– COMUNICATO STAMPA – Manifestazioni in tutto il mondo in favore dell’energia e delle tecnologie nucleari: in Italia il 27 settembre

Il nucleare è indispensabile per coniugare il progresso umano alla cura dell’ambiente.

PDF del comunicato stampa scaricabile qui.

Stand Up for Nuclear” è un mese di mobilitazione nelle piazze di tutto il mondo (in Italia: Torino, Milano, Trento, Trieste, Roma e Palermo) per sottolineare l’importanza dell’energia nucleare come fonte energetica affidabile e pulita, in grado di coprire la crescente domanda globale d’energia e allo stesso tempo proteggere la nostra salute e l’ambiente, abbattendo le emissioni di gas serra e l’inquinamento atmosferico.

L’iniziativa nasce dalla Nuclear Pride Coalition: un’alleanza internazionale di organizzazioni no-profit ed indipendenti che ha l’obiettivo di preservare ed espandere l’uso dell’energia nucleare. Gli organizzatori di ogni città sono autonomi e fanno riferimento alla Coalizione per supporto, coordinamento e condivisione di informazioni.

Nei Paesi industrializzati dell’occidente l’energia nucleare spesso non viene considerata come una delle opzioni future per l’approvvigionamento energetico e al contrario la tendenza è quella di chiudere anzitempo gli impianti a fissione attivi e non costruirne di nuovi.

L’Italia paga tuttora i costi del prematuro abbandono del nucleare, sia in termini di ritorno d’investimento non goduto, che in termini di perdita di competenze occupazionali e competitività e non ultimo in termini di mancata riduzione di emissioni.

Eppure, tramite l’uso esclusivo di altre forme di energia pulita quali le rinnovabili non sarà possibile ottenere l’obiettivo di ridurre le emissioni così come previsto nei patti per il clima.

La Coalizione si propone invece di portare all’attenzione del pubblico i benefici della tecnologia nucleare, partendo da un’opera di divulgazione e demitizzazione di alcuni luoghi comuni.

Gli organizzatori italiani – in particolare – si propongono l’obiettivo di portare agli stand esperti e appassionati nell’ambito nucleare che possano mettersi al servizio della comunità per dipanare dubbi e presentare pro e contro in un dialogo aperto a tu per tu con la cittadinanza. I cittadini potranno trovare informazioni non solo sulla produzione energetica dal nucleare – approfondendo temi caldi come le conseguenze degli incidenti e il trattamento delle scorie – ma anche su altre applicazioni tecnologiche come la medicina nucleare e sviluppi futuri quali reattori avanzati e fusione nucleare.

Per maggiori informazioni:

– Twitter: @Nuclear_Pride

– Facebook: Nuclear Pride Coalition, Comitato Nucleare e Ragione

– Instagram: Stand_up_for_nuclear

– Online: standupfornuclear.orghttps://nucleareeragione.org/standup-2020/

Coordinatori Nazionali:

Enrico Brandmayr, mailto:nucleareeragione@gmail.com

Davide Loiacono, mailto:nucleareeragione@gmail.com

Coordinate eventi e referenti locali:

Stand Up for Nuclear Milano:

P.zza Castello (Via Luca Beltrami 2), ore 10-18. Davide Loiacono, mailto:nucleareeragione@gmail.com

Stand Up for Nuclear Trento:

L.go Carducci, ore 10-18. Lorenzo Helfer, mailto:standupfornucleartn@gmail.com;

Stand Up for Nuclear Trieste:

P.zza Sant’Antonio Nuovo, ore 10-18. Enrico Brandmayr,  mailto:nucleareeragione@gmail.com;

Stand Up for Nuclear Torino:

P.zza Castello, ore 10-18. Giuseppe Francesco Nallo; mailto:nucleareeragione@gmail.com

Stand Up for Nuclear Roma:

P.zza San Silvestro, ore 10-18, Giuseppe Canzone, mailto:nucleareeragione@gmail.com

Stand Up for Nuclear Palermo: Emanuele Riccelli

E’ tempo di #StandUpForNuclear!

L’aperitivo nucleare di Settembre? È a tema #StandUpForNuclear ! Con gli organizzatori locali parleremo di cosa ci spinge a scendere in piazza a manifestare, quali sono i pro e i contro dell’energia nucleare ma anche tutti gli altri usi della radioattività e delle tecnologie nucleari!
Per maggiori informazioni sull’evento del 27 settembre, ricordiamo che è online la pagina dedicata.

Le “Regole” dell’aperitivo sono sempre le stesse:

1) collegati sul nostro canale Youtube o sulla nostra pagina Facebook.
2) prendi una birra
3) mettiti comodo
4) ascoltaci
5) prepara le domande!
6) Offrici una birra cliccando qui:

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Passi avanti per il nucleare del futuro

Ripubblichiamo due articoli dedicati ai recenti sviluppi nei progetti di ricerca per la realizzazione di una nuova generazione di reattori nucleari da fissione.
Gli articoli originali sono disponibili qui e qui.


