Successo di pubblico per la conferenza lancio di Nucleare e Ragione

Martedì 26 Aprile si è tenuta presso il Caffè San Marco di Trieste la conferenza “Radioattività, miti e fatti di un fenomeno naturale” promossa dal Comitato Nucleare e Ragione, relatore il prof. Claudio Tuniz, direttore della Scuola Internazionale sulla Sicurezza Nucleare IAEA/ICTP di Trieste.
Circa un centinaio di persone, tra le quali diverse personalità del mondo dell’Università e della Ricerca cittadino, ma in prevalenza gente incuriosita dall’argomento e desiderosa di informarsi in materia, hanno ripercorso la storia della scoperta della radioattività e del suo utilizzo da parte dell’uomo, partendo dal lavoro pioneristico di Marie e Pierre Curie, passando per l’opera del connazionale Enrico Fermi, fino a toccare i temi dell’utilizzo dell’energia nucleare per scopi bellici e industriali ai nostri giorni.
Molte le curiosità portate all’attenzione del pubblico dal prof. Tuniz, una fra tante la vera e propria “moda” radioattiva dell’inizio del Novecento, quando si trovavano in commercio acque minerali, cioccolata e prodotti cosmetici radioattivi e gli stabilimenti termali con acque contenenti Radon erano meta di numerosi turisti.
Ampio spazio è stato concesso agli interventi del pubblico, il quale ha tuttavia preferito porre domande e considerazioni sui temi di più scottante attualità, come quelli della sicurezza nucleare e delle risorse di uranio; temi questi che, giova ricordarlo,  verranno trattati diffusamente nelle prossime conferenze, essendo l’argomento troppo vasto per essere ridotto ad una risposta di pochi minuti. Gli interventi del pubblico hanno inoltre messo in luce come a volte l’informazione su cui si basa l’opinione pubblica sia superficiale e a volte provenga da fonti inattendibili. Lo scopo del Comitato Nucleare e Ragione è anche questo, cercare di contrastare questa tendenza fornendo informazione scientifica obiettiva e di qualità. Tuttavia l’obiettivo di conciliare interventi qualificati con la semplicità divulgativa non è semplice da conseguire, specie nei tempi ridotti di una singola conferenza. Parte del pubblico ha infatti ritenuto ancora troppo specialistici gli argomenti trattati, e da più persone è stata espressa la richiesta di richiamare i concetti base della radioattività anche nelle conferenze future.
Il Comitato intende venire incontro alle esigenze espresse dal pubblico, ed in tal senso dedicherà la parte introduttiva della prossima conferenza a chiarire, con linguaggio semplice e alla portata di tutti, i concetti che più hanno destato la curiosità del pubblico di ieri: di cosa si compone l’atomo,  cosa significa “decadimento radioattivo” e come esso interagisce con l’organismo umano e con i materiali.
Vi rinnoviamo dunque l’invito a partecipare al prossimo appuntamento, martedì 10 Maggio, sul tema delle radiazioni ionizzanti in medicina. Presto troverete su questa pagina l’orario e la sede della conferenza.

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Una mela al giorno

Una mela al giorno, toglie il medico di torno. Ma le radiazioni? 

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Liliana, una studentessa triestina che ha partecipato alla nostra prima conferenza/incontro, ci chiede se esistano dei cibi o delle bevande che possano aiutare a “deattivare la radioattività”, in particolare quella che arriva (o potrebbe arrivare) in Italia dall’incidente nucleare di Fukushima, in Giappone.

Sarebbe molto bello, infatti, se potesse esistere qualche rimedio naturale o una particolare dieta che contrasti l’effetto delle radiazioni, o che le “de-attivi”, come suggerisce la domanda. 

Per dare una risposta, dobbiamo innanzi tutto comprendere cosa sono le radiazioni e come interagiscono con il nostro corpo. L’immagine più semplice, e corretta, che possiamo avere, è quella di immaginare le radiazioni come proiettili e gli atomi radioattivi come delle piccole pistole che sparano in tutte le direzioni. Un elemento radioattivo è dunque come una pistola che spara un proiettile; tipi diversi di radioattività corrispondono dunque a proiettili con energia diversa e con dimensioni diverse. La radiazione betacorrisponde ad un piccolo calibro, mentre la radiazione alfa corrisponde ad un calibro molto più grosso. Il danno che un proiettile può fare, dipende dalle sue dimensioni e dalla forza con cui viene sparato! Una particella alfa di poca energia è come un sassolino, od un pezzettino di mollica lanciato da un bambino: rimbalza sulla nostra pelle e non ci fa nulla. A volte persino un centimetro d’aria è sufficiente per fermarla! Ma lo stesso sassolino lanciato con una fionda può farci male! Alcuni atomi radioattivi, inoltre, sparano un colpo ogni secondo, altri ogni anno, altri ancora ogni milione di anni! 

