
Buon viaggio prof. Ricci. Il nostro impegno prosegue senza sosta, e le centrali nucleari le costruiremo anche per lei.
E’ una promessa.