Terrapower ci riprova: progetto NATRIUM

Terrapower, l’azienda creata da Bill Gates con lo scopo di fornire soluzioni avanzate al problema del riscaldamento globale, ha appena rivelato un nuovo progetto basato sul nucleare.
Secondo quanto descritto sul sito e dai principali media USA (ad esempio Reuters e NYT), la compagnia, in team con GE-Hitachi, vuole proporre un SMR che, dalle info rilasciate, sembrerebbe basato sulla tecnologia del PRISM di General Electric. Quindi un reattore veloce raffreddato a sodio liquido (da cui il nome NATRIUM), scalata ad una potenza di 345 MWe.
PRISM è un reattore di 4° generazione, dotato di sicurezza intrinseca, alimentato da combustibile metallico invece che ossido, come nei convenzionali reattori PWR/BWR. E’ quindi capace di riciclare combustibile usato e funzionare da “burner” per ridurre la quantità di “rifiuti” della filiera.
La particolarità del progetto sarebbe nell’accoppiata con un sistema di storage termico a sali fusi. Questo lo renderebbe particolarmente interessante in un ecosistema nel quale sia presente una quota elevata di fonti intermittenti.
I nostri lettori ricorderanno che questa caratteristica è ad esempio presente anche nel progetto MOLTEX.
Seguiremo questo progetto e vi terremo informati degli sviluppi, sperando abbia maggior fortuna dello sfortunato TWR.

NuScale al traguardo della certificazione del design, ma la strada è ancora in salita

NuScale Power è la prima azienda, e per ora l’unica, ad ottenere da parte della Nuclear Regulatory Commission (NRC) statunitense la certificazione del proprio design di Small Modular Reactor. Tale certificazione, ottenuta al termine di un esame di tutte le specifiche di sicurezza del concetto di reattore proposto, ha durata di 15 anni (rinnovabile) e sostanzialmente apre le porte alla commercializzazione dei reattori modulari NuScale.

Il parere positivo ottenuto dall’Advisory Committee on Reactor Safeguards (ACRS) non è tuttavia senza ombre. In particolare è stato rilevato un possibile difetto nell’impianto di raffreddamento del nocciolo, nel quale acqua addizionata di boro circola più volte attraverso cicli di evaporazione e condensazione. Tuttavia, la fase di evaporazione priverebbe l’acqua del boro, riducendone la capacità di assorbire neutroni, dunque di interrompere la reazione a catena.

NuScale avrebbe già risolto questo potenziale problema, malgrado ciò l’ACRS ha chiesto un’ulteriore valutazione di questo meccanismo di sicurezza e del rischio connesso all’immissione accidentale nel circuito di acqua priva o povera di boro, richiesta fatta propria dalla NRC.

Tali approfondimenti saranno dunque oggetto d’esame al momento della richiesta di licenza operativa per uno o più reattori NuScale.

L’importante traguardo della certificazione del design è ulteriormente offuscato dai tentennamenti del primo cliente annunciato di NuScale, la Utah Associated Municipal Power System (UAMPS): l’utility elettrica ha infatti in progetto la realizzazione di una centrale NuScale da 12 moduli di potenza complessiva pari a 720 MW la cui costruzione dovrebbe cominciare nel 2023, per essere operativa nel 2026. Tuttavia, citando l’aumento dei costi attesi e l’intervenuta contrarietà al progetto di alcune municipalità che aderiscono all’utility, UAMPS avrebbe espresso a NuScale l’intenzione di rimandare il progetto di 3 anni.

La posizione più cauta di UAMPS potrebbe essere dovuta anche ad una campagna stampa fortemente ostativa al progetto, montata da alcuni media locali anche ad opera di organizzazioni ambientaliste, come The Union of Concerned Scientists e Uranium Watch, da sempre su posizioni critiche o del tutto contrarie al nucleare.

Gli sforzi di NuScale per far percepire i reattori modulari intrinsecamente sicuri, tanto da postulare la riduzione quasi a zero dell’attuale area di emergenza (di 32 km di diametro) prevista per la loro installazione, non sembrano per ora aver fatto presa, almeno nel pubblico.

Secondo i detrattori, il design che ha ottenuto la certificazione prevede moduli di potenza pari a 50 MW ciascuno, mentre la centrale dello Utah vedrebbe moduli di 60 MW di potenza, che dunque richiederebbero una nuova valutazione. Dal canto suo NuScale replica che l’aumento di potenza del 20% ricade negli ampi margini di sicurezza del design e non ha implicazioni di sicurezza rilevanti. Inoltre la licenza dello specifico impianto avverrebbe in seguito ad un altro esame approfondito da parte della NRC, come da prassi.

Sul fronte dei costi, a chi obietta che il progetto sia troppo costoso per una utility privata, UAMPS risponde che i costi previsti sono pari a 55 $ al MWh, competitivi quindi con altre fonti di produzione elettrica, quali il gas naturale e le rinnovabili.

Come abbiamo già avuto modo di sottolineare in un precedente articolo sui reattori modulari, molta della fortuna di questi progetti dipenderà però non soltanto dalla loro capacità di mantenere le promesse, ma anche dall’apertura mentale degli organismi regolatori e dalla loro capacità di evolvere al pari della tecnologia e, per quanto riguarda la riduzione dei tempi e dei costi di costruzione, dalla capacità di armonizzare a livello internazionale i requisiti normativi.

Rendering di un modulo di potenza NuScale (foto NuScale via World Nuclear News)