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Siccome questi “proiettili” sono molto piccoli, dovessero avere energia sufficiente per colpire il nostro corpo, non vedremmo (per fortuna!) dei “fori” nel nostro corpo! Questo non vuol dire che non siano proiettili potenzialmente pericolosi! Infatti hanno le dimensioni giuste per interagire con il nostro DNA! Come nella figura qui sopra, uno di questi proiettili (la radiazione, ovvero ad esempio una particella alfa, beta o gamma) può spezzare la doppia elica del DNA. Quando questo accade, esistono dei meccanismi di riparazione, nel nostro organismo, che rimediano al danno. Ma può capitare che questi meccanismi falliscano, e che in alcuni casi questo possa portare allo sviluppo di un tumore.

Questo fenomeno accade ogni giorno, costantemente, nel nostro organismo! Infatti, indipendentemente da Fukushima, da Chernobyl o da qualunque altra attività umana, siamo colpiti ogni giorno da migliaia, milioni, miliardi di questi proiettili: moltissimi arrivano dallo spazio (raggi cosmici), altri sono emessi dalla terra stessa (radioattività naturale), molti ancora ci colpiscono perché contenuti naturalmente nel cibo che mangiamo (ad esempio nelle banane!). Ognuna di queste situazioni “naturali’ espone il nostro organismo (inevitabilmente!) a questi proiettili. Un po’ come se camminassimo sempre sotto una fitta pioggia. 

Molte delle attività umane aumentano il numero di questi proiettili in circolazione. In questi giorni vi è molta preoccupazione per quelli che possono essere arrivati dal Giappone. In realtà, da Fukushima, non sono arrivati direttamente dei “proiettili” (come nemmeno da Chernobyl), ma piuttosto possono essere stati trasportati in Italia degli elementi radioattivi, ovvero delle pistole. In particolare, si parla di Iodio 131. Questo elemento spara particelle beta, cui seguono gamma, che hanno abbastanza energia per danneggiare il nostro organismo. Lo Iodio 131 è tuttavia una pistola che si scarica molto in fretta. Continuando con la metafora, dopo 8 giorni la metà delle pistole allo Iodio 131 sono già scariche, dopo 16 giorni un quarto lo sono, e via dicendo.

Inoltre è necessario considerare quante sono queste “pistole in circolazione”. Un modo per determinarlo e cercare di raccogliere i “bossoli” e dal numero di bossoli risalire a quanto Iodio c’è in giro. Tutte le misure effettuate in Italia, fino ad oggi, non hanno mostrato alcuna differenza significativa tra i bossoli di Iodio-131 trovati prima di Fukushima e dopo Fukushima! Quindi, per rispondere a parte della domanda di Liliana, ora non vi è “radiazione giapponese” da cui difendersi.

Ma cosa fare per “difendersi” dalle radiazioni che sono presenti naturalmente, o per altri motivi, in Italia? Esistono giubbotti anti-proiettile naturali? La risposta è la stessa che se ci si chiedesse se esistono cibi che possono difenderci da un proiettile “vero”. No, e si. Non esiste alcun cibo che potrebbe difenderci da qualcuno che ci spara! Per quanto si mangi sano, un proiettile è un proiettile! Ma certo, una alimentazione corretta ed un fisico sano possono aiutare chi venisse colpito da un proiettile, a riprendersi meglio dalla degenza.

Presentato oggi alla stampa e al pubblico il Comitato Nucleare e Ragione

Si è svolta stamattina presso lo storico Caffè San Marco di Trieste la conferenza stampa di presentazione del Comitato Nucleare e Ragione.

Costituitosi formalmente lo scorso 17 Aprile,  il Comitato Nucleare e Ragione, di natura  apartitica e senza fini di lucro, è promosso da un gruppo di studenti di Fisica dell’Università di Trieste, dottorandi e giovani ricercatori attivi in diversi centri di ricerca italiani ed europei.
Scopo del Comitato è la diffusione presso l’opinione pubblica di un’adeguata conoscenza scientifica e tecnologica, relativamente al problema energetico italiano. Si intende fornire alla popolazione gli strumenti per conoscere e saper valutare con il necessario senso critico le caratteristiche, i benefici ed i rischi delle diverse fonti energetiche: quelle tradizionali basate sui combustibili fossili, quelle rinnovabili e quelle legate allo sfruttamento del processo di fissione nucleare. Un ambizioso obiettivo è quello di ridimensionare la disinformazione e l’irrazionale allarmismo che hanno troppo spesso trovato spazio in molti livelli della società civile, anche con la complicità di alcuni organi di stampa.
Per il raggiungimento di tali scopi il Comitato si propone di avvicinare alla cittadinanza gli esperti del settore, fornendo una piattaforma organizzativa per l’allestimento di incontri, conferenze e dibattiti pubblici in cui affrontare con rigore scientifico, obiettività ed equidistanza le tematiche relative alle diverse fonti di energia, al loro impatto sulla salute e sull’ambiente e al loro costo economico.
E’ stato infine presentato il ciclo di incontri di divulgazione scientifica promosso a livello cittadino, il primo dei quali, presentato in sintesi dal professor Claudio Tuniz, direttore della Scuola Internazionale sulla Sicurezza Nucleare IAEA/ICTP, che ne sarà il relatore, avrà luogo il giorno 26 aprile 2011, alle 18:00, presso il Caffè San Marco, con il titolo “Radioattività: miti e fatti di un fenomeno naturale”.  

