Il TG5 e le post-verità su Fukushima

[34 secondi densi di errori]

Questa mattina abbiamo scritto alla redazione del TG5, per chiedere un’immediata rettifica in merito ad alcune affermazioni false, contenute in un servizio andato in onda nell’edizione delle 20:00 dello scorso 21 maggio.

Non è la prima volta che ci troviamo a dover commentare le inesattezze, le imprecisioni e le falsità diffuse dagli organi di stampa e dai mezzi di comunicazione di massa italiani sull’incidente di Fukushima e, in generale, sull’impiego civile delle tecnologie nucleari.
Lo scivolone del TG5 è, in questo caso, un esempio emblematico non solo della scarsa professionalità e della superficialità dei media nei confronti di tematiche così delicate e importanti, ma anche – ci duole dirlo – di un generalizzato atteggiamento ostile e diffidente dell’establishment culturale italiano verso l’energia nucleare.
E’ impossibile non notare come ogni occasione sia utile – spesso come in questo caso su presupposti assolutamente errati e pretestuosi – per rinvigorire nell’opinione pubblica il senso di diffidenza nei confronti delle tecnologie nucleari. Tecnologie che, pur non essendo impiegate nel nostro Paese per produrre energia elettrica, sono parte integrante del tessuto industriale italiano e di numerosissime realtà applicative in campo medico, agricolo, di ricerca.

L’ostilità è resa evidente dalla facilità con cui le notizie false su questo argomento passino sostanzialmente inosservate. In piena epoca di lotta alle cosiddette fake news, a quali ondate di indignazione assisteremmo, in altri contesti?

Riportiamo qui sotto la trascrizione delle affermazioni andate in onda, e la copia della lettera che abbiamo fatto pervenire alla redazione del TG5.

«Con un referendum la Svizzera ha deciso di abbandonare le centrali nucleari puntando tutto sulla energia rinnovabile. Il 58,2% degli svizzeri ha votato sì alla legge proposta dal parlamento elvetico decidendo così di investire tutto sulla green economy. Il processo di denuclearizzazione era già stato avviato con la chiusura di 2 centrali delle 5 presenti, una decisione accelerata dal tragico incidente di Fukushima in Giappone che causò centinaia di vittime e rese la zona inaccessibile a causa delle radiazioni nucleari.»

TG5, edizione delle ore 20, 21/05/2017: minuto 25:04 – 25:38

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5 pensieri su “Il TG5 e le post-verità su Fukushima

  1. Ottima reazione.
    Ma non otterrete risposta.
    E non la otterrete, perché il TG5 ha volontariamente disinformato, non c’era nessuna superficialità nel servizio. C’era precisa volontà di trasmettere un messaggio falso.

  2. Oltre a menzogne ed imprecisioni va notata una pesante omissione: la Svizzera dopo la conferma via referendum non si è “denuclearizzata”, ma ha rinunciato a valutare l’opzione di sostituire o (meglio, a mio modesto parere) ampliare il suo”parco nucleare”. Per il momento… Potrebbe infatti esserci tempo sufficiente per un saggio ripensamento nel mentre che le centrali ancora operative maturano la pensione.

  3. Le notizie false sulla questione nucleare passano sostanzialmente inosservate, è vero, ma si sedimentano nella cosiddetta memoria collettiva. Trovo odioso anche solo pensare che fra qualche anno tale sedimentazione possa giungere ad un livello tale per cui divenga scontato riferirsi al grave incidente di Fukushima come ad una specie di ecatombe. Questo deve essere impedito. Non si tratta semplicemente di “combattere” per difendere le ragioni dell’uso pacifico dell’energia nucleare; ma di difendere la libertà di pensiero da condizionamenti che oso definire subdoli, o comunque velati, di cui difficilmente ci si rende conto. Infatti, nella confusione, nell’approssimazione, nell’equivoco trova terreno fertile una forma sottile di violenza, immateriale, di fronte alla quale, al contrario di quella materiale, è davvero difficile riuscire a difendersi. E questo vale, secondo il mio modesto parere, indipendentemente dal fatto che quanto da voi qui riportato sia frutto di una vista o di una scelta deliberata.

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