Volantino

La scala INES e le differenze tra Fukushima e Chernobyl.

Ines

L’incidente di Fukushima Dai-ichi è stato classificato di livello 7 sulla scala INES, come l’incidente di Chernobyl, in Ucraina, 25 anni fa. Per spiegare quale sia il significato del “livello 7” e quali le differenze tra Chernbobyl e Fukushima Dai-ichi, il dott. Riccardo Bevilacqua del Comitato Nucleare e Ragione ha scritto questo articolo per Appunti Digitali, in collaborazione con la dott.ssa Eleonora Presani.

La scala INES (International Nuclear and radiological Event Scale) è nata nel 1989 dalla collaborazione tra l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) e l’Agenzia per l’Energia Nucleare (NEA) dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE).

INES è stata pensata come uno strumento di comunicazione tra le autorità competenti ed il pubblico; lo scopo di INES è fornire al pubblico, in modo semplice ed immediato, informazioni su un evento (da una semplice anomalia, sino ad un incidente serio) che coinvolga attività in ambito nucleare o radiologico. Queste attività includono centrali nucleari per la produzione di energia, ma anche attività di trasporto e gestione di materiali radioattivi, attività di ricerca scientifica in cui siano utilizzate sorgenti radioattive o in cui siano impiegati acceleratori di particelle (un incidente al CERN viene anche valutato con INES), o infine attività mediche, sia di diagnostica che terapeutiche.

Continua a leggere su Appunti Digitali.

Promotori e sostenitori del Comitato Nucleare e Ragione

PRESIDENTE

dott. Pierluigi Totaro, Università di Padova

DIRETTIVO

dott. Enrico Brandmayr, Università di Trieste

dott. Francesco Pascoli, Università di Trieste

SOSTENITORI

dott. Riccardo Bevilacqua, Uppsala Universitet

dott. Matteo Montagnese, Rijksuniversiteit Groningen

dott. Luca Piazza, École Polytechnique Fédérale de Lausanne (EPFL)

dott. Alberto Simoncig, University of Hamburg, CFEL

dott. Massimo Venaruzzo, Università di Trieste

 

Incontro al Caffè S.Marco: Radioattività – miti e fatti di un fenomeno naturale. Interviene il prof. Claudio Tuniz


Data: 26 aprile 2011, ore 18:00
Luogo: Trieste, Caffe’ S.Marco, via Cesare Battisti 18
 

Non puoi nasconderti dalla radioattività. Anche il depliant che ora stai leggendo é leggermente radioattivo. Se sei in una stanza chiusa, magari in un piano semi-interrato, stai probabilmente respirando atomi del gas radioattivo radon. Peggio ancora se fumi, perchè stai inspirando radioattività di polonio-210 e altri radioisotopi contenuti naturalmente nel tabacco. Il tuo corpo e  anche quello del tuo gatto sono  radioattivi. Le stelle che esplodono periodicamente nell’universo ti colpiscono con le loro radiazioni, particolarmente quando viaggi in aereo.  Negli ultimi  decenni, sono state prodotte quantità crescenti di materiale radioattivo da usare in medicina e agricoltura, per la generazione di energia, ma anche per la guerra. Vi racconteremo, anche con dimostrazioni pratiche, miti e realtà  di questo speciale fenomeno naturale.

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Comitato Nucleare e Ragione

“Nucleare e Ragione” è un Comitato di natura apartitica e senza scopi di lucro costituito al fine di promuovere in Italia il raggiungimento di un’equilibrata strategia di approvvigionamento energetico della quale i cittadini siano resi partecipi e consapevoli, attraverso la fruizione delle basi scientifiche e tecnologiche delle diverse fonti di energia, del loro impatto sulla salute e sull’ambiente e del loro costo economico.
Il Comitato nasce dallo sforzo comune di alcuni studenti dell’Universita’ di Trieste e di giovani ricercatori e dottorandi attivi in numerosi centri di ricerca italiani e stranieri.
Il Comitato si propone di portare a conoscenza dell’opinione pubblica, con obiettività, equidistanza e rigore scientifico, i benefici ed i rischi di ciascuna fonte energetica, con particolare attenzione all’energia nucleare, utilizzando ogni mezzo di comunicazione diretto ed indiretto, quali gli organi di informazione e di stampa, le conferenze ed i dibattiti.
Il Comitato opera prevalentemente sul territorio triestino con incontri pubblici, seminari, conferenze allo scopo di promuovere e diffondere un’informazione scientificamente corretta sul problema energetico in Italia e sull’utilizzo civile dell’energia nucleare.

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